ALLAH NON E’ MICA OBBLIGATO

ALLAH NON E’ MICA OBBLIGATO. Ahmadou Kourouma. E/O.
allahnonemicaobbligato Inizio questa recensione con una delle frasi più comuni del libro: “Allah non è mica obbligato a essere giusto in tutte le sue cose di quaggiù". L’intercalare di questa, ed altre espressioni forti e colorite, definisce il ritmo del libro che possiede una particolare cadenza ripetitiva, del tutto simile al battito di un tamburo.
Ahmadou Kourouma, l’autore, narra le sanguinose vicende del continente africano, dittature e guerre tribali, con uno stile che definire “personale” è eufemismo.
Birahima è uno small soldier, un bambino soldato, per caso, per sbaglio, per forza. Uccide, impreca, si trascina tra una follia e l’altra, registrando e dando voce ad avvenimenti di una tragicità difficile da immaginare.
Tuttavia Birahima non cede mai alla disperazione, è un personaggio grottesco e strambo, capace di strappare un sorriso anche quando non resterebbe che piangere. C’è una un’ingenua rassegnazione nel considerare l’universo stravolto che lo circonda, qualcosa di umanamente ironico che impedisce al lettore di lasciarsi prendere da una comoda e consueta pietà a proposito dei bambini vestiti da soldato, che trucidano e sono trucidati per motivi sconosciuti, che vivono di droga e magia popolare e vagano come cani randagi in cerca di un padrone.

"Allah non è mica obbligato" ha ricevuto il Prix Renadout 2000 e il Prix Goncourt des lycéens.

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