L’ERBA DI IERI

L’ERBA DI IERI. Carolina Schutti. L’Orma.
Maja è una bambina che vive in un villaggio in Germania poco dopo la seconda guerra mondiale, non sa quasi nulla del suo passato e non può chiedere alla zia alla quale è stata affidata perchè le risponde sempre e inesorabilmente che bisogna dimenticare ed essere grati. Il romanzo attraverso vari flashback della sua vita, dall’infanzia all’età adulta, ci fa intuire la sua storia con tanti piccoli indizi che tengono alta la tensione, ma che con un finale molto affrettato (il romanzo è molto breve) e con troppi non detti, mi ha lasciata abbastanza insoddisfatta.
Se lo scopo di questo primo romanzo di questa giovane e premiata autrice austriaca è di trasmettere lo straniamento esistenziale di chi non conosce le sue radici, ha sicuramente raggiunto lo scopo, ma probabilmente io ho gusti troppo convenzionali per lasciarmi conquistare da questo genere di romanzo di cui comunque noto i pregi.

ANNA DAI CAPELLI ROSSI

ANNA DAI CAPELLI ROSSI 3. ANNA DELL’ISOLA. Lucy Maud Montgomery. Il gatto e la Luna.
Anna ha quasi 20 anni ormai, guarda al periodo dell’infanzia con il rimpianto e la nostalgia di chi pensa di avere vissuto molto, anche se sa che “La vita sembra un coppa piena di splendore che ho appena portato alle labbra. Ma dev’esserci anche dell’amaro: c’è in ogni coppa. Prima o poi assaggerò il mio. Be’, spero di essere tanto forte e coraggiosa da poterlo affrontare.”
Questo terzo imperdibile romanzo della serie, racconta i suoi anni all’università di Redmond, le nuove compagne (Philippa è assolutamente irresistibile), le vacanze indispensabili ad Avonlea e le tante buffe proposte matrimoniali così lontane dal suo immaginario. Tutti danno per scontato che si sposerà con Gilbert, tutti tranne lei, che proprio non vuole perdere il suo più grande compagno e che non prova nulla di romantico per lui. Ma quando trova quello che è in tutto e per tutto il principe dei suoi sogni capisce che come sempre nella vita nulla è mai come ce l’aspettavamo.
Bellissimo come gli altri e pieno di chicche, per le grasse risate basta affidarsi come anche nel precedente al piccolo Davy e alla solita irrecuperabile Signora Lynde.

L’umorismo è il condimento più saporito nel banchetto dell’esistenza. Ridete dei vostri errori ma imparate da essi, scherzate sui vostri problemi ma traetene forza, fatevi beffe delle difficoltà ma superatele”

IL SEGRETO DEL CANTO DI NATALE

IL SEGRETO DEL CANTO DI NATALE. Una storia di bontà, gentilezza e fantasmi. Vanessa Lafaye. Harper Collins.
Usciti dalla libreria mio marito ho commentato con tono tra l’indispettito e il rassegnato “Ma tutti gli anni ti fai fregare?!”. Certo da lui un’osservazione del genere non me la sarei mai aspettata … è indiscutibile che quando si tratta di LUI mi faccio fregare in qualsiasi modo. Ora dire che questo romanzo sia stata una fregata è sicuramente eccessivo, ma è altrettanto certo che non condivido l’entusiasmo di cui ho letto in rete.
Racconta la storia di Marley, il socio di Scrooge, il personaggio che troviamo solo all’inizio del Canto di Natale ma che per quanto marginale è fondamentale, e da inizio alle apparizioni della tormentata notte di Scrooge.
La sua infanzia tormentata, la promessa che si sarebbe occupato della sorella, la forza e la determinazione nel farlo e la strada senza uscita che decide di perseguire.
Le atmosfere sono quelle dickensiane, lo stile è gradevole e curato, la trama però è piuttosto banalotta e l’apparizione finale del fantasma a Marley riuscita veramente male e ridondante.

IO ESISTO

IO ESISTO: Babbo Natale vuota il sacco. Saverio Raimondo. Dea Planeta.
Non guardando la televisione non conoscevo questo comico italiano. Ma l’idea di un Babbo Natale senza freni, seppur non nuova, stuzzica sempre e inevitabilmente.
Sono una serie di lettere che Babbo Natale rassegnato ormai a ritirarsi dalla scena, scrive ad alcuni bambini di oggi, ad adulti che furono bambini, a personaggi importanti quali il Papa, Trump, al Sig. Amazon o Greta Tumberg, affrontando così temi attualissimi con irriverenza ma lucidità.
Alcune lettere sono decisamente geniali, altre molto intelligenti, alcune davvero esagerate e con poco senso. Nel complesso una lettura divertente ma non stupida. Peccato per il prezzo ebook davvero eccessivo per una lettura di poche d’ore.

IL CIELO E’ DEI VIOLENTI

IL CIELO E’ DEI VIOLENTI. Flannery O’Connor. Einaudi.
Metà del ‘900 siamo nel profondo Sud americano. Campagna, religione e poco altro. Tre uomini legati da parecchi legami indissolubili: di parentela, odio, amore e ricerca della verità che si intrecciano in ogni modo.
Il vecchio Tarwater convinto di essere un profeta e di dover salvare il pronipote da una vita iniziata nel peccato e farne il proprio successore nella fede.
Il maestro Rayber, rapito da piccolo dallo zio, che per liberarsi del grosso fardello delle sue convinzioni ha abbracciato la razionalità e la conoscenza a tutti i costi.
Il piccolo Tarwater che a quattordici anni alla morte del prozio non sa quale strada prendere e cosa fare della sua vita, conteso e dilaniato tra la razionalità dello zio e le credenze inculcategli dal prozio dalle quali non riesce a liberarsi, ma anche dalla chiamata che sente potente a battezzare Bishop il figlio ritardato di Rayber, purtroppo sarà la via della violenza la sua risposta.
Un romanzo potente, duro, scritto magistralmente negli anni 60 da una importantissima scrittrice americana, che ormai si trova solo in biblioteca.
Se fosse stata atea avrei detto che è un romanzo sul fanatismo e la violenza che ne deriva, ma la O’Connor era una fervente cattolica convinta e questo rimette tutto in discussione e mi lascia con il forte e fastidioso dubbio di non avere capito veramente quello che voleva dire.

CELEBRITY

CELEBRITY. Andrea Kerbaker. La nave di Teseo.
Pino è un giovane barista di Arezzo che custodisce con malcelata soddisfazione un segreto. Non dice nulla a nessuno del paese per gustarsi poi di più la sorpresa quando verrà il grande giorno. Venerdì sera infatti sulla Rai manderanno in onda la puntata nella quale lui è stato concorrente di Botta & Risposta, la trasmissione di punta del preserale. Quando però la puntata viene annullata Pino e la sua intera famiglia la vivono come una grande ingiustizia ai danni della povera gente. Pino così viene ricatapultato nella sua ordinaria e anonima vita e non riuscendo a rassegnarsi compirà un gesto inaspettato e inconsapevole che gli varrà la tanto cercata fama.
Un bel romanzo che indaga sul quasi patologico desiderio di notorietà che spesso le persone normali vivono come senso di rivalsa nei confronti della vita. Viviamo in un mondo in cui non si diventa più famosi solo per meriti e ci si spinge sempre un po’ oltre proprio per ottenere una piccola fetta di visibilità. Onestamente credo che abbiamo superato il limite da un bel pezzo. Molto bello il finale.

UN DOLORE COSI’ DOLCE

UN DOLORE COSI DOLCE. David Nicholls. Neri Pozza.
Erano parecchi anni che aspettavo un nuovo romanzo di Nicholls dopo Noi. E non si può certo dire che la casa editrice abbia risparmiato in pubblicità, forse perchè consapevole del fatto che questo romanzo non regge assolutamente il confronto con gli altri.
Estate del 1997. Charlie Lewis ha sedici anni e sta aspettando gli esiti degli esami, che sa essere disastrosi. E’ stato un anno veramente duro per Charlie. Con il fallimento del negozio del padre, la sua depressione, i problemi economici, la madre che se ne è andata lasciandolo li ad occuparsene. Per sfuggire quindi ai pomeriggi maneschi con i suoi amici, partecipa quindi alla realizzazione di uno spettacolo teatrale, Romeo e Giuletta, dove Giuletta è la meravigliosa Fran Fisher di cui si è innamorato a prima vista.
Il romanzo è la malinconica storia del primo amore, quello assoluto e irrazionale, quello di cui ricorderai ogni dettaglio, quello che arriva nell’adolescenza, un momento in cui le cose non ti accadono e basta, ma ne vieni travolto, quello destinato quasi sempre a finire in fretta.
Direi che questo romanzo rappresenta perfettamente l’uomo composto e un po’ noioso che ho ascoltato con incredulità a Mantova.
Non vi è dubbio che lo stile di Nicholls abbia fatto un passo avanti, è più sofisticato e più elegante e l’introspezione è notevole, ma poco importa se poi non è più capace di trasmettere le emozioni a cui ci ha abituati. Si contano sulle dite le battute degne del Nicholls di Le domande di Brian, e manca completamente il ritmo a cui ha abituati con Un giorno.
Oltre al fatto che non ho assolutamente compreso perchè abbia voluto ambientare la storia negli anno ’90 senza poi sfruttarne per nulla il potenziale.
Intendiamoci non è certo un brutto romanzo, e la mia severa valutazione sicuramente risente delle altissime aspettative che avevo, ma credo che dovrò mettere anche lui nella lista degli autori che hanno già dato il meglio, sarà sicuramente per l’età, ma la mia lista purtroppo si sta allungando a vista d’occhio.

UNA BANDA DI IDIOTI

UNA BANDA DI IDIOTI. John K. Toole. Marcos y Marcos.
Siamo a New Orleans negli anni ’60. Ignatius O’Reilly è un ragazzone enorme e pigro, convinto di avere tutte le verità in tasca quindi sempre pronto a criticare tutto e tutti nonostante non abbia avuto alcun tipo di vera esperienza. Vive con una madre che schiavizza ma che nonostante ciò cerca di coprirlo in tutte le maniere.
Il romanzo racconta le sue paradossali avventure con personaggi assurdi quanto lui, che dovrebbero rappresentare i peggiori difetti della società americana dell’epoca.
La storia della pubblicazione di questo romanzo (la madre che ha quasi perseguitato le case editrici dopo la morte del figlio per suicidio) gli è forse valsa il Premio Pulitzer, che gli venne conferito postumo visto il grande successo dovuto al passaparola. Da allora è diventato un vero e proprio cult e in rete le opinioni sono quasi unanimi nel considerarlo senza dubbio geniale.
C’è anche però un piccola ma rilevante minoranza che lo considera come me, non grottesco ma grossolano, non divertente ma noioso, e che non comprende assolutamente tutta la genialità che gli viene attribuita.

BASSANI E FERRARA

IL GIARDINO DEI FINZI CONTINI. Giorgio Bassani. Einaudi.
All’indomani della promulgazione delle leggi razziali del ’39 i Finzi Contini, famiglia ebrea ricchissima di Ferrara che fino a quel momento aveva fatto vita ritirata, decide di aprire il parco, la casa, ma soprattutto il campo da tennis a tutti coloro che non possono più accedere ai servizi della città. E’ così che si ritrovano Micol e il protagonista/narratore che si conoscono fin da bambini ma sempre e solo da lontano. L’amore del protagonista per Micol è destinato come la vita ad essere una grande delusione.

GLI OCCHIALI D’ORO. Giorgio Bassani. Feltrinelli.
Il dottor Fadigati è sempre stato stimato e ammirato a Ferrara, fino a che non rivela al mondo la sua omosessualità. Uomo colto e facoltoso viene umiliato e poi evitato fino al drammatico epilogo. La sua storia ci viene raccontata dal solito narratore/protagonista ebreo, che nel periodo antecedente le leggi razziali, crea una sorta di complicità con lui alla luce delle loro diversità.

La critica si divide nell’individuare il vero capolavoro di Bassani tra questi due romanzi. Io voto sicuramente per Gli occhiali d’oro, nel primo l’autore in una trama più lunga si perde in dettagli non necessari e nelle descrizioni della città che ne appesantiscono sicuramente la lettura.
Lo stile di Bassani è colto ma troppo pomposo e sicuramente non scorrevole, i personaggi non vengono mai tratteggiati in maniera accurata e le loro motivazioni vengono sempre lasciate troppo vaghe, i contenuti invece ci sono e sono importantissimi.
Insomma trovo la sua una testimonianza NECESSARIA e fondamentale, ma trovo le sue opere non altrettanto fondamentali dal punto di vista puramente letterario.
Ho guardato anche i due film tratti dai libri: quello più famoso di Vittorio De Sica e quello meno conosciuto ma secondo me splendido di Montaldo, con un Philippe Noiret strepitoso e un giovane Rubert Everett. Che dire, due bei vecchi film che mi sono arrivati più dei romanzi, il chè secondo me la dice lunga.

Un ringraziamento speciale al gruppo di lettura IL FARO di Spilamberto che ha organizzato una interessantissima gita a Ferrara sulle tracce dei romanzi di Bassani. E’ stato possibile così visitare una bellissima città con le strade tanto citate nei suoi romanzi e godere di una straordinaria e colta compagnia.

LUPA BIANCA LUPO NERO

LUPA BIANCA LUPO NERO. Marie-Aude Murail. Giunti.
Sauver Saint-Ives è uno psicologo di origini antillesi che esercita in casa oltre che occuparsi da solo del figlio Lazare di otto anni. Lazare è mulatto e scalpita per avere più informazioni sulla madre visto che in casa non se ne parla mai. A questa trama principale cioè il segreto che si cela dietro a tanta omertà e ai problemi che Lazare ha a scuola a causa del colore della sua pelle, si mescolano le storie dei pazienti di Sauver, tutte famiglie apparentemente comuni ma con risvolti drammatici che ormai sentiamo troppo spesso.
E’ sempre un piacere leggere la Murail, è bravissima ad indagare i complicati rapporti familiari e a fare capire a noi adulti quanto stiamo diventando sempre più inadeguati ad essere guide per i nostri figli, visto che il più delle volte siamo persone irrisolte.
Nonostante questo credo che ormai l’autrice abbia sparato le sue cartucce migliori anni fa, sono già parecchi romanzi che non provo quell’entusiasmo e quel calore provato con Miss Charity, Oh boy, Mio fratello Simple o Cecile.