NON DITELO ALLO SCRITTORE

NON DITELO ALLO SCRITTORE. Alice Basso. Garzanti.
Brillante. Sagace. Divertente. Scorrevole e possiamo aggiungere anche: appiccicoso come la carta moschicida. Un libro che non riesci a metter giù e continui a leggere fino a quando non ti accorgi che manca poco alla sveglia… quella del mattino. Insomma una lettura che regala personaggi da deficit, di sonno appunto.
Da un lato: la penna. Vani Sarca ed Enrico Fuschi alle prese con una nuova sfida editoriale. Lui direttore della casa editrice Erica, imprenditore impenitente. Lei la ghostwriter che tutti vorremmo essere. Un moderno Cyrano de Bergerac, dark e misantropo, un camaleonte che presta il suo talento ad aspiranti scrittori meno fortunati. “Verrò a trovarvi sul lago” di Ruggero Solimano, calca da due decenni la passerella della letteratura contemporanea, e in occasione del suo ventennale la casa editrice Erica vuole proporre una ristampa, ricca di contenuti inediti. Idea felice ed all’apparenza pure facile, se non fosse che dopo qualche accurata ricerca si scopre che il sempiterno romanzo, nonché cavallo di battaglia delle Edizioni Erica, è un “falso” ossia l’eccelsa produzione di un anonimo ghostwriter. A Vani tocca l’arduo compito di evitare ad Enrico un infarto per discredito, all’anonimo anonimo ghostwriter il linciaggio per eccesso di simpatia, ad un nuovo romanzo di soffocare in un cassetto.
Dall’altro: la spada. Vani Sarca e Romeo Berganza (sulla cui accoppiata vincente non posso assolutamente spendere parole) alle costole di uno spacciatore, un pezzo grosso agli arresti domiciliari. Lui, ormai noto commissario dall’aria stropicciata e di poche parole, ma buone; lei, la consulente della polizia che non vorresti incontrare. Mai.
Alice Basso ci regala – di nuovo, e vale la pena sottolinearlo – un libro ricco di citazioni, forbito e colloquiale, comico ed maturo, che non può mancare nella nostra libreria.

ARRIVANO I SISTER

ARRIVANO I SISTER. Patrick DeWitt. Neri Pozza.
Siamo nel West di metà ‘800, quello del nostro immaginario, quello dove vige sempre e comunque la legge del più forte e la morte o la vita di un uomo fanno ben poca differenza.
E’ in questo mondo che i fratelli Sister sono diventati tristemente famosi come i sicari senza scrupoli al soldo di un potente di Oregon City.
Charlie, il maggiore violento e deciso a diventare qualcuno a qualsiasi costo, ed Eli la voce narrante che nonostante tutto riesce a mantenere una certa umanità.
La loro ultima missione li porta ad attraversare la California in piena febbre dell’oro, alla ricerca di un uomo che pare avere scoperto una formula per riuscire a setacciarlo dai fiumi con comodità e che ha sfidato il Commodoro.
Tra le sbronze di Charlie, i saloon, gli uomini persi dietro a un sogno impossibile, il viaggio è piuttosto avventuroso e lascia spazio alle riflessioni e scaramucce dei due che in fondo sanno che questa sarà la loro ultima missione insieme. Eli non si è mai riconosciuto nella veste di assassino, lui che si commuove per la sorte del suo cavallo Tinozza,  e Charlie sa che per fare il grande salto deve strafare, cosa che riesce a pochi.
Il titolo originale del romanzo è The Sister Brothers che da più l’idea del tono scanzonato che ha spesso la storia, ma il mondo raccontato è crudo e violento e sono l’umanità e l’ingenuità di Eli che illuminano davvero tutto.
Un’ottimo romanzo con un’ambientazione un po’ diversa che mi sono goduta molto.

PERSIDIVISTA.COM

PERSIDIVISTA.COM. Maurie-Aude Murail. Giunti.
Questa volta la Murail si cimenta con un vero e proprio giallo per ragazzi, e che dire, le riesce piuttosto bene.
Ruth ha 14 anni e tutte le insicurezze tipiche di quest’età vengono amplificate dal dolore di aver perso la mamma ormai da anni e dal fatto che l’impenetrabile e impegnatissimo padre sembra tenerla a distanza a differenza della sorellina che illumina la sua vita.
Quando guardando una vecchia foto con una sua amica non riesce a capire quale sia sua madre e quale la gemella morta assassinata da giovane, decide di iscriversi a un social con l’identità del padre per capire qualcosa di più di un passato che sembra zona off-limits.
Certo mai avrebbe immaginato di risvegliare vecchi rancori da parte del nonno mai conosciuto, odi profondi e curiosità dai vecchi compagni di classe e soprattutto una serie di conseguenze drammatiche che mettono al centro di tutto il padre, che con la sua aria noncurante e la sua ironia spesso fuori luogo è in tutto e per tutto l’indiziato perfetto.
Un bel romanzo, avvincente, veloce e ricco di colpi di scena, che affronta anche il tema attualissimo dei social, veramente affascinante il personaggio del padre Martin.
Interessantissimo anche il diario riportato alla fine della pubblicazione su come nasce un romanzo, scritto in contemporanea al romanzo stesso dall’autrice che ci mostra come sviluppa le sue idee, in che modo la vita quotidiana influisce sulla sua scrittura e da quali autori trae ispirazione. Beh sarà un caso (ma non credo proprio) ma ogni due pagine nomina un romanzo e un personaggio di un romanzo del mio amato Dickens a voi trarre le opportune conclusioni!!!

IL CASO MALAUSSENE: MI HANNO MENTITO

IL CASO MALAUSSENE: MI HANNO MENTITO. Daniel Pennac. Feltrinelli.
Beh direi che questo romanzo non abbia bisogno di presentazione. Vent’anni fa non c’era lettore che sfuggisse al fascino della bizzarra famiglia Malaussene ed è per questo che temevo molto un confronto dopo tutti questi anni, insomma in questi vent’anni noi lettori siamo cambiati, Pennac è cambiato, Benjamin come poteva essere diventato? E diciamocela tutta nessun altro lavoro successivo dell’autore mi ha mai convinta.
Il nostro Ben  qui è appena una voce, stanca e malinconica ma sempre pungente. I veri protagonisti sono i giovani della famiglia: E’ Un Angelo, Verdun, Maracuja e Signor Malaussene invischiati nel rapimento di George Lapietà expolitico e imprenditore senza scrupoli molto evocativo.
Ero preparata al peggio ma sono rimasta piacevolmente sorpresa, evidentemente Pennac non ha perso il tocco, stile e costruzione della trama sono davvero accattivanti, ma il punto è che questo non è un romanzo, è un mezzo romanzo, introduce i personaggi e la storia tenendo alta la tensione certo ma poi tutto finisce lì apertissimo, non ho ancora capito il ruolo che giocherà Alceste in tutto ciò nonostante occupi metà del romanzo. Insomma per poter dare un giudizio definitivo e attendibile dovremo sborsare altri euro, e te pareva!!!

IL ROMANZO PERFETTO DELLA MIA VITA SBAGLIATA

IL ROMANZO PERFETTO DELLA MIA VITA SBAGLIATA. Melanie Sumner. Mondadori.
Aris è una ragazzina di dodici anni, che vive con la madre e il fratellino un po’ strambo a Kanuga, una piccola cittadina del Sud degli Stati Uniti zeppa di scuole cristiane e dove il razzismo purtroppo è ancora all’ordine del giorno.
Aris è intelligente e sveglia e soprattutto dotata di una buona dose di ironia, e mentre cerca di scrivere un romanzo in 30 giorni, seguendo i bizzarri consigli di un manuale regalatole dalla madre, ci racconta la sua vita di adolescente in cerca di sicurezza e stabilità, cose che la madre, nonostante tutta la sua buona volontà non riesce a darle, ancora annichilita dal dolore per la morte del marito avvenuta qualche anno prima.
E’ per questo che Aris è assolutamente convinta che Penn sia la soluzione ai loro problemi, amico di famiglia, tata a tempo pieno, unica IMP ufficiale (influenza maschile positiva). Ma si sa quando c’è di mezzo il cuore non tutto ciò che è logico è anche facile, e la madre e Penn non fanno eccezione.
Un romanzo per ragazzi veramente bello, a tratti un po’ prolisso e a volte divaga troppo perdendo il filo, ma affronta temi importanti: l’amicizia, le prime cotte ai tempi dei social, l’insicurezza degli adolescenti, la fragilità dei genitori, la religione, il razzismo e la pedofilia. Temi scottanti che ne fanno una lettura più adatta a ragazzi già grandini, dai 14-15 anni.

MORTE DI UNA MOGLIE PERFETTA

MORTE DI UNA MOGLIE PERFETTA. I casi di Hamish Macbeth. M. C. Beaton. Astoria.
Dopo la fortunatissima serie di Agatha Raisin e quella più breve e meno nota di Clarges Street, Astoria inizia la pubblicazione di una nuova serie della Beaton, I casi di Hamish Macbeth poliziotto di un piccolo paese delle Highlands. Hamish ama la sua terra e il suo lavoro, di certo non frenetico, basato più che altro sulla raccolta di pettegolezzi del paese ed è per questo che Priscilla il suo grande amore, nonchè figlia del ricco proprietario terriero della zona, non comprende proprio la sua mancanza di obiettivi e il suo appagamento. A Lochdubh è appena arrivata una coppia da Londra per aprire un B & B, Trixie Thomas è quel che si dice la moglie perfetta, sa cucinare, pulire, si occupa di tutto ed è pure impegnata impegnata nel sociale. In breve diventa il faro delle casalinghe del paese alle quali fornisce uno scopo, mentre i mariti non apprezzano per nulla i cambiamenti. Quando viene trovata avvelenata quindi i sospettati sono molti, per non parlare del fatto che Trixie non era per nulla senza macchia come appariva.
L’ambientazione e gli scenari ne fanno una lettura gradevole e veloce, certo fatico a considerarlo un vero giallo.

LE RAGAZZE

LE RAGAZZELE RAGAZZE. Emma Cline. Einaudi.
La storia di Evie Boyd, dei suoi eterni 14 anni, del suo eterno bisogno di essere vista e del suo definirsi in base a chi le sta intorno.
Il racconto dell’estate del ’69, trascorsa vicino a San Francisco, con un gruppo di ragazze, in una sorte di comune o di setta fatiscente, tra droghe, riti di iniziazione, sporcizia.
Un amore, che non viene mai etichettato come tale, ma che trasuda da ogni pagina in cui Evie e Suzanne sono insieme.
Il tutto intervallato da anticipazioni, dettagli, fotografie di una scena (splatter) del delitto, che provocano quei brividini di paura, durante tutta la lettura.
Quando ho cominciato a leggere non sapevo che le vicende del romanzo fossero ispirate ai delitti della Manson’s Family, ma tanti particolari coincidono.
Emma Cline scava nel torbido, non tralascia dettagli raccapriccianti ed evoca attraverso descrizioni multisensoriali delle scene abbastanza sgradevoli e amare.
Il torbido, la paura, il disgusto provocano però la morbosa curiosità di conoscere i fatti e comprendere fino in fondo i personaggi, quindi la lettura è stata particolarmente veloce.
Di Evie soprattutto, ma anche di Suzanne, mi è piaciuto come è stata resa la loro vulnerabilità. Essere non viste dai genitori le porta ad andare nel mondo come esseri cangianti a seconda delle circostanze. Anche da adulta, Evie, cercherà sempre di corrispondere alle aspettative delle persone che incontra. Della sua personalità si distingue poco, se non questa fame continua di approvazione.

07-07-2007

07-07-200707-07-2007. Antonio Manzini. Sellerio.
E finalmente al quinto episodio della serie di Rocco Schiavone scopriamo nel dettaglio ciò che fino ad ora avevamo intuito e qual’è stato il giorno nel quale è diventato l’uomo dannato e senza voglia di vivere che abbiamo conosciuto. Rocco racconta ai suoi superiori di Aosta qual’era l’indagine sulla quale stava lavorando e come è morta Marina, all’indomani della loro riconciliazione dopo un periodo di crisi e allontanamento quando ha scoperto il modo in cui il vicequestore arrotondava il suo misero stipendio.
Sempre piacevole leggere Manzini, qui poi il romanzo è quasi interamente ambientato a Roma quindi le divertenti burinerie si sprecano e il sincero amore per la città eterna è evidente, furbo tra l’altro a lasciare ogni volta qualcosa di sospeso.

KOSHER MAFIA

31bQ8-+46rL._SX274_BO1,204,203,200_KOSHER MAFIA. Luca Di Fulvio. Corriere della sera.
Luca Di Fulvio è uno che sa scrivere, e scrivere bene. Nulla è lasciato al caso: personaggi, ambientazione, atmosfera, si compenetrano alla perfezione.
Per citare Morricone: C’era una volta l’America. Asher Lipsky e Amos Berkowitz sono ebrei, padri di famiglie distrutte dalle persecuzioni ed emigrati a New York. Uomini piegati e profondamente religiosi, rassegnati a subire. Sholem e Jacob sono i loro figli, che pur allevati nella tradizione e nella fede, imboccano un’altra via. Sholem è un sindacalista convinto, forse persino ateo che si batte per i diritti degli operai. Jacob – detto Kid Schlammer – un gangster che alla Torah ha preferito un manganello. Le vite di Sholem e Jacob si incrociano tre volte: per destino perché sono figli di amici; per caso perché si trovano da due lati opposti della piazza, ed infine per volontà. E nei bassifondi assediati dalla miseria “la vita di gente come loro non andrebbe misurata su quella degli esseri umani. La vita di gente come loro è così breve che andrebbe misurata su quella dei cani.

LETTURE GRECHE

l'assassinaL’ASSASSINA. Alexandros Papadiamantis. Elliot.
Alexandros Papadiamantis è considerato il padre della letteratura greca moderna, nato a metà ‘800 sulla meravigliosa, ma all’epoca poco ospitale, isola di Skiathos è stato il primo traduttore in greco di famosi romanzi come Delitto e Castigo, poi prolifico autore di cui questo romanzo è considerato il capolavoro.
Chadula è una vecchia contadina dell’isola che vive come tutti coltivando la terra e soprattutto gli ulivi, e cercando altri espedienti per mantenere la sua numerosa famiglia, è considerata infatti una guaritrice o una strega a seconda del caso. E’ una donna stremata, sconfitta, che in una notte di veglia a una nipote appena nata ripercorre una vita di stenti e sacrifici e si rende conto che nonostante l’età altri ancora la attendono. Si chiede che senso abbia la vita della piccola e debole neonata che assiste in un mondo come quello: le femmine sono un peso per le loro famiglie che fanno sacrifici enormi per riuscire a racimolare la dote quando si sposano, oppure che devono continuare a mantenerle se non lo fanno, e comunque sono condannate a una vita di duro lavoro e umiliazioni. La stanchezza, il delirio, la follia, il passo è breve e la donna si convince di essere investita del volere divino uccidendo la bambina, e nella sua fuga attraverso l’isola ne uccide anche altre tutte rigorosamente femmine prima che un barlume di lucidità la metta di fronte all’orrore che ha compiuto.
Un’ indagine psicologica terrificante nella sua accuratezza e l’uso sapiente dell’ecfrasi (figura retorica secondo me un po’ difficile da individuare) nella descrizione della natura, la rendono una lettura veramente di valore ma rimane comunque un po’ pesante.

ultime della notteULTIME DELLA NOTTE. La prima indagine del commissario Kostas Charitos. Petros Markaris. Bompiani.
E’ del 1995 il primo romanzo del fratello di greco di Maigret o del Montalbano di Atene ma affronta già il tema dell’immigrazione e di una città talmente urbanizzata da essere invivibile, temi che lo rendono quindi ancora assolutamente attuale. Un bel personaggio Charithos, semplice e modesto, con una famiglia media, e un interesse smodato per i dizionari e le parole. Non ha le strane sensazioni di Adamsberg della Vargas e non è nemmeno tormentato come lo Schiavone di Manzini, segue semplicemente una logica ferrea.
Il caso parte dall’assassinio di una coppia di albanesi della periferia che non verrebbe considerato di alcun interesse, ma quando la giornalista televisiva più famosa del paese viene trovata morta dopo aver insinuato più volte al commissario che dietro ci sia un giro di rapimenti di bambini Charithos capisce che non può non seguirne la pista.
Un’indagine complicata, con implicazioni politiche molto interessanti, un bel giallo davvero, peccato solo per gli indizi quasi grossolani disseminati per il romanzo che tolgono tutta la sorpresa al finale.