BRITMARIE E’ STATA QUI

BRITMARIE E’ STATA QUI. Fredrik Backman. Mondadori.
Va bene… è stata qui, abbiamo capito, però adesso si trasferisce altrove vero?
Brutto da dire di un’autore che amo molto e che scrive davvero bene. Tuttavia “il troppo stroppia” e una volta giunta la fine del romanzo, passato l’entusiasmo per l’ironia e il bello stile, resta il retrogusto amaro di aver letto un libro la cui storia non porta da nessuna parte, dove il protagonista ha l’abitudine di ripetersi. Britmarie è un personaggio che conoscevamo già, a cui purtroppo questo romanzo aggiunge ben poco, fatta eccezione per qualche informazione sulla sua infanzia segnata da un luttuoso incidente.
La storia si apre con Britmarie, sessantenne insopportabile ed avulsa dal mondo, che cerca un lavoro dopo aver lasciato Kent (fresco di infarto, ma comunque e sempre imprenditore di grande successo) e le sue camicie che da anni hanno il profumo della sua amante (un uomo con la sensibilità e la delicatezza di un’emissione d’aria che risale dallo stomaco). Al centro per l’impiego, dopo aver rallegrato la giornata dell’impiegata, Britmarie riceve un incarico temporaneo in un anonimo paesino, abbandonato da dio e dagli uomini. Un luogo desolato dove la crisi ha decimato l’industria lasciandosi dietro carcasse umane di ogni sorta. Senza sapere come e soprattutto senza volerlo, Britmarie diventa parte di un’eclettica comunità nonché allenatore della squadra di calcio locale. Per dovere di cronaca: Britmarie di calcio ne sa meno di me, e io sono rimasta a Dino Zoff. Britmarie detesta il calcio più di me: e io durante i mondiali di non so quale anno guardavo Don Camillo e Peppone.
A far da contorno troviamo personaggi buffi, a volte stereotipati al limite del credibile, che contribuiscono a spingere avanti una storia che a mio parere avrebbe dovuto iniziare, per davvero, con un evento che accade a 3/4 del romanzo.
BRITMARIE E’ STATA QUI, non è un brutto libro, si legge bene ed è anche divertente, ma non sfiora certo i livelli dei suoi predecessori.

IL PRODIGIO

IL PRODIGIO. Emma Donoghue. Neri Pozza.
Siamo a metà ottocento. E’ grazie alla fama e all’autorità della scuola di Florecene Nightingale che ha frequentato l’infermiera Lib Wright, che le viene affidato un incarico molto particolare dal comitato di un piccolo paese irlandese. Vigilare sulla piccola Anna O’Donnell che ha 11 anni e che sostiene di non nutrirsi se non di manna del cielo da almeno 4 mesi. La bambina è in breve diventata famosa e meta di pellegrinaggio in un paese prostrato dalla fame e che “ha bisogno” di miracoli. Lib viene dall’Inghilterra ed è convinta con il suo spirito pratico e razionale di riuscire a smascherare la truffa in un paio di giorni. Non si aspetta certo di trovarsi di fronte a una bambina quieta, gentile educata e ovviamente molto devota che parebbe non nutrirsi veramente. Dopo una settimana però la bambina inizia a deperire velocemente e continua a rifiutare il cibo nonostante le venga spiegato chiaramente che è in pericolo di vita. Lib confrontandosi con un giornalista irlandese che capisce di più quella realtà e che è venuto in paese per scrivere articoli su Anna, cerca di capire il mondo di dolore e i segreti inconfessabili che sono dietro alla decisione della bambina.
Un romanzo splendido con un’ottima ambientazione che tiene alta la tensione e che parla di temi complicati: di superstizione, ignoranza, del ruolo della religione ma sopratutto di adulti pavidi, insensibili e che non si assumono le responsabilità che non possono essere di un animo così innocente e influenzabile come quello di un bambino.
Il parroco, il medico, la madre, l’intero comitato, nessuno è il diavolo o forse lo sono tutti quando non vedono più in Anna una persona ma un mezzo o un grattacapo.

GLI OTTIMISTI MUOIONO PRIMA

GLI OTTIMISTI MUOIONO PRIMA. Susin Nielsen. Il Castoro.
Petula ha 16 anni e vive a Vancouver, si veste con cose strambissime tutte fatte da lei ed è 180 cm di ansie e paure da quando la sua sorellina piccola è morta. Nonostante siano passati più di due anni la famiglia sembra non riuscire a riprendersi. La madre riempie la casa di gatti abbandonati e il padre rientra poco e poco volentieri. Petula cerca di parare i colpi come può e di prevenire tutto ciò che tra loro può essere motivo di discussione pulendo e cucinando. E’ obbligata dal preside della scuola (personaggio minore bellissimo) a frequentare il corso di arteterapia , ribattezzato da lei Mani Abili per Menti Instabili, dove conosce altri ragazzi soli e considerati un po’ strani perchè come lei hanno un fardello troppo pesante da portare. Tra questi c’è Jacob appena trasferitosi da Toronto, un ragazzo solare e positivo che però fatica a parlare dell’incidente nel quale ha perso metà di un braccio. Jacob e Petula si innamorano ed è proprio quando la felicità inizia a far parte delle sue giornate che l’ottimismo fa breccia nel suo modo di pensare, così come il dolore di una nuova delusione, perchè ottimisti o pessimisti nessuno è in grado di controllare la vita.
Il nuovo romanzo della Nielsen la conferma come un’ottima autrice per ragazzi ma visti i temi trattati decisamente più forti, non può avere la leggerezza e il brio dei romanzi precedenti … tranne i botta e risposta tra Petula e il preside.

PRIMA DI PRANZO

PRIMA DI PRANZO. Angela Thirkell. Astoria.
Inghilterra anni ’50. Il signor Middleton è molto preoccupato, vede la pace della sua casa di campagna minacciata quando la sorella gli comunica che passerà l’estate da lui con i suoi due figliastri che lui ricorda essere ragazzi un po’ sopra le righe. E in effetti Daphne e Denis non passano di certo inosservati in quel mondo fatto di nobili pigri che trascorrono giornate tra fiere del bestiame, ricevimenti, the e riunioni senza senso per perorare cause che non interessano nessuno, ma sanno farsi voler bene con il senso pratico e la dinamicità che contraddistingue la nuova borghesia.
Questo è il terzo romanzo che leggo della Thirkell, l’ambientazione è sempre la stessa così come le tematiche e i frettolosi intrecci amorosi, tant’è che alcuni dei personaggi dei romanzi precedenti fanno anche qui la loro comparsata in una sorta di continuità.
Una delle mie letture british classiche insomma, ma questo romanzo a differenza degli altri due è sicuramente meno vivace con un tocco addirittura di malinconia nel personaggio disilluso e triste della signora Middleton.

SCRIVERE E’ UN MESTIERE PERICOLOSO

SCRIVERE E’ UN MESTIERE PERICOLOSO. Alice Basso. Garzanti.
Secondo romanzo della serie della ghostwriter per vocazione e investigatrice all’occasione, più simpatica che ci sia. Vani Sarca (per la descrizione del personaggio leggasi il commento al primo romanzo) stavolta è alle prese con un libro di cucina, lei che si nutre solo di patatine al formaggio birra scura e whisky, deve scrivere le memorie della cuoca storica della famiglia Giay Marin la famosissima casa di moda. La signora però, un’ottuagenaria un po’ confusa inaspettatamente si accolla la colpa dell’omicidio del rampollo di famiglia avvenuto qualche anno prima e già chiuso dopo la confessione del fratello.  Ormai ufficialmente collaboratrice del commissario Berganza, Vani non può ignorare la cosa e cerca di capire perchè questa confessione non le quadra.
Così come nell’altro romanzo anche qui all’impianto giallo (un po’ debole onestamente) fa da cornice la vita di tutti giorni di Vani: le peripezie sentimentali del suo piccolo clone adolescente sua vicina di casa Morgana, il suo ex fidanzato che rincontra con la nuova fiamma, un’intesa inaspettata con il commissario.
Tanta ironia, riflessioni acute, uno stile brioso certo ma lessicalmente curato, svariate citazioni letterarie dalle quali traspare il grande amore per la letteratura di una ragazza che conosce il mestiere. ne fanno una lettura molto piacevole e veloce, leggerò presto il terzo romanzo uscito da poco.

DENTE PER DENTE

DENTE PER DENTE. Francesco Muzzopappa. Fazi.
Leonardo lavora come sorvegliante al Museo d’Arte Contemporanea più brutto che esista al mondo. Appassionato di motori, senza due dita e da tutti considerato un mediocre, ogni giorno non si capacita di come possa essere fidanzato con Andrea, una bellissima ragazza ricca e di successo ma purtroppo per lui molto devota, che ha deciso quindi di non fare sesso fino al matrimonio. Quando quindi lui la trova in atteggiamenti inequivocabili con il suo vicino fotomodello, pianifica il suo Piano VEV (Virile e Vendicativo) nel quale decide di infrangere uno per uno i dieci comandamenti a cui Andrea sosteneva di attenersi.
Che dire questo autore si conferma un vero spasso, leggero e veloce  certo ma sa scrivere e ha trovate veramente originali. L’infrazione di Non nominare il nome di Dio invano mi ha fatto rotolare dalle risate, per non parlare della descrizione delle opere rigorosamente inventate esposte nel Museo.
Bravo davvero.

L’accademia del Bene e del Male – 3. L’ultimo lieto fine

L’ACCADEMIA DEL BENE E DEL MARE. L’ULTIMO LIETO FINE. Soman Chainani. Mondadori.
Età di lettura: da 11 anni.
Concordo. Salvo alcuni sprazzi, battute quasi stiracchiate, il terzo volume ha perso l’effervescenza iniziale, quella che ci ha fatto sorridere e ridere. Purtroppo non condivido l’opinione comune secondo cui l’epilogo è all’altezza delle aspettative.
Abbiamo iniziato la saga con Male vs Bene, poi Ragazzi vs Ragazze, adesso è il turno di Vecchio contro Nuovo. Troviamo le eroine Agatha e Sophie esattamente dove le abbiamo lasciate: Agatha e Tedros nascosti nella cittadina di Gavaldon. Sophie confinata nella torre del “nuovo” Gran Maestro: Rafal, giovane aitante che attende da lei il fatidico Sì; fatidico perché per tutta la durata del libro il mantra ripetuto alla noia è che Sophie deve distruggere l’anello o tutto il mondo finirà…
Finalmente il Male può trionfare attraverso l’amore della loro malvagia regina e il progetto di conquista di Rafal pare andare liscio come l’olio. Sophie porta il suo anello sugellando la promessa dell’amore eterno. I Cattivi delle fiabe, notoriamente morti sconfitti, sono stati resuscitati (un po’ rappezzati) ed ora trucidano allegramente i loro eroi, riscrivendo le fiabe famose.
Dall’altra parte Agatha è alle prese con un’ingiusta condanna al rogo, un principe poco principesco e molto adolescente, e un gruppetto di vecchi eroi (davvero vecchietti con tutti gli acciacchi del caso e questa è stata una delle parentesi belle del libro), non ancora defunti che, non solo devono preservare il loro lieto fine, ma aiutare lei a trovare il suo.
La rivelazione del segreto che accomuna Sophie ed Agatha, l’unico mistero del romanzo, è stata condotta in modo frammentato, forse anche poco utile ai fini della trama.
Insomma, il terzo capitolo suona stiracchiato e ridondante, avrebbe potuto (e dovuto) essere più corto, più incisivo.
Soman Chainani sta scrivendo un quarto libro relativo a questa serie… pare che la fine, né lieta né altro, sia arrivata dunque.

CRONACHE DELLA DISCORDIA

CRONACHE DELLA DISCORDIA. Francesco Marocco. Mondadori.
Si perdono quasi nel tempo le ragioni dell’odio feroce, assoluto e del tutto irrazionale che divide gli abitanti di Paludazzo e Montesole, due piccoli comuni della Basilicata. E quando proprio il neonato comune di Fiumesecco, nato dall’accorpamento dei due, è richiamato alle urne per il ballottaggio e la scelta del sindaco che influirà anche sullo scenario politico italiano, la guerra e l’odio si fanno ancora più duri. Una guerra che non risparmia certo colpi bassi e di pessimo gusto, ma nè paludazzesi ne’ i montesolani sono disposti a lasciarsi governare dal sindaco avversario. Gli occhi del paese poi per una volta sono tutti puntati su questa piccola e desolata fetta d’Italia che riserva però sapori autentici, come autentici sono i sentimenti e le vite dei suoi abitanti: come Riccio una ragazzino orfano  di Paludazzo innamorato della figlia del Sindaco di Montesole, o Serafino che vive dell’amaro ricordo di quel dribbling non riuscito al provino con il Napoli, o la professoressa “Culobasso” appassionata di giochi di carte virtuali e convinta che nei libri ci siano tutte le chiavi.
Uno stile molto ricercato, ricco di metafore calzanti e particolari per raccontarci il nostro paese attraverso una storia attuale e ingegnosa, e soprattutto molto divertente.
Davvero un bellissimo romanzo che varrebbe la pensa leggere anche solo per la descrizione del premier Matteo Renzi, ops scusate volevo dire Mirko Bazzi!!

L’Italia era come un gomitolo ingarbugliato, un apparato digestivo in sofferenza e Mirko Bazzi ne aveva inteso le due anime, proponendosi da un lato come l’uomo intraprendente e astuto capace di scegliere il filo giusto da tirare per sbrogliare la matassa, dall’altro incarnando il rigurgito espresso da una popolazione nauseata, per cui quell’uomo nuovo, giovane, carino e ottimista rappresentava l’unica possibile cesura con la vecchia casta politica del malaffare.
La politica doveva raccontare storie, anche se questo significava perdere di vista la realtà, che inevitabilmente a volte finiva ammaccata dai colpi dell’affabulazione.

MATRIMONIO DI CONVENIENZA

MATRIMONIO DI CONVENIENZA. Sophia Kingsley. Newton Compton Editori.
E’ tra gli ebook più venduti da Amazon da più di un mese ormai, i voti sono quasi unanimi e viene descritta come “la rivelazione dell’anno” “imperdibile, favoloso” e chi più ne ha più ne metta. Certo potevo fare caso al fatto che i virgolettati erano assolutamente anonimi. Comunque sia, mi ha convinta il prezzo (0,99 cent) e soprattutto il fatto che l’autrice che scrive sotto pseudonimo fosse una mia concittadina.
Quindi cara concittadina, visto che qualche battuta carina la sai fare perchè rovinare tutto con una trama di una banalità così imbarazzante? Non è davvero possibile che non riuscissi a inventare qualcosa di più originale.
Londra giorni nostri. Lei è povera e un po’ ignorante e per poter accedere all’eredità miliardaria della nonna deve sposare un titolato. Lui è un duca ma versa in condizioni economiche disastrose. Si sposano e si odiano ma devono fingere, poi lei conquista tutto il bel mondo con la sua originalità prende pure lezioni di bon ton dal maggiordomo (ebbene sì pure questa) litiga in continuazione con la suocera però si accorge che lui non è poi così pessimo e da lì si amano alla follia, poi c’è il fraintendimento che li divide (un fraintendimento da minus sapiens) e l’amore trionfa con tanto di erede.
Mah.

LA CASTELLANA

LA CASTELLANA. Iny Lorentz. Beat Editore.

Nominato balivo grazie ai servigi resi al Conte Palatino, Michel Adler vive con la moglie Marie nel castello di Sobemburg, riconquistata la dignità perduta e ormai dimenticato il passato. Eppure le avventure dei nostri eroi non sono finite e la tranquilla vita coniugale viene disturbata dalla sanguinosa guerra che l’imperatore Sigismondo ha deciso di intraprendere contro gli eretici Hussiti. Michel è costretto a prendervi parte con un proprio esercito e lascia così Marie, che si scoprirà incinta appena dopo la partenza del marito, ad amministrare le proprietà. Informata della morte del marito ed espropriata del proprio titolo e del castello, Marie decide di partire alla ricerca di Michel certa di ritrovarlo in vita. La poveretta si ritroverà ad affrontare una serie di peripezie a dir poco incredibili, ma come sempre l’amore trionferà. Ribadisco quanto già detto sulla “prima puntata”, interessante l’ambientazione storica ma scontati i finali.