THE WIFE

THE WIFE: Vivere nell’ombra. Meg Wolitzer. Garzanti.
Non conoscevo quest’autrice ma per svariati motivi ho scelto di assistere a un suo evento al Festival della Letteratura di Mantova di quest’anno, mi è sembrato quindi doveroso documentarmi un po’ e leggere quello che viene considerato il suo miglior romanzo. Con inaspettata gioia ho scoperto una penna elegante che sa colpire il nostro emotivo con considerazioni molto scomode.
Joan Castleman è in aereo diretta a Helsinky per accompagnare il marito a ritirare un prestigioso premio letterario che lui, autore famosissimo, attendeva da una vita. E’ la consacrazione di un talento da tutti riconosciuto. In nome di questo Joan ha sacrificato tutto, è stata a fianco al marito nonostante le sue innumerevoli scappatelle, nonostante i rapporti complicati con i tre figli, nonostante anche lei da giovane avesse velleità letterarie. Ma erano gli anni ’50, il movimento femminista non c’era ancora e Joan non ha mai pensato di poter avere una sola possibilità  in un mondo al maschile che irrideva i primi sforzi di autrici indipendenti. Attraverso continui flashback non in ordine temporale, Joan ripercorre la sua vita e il contraddittorio rapporto di amore, odio, ammirazione e senso di rivalsa e sconfitta che ha avuto con il marito.
Un bellissimo romanzo scritto in maniera magistrale, intenso e toccante, e il fatto che la rivelazione finale si intuisca in realtà quasi all’inizio, non disturba assolutamente la lettura, noi lettori non vogliamo più sapere solo quello, vogliamo sapere come è stato possibile.
Meg Wolitzer si definisce una scrittrice femminista, dopo averla ascoltata ne sono rimasta incantata, ho acquistato il suo ultimo romanzo e me lo sono fatta autografare con tanto di dedica per le mie figlie, con la speranza, piuttosto labile in verità, che quando loro saranno più grandi qualcosa sia davvero cambiato, in un mondo in cui il politicamente corretto riesce a nascondere solo in parte le grandi disparità ancora presenti.
Ho visto anche il film e due grandi attori sono riusciti non so come a rendere, con le ovvie differenze, un romanzo che nella trasposizione cinematografica era sicuramente molto complicato.

L’IMPREVEDIBILE VENETIA

L’IMPREVEDIBILE VENETIA. Georgette Heyer. Astoria.
Astoria ha pubblicato in edizione integrale quello che viene considerato uno dei migliori romanzi della regina indiscussa del Regency.
Venetia Lanyon a 25 anni si considera ormai una zitella, tenuta segregata dal padre nella tenuta di campagna non è stata presentata in società come si conviene, e alla sua morte si è dovuta occupare del fratello minore cagionevole di salute. Ma Venetia non è certo una ragazza triste, è intelligente, colta, spontanea e diretta, cosa vista con un po’ di sospetto dai vicini che comunque la adorano. Venetia è cosciente di non sapere nulla del mondo ma non si decide ad accettare la corte del rispettabile e noioso Yardley, e quando nella tenuta a fianco viene a vivere Lord Damarel, noto libertino dalla pessima reputazione ma dai modi accattivanti, non si lascia offuscare dai pregiudizi.
Seguono un po’ tutte lo stesso copione le commedia della Heyer, ma lo stile molto curato e l’ironia tagliente, ne fanno sempre una lettura gradevole, in questo romanzo ci sono meno dialoghi del solito ma le freddure del fratello Aubrey valgono da sole il prezzo di acquisto.

L’UOMO DI FUMO

L’UOMO DI FUMO. Steven Price. Bompiani.
1885 Londra. William Pinkerton, il famoso detective dell’agenzia privata Pinkerton di Chicago, è a Londra a caccia del passato e del chiodo fisso del padre, il ladro Edward Shade. Non si sa se Shade esista davvero, forse il padre ha inseguito per tutta la vita un fantasma, quel che è certo però è che la donna che William stava seguendo per avere informazioni è stata ritrovata tagliata a pezzi. William si avvale quindi dell’aiuto di Shore, agente di Scotland Yard, e in questa intricatissima indagine incontra Adam Foole un mercante gentiluomo molto strano, accompagnato da un uomo gigantesco e da una bambina molto sveglia forse troppo. Il teatro di tutti gli eventi è la Londra squallida e sporca, quella nebbiosa dei bassifondi dove relitti umani si aggirano alla ricerca di sopravvivenza, non certo di vita, ma i continui flash back rigorosamente NON in ordine temporale che interrompono la narrazione e ci raccontano il passato di tutti i personaggi, ci portano in tutto il mondo: in Sudafrica durante la febbre dei diamanti, in America durante la guerra di secessioni e persino in India.
La storia è bellissima, i personaggi caratterizzati in maniera perfetta, i luoghi anche troppo, e questi continui flash back tengono alta la tensione e svelano man mano tante cose, non mi ha nemmeno dato fastidio il fatto che nei dialoghi l’autore non abbia messo ne trattini ne virgolette, cosa molto criticata, secondo me era tutto talmente chiaro che non me ne accorgevo proprio.
L’unica enorme pecca di questo romanzo è la lunghezza, 800 pagine sono davvero troppe, intendiamoci ho letto libri anche più lunghi, ma qui le descrizioni per quanto belle sono veramente troppo minuziose e tediose. Mi chiedo chi sia l’editor dell’autore, un vero peccato.

QUEL CHE SI VEDE DA QUI

QUEL CHE SI VEDE DA QUI. Mariana Leky. Keller.
Luise ha dieci anni e vive in un paesino del Westerwald in Germania. Il suo quotidiano è scandito dai giochi con il suo migliore amico Martin, che farà il sollevatore di pesi, dalle chiacchierate con la pratica nonna Selma che tutti stimano e che si occupa di lei, vista la presenza/assenza dei genitori. Poi ci sono l’ottico, innamorato da sempre di Selma, Marlise la triste che odia il mondo intero, Palm il padre alcolista di Martin, Elsbeth la strega del paese e tanti altri. Con uno stile particolare molto visivo, un andamento favolistico e utilizzando accadimenti piuttosto surreali, la Leky ci parla in realtà di sentimenti piuttosto comuni: il dolore della perdita, la paura del mondo e di buttarsi, l’amore e la morte.
Un romanzo di formazione dolceamaro molto originale, che si legge volentieri ma che non è riuscito a trasmettermi tutte le emozioni di cui ho letto in rete, probabilmente perchè troppo distante dalla realtà e improbabile.

NEL CUORE DELLA NOTTE

NEL CUORE DELLA NOTTE. Rebecca West. Fazi.
Nel secondo capitolo dedicato alla famiglia Aubrey le gemelle sono ormai pianiste affermate ma ancora molto timide e impacciate nel mondo degli adulti, a differenza del fratello Richard Quinn che è sempre stato destinato ad essere adorato da tutti. Cordelia invece diventa quello che in fondo tutti si aspettavano, una moglie convenzionale, lei che ha sofferto più di tutti le stranezze della sua famiglia di artisti.Non mancano nemmeno il fedelissimo Sig. Morpurgo o gli amici del Dog & Duck. La prima guerra mondiale però incombe e il dolore pure.
Così come il primo anche in questo romanzo ho sottolineato parti splendide, ma la fatica è davvero troppa e ho saltato a piè pari pagine e pagine di descrizioni estenuanti. E’ quasi assurdo abbandonare una trilogia all’arrivo (il terzo romanzo uscirà a giorni) quindi credo che quello sarà il modo in cui lo affronterò e stavolta senza sensi di colpa.

IL CENTENARIO CHE VOLEVA SALVARE IL MONDO

IL CENTENARIO CHE VOLEVA SALVARE IL MONDO. Jonas Jonasson. La nave di Teseo.
Non è mai stato nelle intenzioni dell’autore scrivere un seguito al fortunatissimo romanzo con protagonista Allan Karlson, ma come spiega nella prefazione, la china che ha preso il mondo lo ha praticamente costretto.
Il nostro centenario ormai di anni ne ha centouno, ma ha mantenuto il vizio di cacciarsi in situazioni piuttosto complicate. In una intricatissima trama zeppa di bizzarri personaggi, come faccia l’autore ad incastrare tutto senza errori è per me un mistero, Allan si trova nuovamente al centro degli eventi mondiali più importanti. E se nel primo romanzo l’autore ripercorreva tutti gli eventi storici più importanti del ‘900, qui con il suo solito stile ironico e grottesco affronta temi contemporanei. E’ così che Allan si trova invischiato nella corsa al nucleare di Kim Jong-un, ha più di un battibecco con Donald Trump per poi sistemarsi con Angela Merkel nonostante dietro tutti ci siano le trame di Putin. Temevo fosse troppo grottesco non lo è, è attualissimo e frutto di documentazione accurata non di sentiti dire. Mi è piaciuto davvero tanto, più del primo.

LA MACCHINA DELLA FELICITA’

LA MACCHINA DELLA FELICITA‘. Katie Williams. Edizioni E/O.
La storia è ambientata in un futuro prossimo nel quale Pearl è addetta all’utilizzo della macchina Apricity, che attraverso un semplice esame fisiologico, da consigli (piuttosto discutibili a dire il vero) per migliorare la qualità della vita delle persone. Il tema sarebbe stato accattivante e spianava la strada a moltissimi possibili intrecci con risvolti etici e morali importanti, o forse questo era quello che mi aspettavo e cercavo. Niente di più distante dalla realtà. La macchina è solo un espediente per nulla approfondito, per raccontare le vite e le difficoltà dei protagonisti e affrontare temi del tutto attuali per carità, come l’anoressia, la difficoltà dei rapporti di coppia e dell’essere genitori di figli adolescenti, ciò non toglie che nessuno avesse letto la quarta di copertina si sarebbe aspettato un romanzo del genere.
La macchina della felicità di Katie Williams è un romanzo ironico, visionario, esilarante” non so se chi l’ha scritto abbia letto il romanzo che in realtà è tristissimo e malinconico e per di più non ha alcun finale. Non è scritto male ma semplicemente è un altro tipo di romanzo da quello che articoli e descrizioni promettono.

ANNA DAI CAPELLI ROSSI

ANNA DAI CAPELLI ROSSI 2. ANNA DI AVONLEA. Lucy Maud Montgomery. Il gatto e la Luna.
Anna ha ormai 17 anni ed è al suo primo anno di insegnamento. E’ del tutto decisa a portare avanti quelle che sono le sue convinzioni pedagogiche e a conquistare la fiducia e il rispetto dei ragazzi con la gentilezza non con le punizioni, ma scoprirà che non sempre è così facile. Intanto la vita ad Avonlea prosegue tra alti e bassi e nuovi personaggi, il suo bizzarro vicino scorbutico con il suo pappagallo un po’ troppo sincero,  un ragazzino fantasioso spirito affine di Anna, gli irresistibili gemelli Dora e Davy di sei anni che Anna e Marilla adottano e che gli procurano non pochi grattacapi, e l’Associazione per il Progresso costituita dai giovani di Avonlea promossa soprattutto da Anna e Gilbert. Sullo sfondo la meravigliosa natura canadese elemento sempre preponderante nei romanzi della Montgomery.
Nel finale un cambiamento nella vita di Rachel Linde fa si che Anna possa finalmente andare all’Università e ci anticipa quindi il tema del terzo romanzo della serie che non vedo l’ora di leggere. L’amore? Anna per ora inizia solo a percepirlo lontanamente, chissà forse nel terzo.
Divertente, dolce, pieno di positività, il mondo di Anna si conferma IMPERDIBILE!!!

FAVOLA DI NEW YORK

FAVOLA DI NEW YORK. Victor La Valle. Fazi.
Apollo è un ragazzo afroamericano cresciuto con il dolore dell’abbandono del padre di cui ha strani ricordi. Fa il commerciante di libri usati e antichi e così conosce l’amore della sua vita Emma, con la quale si sposa e ha un figlio adorato di cui come tutti i genitori fieri, non può fare a meno di postare moltissime immagini ogni giorno. La fatica del lavoro e dell’accudire un neonato però cambia Emma, che arriva a compiere un gesto agghiacciante. La favola della vita di Apollo si trasforma così in un incubo, dove nulla è quello che sembra e lui dovrà cambiare convinzioni e decisioni lungo un percorso che lo vedrà determinato a riconquistare la felicità perduta.
Romanzo pluripremiato di cui si è fatto un gran parlare, che unisce elementi fantastici e favolistici all’attualità. E’ un mix molto originale, ben calibrato e ben scritto. Come in un thriller i colpi di scena si susseguono per l’intero romanzo in una New York che diventa quasi il terzo protagonista, come in un fantasy la soluzione è nella sconfitta del mostro, come in un romanzo di attualità affronta temi come le difficoltà delle famiglie moderne e i social. L’unico difetto che ho trovato è la verbosità, alleggerito di parecchi pezzi molto descrittivi avrebbe acquistato in potenza.

DIVINO AMORE

DIVINO AMORE. Stefania Bertola. Einaudi.
L’ultimo romanzo appena uscito di un’autrice di cui ho parlato spesso e che non ha certo bisogno di presentazioni (traduttrice di autori famosi, giornalista, scrittrice) non mi ha delusa.
Ovviamente non bisogna storcere il naso al suo gusto per il grottesco e surreale che invece io amo molto, perchè lo utilizza in maniera bonaria, non per puntare il dito ma per sorridere, o meglio ridere, delle tante assurdità della nostra epoca, per non parlare del fatto che infila spesso riferimenti storici e letterari molto colti.
Questa volta entriamo al Palazzo degli Sposi, un’agenzia di wedding planning dove un gruppo di ragazze strambe ma capaci e alla ricerca del proprio amore, cerca di arrabattarsi per accontentare le richieste sempre più assurde e trash di sposi e genitori degli sposi, nella classica Torino dell’autrice.
Divertente ed esilarante e ricco di situazioni ed imprevisti, un’ottima lettura estiva.