IL SOGNATORE Laini Taylor

IL SOGNATORE Laini Taylor – Fazi Editore

Lazlo Strange è il sognatore protagonista del libro: orfano cresciuto dagli austeri monaci del monastero di Zosma vive (o sogna di vivere) in un mondo fantastico e magico popolato da demoni, spiriti, fantasmi e mostri. Lazlo sogna soprattutto della perduta Pianto, mitica città caduta nell’oblio avendone gli abitanti scordato il nome. Apprendista bibliotecario nella Grande Biblioteca della città, il ragazzo è un eccentrico “divoratore” di tutti i libri che possono aiutarlo a ritrovare la scomparsa città. Il suo sogno sembra realizzarsi quando il Massacratore degli Dei accompagnato dalla sua delegazione di guerrieri, si presenta a Zosma per reclutare studiosi di ogni genere da portare a Pianto e farla così rivivere. Una volta arrivati, Lazlo inizia a sognare una città ormai perduta e nei suoi sogni incontra Sarai, incredibile ragazza dalla pelle blu che lo condurrà, attraverso il sogno, a scoprire la vera storia di Pianto. L’eroe salvatore della città si rivelerà così essere un massacratore, facendo di fatto svanire i confini tra buono e cattivo, giusto e sbagliato, e mostrando che in guerra i sentimenti prevalenti, odio e paura, rendono gli uomini (o gli dei/mostri) uguali tra loro. La sola speranza di salvezza è quindi affidata alle nuove generazioni pronte a rimettersi in gioco e a cancellare gli antichi rancori per una nuova rinascita. La fantasia dell’autrice è decisamente senza limiti e rende il romanzo piacevole nonostante la solita, vista e rivista, storia d’amore.

VOX

VOX. Christina Dalcher. Nord.
E’ il romanzo del momento per tanti motivi: perchè molto pubblicizzato, per il tema attuale, perchè è piuttosto evidente e plateale la critica al governo Trump, ma soprattutto perchè è un romanzo intelligente e avvincente.
In un futuro prossimo gli Stati Uniti si chiudono su stessi e mandano al potere la forza politica del maschilismo, delle intolleranze e dell’estremismo religioso. Prendendo alla lettera la Bibbia, alle donne viene concessa esclusivamente la vita da casalinghe e viene loro imposto fin da bambine un dispositivo elettronico che gli permette di pronunciare solo 100 parole al giorno, non 100 sostantivi, 100 parole in tutto, pena una scarica elettrica fortissima. La protagonista è Jean Mclellan, una famosa neurolinguista sposata con 4 figli che racconta la storia in prima persona. Come soffra nel vedere la sua piccola Sonia pronunciare appena 40 parole al giorno ed essere premiata a scuola per essere rimasta muta, come vede il suo primogenito  diventare attraverso il lento lavaggio del cervello delle scuole un Puro a tutti gli effetti che guarda la madre con disprezzo, e come arrivi ad odiare il marito che ritiene un debole incapace di ribellarsi.
Grazie però alla sua fama e alla scoperta che aveva fatto prima di diventare una donna di casa qualsiasi, viene incaricata dal Presidente di finire gli esperimenti che stava facendo per guarire suo fratello che dopo un aneurisma è diventato afasico.
Jean non ci metterà molto a scoprire che dietro in realtà c’è un piano aberrante e che è venuto il suo momento di assumersi delle responsabilità e dei rischi per la libertà.
Curata la caratterizzazione dei personaggi, interessantissime le implicazioni linguistiche alle 100 parole, ricco di colpi di scena che ovviamente non ho anticipato, questo romanzo ci ricorda continuamente, come continuamente fa Jean con i suoi sensi di colpa, che a volte è molto più breve di quel che crediamo il passo tra l’indifferenza, la pigrizia e la perdita di libertà che troppo spesso diamo per scontate, gli estremismi, di tutti i tipi, sono nemici della libertà e ricordiamoci che proprio ora viviamo in un’epoca in cui stanno riaffiorando estremismi di ogni tipo.

L’ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE 4. MISSIONE PER LA GLORIA

L’ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE 4. MISSIONE PER LA GLORIA. Soman Chainani. Mondadori.
Dopo il successo della prima, Chainani ha pensato bene di iniziare una nuova trilogia che prosegue l’ultimo romanzo con gli stessi personaggi, ma ambientato non più nell’Accademia ma nei vari regni della Selva e soprattutto Camelot. E’ li che troviamo Tedros e Agatha che cercano di organizzare il loro matrimonio e di legittimare il potere di Tedros dopo la disastrosa cerimonia di incoronazione. La folle Sophie invece da preside del Male sta ottenendo un grande successo anche nelle fila dei ragazzi del Bene. Tutti gli altri sono impegnati nella Selva nella prova fondamentale del quarto anno, ma la Preside Colombine capisce che c’è qualcosa che non va quando si accorge che tutte le missioni stanno andando male.
Gli ingredienti sono sempre quelli già rodati ma ovviamente ci risultano meno brillanti e nuovi: le insicurezze di Tedros e Agatha, l’egocentrismo simpatico di Sophie, il bizzarro Merlino e le tre streghe. Le avventure ci sono per carità, ma i nuovi personaggi sono caratterizzati solo superficialmente e diciamocelo il nuovo cattivo lo si intuisce già da metà romanzo. Insomma come tutte le serie anche questa con il tempo mi ha stufato anche perchè parliamo di romanzi piuttosto lunghi.

Shadowblack – Il fuorilegge (Spellsinger #1).

Shadowblack – Il fuorilegge (Spellsinger #1). Sebastien De Castell. Il battello a vapore.
La trama in due parole: Il sedicesimo compleanno di Kellen si avvicina. Il limite massimo consentito per dimostrare di possedere la magia.
Figlio primogenito di un’illustre famiglia, Kellen è la pecora nera, Kelln è senza magia e per questo che non apparterrà mai alla nobile casta dei maghi Jan’Tep, bensì a quella dei servi, gli schiavi, gli Sha’Tep. Una mancanza che, nonostante gli sforzi e la buona volontà, è destinata a diventare il marchio del disonore. A differenza dei suoi pomposi ed arroganti compagni, Kellen non è soltanto molto sveglio, ma anche diverso, uno di quei diversi che per il solo fatto di esistere possono mutare il corso della storia.
Lui è una discordanza, come gli spiega Ferius Parfax, la misteriosa (ed incivile) donna straniera che tutti detestano, una cartomante picaresca con un’inclinazione speciale per i problemi ed il sarcasmo.
Pur trattandosi di romanzo Young Adults, il mondo creato da Sebastien De Castell è affascinante, divertente, ben costruito che regala al lettore un romanzo di formazione. Duelli, avventura, incantesimi ed intrighi; ma soprattutto LUI, Reichis, il demoniaco feliscoiattolo, il socio-famiglio di Kellen, un elemento buffo che dona all’intera narrazione una comicità tutta particolare.

La serie Spellslinger è così composta (e io ho già i primi 3):
Spellslinger (Spellslinger, #1)
Shadowblack (Spellslinger, #2)
Charmcaster (Spellslinger, #3)
Soulbinder (Spellslinger, #4)
Queenslayer (Spellslinger, #5)
Crownbreaker (Spellslinger, #6)

Fidanzati dell’inverno L’Attraversaspecchi – 1

Fidanzati dell’inverno L’Attraversaspecchi – 1. Christelle Dabos. Edizioni E/O.
Primo libro di una saga acclamata, di cui in rete raccontano:
Per chi ha amato:
Philip Pullman, la sua fantasia e le sue atmosfere.

Non esageriamo.
Twilight per la storia d’amore tra un uomo misterioso e tormentato ma capace di profonde passioni e una ragazza apparentemente impacciata, ma piena di risorse.

Non mi pare un bel complimento, a meno che non si stia parlando di tiratura delle vendite e niente altro.
Hunger Games per le incredibili avventure e per l’azione politica dei protagonisti che vogliono rovesciare un sistema di potere.
Non mi sono mai piaciuti, né su carta né su pellicola.
Harry Potter per la ricchezza e l’articolazione del suo magico mondo.
Più che articolazione parlerei di macchinazione.

In realtà il fascino di questa serie credo sia dovuto alla curiosa mescolanza di elementi Fantasy, Belle Époque e Steampunk.
In un futuro che possiamo definire post apocalittico, l’universo è composto da ventuno arche, che orbitano attorno a quello che un tempo era il pianeta Terra.
Ofelia appartiene ad una famiglia in vista dell’arca Anima, è una lettrice (evoca i ricordi appartenuti agli oggetti), goffa ed intellettuale, refrattaria al matrimonio, alla vita sociale tanto ambita dalle sue coetanee, è suo malgrado obbligata a sposare un nobile (Thor), un uomo sconosciuto, ovviamente burbero, ovviamente pericoloso, ovviamente appartenente ad un’arca inospitale, fredda e lontana.
La parola chiave è ovviamente, poiché fin qui potrebbe trattarsi di un libercolo farcito di cliché per ragazzini. Tuttavia a salvare la carenza di spessore dei personaggi viene in aiuto un mistero, peraltro contorto, che speriamo venga approfondito a dovere e svelato con cautela nei prossimi due volumi. Sarebbe d’uopo che le prossime narrazioni ci regalassero una caratterizzazione dei personaggi degna di quell’ambientazione davvero originale in cui la storia si svolge.

WOLF. LA RAGAZZA CHE SFIDO’ IL DESTINO.

WOLF. LA RAGAZZA CHE SFIDO’ IL DESTINO. 
1956. Il Terzo Reich ha vinto la seconda guerra mondiale, Hitler governa mezzo mondo. I campi di lavoro e di sterminio sono comuni, la razza ariana obbligata a riprodursi, gli orrori della Shoah non sono finiti, sono semplicemente diventati la quotidianità.
Yael è fuggita da un campo di sterminio. Quello dove il Dottore l’aveva scelta tra migliaia di bambini per sperimentare farmaci che avrebbero cambiato i colori tipici della sua razza. Una fortuna non finire sezionata tra tanti altri, ma solo rivoltata come un calzino, che perde la pelle e muta come un serpente. Yael riesce a fuggire grazie a quello che pare essere un effetto collaterale degli esperimenti: muta forma. Yael riesce a essere chiunque, una chimera fatta di tutte le persone che imita e di cui assume le sembianze. Reclutata dalla resistenza, Yael pare essere l’unica in grado di portare a compimento il progetto Valchiria, avvicinarsi a Hitler quanto basta per ucciderlo in diretta mondiale, e dare quindi il via all’insurrezione. L’unico modo è vincere il Tour dell’Asse: una gara motociclistica che parte dalla Germania e si conclude a Tokyo. Per partecipare Yael diventa Adele Wolfe, l’unica ragazza che abbia mai partecipato, e vinto, la gara.
Una competizione che puzza di morte ed inganni, per la quale Yael si è addestrata dieci anni.
Il romanzo è un perfetto esempio di ucronia, un corso alternativo della storia mondiale dove distopia e fantapolitica vanno a braccetto. Peccato che si tratti davvero di un romanzo per ragazzi (13 anni) e che quindi sia poco corposo nonostante la complessità dei temi trattati. WOLF è una ricerca di riscatto, di vendetta, di giustizia, ma soprattutto di identità umana.

THE ACADEMY. 1, 2, 3.

THE ACADEMY. Volume 1. Volume 2. Volume 3. Amelia Drake. Rizzoli.
Twelve ha dodici anni, è stata la dodicesima orfana ad approdare all’orfanotrofio Moser, in quello che è fu definito l’Anno Nero. Un anno intenso, con un indice di gradimento per gli abbandoni più alto della media. Il Moser, la direttrice, le regole, e il suo migliore amico Stephen Seventy sono tutto ciò che conosce, mentre si avvicina la data delle selezione che daranno accesso ad una delle Accademie di Danubia.
Danubia è l’ignoto sfavillante, la città che tutti immaginano e che nessuno ha mai visitato. L’esame per essere ammessi ad una delle Accademie, e diventare parte integrante della società, è una valutazione attitudinale che in più di un caso riserva sorprese. Diciotto sono le Accademie: dei Musicanti, degli Alchimisti, degli Scribi, degli Ussari, dei Servitori… finalmente Twelve e Stephen possono realizzare il loro sogno: lui sicuramente un Ussaro, lei una cameriera. Le due Accademie situate addirittura una di fronte all’altra. Tuttavia, la carrozza di Twelve e di alcuni compagni subisce un attacco terroristico, l’esplosione di uno dei dodici ponti li fa precipitare nelle acque del fiume. Twelve, Rebecca e la piccola Ninon (un imbucata di appena cinque anni) si salvano appena in tempo per essere rapite e portate in un luogo che non esiste.
La diciannovesima Accademia: quella dei Ladri. Isolata da tutto e da tutti, un’isoletta in mezzo al fiume che dall’esterno pare un edificio mezzo diroccato. Un luogo di inganni, dove niente è come sembra, soprattutto le persone. Dove regole ferree forgiano un sotto mondo che deve assicurarsi una progenie di criminali. Twelve non vuole essere annoverata tra i Ladri, certo, ma resta il fatto che il suo punteggio (calcolato con test attitudinale) non lascia dubbi; ed in effetti in più di un’occasione si dimostra un’eroina egoista, concentrata nella sopravvivenza sua e di ciò che le sta a cuore. Reclutata dalla cerchia degli Spazzacamini (ammettiamolo, non la peggiore delle tre presenti in Accademia) Twelve si dimostra perfettamente in grado di farsi dei nemici. Molti nemici. Pare che tutti quelli che entrano in contatto con lei finiscano per detestarla, eccetto la piccola Ninon che Twelve si ostina a voler far fuggire. Ninon che non sa leggere, ma è una maestra nello scassinare serrature, e che probabilmente si troverebbe a suo agio tra i Lord dell’Accademia.
Nonostante l’argomento scuola, ormai abusato, The Academy è uno young adult interessante proprio perché la protagonista non è “nobile di cuore e pura di pensieri”.
Una sola pecca voglio sottolineare: l’improvvisa ricomparsa di un personaggio creduto morto, del quale si spiega poco e in modo frettoloso, quasi fosse una macchinazione atta a risolvere un inceppo narrativo.

ARDUIN IL RINNEGATO

ARUIN IL RINNEGATO. Silvana De Mari. Edizioni Ares.
«Quando l’ultimo drago e l’ultimo elfo spezzeranno il cerchio, il passato e il futuro si incontreranno, il sole di una nuova estate splenderà nel cielo…»
L’antefatto. Dalla penna di Silvana De Mari, non l’ultima, bensì la prima avventura. L’origine della spirale. Il prequel che introduce il regno degli Uomini, il regno degli Orchi e quello degli Elfi.
Arduink  è un orco, un ragazzetto malmenato ed affamato dal padre che per risollevare la sua triste sorte decide di venderlo all’esercito. Un esercito appositamente studiato per sconfiggere gli Uomini mettendo in ginocchio i loro protettori, gli Elfi. Una milizia di bambini a stento sopravvissuti alle bastonate e destinati al suicidio, poco più che animali, dove Arduink si guadagna immediatamente l’astio dell’addestratore e dei compagni. Eppure Arduink ha qualcosa che manca alla maggior parte, come l’amico Hortrus, ha conosciuto l’affetto nell’infanzia, un aspetto disprezzato e proibiton nella società orca.
Dall’arruolamento forzato alla diserzione: saltimbanco, prigioniero, guerriero, rinnegato, padre. La storia di Arduink, abbreviato per comodità e necessità in Arduin, non è certo quella trascritta nelle cronache di Dalingar.
Arduin che diversamente dai bambini degli uomini, non era stato amato. Arduin che, a differenza dei nobili con cui si è trovato ad avere a che fare, conosceva la fame, la sete, la privazione, l’umiliazione. Arduin che non combatteva con una lupa, bensì con un cucciolo di sciacallo che troppo spesso gli stava tra i piedi. Arduin la cui arma non era una spada scintillante, ma un’ascia.
Arduin. Il sognatore, innamorato di una principessa umana che lo sposerà per dovere e per principio, e che troppo tardi si accorgerà di aver amato un orco.
Arduin. Il guerriero che combatte affinché altri non debbano farlo, persino contro la sua stessa gente.
Arduin che regnava sul mondo degli Uomini pur essendo un orco a tutti gli affetti, e dalla cui discendenza sarebbero nati Rankstrail e Rosalba (ndr: Rankstrail resta il io preferito). Un uomo che malgrado la razza, la tradizione e l’ignoranza ha iniziato a notare dettagli, porsi domande e soprattutto è stato in grado di accettare le risposte, dove e come arrivavano, sfuggendo così al giogo imposto dalla società.
Arduin il Rinnegato è un libro molto bello, lo stile della De Mari è inconfondibile. C’è poco da dire: sa scrivere. Sa evocare. Siamo tutti lì, con Arduin, mentre pesto ed illividito tallona suo padre; mentre balla con l’orso; mentre decide che un popolo che mette a morte i bambini forse non merita di essere salvato, ma di certo ne ha bisogno.
Unico neo: la ridondanza. I concetti sono ormai famigliari, temi cari alla De Mari, sfortunatamente ripetuti troppe volte, da bocche che, avendo letto e riletto tutta la saga, seppur diverse finiscono per somigliarsi.

UNA FIAMMA NELLA NOTTE

UNA FIAMMA NELLA NOTTE. Sabaa Tahir. Nord.
Secondo capitolo, tormento e pathos segnano le pagine (speriamo che il terzo volume torni al livello del primo, qui il pathos inizia ad essere eccessivo).
Elias, figlio non voluto della Comandante, ha finalmente definito se stesso e deciso da quale parte dell’Impero vuole stare: contro l’Impero. Condannato a morte per non aver giustiziato Laia (che per quanto mi riguarda avrebbe potuto essere lasciata alla in-giustizia)  sceglie di darsi alla fuga (rocambolesca e non senza molto aiuto) accettando in cambio di fare irruzione nella prigione di Kauf per salvare il fratello di Laia, divenuto un membro della resistenza.
Questo ciò che accade in poche, pochissime parole.
Tra tutti i personaggi (alcuni davvero degni di nota, inclusa la Comandante che nasconde un segreto di un certo rilievo) spicca, senza ombra di dubbio, Helene, ora divenuta l’Averla Sanguinaria e disgraziatamente vincolata al nuovo imperatore Marcus. Un personaggio complesso che per fortuna fa da contrappeso alla insulsaggine di Laila.
Attendiamo con trepidazione la conclusione (la cui pubblicazione a detta di Amazon è già stata posticipata ben due volte…)

IL CANOCCHIALE D’AMBRA. QUESTE OSCURE MATERIE

Il canocchiale d’ambra. Queste oscure materie. Phillip Pullman. Salani.

Ritroviamo Lyra rapita e tenuta addormentata in una grotta dalla madre Marisa Coulter con l’intento di proteggerla dal Magisterium che la sta cercando per ucciderla. Nel frattempo la scienziata Mary Malone viaggia per diversi mondi fino ad approdare in quello dei Mulafa, dove costruirà il cannocchiale d’ambra col quale si potranno osservare le particelle di Polvere.
Grazie all’intervento del padre, Lord Asriel, Lyra viene liberata, con l’aiuto di incredibili esseri fantastici, e decide di andare nel mondo dei morti per rivedere il suo vecchio amico Roger, che gli è apparso in sogno. Nell’aldilà, che è in molto simile all’Inferno dantesco, i nostri eroi decidono di liberare tutti i morti dall’oltretomba lasciando così vagare le loro anime per sempre nel Tutto.
Nel frattempo i ribelli, capeggiati da Lord Asriel, stanno intraprendendo una battaglia contro Metatron per rovesciarne il potere e liberare il regno dei cieli dal potere della Chiesa (moltissime le similitudini con La rivolta degli angeli – Anatole France).
Se nei precedenti due, soprattutto nel secondo, le idee dell’autore si potevano leggere tra le righe, direi che in quest’ultimo risulta chiarissimo l’oggetto/soggetto della contestazione: la Chiesa.
Che dire, la Polvere per me rimane un’oscura materia. L’autore è sicuramente e sempre molto bravo ad inventare mondi e personaggi incredibili e la trama di questo terzo volume è decisamente più lineare rispetto al secondo, tuttavia sembra che, alle volte, lui stesso si perda nelle sue fantasie e fatichi a ritrovare il bandolo della matassa e rientrare nella trama del libro.