TOM SAWYER IN VIAGGIO

TOM SAWYER IN VIAGGIO. Mark Twain. Landscape Books.
Ho scoperto da poco che Twain scrisse ben quattro avventure con protagonisti i mitici e indimenticabili Tom Sawyer e Huck Finn: le due più famose e probabilmente più belle, questa, pubblicata dalla Landscape Book che in formato ebook ha un prezzo veramente irrisorio e Tom Sawyer detective pubblicato dalla Mattioli 1885 solo in cartaceo.
Qui Tom non si rassegna a vedere offuscata la sua fama in paese e insieme ad Huck e Jim parte per vedere dal vivo una vera mongolfiera. Qualcosa però va storto, beh non potrebbe essere altrimenti, e i tre si trovano prigionieri di uno scienziato folle che li porta a sorvolare il deserto e tutta l’Africa. Le avventure tra beduini e leoni affamati si sprecano, in quella che a tutti gli effetti vorrebbe essere una parodia di Verne.
Questo breve romanzo si legge più che volentieri e i bisticci dei tre sono sempre meravigliosi, quello sulle crociate su tutti, ma per i miei gusti qui ce ne sono troppo pochi a favore delle descrizioni dei luoghi che invece non mi hanno appassionato. Tom comunque merita sempre.

 

 

LA GHOSTWRITER DI BABBO NATALE

LA GHOSTWRITER DI BABBO NATALE. Un racconto di Natale di Vani Sarca. Alice Basso. Garzanti.
Ce ne fossero di queste iniziative!!! Il formato ebook di questo breve racconto natalizio era a disposizione gratuitamente in tutti i maggiori distributori.
La protagonista è la nostra misantropa preferita, la ghostwriter per vocazione e detective per diletto, una Vani Sarca precedente a tutti i romanzi. Se poi ci mettete le feste di Natale con la sua odiata famiglia e una festa di bambini increduli di fronte al furto di un regalo, state sicuri che le risate sono assicurate.
Brava brava Alice!!!

GLI AMICI DI DARCY

GLI AMICI DI DARCY. Elena G. Archangel’skaya. To be continued. Mastropasqua Daniela.
Questo ennesimo spin-off di Orgoglio e Pregiudizio inizia esattamente dal matrimonio di Darcy ed Elizabeth e racconta i successivi 15 anni. Insomma un po’ quello che noi appassionate abbiamo sempre sognato, senza mai trovare nulla di vagamente soddisfacente, come purtroppo in questo caso. I personaggi dell’originale ci sono veramente tutti e ce ne sono anche molti nuovi, gli amici di Darcy del titolo appunto, che servono ad arricchire le intricate e variegate trame che vengono a crearsi.
L’autrice è russa, cosa che mi ha molto colpita, si sa che il successo della Austen non conosce confini, cionondimeno ero molto curiosa di vedere come potessero incontrarsi due culture così distanti. Beh che dire il prodotto è assolutamente credibile, per trama appunto, ambientazione e dialoghi, ma lo stile è piatto e insignificante quasi una cronistoria che rende la lettura di una noia mortale, ben distante dalla verve e dall’ironia inglese.

IL TEMPO DELL’ATTESA. La saga dei Cazalet 2.

IL TEMPO DELL’ATTESA. La saga dei Cazalet 2. Elizabeth Jane Howard.Fazi.
Adesso che conosciamo tutti i componenti del clan Cazalet, questo secondo capitolo della saga scorre che è una meraviglia.
La storia si srotola tra il settembre 1939 e l’inverno del 1941, il tempo dell’attesa appunto. Attesa che l’Inghilterra entri definitivamente nel conflitto mondiale, attesa di capire come questo cambierà le loro vite, e una volta percepiti i disagi dei razionamenti dei bombardamenti e della durezza e ineluttabilità di una guerra che non sembra risolversi per il verso giusto, attesa di sapere quando e se le loro vite inizieranno veramente.
Sì perchè il grosso della storia è raccontato dal punto di vista delle tre ragazze: Louise che con caparbietà insegue il suo sogno di diventare attrice, Clary che cerca nel suo noioso quotidiano “La” storia, quella che deve essere raccontata, e Polly sempre più in crisi perchè è armata solo del suo grande cuore ma è l’unica che non ha un vero obiettivo. Ovviamente ci sono anche tutti gli altri componenti della famiglia con i loro sotterfugi, tradimenti, conversioni e grandi dolori e i più piccoli con le loro spassose marachelle. Ci sono dispersi, malattie incurabili e tanto altro.
Uno stile sempre sopraffino, capace di cambiare registro ogni volta che cambia il punto di vista senza mai perdere profondità, l’eco dei grandi eventi della seconda guerra mondiale appena accennati, ma che viene voglia di approfondire, personaggi, anche i più marginali tratteggiati minuziosamente.
Magnifico, forse più del primo.

ARRIVEDERCI TRA LE STELLE

ARRIVEDERCI TRA LE STELLE. Jack Cheng. Bompiani.
Alex Petroski ha 11 anni ma come ama ripetere 13 per la maturità e responsabilità dimostrate. E’ un appassionato di astronomia e vive con una madre depressa cronica che nemmeno si accorge quando parte dal Colorado, solo con il suo fedele amico a quattro zampe, per un raduno di costruttori di razzi in Texas per dilettanti come lui. Al suo razzo Alex vuole affidare il suo ipod con le registrazioni nelle quali parla agli alieni e racconta il suo viaggio, così come fece il suo eroe Carl Sagan. In un on the road decisamente avventuroso e arricchito di incontri del tutto inaspettati tra i quali una ribelle sorellastra Alex si guadagna anche amici improbabili ma leali. Il punto di vista di Alex è ingenuo e dolce, a volte divertente, ma l’espediente delle registrazioni che alla lunga stancano, purtroppo lo rendono anche un po’ impersonale, così come tutti i dettagli tecnici.
Avevo letto delle recensioni positive di un romanzo che ho trovato invece molto acerbo, del resto è l’opera prima di un autore giovanissimo. Parecchie le cose che si potevano approfondire come la storia dei genitori e il fatto che per quasi tutto il romanzo l’autore lascia ad intendere che ci sarà una rivelazione finale che assolutamente non c’è.
Sarà perchè non sono appassionata di astronomia ma sul genere si trova di molto molto meglio.

MRS. PALFREY ALL’HOTEL CLAREMONT

MRS. PALFREY ALL’HOTEL CLAREMONT. Elziabeth Taylor. Astoria.
Londra anni 60′. L’anziana Mrs. Palfrey si è appena trasferita al modesto Hotel Claremont, e come gli altri quattro ospiti fissi, persone che non si sentono più in grado di gestire una casa da soli ma non sono ancora da ricovero, vuole dimostrare loro di non essere completamente dimenticata dai suoi familiari, garantisce quindi che le visite del nipote che abita in città saranno frequenti. I giorni passano e il compiaciuto compatimento degli altri la porta a dire la prima bugia della sua vita, così presenta un ragazzo conosciuto per caso come suo nipote. Ludo è uno scrittore in erba che vive di espedienti alle soglie dell’indigenza ma che prova una sincera simpatia per quell’anziana signora tutta d’un pezzo. Le bugie però non sono solo le sue e in una commedia agrodolce si svelano pian piano i non detti di tutti gli ospiti.
Ho letto parecchi romanzi con personaggi e tematiche simili, ma la Taylor oltre a scrivere bene e a centrare sempre il punto in poche parole, crea personaggi a tutto tondo e molto realistici, gli anziani non sono perfetti o derelitti e vittime, così come gli slanci di Ludo sono incostanti e spesso interessati, del resto la vita è davvero così. Un finale assolutamente inaspettato è la ciliegina sulla torta. Brava quest’autrice che stanno ripubblicando e che voglio approfondire.

ARRIVANO I SISTER

ARRIVANO I SISTER. Patrick DeWitt. Neri Pozza.
Siamo nel West di metà ‘800, quello del nostro immaginario, quello dove vige sempre e comunque la legge del più forte e la morte o la vita di un uomo fanno ben poca differenza.
E’ in questo mondo che i fratelli Sister sono diventati tristemente famosi come i sicari senza scrupoli al soldo di un potente di Oregon City.
Charlie, il maggiore violento e deciso a diventare qualcuno a qualsiasi costo, ed Eli la voce narrante che nonostante tutto riesce a mantenere una certa umanità.
La loro ultima missione li porta ad attraversare la California in piena febbre dell’oro, alla ricerca di un uomo che pare avere scoperto una formula per riuscire a setacciarlo dai fiumi con comodità e che ha sfidato il Commodoro.
Tra le sbronze di Charlie, i saloon, gli uomini persi dietro a un sogno impossibile, il viaggio è piuttosto avventuroso e lascia spazio alle riflessioni e scaramucce dei due che in fondo sanno che questa sarà la loro ultima missione insieme. Eli non si è mai riconosciuto nella veste di assassino, lui che si commuove per la sorte del suo cavallo Tinozza,  e Charlie sa che per fare il grande salto deve strafare, cosa che riesce a pochi.
Il titolo originale del romanzo è The Sister Brothers che da più l’idea del tono scanzonato che ha spesso la storia, ma il mondo raccontato è crudo e violento e sono l’umanità e l’ingenuità di Eli che illuminano davvero tutto.
Un’ottimo romanzo con un’ambientazione un po’ diversa che mi sono goduta molto.

PERSIDIVISTA.COM

PERSIDIVISTA.COM. Maurie-Aude Murail. Giunti.
Questa volta la Murail si cimenta con un vero e proprio giallo per ragazzi, e che dire, le riesce piuttosto bene.
Ruth ha 14 anni e tutte le insicurezze tipiche di quest’età vengono amplificate dal dolore di aver perso la mamma ormai da anni e dal fatto che l’impenetrabile e impegnatissimo padre sembra tenerla a distanza a differenza della sorellina che illumina la sua vita.
Quando guardando una vecchia foto con una sua amica non riesce a capire quale sia sua madre e quale la gemella morta assassinata da giovane, decide di iscriversi a un social con l’identità del padre per capire qualcosa di più di un passato che sembra zona off-limits.
Certo mai avrebbe immaginato di risvegliare vecchi rancori da parte del nonno mai conosciuto, odi profondi e curiosità dai vecchi compagni di classe e soprattutto una serie di conseguenze drammatiche che mettono al centro di tutto il padre, che con la sua aria noncurante e la sua ironia spesso fuori luogo è in tutto e per tutto l’indiziato perfetto.
Un bel romanzo, avvincente, veloce e ricco di colpi di scena, che affronta anche il tema attualissimo dei social, veramente affascinante il personaggio del padre Martin.
Interessantissimo anche il diario riportato alla fine della pubblicazione su come nasce un romanzo, scritto in contemporanea al romanzo stesso dall’autrice che ci mostra come sviluppa le sue idee, in che modo la vita quotidiana influisce sulla sua scrittura e da quali autori trae ispirazione. Beh sarà un caso (ma non credo proprio) ma ogni due pagine nomina un romanzo e un personaggio di un romanzo del mio amato Dickens a voi trarre le opportune conclusioni!!!

IL GIOCO

IL GIOCO. Edith Nesbit. Elliot.
Jane e Lucilla  dopo molti anni passati nella scuola che le doveva tenere lontane dalla grande guerra, finalmente riescono a convincere il loro tutore a iniziare una vita vera. Il problema è che il tutore ha perso tutta l’eredità lasciata loro dalla zia e invece che vivere una vita tranquilla e oziosa a Londra, si ritrovano confinate in un cottage in campagna e poche sterline per iniziare un’attività che possa permettere loro di guadagnare e mantenersi.
Le due ragazze però sono completamente inesperte di tutte le piccole incombenze quotidiane (la conta del primo incasso della vendita dei fiori fa morire dal ridere così come i loro battibecchi) ma hanno tutto l’ottimismo e l’incoscienza che permette loro di non abbattersi e prendere questa sfida come un gioco appunto e soprattutto come un’opportunità per vivere una vita degna.
“La vita è un gioco, in ogni sua parte, anche quelle normalmente considerate serie, come i soldi e le preoccupazioni relative, e l’incertezza sul futuro. Se guardate dalla giusta prospettiva, ognuna di queste cose è un’avventura, un gioco. Finché abbiamo da mangiare e da vestirci, e un tetto sopra la testa, tutto quanto è un grande gioco. Per noi la vita deve essere tale, e come tale dobbiamo trattarla.”
Nel loro percorso di crescita professionale e non solo, incontreranno molti personaggi tra cui parecchi giovanotti per lo più positivi che rimangono totalmente conquistati dall’innocenza delle due, ma alcuni veri e propri furfanti che le metteranno di fronte alla loro inadeguatezza.
Tanto humor british, un pizzico di romanticismo, e uno stile curato e gradevole per un romanzo davvero fresco e spiritoso, unica pecca il finale un po’ sottotono.

IL LIBRO DELLA POLVERE

IL LIBRO POLVERE. La Belle Sauvage. Philip Pullman.
Sono tre le serie fantasy che hanno fatto storia negli ultimi vent’anni: Harry Potter, il mitico Bartimeus e ovviamente Queste Oscure Materie. Il nostro Pullman tra l’altro ha avuto le sue beghe affrontando un tema piuttosto scomodo, guadagnandosi però la stima e l’ammirazione di chi come me, già ai tempi della Bussola D’Oro, aveva qualche annetto in più dei veri destinatari della serie. La serie era avvincente, filosofica, corposa come ce ne sono poche, ma il finale ha lasciato molti un po’ con l’impressione che l’autore si fosse quasi “ingarbugliato” nei suoi stessi concetti. E’ per questo che a distanza di più di vent’anni non ci è sembrato vero che finalmente li chiarisse una volta per tutte, tanto più che il titolo parla proprio di quella benedetta Polvere che ci aveva lasciati perplessi. L’uscita in contemporanea mondiale, le notizie ANSA e i vari siti ce lo ha fatto desiderare e aspettare con ansia, ma per quel che mi riguarda è stata una delusione. Intendiamoci la storia è molto bella ma nonostante le interviste in cui l’autore ha dichiarato che non era un sequel ne un prequel, probabilmente per creare attesa, è un prequel in tutto e per tutto e nulla di più.
Il protagonista è Malcolm di undici anni, il figlio dei locandieri del Trout, il pub di fronte al convento nel quale viene portata una Lyra di sei mesi, che essendo citata dalla profezie delle streghe è fonte di interesse per molti: Oakley Street, i servizi segreti e scientifici inglesi, e la controparte il CCD,Corte Concistoriale di Disciplina, la sezione del Magisterium che controlla coloro non ne seguono i dettami. Malcolm è un bambino generoso, curioso, che ama capire e interrogarsi, e infatti non si lascia circuire e non aderisce alla Lega di Sant’Alessandro. Quando conosce la professoressa Relf di Oxford che gli parla dell’aletiometro si mette ad indagare per informarla su movimenti intorno al convento e si affeziona moltissimo alla piccola Lyra.
Quando un grande alluvione paralizza il sud dell’Inghilterra, insieme alla spigolosa e burbera Alice fugge sopra la sua amata canoa, la Belle Sauvage del titolo, e riesce dopo mille peripezie a mettere in salvo la preziosa bambina e a portarla finalmente al Jordan College per chiedere asilo e protezione.
Una bella storia appunto, lasciata completamente aperta perchè pare debba essere un’altra trilogia. La leggerò, certo che la leggerò, ma di sicuro non mi fionderò come stavolta a comprarlo il giorno stesso e terrò basse le mie aspettative, perchè stavolta è un normale fantasy che sfrutta la stessa idea di 20 anni fa.