L’INTERPRETE

L’INTERPRETE. Annette Hess. Neri Pozza.
1963 Durante il cosiddetto Processo di Francoforte, nel quale Fritz Bauer ha cercato di far condannare buona parte del personale di rilievo di Auschwitz scampato al primo processo, Eva Bruhns viene assunta come interprete dal polacco.
La sua famiglia si mostra recalcitrante all’incarico, mentre il fidanzato assolutamente contrario, probabilmente tutti immaginano che nulla dopo il processo sarebbe stato più lo stesso alla luce di un passato così vicino e soprattutto di segreti troppo scomodi. Ma Eva sceglie di non voltarsi dall’altra parte e di guardare in faccia i sopravvissuti che raccontano esperienze inimmaginabili e cerca di capire in ogni modo come sia stato possibile.
Il punto di vista e la prospettiva di questo romanzo sono molti diverse da tutti quelli (e sono molti) che ho letto finora sull’olocausto. Sono passati quasi vent’anni dalla fine della guerra e in Germania tutti seguono il processo con sentimenti contrastanti: incredulità, diffidenza, dolore, voglia di dimenticare e lasciarsi alle spalle una pagina incomprensibile per la maggior parte dei tedeschi in anni nei quali c’era il boom economico e la ripresa, contro il desiderio di vendetta o più spesso la necessità di ricordare e di far sapere di tutte le vittime e di coloro che cercavano giustizia per loro.
Davvero bello e nuovo. Ho letto in rete molte critiche sul fatto che l’olocausto venisse trattato con freddezza e superficialità, non sono assolutamente d’accordo, credo che il non indugiare sulle testimonianze sia stata una scelta assolutamente consapevole dell’autrice, il tema del romanzo era ben specifico, dichiarato e non meno importante, e il momento storico diverso, e fatico a definire freddo un romanzo che mi ha colpito come e a volte più di altri.

IL SEGRETO DEGLI ESTENSI

IL SEGRETO DEGLI ESTENSI. Francesco Folloni. Damster Edizioni.
La mia gita a Ferrara mi ha lasciato con la curiosità di sapere di più degli Estensi e quando ho letto un articolo su questo giallo scritto da un giovane modenese non me lo sono lasciata sfuggire.
Sofia Valenti è un commissario della questura di Modena che deve capire chi, perchè e come è stato vandalizzato il busto di Francesco I d’Este realizzato dal Bernini dentro la Galleria Estense. Si avvale dell’aiuto di Cristian, esperto d’arte con un passato non troppo limpido e di Ermes professore ed ex ricercatore. L’inchiesta si svolge in soli tre giorni con continui salti tra Modena e Ferrara, colpi di scena e una trama molto intricata. Forse avrete capito che ho trovato questa imitazione di Dan Brown abbastanza modesta e a volte un po’ grossolana, per non parlare dei personaggi senza alcuna caratterizzazione. Nonostante questo mi sono divertita moltissimo a leggerlo e ho imparato tanto della casata d’Este, dei monumenti della mia bellissima città e di Ferrara. Un particolarità del romanzo è che è disseminato di QRCode, la cui lettura attraverso il telefonino apre i link a video realizzati dallo stesso autore nei quali spiega e ci mostra i monumenti di cui parla.
Insomma al di la del valore letterario, mi sento di dire: largo ai giovani! Imparare divertendosi non è forse un grandissimo successo per un lettore??!!

LA FAMIGLIA PIOTTA

LA FAMIGLIA PIOTTA. Silvino Gonzato. Neri Pozza.
La famiglia Piotta vive al settimo piano di un gigantesco palazzo popolare nella provincia veronese. Colonna portante della famiglia è Delfina, donna ignorante e un po’ volgare, ma leale, altruista e grande lavoratrice. Riesce non si sa come, abbandonandosi ogni tanto a qualche pianto liberatorio, a tenere insieme la sua bislacca e numerosa famiglia e a far quadrare il bilancio nonostante lei lavori sono due pomeriggi a settimana in una stireria e suo marito Arci si divida tra il bar, molto spesso, e la fabbrica, solo stagionalmente. Le cose però si complicano molto quando la figlia Gloria di appena 17 anni annuncia di essere incinta di Kosi Abubakar, ragazzo di genitori emigrati ghanesi la cui famiglia insiste per un rapido matrimonio riparatore, Arci poi è preoccupatissimo che gli tolgano la tessera della Lega.
Questo romanzo è una botta di buonumore e trovo molto azzeccato il paragone con la famosa serie di romanzi irlandesi di Agnes Browne che ho amato molto, a volte addirittura è anche TROPPO somigliante, devo ammettere però che rispetto ad Agnes Browne ho trovato meno contenuti, resta una buona lettura di evasione.

LA TRISTEZZA DEGLI ANGELI

LA TRISTEZZA DEGLI ANGELI. Jon Kalman Stefansson. Iperborea.
Non so perchè ci ho messo così tanto a leggere il secondo romanzo della cosiddetta “Trilogia del Ragazzo”, forse perchè ricordavo ancora bene il primo, Paradiso e Inferno, e considerato quanti anni sono passati è facile desumere l’impatto che ha avuto su di me l’opera. Questo secondo romanzo però mantiene solo parzialmente le promesse.
Inizia esattamente dove finiva il primo. Siamo sempre in Islanda a fine ‘800 e il Ragazzo è appena arrivato al villaggio, dove grazie al Capitano e soprattutto alle due donne della locanda ha ritrovato un po’ di serenità e grazie a loro riesce a dissetare la sua mente curiosa. “Allora è questa, la vita, l’esistenza di cui sentiva sempre la mancanza senza nemmeno conoscerla; immergersi nell’ignoto e nell’incomprensibile per farne ritorno con un grappolo di parole che sono tutto insieme, legna da ardere, fiori e coltelli ?“.
Conosce anche i primi turbamenti amorosi e fisici che non sa spiegarsi e parte poi per accompagnare il postino a fare le consegne in città, ma prima devono attraverare tutti i fiordi. Il viaggio, che occupa quasi metà del libro è una continua ed estrema bufera di neve, le lacrime degli angeli che danno il titolo al romanzo, soste in case ai limiti del mondo, accolti da persone che fanno della sopravvivenza il loro unico scopo ma che inspiegabilmente riescono a resistere.
Lo stile è quello di Stefansson, poetico e intenso, a tratti un po’ faticoso proprio perchè ogni parola è soppesata e le frasi sono ricche di significati. Peccato per la seconda parte così lunga e uguale a se stessa. Sono curiosa di vedere come concluderà la trilogia e vi dico che non ho mai avuto così freddo come durante la lettura di questo romanzo.

L’ERBA DI IERI

L’ERBA DI IERI. Carolina Schutti. L’Orma.
Maja è una bambina che vive in un villaggio in Germania poco dopo la seconda guerra mondiale, non sa quasi nulla del suo passato e non può chiedere alla zia alla quale è stata affidata perchè le risponde sempre e inesorabilmente che bisogna dimenticare ed essere grati. Il romanzo attraverso vari flashback della sua vita, dall’infanzia all’età adulta, ci fa intuire la sua storia con tanti piccoli indizi che tengono alta la tensione, ma che con un finale molto affrettato (il romanzo è molto breve) e con troppi non detti, mi ha lasciata abbastanza insoddisfatta.
Se lo scopo di questo primo romanzo di questa giovane e premiata autrice austriaca è di trasmettere lo straniamento esistenziale di chi non conosce le sue radici, ha sicuramente raggiunto lo scopo, ma probabilmente io ho gusti troppo convenzionali per lasciarmi conquistare da questo genere di romanzo di cui comunque noto i pregi.

ANNA DAI CAPELLI ROSSI

ANNA DAI CAPELLI ROSSI 3. ANNA DELL’ISOLA. Lucy Maud Montgomery. Il gatto e la Luna.
Anna ha quasi 20 anni ormai, guarda al periodo dell’infanzia con il rimpianto e la nostalgia di chi pensa di avere vissuto molto, anche se sa che “La vita sembra un coppa piena di splendore che ho appena portato alle labbra. Ma dev’esserci anche dell’amaro: c’è in ogni coppa. Prima o poi assaggerò il mio. Be’, spero di essere tanto forte e coraggiosa da poterlo affrontare.”
Questo terzo imperdibile romanzo della serie, racconta i suoi anni all’università di Redmond, le nuove compagne (Philippa è assolutamente irresistibile), le vacanze indispensabili ad Avonlea e le tante buffe proposte matrimoniali così lontane dal suo immaginario. Tutti danno per scontato che si sposerà con Gilbert, tutti tranne lei, che proprio non vuole perdere il suo più grande compagno e che non prova nulla di romantico per lui. Ma quando trova quello che è in tutto e per tutto il principe dei suoi sogni capisce che come sempre nella vita nulla è mai come ce l’aspettavamo.
Bellissimo come gli altri e pieno di chicche, per le grasse risate basta affidarsi come anche nel precedente al piccolo Davy e alla solita irrecuperabile Signora Lynde.

L’umorismo è il condimento più saporito nel banchetto dell’esistenza. Ridete dei vostri errori ma imparate da essi, scherzate sui vostri problemi ma traetene forza, fatevi beffe delle difficoltà ma superatele”

IL SEGRETO DEL CANTO DI NATALE

IL SEGRETO DEL CANTO DI NATALE. Una storia di bontà, gentilezza e fantasmi. Vanessa Lafaye. Harper Collins.
Usciti dalla libreria mio marito ho commentato con tono tra l’indispettito e il rassegnato “Ma tutti gli anni ti fai fregare?!”. Certo da lui un’osservazione del genere non me la sarei mai aspettata … è indiscutibile che quando si tratta di LUI mi faccio fregare in qualsiasi modo. Ora dire che questo romanzo sia stata una fregata è sicuramente eccessivo, ma è altrettanto certo che non condivido l’entusiasmo di cui ho letto in rete.
Racconta la storia di Marley, il socio di Scrooge, il personaggio che troviamo solo all’inizio del Canto di Natale ma che per quanto marginale è fondamentale, e da inizio alle apparizioni della tormentata notte di Scrooge.
La sua infanzia tormentata, la promessa che si sarebbe occupato della sorella, la forza e la determinazione nel farlo e la strada senza uscita che decide di perseguire.
Le atmosfere sono quelle dickensiane, lo stile è gradevole e curato, la trama però è piuttosto banalotta e l’apparizione finale del fantasma a Marley riuscita veramente male e ridondante.

IO ESISTO

IO ESISTO: Babbo Natale vuota il sacco. Saverio Raimondo. Dea Planeta.
Non guardando la televisione non conoscevo questo comico italiano. Ma l’idea di un Babbo Natale senza freni, seppur non nuova, stuzzica sempre e inevitabilmente.
Sono una serie di lettere che Babbo Natale rassegnato ormai a ritirarsi dalla scena, scrive ad alcuni bambini di oggi, ad adulti che furono bambini, a personaggi importanti quali il Papa, Trump, al Sig. Amazon o Greta Tumberg, affrontando così temi attualissimi con irriverenza ma lucidità.
Alcune lettere sono decisamente geniali, altre molto intelligenti, alcune davvero esagerate e con poco senso. Nel complesso una lettura divertente ma non stupida. Peccato per il prezzo ebook davvero eccessivo per una lettura di poche d’ore.

IL CIELO E’ DEI VIOLENTI

IL CIELO E’ DEI VIOLENTI. Flannery O’Connor. Einaudi.
Metà del ‘900 siamo nel profondo Sud americano. Campagna, religione e poco altro. Tre uomini legati da parecchi legami indissolubili: di parentela, odio, amore e ricerca della verità che si intrecciano in ogni modo.
Il vecchio Tarwater convinto di essere un profeta e di dover salvare il pronipote da una vita iniziata nel peccato e farne il proprio successore nella fede.
Il maestro Rayber, rapito da piccolo dallo zio, che per liberarsi del grosso fardello delle sue convinzioni ha abbracciato la razionalità e la conoscenza a tutti i costi.
Il piccolo Tarwater che a quattordici anni alla morte del prozio non sa quale strada prendere e cosa fare della sua vita, conteso e dilaniato tra la razionalità dello zio e le credenze inculcategli dal prozio dalle quali non riesce a liberarsi, ma anche dalla chiamata che sente potente a battezzare Bishop il figlio ritardato di Rayber, purtroppo sarà la via della violenza la sua risposta.
Un romanzo potente, duro, scritto magistralmente negli anni 60 da una importantissima scrittrice americana, che ormai si trova solo in biblioteca.
Se fosse stata atea avrei detto che è un romanzo sul fanatismo e la violenza che ne deriva, ma la O’Connor era una fervente cattolica convinta e questo rimette tutto in discussione e mi lascia con il forte e fastidioso dubbio di non avere capito veramente quello che voleva dire.

CELEBRITY

CELEBRITY. Andrea Kerbaker. La nave di Teseo.
Pino è un giovane barista di Arezzo che custodisce con malcelata soddisfazione un segreto. Non dice nulla a nessuno del paese per gustarsi poi di più la sorpresa quando verrà il grande giorno. Venerdì sera infatti sulla Rai manderanno in onda la puntata nella quale lui è stato concorrente di Botta & Risposta, la trasmissione di punta del preserale. Quando però la puntata viene annullata Pino e la sua intera famiglia la vivono come una grande ingiustizia ai danni della povera gente. Pino così viene ricatapultato nella sua ordinaria e anonima vita e non riuscendo a rassegnarsi compirà un gesto inaspettato e inconsapevole che gli varrà la tanto cercata fama.
Un bel romanzo che indaga sul quasi patologico desiderio di notorietà che spesso le persone normali vivono come senso di rivalsa nei confronti della vita. Viviamo in un mondo in cui non si diventa più famosi solo per meriti e ci si spinge sempre un po’ oltre proprio per ottenere una piccola fetta di visibilità. Onestamente credo che abbiamo superato il limite da un bel pezzo. Molto bello il finale.