CONFUSIONE (La saga dei Cazalet vol. 3)

CONFUSIONE. Elisabeth Jane Howard. Fazi Editore.

Siamo nel 1942 e anche se la fine della guerra è ancora lontana, i Cazalet vivono nella speranza della rinascita imminente. L’attenzione dell’autrice si sposta verso le nuove generazioni, i nipoti e soprattutto le donne della famiglia: Louise, Polly e Clary. Le tre cugine si affacciano alla loro nuova vita in modi diversi ma sempre da donne di una nuova era: Louise, tradendo leggermente le speranze riposte nel suo personaggio, si ritrova sposata ad un uomo che non ama e prigioniera di una vita ben lontana dalle aspirazioni che aveva manifestato mentre le sue cugine, alla ricerca di una nuova autonomia femminile, riusciranno ad andare a vivere a Londra da sole. Nel frattempo, Rachel continua a sopravvivere tra la devozione per i genitori e l’amore “segreto” per Sid, Edward mantiene le sue relazioni clandestine ma si lega sempre più ad una delle sue amanti, Villy si occupa dell’organizzazione e gestione della famiglia dai piccoli agli anziani, Hugh lavora nell’azienda di famiglia e subisce le confidenze del fratello Edward, Zoe (bella sorpresa come personaggio per l’evoluzione positiva) sempre sola si dedica totalmente a  sua figlia. Il vero personaggio emergente, tuttavia, è Archie, amico del disperso Rupert, sarà il perno intorno a cui gravita tutta la famiglia e a cui tutti affidano le loro confidenze.Sempre brava l’autrice che riesce a riprodurre lo stato d’animo del periodo storico attraverso le vite dei personaggi, si respirano ancora le privazioni della guerra ma emerge sempre più forte nei protagonisti la voglia di riscatto e di vivere appieno ogni istante disponibile.

GEMELLE IMPERFETTE

GEMELLE IMPERFETTE. Affinity Konar. Longanesi.
Devo a questo romanzo parecchie notti tormentate. E’ angosciante e straziante come solo la realtà più inimmaginabile può esserlo in una delle pagine più atroci e bestiale della storia dell’umanità.
Stasha e Pearl hanno poco più di dieci anni quando arrivano ad Auschwitz nel 1944 e in quanto gemelle vengono subito dirottate al cosiddetto e tristemente conosciuto Zoo di Mengele, il capanno dove l’Angelo della Morte conduce le sue sperimentazioni: sugli albini, sui rom, sui nani ma soprattutto su gemelli, la sua ossessione. La condizione di “protette” del dottore garantisce loro alcuni evidenti privilegi, il prezzo che dovranno pagare però è talmente alto da fargli spesso agognare la morte.
Il romanzo è raccontato in prima persona dalle due gemelle a capitoli alterni e in sostanza è diviso in due parti. La prima racconta la vita nel campo delle due bambine, l’incredulità iniziale di fronte all’insensibilità di cui si sono ammantati gli atri bambini per sopravvivere, i rapporti instauratisi con qualcuno di loro, il loro codice segreto per distribuirsi in parti uguali pesi e fardelli che permette loro di andare avanti e soprattutto l’insano rapporto instauratosi con Mengele. Poi una sera Pearl sparisce e Stasha dopo un primo momento nel quale si sente annientata è decisa a ritrovare la sua metà. Ma l’Armata Rossa ormai è arrivata, il campo viene sgomberato e l’altra metà del romanzo ci racconta il viaggio di Stasha e Feliks, un ragazzo che le due consideravano quasi un terzo gemello perchè Mengele aveva ucciso il suo gemello, attraverso una Polonia distrutta e il caos imperante in quella che si può definire una vera apocalisse di dolore nel quale a poco a poco qualche barlume di ottimismo e speranza fa capolino.
Che sia un romanzo per stomaci forti l’ho già detto, quello che a mio avviso l’ha reso ancora più toccante è il punto di vista e la descrizione della realtà delle due bambine che raccontano o fanno caso a cose che non capiscono (noi purtroppo sì) e utilizzano un registro linguistico quasi fiabesco per raccontare l’impossibile.
Joseph Mengele non pagò mai per nessuno dei suoi crimini e visse una vita relativamente tranquilla tra l’Argentina e la Germania, aiutato e coperto da parecchie persone importanti, all’orrore non c’è davvero fine.

 

I CORAGGIOSI SARANNO PERDONATI.

I CORAGGIOSI SARANNO PERDONATI.  Chris Cleave. Neri Pozza.
Neri Pozza pubblica l’ennesimo bel romanzo. Bello.
Lo stile accurato, personaggi di spessore, ironia pungente e comicità spietata a stemperare una Londra che si tinge di fiamme e morte.
Seconda guerra mondiale, Londra evacua i bambini nelle campagne… sì i bambini, quelli belli, quelli forti. Gli altri: i ritardati, gli storpi e i negri vengono lasciati sulla banchina della stazione, non voluti, non scelti, abbandonati alle bombe tedesche.
Lei si chiama Mary North, diciottenne di famiglia ricca, il padre parlamentare è una figura mitologica di cui tutti parlano ma che mai compare. Impalpabile ed inutile quanto un fantasma. Mary, per cui la guerra inizia come un gioco, diventa un’insegnante, scoprendo suo malgrado un mestiere che la infiamma. Una vocazione che interpreta a suo modo: controcorrente.
Lui è Tom Shaw. Direttore del distretto scolastico, non è si è arruolato perché convinto che ci sia un altro modo di combattere: mantenere le basi per la ricostruzione.
Mary piomba nel suo ufficio come una granata, vessandolo fino a quando non ottiene un lavoro e un edificio mezzo diroccato, dove allestire la sua classe: quella dei non-sfollati.
“Stavo pensando che ti amo”, dice Mary, “Anche io”, risponde Tom. Questi sono loro. Due amanti, due diversi ceti sociali, che si inseguono tra le rovine di una città che presto inizia a conoscere il peso dei bombardamenti.
Lui è Alistair Heath, ex curatore della Tate Gallery, il migliore amico di Tom che dopo aver messo al sicuro i capolavori del museo, decide improvvisamente di arruolarsi volontario.
Il romanzo è una narrazione doppia sulla Seconda Guerra Mondiale: da un lato la Londra quotidiana, quella dei ricchi e quella dei poveri a cui Mary si ostina ad insegnare (il suo allievo preferito è Zachary Lee, un bambino di colore che le darà parecchi grattacapi).
Dall’altro Alistair e il combattimento attivo, prima in Francia e poi a Malta. L’assedio, la morte, la menomazione, il cameratismo.
Troppe sarebbero le cose da raccontare: in questo libro c’è tutto dal punto di vista umano. Dalla lotta per la sopravvivenza, alla lotta per i diritti civili. La speranza di ricostruire una società migliore, una speranza sfregiata e piena di lutto. L’amore che non trionfa, ma si trasforma, adattandosi alla tragedia.
Da leggere assolutamente.

PER PRIMO HANNO UCCISO MIO PADRE.

PER PRIMO HANNO UCCISO MIO PADRE. Loung Hung. Piemme.
17 aprile 1975. Loung Ung, 5 anni, e la sua famiglia fuggono da Phnom Penh.
Il padre, un uomo fermo, coraggioso, amabile, che non smetterà mai di essere una presenza fissa nella vita di Luong, lavora per il governo che è appena stato spodestato dagli Khmer Rossi. Loung è una bambina sveglia, inquisitiva (una caratteristica che per l’età, l’estrazione sociale e l’epoca non è proprio un pregio), non sa darsi pace per quell’esodo scomodo e furtivo, apparentemente senza meta, sino a quando, giunti in campagna dai parenti agricoltori la verità le piomba addosso come una maledizione. Non torneranno mai casa, non devono parlare della loro precedente vita in città (gli Khmer rossi considerano corrotti dall’occidente tutti coloro che hanno lasciato la campagna, solo i contadini sono ritenuti “puri”), vivono sotto mentite spoglie, con la costante paura che qualcuno possa riconoscere loro o il padre.  Quello che Luong ancora non sa è che il colpo di stato ha condannato tutta la Cambogia ad una lenta morte. Un genocidio di quasi due milioni di cambogiani, uccisi dalla fame, dalle malattie, dalle esecuzioni sommarie. Una terra deturpata e fiaccata da un’ideologia folle.
Per quanto risoluta ed accorta, la famiglia di Luong si disintegra. Per prima suo sorella maggiore, inviata in un campo di lavoro, poi suo padre ed infine sua madre e la sorella minore. I suoi fratelli imprigionati e lei stessa destinata ad un campo di addestramento. Una lotta continua contro la fame, la disperazione, il lavaggio del cervello ad opera degli istruttori.
Ci vogliono anni prima che i vietnamiti pongano fine al regime, mesi trascorsi con il fratello  ritrovato, e la di lui moglie, in un campo profughi prima che ai tre venga concesso il visto per gli Stati Uniti.
Ciò che più tocca della narrazione non è certo lo stile, semplice e diretto, bensì la “vista” da basso. La guerra civile, la morte, la fame, vista con gli occhi di una bambina che aveva tutto e si trova inspiegabilmente a non avere niente. Un libro che fa riflettere.

LO SFIGATO

LO SFIGATO. Susine Nielsen. Rizzoli.
Stavolta è Vancouver la città scelta dalla madre di Ambrose per ricominciare da capo per l’ennesima volta. Nonostante tutti i trasferimenti però la sua vita rimane desolatamente la stessa, fatto oggetto di bullismo da parte dei compagni di scuola, solo e senza amici e oppresso da una madre ai limiti del paranoico. Ambrose però ha 12 anni e un ottimismo innato, e quando conosce Cosmo il figlio poco raccomandabile dei suoi vicini, appena uscito di galera e con un passato da tossico, capisce subito che come lui ha bisogno di aiuto per imboccare la strada giusta. Ambrose e Cosmo condividono la passione per lo Scrubble (una specie di Scarabeo) ma soprattutto Cosmo tratta Ambrose come un normale ragazzino facendolo sentire per la prima volta accettato.
Questo è il primo romanzo della Nielsen, quello che l’ha portata al successo e sinceramente mi aspettavo molto di più. Carino certo ma anche piuttosto banalotto, mi è sembrato la brutta copia (molto più brutta) di Un ragazzo di Hornby. Il suo più bello rimane indiscutibilmente Siamo tutti fatti di molecole.

 

GRETA GRINTOSA

GRETA GRINTOSA. Astrid Lindgren. Iperborea.
La casa editrice Iperborea ha recentemente inaugurato una collana per i più piccoli, tassello ancora mancante nella sua vasta offerta editoriale nordica.
La mamma di Pippi Calzelunghe non ha certo bisogno di presentazioni, ma questa raccolta di racconti natalizi e non, sono veramente belli, e se possono risultare un po’ datati rispetto a pubblicazioni più moderne e d’effetto, secondo anche troppo, queste storie riescono a essere fantasiose e divertenti mantenendo un tono pacato e riuscendo a conquistare l’attenzione del bambino forse proprio per questo. I nostri racconti preferiti oltre alla mitica Greta Grintosa sono La principessa che non voleva giocare e Sorella mia adorata.

CHE COSA DIRANNO I VICINI

CHE COSA DIRANNO I VICINI. Barbara Vasco. Elliot.
L’antico quartiere Ticinese di Milano è il teatro di questo noir tutto italiano e credetemi sembra di vederlo. In uno dei tanti condomini si incrociano appena le vite degli inquilini: un assicuratore sull’orlo del suicidio, una madre focalizzata sul benessere dei figli incapace di comprendere l’infedeltà del marito, un ricercatore universitario, un supplente in attesa di una cattedra miraggio sempre più lontano, un aspirante scrittore, un aspirante attore e una ragazza che dopo l’ennesima delusione amorosa decide realizzare da sola il sogno di un figlio. Nessuno è più giovane ormai, ed è sicuramente per questo che la precarietà della situazione lavorativa avvelena l’intera loro esistenza e li costringe a ricorrere a bugie, sotterfugi e veri e propri imbrogli per cercare di rimanere a galla.
Mi ha lasciata un po’ così questo romanzo, forse perchè avevo letto recensioni che parlavano di umorismo e ironia che io non ho trovato, anzi ho percepito fino alla fine una patina di malinconia e pessimismo, giustificatissimi per carità.
I personaggi sono caratterizzati bene e lo stile è sicuramente di ottimo livello, i temi poi sono di strettissima attualità e il finale inaspettato, ma andrebbe decisamente sfrondato, sono parecchie le pagine di troppo e qualche trovata veramente divertente, visto che le situazioni grottesche non mancano di sicuro, lo avrebbe trasformato ai miei occhi da un buon romanzo a un ottimo romanzo.

IL CLUB DEL LIBRO E DELLA TORTA DI BUCCE DI PATATA DI GUERNSEY

IL CLUB DEL LIBRO E DELLA TORTA DI BUCCE DI PATATA DI GUERNSEY. Mary Anna Shaffer e Annie Barrows. Astoria.
Astoria ha recentemente ripubblicato il romanzo della Shaffer che qualche anno fa era stato pubblicato da Sonzogno con il titolo La società letteraria di Guernsey (e che tutt’ora si trova in formato ebook e un prezzo decisamente minore).
Il romanzo è semplicemente meraviglioso, una vera chicca.
Innanzitutto l’ambientazione: Guernsey, una delle isole del canale della Manica più vicine alla Francia che all’Inghilterra ma territorio inglese, di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza e che ora vorrei proprio visitare.
L’anno: il 1946, all’indomani della seconda guerra mondiale, quando l’umanità aveva appena iniziato a ricostruirsi un domani.
La protagonista: Juliet Ashton, giovane giornalista e scrittrice in ascesa in cerca di ispirazione per un nuovo romanzo, brillante, generosa, forte ma un po’ buffa.
Forma: romanzo epistolare.
Insomma gli ingredienti c’erano tutti, ma la Shaffer è riuscita ad amalgamarli in un crescendo veramente inaspettato.
Attraverso una serie di lettere che Juliet scambia con la sua migliore amica e il suo editore, impariamo a conoscerla durante il tour promozionale del suo ultimo romanzo.
Un giorno però le arriva una lettera da un abitante di Guernsey, che fa parte di una società letteraria nata come pretesto per sfuggire al coprifuoco dei tedeschi che hanno occupato le isole del canale, unico e molto simbolico territorio inglese occupato.
Incuriosita dal bizzarro nome della società letteraria, nasce così una fitta corrispondenza con tutti i suoi membri che grazie a quegli incontri sono diventati veri appassionati di letteratura.
Juliet a quel punto si reca sull’isola per conoscerli e per conoscere la storia di un’isola che durante la guerra era stata abbandonata a se stessa, ma trova molto di più.
Non voglio svelare troppo di un romanzo che mi ha veramente incantata e meravigliata. Mi sto ripetendo lo so, ma mi ha fatto molto ridere, qualche volta piangere, ci sono colpi di scena e tanta storia. La forma epistolare non è sicuramente la mia preferita, ma qui non risulta per nulla pesante, tutt’altro, visto che l’autrice è riuscita attraverso i diversi registri linguistici dei personaggi a farceli percepire e conoscere.
E’ prevista nel 2018 l’uscita del film con un cast importante e un regista decisamente blasonato, non vedo l’ora!!!

TOM SAWYER IN VIAGGIO

TOM SAWYER IN VIAGGIO. Mark Twain. Landscape Books.
Ho scoperto da poco che Twain scrisse ben quattro avventure con protagonisti i mitici e indimenticabili Tom Sawyer e Huck Finn: le due più famose e probabilmente più belle, questa, pubblicata dalla Landscape Book che in formato ebook ha un prezzo veramente irrisorio e Tom Sawyer detective pubblicato dalla Mattioli 1885 solo in cartaceo.
Qui Tom non si rassegna a vedere offuscata la sua fama in paese e insieme ad Huck e Jim parte per vedere dal vivo una vera mongolfiera. Qualcosa però va storto, beh non potrebbe essere altrimenti, e i tre si trovano prigionieri di uno scienziato folle che li porta a sorvolare il deserto e tutta l’Africa. Le avventure tra beduini e leoni affamati si sprecano, in quella che a tutti gli effetti vorrebbe essere una parodia di Verne.
Questo breve romanzo si legge più che volentieri e i bisticci dei tre sono sempre meravigliosi, quello sulle crociate su tutti, ma per i miei gusti qui ce ne sono troppo pochi a favore delle descrizioni dei luoghi che invece non mi hanno appassionato. Tom comunque merita sempre.

 

 

UNA FIAMMA NELLA NOTTE

UNA FIAMMA NELLA NOTTE. Sabaa Tahir. Nord.
Secondo capitolo, tormento e pathos segnano le pagine (speriamo che il terzo volume torni al livello del primo, qui il pathos inizia ad essere eccessivo).
Elias, figlio non voluto della Comandante, ha finalmente definito se stesso e deciso da quale parte dell’Impero vuole stare: contro l’Impero. Condannato a morte per non aver giustiziato Laia (che per quanto mi riguarda avrebbe potuto essere lasciata alla in-giustizia)  sceglie di darsi alla fuga (rocambolesca e non senza molto aiuto) accettando in cambio di fare irruzione nella prigione di Kauf per salvare il fratello di Laia, divenuto un membro della resistenza.
Questo ciò che accade in poche, pochissime parole.
Tra tutti i personaggi (alcuni davvero degni di nota, inclusa la Comandante che nasconde un segreto di un certo rilievo) spicca, senza ombra di dubbio, Helene, ora divenuta l’Averla Sanguinaria e disgraziatamente vincolata al nuovo imperatore Marcus. Un personaggio complesso che per fortuna fa da contrappeso alla insulsaggine di Laila.
Attendiamo con trepidazione la conclusione (la cui pubblicazione a detta di Amazon è già stata posticipata ben due volte…)