IO SONO HANIA

IO SONO HANIA. Silvana De Mari. Giunti.
Finalmente il terzo e ultimo capitolo della trilogia di Hania che avevamo lasciato con l’amato fratello Rois, all’inseguimento di coloro che avevano rapito Roa, verso cioè la capitale del Regno delle Sette Cime che la Reggente sta trasformando in un vero inferno di odio, crudeltà e stenti. La saga si arricchisce di un nuovo bellissimo personaggio, Misso, il figlio della Reggente che gli ha amputato la mano per nascondere il fatto che anche lui aveva il marchio dell’Oscuro Signore. Dopo questo gesto Misso cova un feroce rancore nei confronti della madre, che il Cerusico riesce ad trasformare pian piano in un vero e proprio senso di giustizia e onore. Ben poco rimane purtroppo del sarcasmo e del cinismo di Hania che tanto mi aveva divertita nel primo libro, Hania ormai è una splendida ragazza che a volte sembra  anaffettiva e che ancora lotta per non lasciarsi sopraffare dal lato più oscuro di sè. Il resto è tutto avventure, guerre, coraggio e grandi sacrifici, e un bel finale . Un romanzo scritto alla solita maniera impeccabile della De Mari, ma per chi come me ha letto praticamente l’opera omnia di questa autrice, risulta tutto già sentito parecchie volte, quindi forse è giunto il momento di prendere strade diverse. Meglio così, perchè fatico sempre di più a scindere l’autrice che è assolutamente indiscutibile, dalla persona che si è fatta paladina di opinioni che personalmente trovo agghiaccianti.

COME FERMARE IL TEMPO

COME FERMARE IL TEMPO. Matt Haig. Edizioni E/O.
Tom Hazard dimostra quarantanni ma in realtà ne ha più di quattrocento, e quando racconta alla sua classe la storia in maniera molto vivida è perchè l’ha vissuta. La sua apparente normalità, e tutti i suoi cambi di identità e paesi hanno però un prezzo, per questo recluta o elimina per la società segreta degli Albatros, altri esseri umani che hanno la sua stessa disfunzione e invecchiano molto lentamente.
Tom è un uomo stanco, malinconico e rassegnato, che resiste al quotidiano tormento solo perchè vuole trovare la figlia che gli hanno riferito avere la sua stessa caratteristica, ma la vita è incertezza e l’incontro con una professoressa di francese della sua scuola lo scuote più del previsto.
Con dei flashback apparentemente casuali ci racconta la sua storia, la sua nascita in Francia alla fine del ‘600, l’esilio in Inghilterra, la morte della madre sospettata di stregoneria, il suo grande amore, i viaggi con il capitano Cook alla scoperta del mondo, l’incontro con Shakespeare, con Fitzgerald e Zelda ecc.
La trama vera e propria non mi ha convinto del tutto, sembra sempre che il romanzo stia per fare il saltò di qualità e diventare di più, ma poi non succede. Il finale poi oltre che affrettato mi è sembrato proprio un po’ banale.
Nonostante questo è un romanzo che si legge d’un fiato, proprio grazie a questi continui salti temporali e alle diverse ambientazioni storiche interessanti, oltre che per le splendide riflessioni in cui Haig è sempre stato maestro.
Il libro, La ricchezza dentro di te, ha un sottotitolo: Come sfruttare al meglio il tuo miliardario interiore. Rimango a fissarlo per un po’, immerso in una sorta di trance. E’ un’idea moderna molto popolare. Che il nostro io interiore sia diverso da quello esteriore. Che in realtà esista una versione autentica, più vera, migliore e più ricca di noi stessi, a cui possiamo attingere solo comprando una soluzione. L’idea che siamo separati dalla nostra natura quanto una bottiglia di profumo di Dior dagli alberi di una foresta. Per come la vedo io si tratta di un problema legato al vivere del XXI secolo. Molti di noi possiedono tutte le cose materiali di cui hanno bisogno, perciò ormai il compito del marketing è legare l’economia alle emozioni, indurci a credere di avere nuovi bisogni spingendoci a volere cose di cui non avevamo mai avuto bisogno. Ci spingono a sentirci poveri con un reddito di trentamila sterline l’anno. A pensare di aver viaggiato troppo poco se abbiamo visitato solo dieci paesi stranieri. A sentirci vecchi se abbiamo una ruga. A sentirci brutti se le nostre immagini non vengono ritoccate o abbellite da filtri.
Nel seicento non conoscevo nessuno che volesse trovare il proprio miliardario interiore. L’unico desiderio era sopravvivere fino all’adolescenza ed evitare i pidocchi.

IL SOGNATORE Laini Taylor

IL SOGNATORE Laini Taylor – Fazi Editore

Lazlo Strange è il sognatore protagonista del libro: orfano cresciuto dagli austeri monaci del monastero di Zosma vive (o sogna di vivere) in un mondo fantastico e magico popolato da demoni, spiriti, fantasmi e mostri. Lazlo sogna soprattutto della perduta Pianto, mitica città caduta nell’oblio avendone gli abitanti scordato il nome. Apprendista bibliotecario nella Grande Biblioteca della città, il ragazzo è un eccentrico “divoratore” di tutti i libri che possono aiutarlo a ritrovare la scomparsa città. Il suo sogno sembra realizzarsi quando il Massacratore degli Dei accompagnato dalla sua delegazione di guerrieri, si presenta a Zosma per reclutare studiosi di ogni genere da portare a Pianto e farla così rivivere. Una volta arrivati, Lazlo inizia a sognare una città ormai perduta e nei suoi sogni incontra Sarai, incredibile ragazza dalla pelle blu che lo condurrà, attraverso il sogno, a scoprire la vera storia di Pianto. L’eroe salvatore della città si rivelerà così essere un massacratore, facendo di fatto svanire i confini tra buono e cattivo, giusto e sbagliato, e mostrando che in guerra i sentimenti prevalenti, odio e paura, rendono gli uomini (o gli dei/mostri) uguali tra loro. La sola speranza di salvezza è quindi affidata alle nuove generazioni pronte a rimettersi in gioco e a cancellare gli antichi rancori per una nuova rinascita. La fantasia dell’autrice è decisamente senza limiti e rende il romanzo piacevole nonostante la solita, vista e rivista, storia d’amore.

VOX

VOX. Christina Dalcher. Nord.
E’ il romanzo del momento per tanti motivi: perchè molto pubblicizzato, per il tema attuale, perchè è piuttosto evidente e plateale la critica al governo Trump, ma soprattutto perchè è un romanzo intelligente e avvincente.
In un futuro prossimo gli Stati Uniti si chiudono su stessi e mandano al potere la forza politica del maschilismo, delle intolleranze e dell’estremismo religioso. Prendendo alla lettera la Bibbia, alle donne viene concessa esclusivamente la vita da casalinghe e viene loro imposto fin da bambine un dispositivo elettronico che gli permette di pronunciare solo 100 parole al giorno, non 100 sostantivi, 100 parole in tutto, pena una scarica elettrica fortissima. La protagonista è Jean Mclellan, una famosa neurolinguista sposata con 4 figli che racconta la storia in prima persona. Come soffra nel vedere la sua piccola Sonia pronunciare appena 40 parole al giorno ed essere premiata a scuola per essere rimasta muta, come vede il suo primogenito  diventare attraverso il lento lavaggio del cervello delle scuole un Puro a tutti gli effetti che guarda la madre con disprezzo, e come arrivi ad odiare il marito che ritiene un debole incapace di ribellarsi.
Grazie però alla sua fama e alla scoperta che aveva fatto prima di diventare una donna di casa qualsiasi, viene incaricata dal Presidente di finire gli esperimenti che stava facendo per guarire suo fratello che dopo un aneurisma è diventato afasico.
Jean non ci metterà molto a scoprire che dietro in realtà c’è un piano aberrante e che è venuto il suo momento di assumersi delle responsabilità e dei rischi per la libertà.
Curata la caratterizzazione dei personaggi, interessantissime le implicazioni linguistiche alle 100 parole, ricco di colpi di scena che ovviamente non ho anticipato, questo romanzo ci ricorda continuamente, come continuamente fa Jean con i suoi sensi di colpa, che a volte è molto più breve di quel che crediamo il passo tra l’indifferenza, la pigrizia e la perdita di libertà che troppo spesso diamo per scontate, gli estremismi, di tutti i tipi, sono nemici della libertà e ricordiamoci che proprio ora viviamo in un’epoca in cui stanno riaffiorando estremismi di ogni tipo.

L’ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE 4. MISSIONE PER LA GLORIA

L’ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE 4. MISSIONE PER LA GLORIA. Soman Chainani. Mondadori.
Dopo il successo della prima, Chainani ha pensato bene di iniziare una nuova trilogia che prosegue l’ultimo romanzo con gli stessi personaggi, ma ambientato non più nell’Accademia ma nei vari regni della Selva e soprattutto Camelot. E’ li che troviamo Tedros e Agatha che cercano di organizzare il loro matrimonio e di legittimare il potere di Tedros dopo la disastrosa cerimonia di incoronazione. La folle Sophie invece da preside del Male sta ottenendo un grande successo anche nelle fila dei ragazzi del Bene. Tutti gli altri sono impegnati nella Selva nella prova fondamentale del quarto anno, ma la Preside Colombine capisce che c’è qualcosa che non va quando si accorge che tutte le missioni stanno andando male.
Gli ingredienti sono sempre quelli già rodati ma ovviamente ci risultano meno brillanti e nuovi: le insicurezze di Tedros e Agatha, l’egocentrismo simpatico di Sophie, il bizzarro Merlino e le tre streghe. Le avventure ci sono per carità, ma i nuovi personaggi sono caratterizzati solo superficialmente e diciamocelo il nuovo cattivo lo si intuisce già da metà romanzo. Insomma come tutte le serie anche questa con il tempo mi ha stufato anche perchè parliamo di romanzi piuttosto lunghi.

Shadowblack – Il fuorilegge (Spellsinger #1).

Shadowblack – Il fuorilegge (Spellsinger #1). Sebastien De Castell. Il battello a vapore.
La trama in due parole: Il sedicesimo compleanno di Kellen si avvicina. Il limite massimo consentito per dimostrare di possedere la magia.
Figlio primogenito di un’illustre famiglia, Kellen è la pecora nera, Kelln è senza magia e per questo che non apparterrà mai alla nobile casta dei maghi Jan’Tep, bensì a quella dei servi, gli schiavi, gli Sha’Tep. Una mancanza che, nonostante gli sforzi e la buona volontà, è destinata a diventare il marchio del disonore. A differenza dei suoi pomposi ed arroganti compagni, Kellen non è soltanto molto sveglio, ma anche diverso, uno di quei diversi che per il solo fatto di esistere possono mutare il corso della storia.
Lui è una discordanza, come gli spiega Ferius Parfax, la misteriosa (ed incivile) donna straniera che tutti detestano, una cartomante picaresca con un’inclinazione speciale per i problemi ed il sarcasmo.
Pur trattandosi di romanzo Young Adults, il mondo creato da Sebastien De Castell è affascinante, divertente, ben costruito che regala al lettore un romanzo di formazione. Duelli, avventura, incantesimi ed intrighi; ma soprattutto LUI, Reichis, il demoniaco feliscoiattolo, il socio-famiglio di Kellen, un elemento buffo che dona all’intera narrazione una comicità tutta particolare.

La serie Spellslinger è così composta (e io ho già i primi 3):
Spellslinger (Spellslinger, #1)
Shadowblack (Spellslinger, #2)
Charmcaster (Spellslinger, #3)
Soulbinder (Spellslinger, #4)
Queenslayer (Spellslinger, #5)
Crownbreaker (Spellslinger, #6)

Fidanzati dell’inverno L’Attraversaspecchi – 1

Fidanzati dell’inverno L’Attraversaspecchi – 1. Christelle Dabos. Edizioni E/O.
Primo libro di una saga acclamata, di cui in rete raccontano:
Per chi ha amato:
Philip Pullman, la sua fantasia e le sue atmosfere.

Non esageriamo.
Twilight per la storia d’amore tra un uomo misterioso e tormentato ma capace di profonde passioni e una ragazza apparentemente impacciata, ma piena di risorse.

Non mi pare un bel complimento, a meno che non si stia parlando di tiratura delle vendite e niente altro.
Hunger Games per le incredibili avventure e per l’azione politica dei protagonisti che vogliono rovesciare un sistema di potere.
Non mi sono mai piaciuti, né su carta né su pellicola.
Harry Potter per la ricchezza e l’articolazione del suo magico mondo.
Più che articolazione parlerei di macchinazione.

In realtà il fascino di questa serie credo sia dovuto alla curiosa mescolanza di elementi Fantasy, Belle Époque e Steampunk.
In un futuro che possiamo definire post apocalittico, l’universo è composto da ventuno arche, che orbitano attorno a quello che un tempo era il pianeta Terra.
Ofelia appartiene ad una famiglia in vista dell’arca Anima, è una lettrice (evoca i ricordi appartenuti agli oggetti), goffa ed intellettuale, refrattaria al matrimonio, alla vita sociale tanto ambita dalle sue coetanee, è suo malgrado obbligata a sposare un nobile (Thor), un uomo sconosciuto, ovviamente burbero, ovviamente pericoloso, ovviamente appartenente ad un’arca inospitale, fredda e lontana.
La parola chiave è ovviamente, poiché fin qui potrebbe trattarsi di un libercolo farcito di cliché per ragazzini. Tuttavia a salvare la carenza di spessore dei personaggi viene in aiuto un mistero, peraltro contorto, che speriamo venga approfondito a dovere e svelato con cautela nei prossimi due volumi. Sarebbe d’uopo che le prossime narrazioni ci regalassero una caratterizzazione dei personaggi degna di quell’ambientazione davvero originale in cui la storia si svolge.

WOLF. LA RAGAZZA CHE SFIDO’ IL DESTINO.

WOLF. LA RAGAZZA CHE SFIDO’ IL DESTINO. 
1956. Il Terzo Reich ha vinto la seconda guerra mondiale, Hitler governa mezzo mondo. I campi di lavoro e di sterminio sono comuni, la razza ariana obbligata a riprodursi, gli orrori della Shoah non sono finiti, sono semplicemente diventati la quotidianità.
Yael è fuggita da un campo di sterminio. Quello dove il Dottore l’aveva scelta tra migliaia di bambini per sperimentare farmaci che avrebbero cambiato i colori tipici della sua razza. Una fortuna non finire sezionata tra tanti altri, ma solo rivoltata come un calzino, che perde la pelle e muta come un serpente. Yael riesce a fuggire grazie a quello che pare essere un effetto collaterale degli esperimenti: muta forma. Yael riesce a essere chiunque, una chimera fatta di tutte le persone che imita e di cui assume le sembianze. Reclutata dalla resistenza, Yael pare essere l’unica in grado di portare a compimento il progetto Valchiria, avvicinarsi a Hitler quanto basta per ucciderlo in diretta mondiale, e dare quindi il via all’insurrezione. L’unico modo è vincere il Tour dell’Asse: una gara motociclistica che parte dalla Germania e si conclude a Tokyo. Per partecipare Yael diventa Adele Wolfe, l’unica ragazza che abbia mai partecipato, e vinto, la gara.
Una competizione che puzza di morte ed inganni, per la quale Yael si è addestrata dieci anni.
Il romanzo è un perfetto esempio di ucronia, un corso alternativo della storia mondiale dove distopia e fantapolitica vanno a braccetto. Peccato che si tratti davvero di un romanzo per ragazzi (13 anni) e che quindi sia poco corposo nonostante la complessità dei temi trattati. WOLF è una ricerca di riscatto, di vendetta, di giustizia, ma soprattutto di identità umana.

THE ACADEMY. 1, 2, 3.

THE ACADEMY. Volume 1. Volume 2. Volume 3. Amelia Drake. Rizzoli.
Twelve ha dodici anni, è stata la dodicesima orfana ad approdare all’orfanotrofio Moser, in quello che è fu definito l’Anno Nero. Un anno intenso, con un indice di gradimento per gli abbandoni più alto della media. Il Moser, la direttrice, le regole, e il suo migliore amico Stephen Seventy sono tutto ciò che conosce, mentre si avvicina la data delle selezione che daranno accesso ad una delle Accademie di Danubia.
Danubia è l’ignoto sfavillante, la città che tutti immaginano e che nessuno ha mai visitato. L’esame per essere ammessi ad una delle Accademie, e diventare parte integrante della società, è una valutazione attitudinale che in più di un caso riserva sorprese. Diciotto sono le Accademie: dei Musicanti, degli Alchimisti, degli Scribi, degli Ussari, dei Servitori… finalmente Twelve e Stephen possono realizzare il loro sogno: lui sicuramente un Ussaro, lei una cameriera. Le due Accademie situate addirittura una di fronte all’altra. Tuttavia, la carrozza di Twelve e di alcuni compagni subisce un attacco terroristico, l’esplosione di uno dei dodici ponti li fa precipitare nelle acque del fiume. Twelve, Rebecca e la piccola Ninon (un imbucata di appena cinque anni) si salvano appena in tempo per essere rapite e portate in un luogo che non esiste.
La diciannovesima Accademia: quella dei Ladri. Isolata da tutto e da tutti, un’isoletta in mezzo al fiume che dall’esterno pare un edificio mezzo diroccato. Un luogo di inganni, dove niente è come sembra, soprattutto le persone. Dove regole ferree forgiano un sotto mondo che deve assicurarsi una progenie di criminali. Twelve non vuole essere annoverata tra i Ladri, certo, ma resta il fatto che il suo punteggio (calcolato con test attitudinale) non lascia dubbi; ed in effetti in più di un’occasione si dimostra un’eroina egoista, concentrata nella sopravvivenza sua e di ciò che le sta a cuore. Reclutata dalla cerchia degli Spazzacamini (ammettiamolo, non la peggiore delle tre presenti in Accademia) Twelve si dimostra perfettamente in grado di farsi dei nemici. Molti nemici. Pare che tutti quelli che entrano in contatto con lei finiscano per detestarla, eccetto la piccola Ninon che Twelve si ostina a voler far fuggire. Ninon che non sa leggere, ma è una maestra nello scassinare serrature, e che probabilmente si troverebbe a suo agio tra i Lord dell’Accademia.
Nonostante l’argomento scuola, ormai abusato, The Academy è uno young adult interessante proprio perché la protagonista non è “nobile di cuore e pura di pensieri”.
Una sola pecca voglio sottolineare: l’improvvisa ricomparsa di un personaggio creduto morto, del quale si spiega poco e in modo frettoloso, quasi fosse una macchinazione atta a risolvere un inceppo narrativo.

ARDUIN IL RINNEGATO

ARUIN IL RINNEGATO. Silvana De Mari. Edizioni Ares.
«Quando l’ultimo drago e l’ultimo elfo spezzeranno il cerchio, il passato e il futuro si incontreranno, il sole di una nuova estate splenderà nel cielo…»
L’antefatto. Dalla penna di Silvana De Mari, non l’ultima, bensì la prima avventura. L’origine della spirale. Il prequel che introduce il regno degli Uomini, il regno degli Orchi e quello degli Elfi.
Arduink  è un orco, un ragazzetto malmenato ed affamato dal padre che per risollevare la sua triste sorte decide di venderlo all’esercito. Un esercito appositamente studiato per sconfiggere gli Uomini mettendo in ginocchio i loro protettori, gli Elfi. Una milizia di bambini a stento sopravvissuti alle bastonate e destinati al suicidio, poco più che animali, dove Arduink si guadagna immediatamente l’astio dell’addestratore e dei compagni. Eppure Arduink ha qualcosa che manca alla maggior parte, come l’amico Hortrus, ha conosciuto l’affetto nell’infanzia, un aspetto disprezzato e proibiton nella società orca.
Dall’arruolamento forzato alla diserzione: saltimbanco, prigioniero, guerriero, rinnegato, padre. La storia di Arduink, abbreviato per comodità e necessità in Arduin, non è certo quella trascritta nelle cronache di Dalingar.
Arduin che diversamente dai bambini degli uomini, non era stato amato. Arduin che, a differenza dei nobili con cui si è trovato ad avere a che fare, conosceva la fame, la sete, la privazione, l’umiliazione. Arduin che non combatteva con una lupa, bensì con un cucciolo di sciacallo che troppo spesso gli stava tra i piedi. Arduin la cui arma non era una spada scintillante, ma un’ascia.
Arduin. Il sognatore, innamorato di una principessa umana che lo sposerà per dovere e per principio, e che troppo tardi si accorgerà di aver amato un orco.
Arduin. Il guerriero che combatte affinché altri non debbano farlo, persino contro la sua stessa gente.
Arduin che regnava sul mondo degli Uomini pur essendo un orco a tutti gli affetti, e dalla cui discendenza sarebbero nati Rankstrail e Rosalba (ndr: Rankstrail resta il io preferito). Un uomo che malgrado la razza, la tradizione e l’ignoranza ha iniziato a notare dettagli, porsi domande e soprattutto è stato in grado di accettare le risposte, dove e come arrivavano, sfuggendo così al giogo imposto dalla società.
Arduin il Rinnegato è un libro molto bello, lo stile della De Mari è inconfondibile. C’è poco da dire: sa scrivere. Sa evocare. Siamo tutti lì, con Arduin, mentre pesto ed illividito tallona suo padre; mentre balla con l’orso; mentre decide che un popolo che mette a morte i bambini forse non merita di essere salvato, ma di certo ne ha bisogno.
Unico neo: la ridondanza. I concetti sono ormai famigliari, temi cari alla De Mari, sfortunatamente ripetuti troppe volte, da bocche che, avendo letto e riletto tutta la saga, seppur diverse finiscono per somigliarsi.