UNA FIAMMA NELLA NOTTE

UNA FIAMMA NELLA NOTTE. Sabaa Tahir. Nord.
Secondo capitolo, tormento e pathos segnano le pagine (speriamo che il terzo volume torni al livello del primo, qui il pathos inizia ad essere eccessivo).
Elias, figlio non voluto della Comandante, ha finalmente definito se stesso e deciso da quale parte dell’Impero vuole stare: contro l’Impero. Condannato a morte per non aver giustiziato Laia (che per quanto mi riguarda avrebbe potuto essere lasciata alla in-giustizia)  sceglie di darsi alla fuga (rocambolesca e non senza molto aiuto) accettando in cambio di fare irruzione nella prigione di Kauf per salvare il fratello di Laia, divenuto un membro della resistenza.
Questo ciò che accade in poche, pochissime parole.
Tra tutti i personaggi (alcuni davvero degni di nota, inclusa la Comandante che nasconde un segreto di un certo rilievo) spicca, senza ombra di dubbio, Helene, ora divenuta l’Averla Sanguinaria e disgraziatamente vincolata al nuovo imperatore Marcus. Un personaggio complesso che per fortuna fa da contrappeso alla insulsaggine di Laila.
Attendiamo con trepidazione la conclusione (la cui pubblicazione a detta di Amazon è già stata posticipata ben due volte…)

IL CANOCCHIALE D’AMBRA. QUESTE OSCURE MATERIE

Il canocchiale d’ambra. Queste oscure materie. Phillip Pullman. Salani.

Ritroviamo Lyra rapita e tenuta addormentata in una grotta dalla madre Marisa Coulter con l’intento di proteggerla dal Magisterium che la sta cercando per ucciderla. Nel frattempo la scienziata Mary Malone viaggia per diversi mondi fino ad approdare in quello dei Mulafa, dove costruirà il cannocchiale d’ambra col quale si potranno osservare le particelle di Polvere.
Grazie all’intervento del padre, Lord Asriel, Lyra viene liberata, con l’aiuto di incredibili esseri fantastici, e decide di andare nel mondo dei morti per rivedere il suo vecchio amico Roger, che gli è apparso in sogno. Nell’aldilà, che è in molto simile all’Inferno dantesco, i nostri eroi decidono di liberare tutti i morti dall’oltretomba lasciando così vagare le loro anime per sempre nel Tutto.
Nel frattempo i ribelli, capeggiati da Lord Asriel, stanno intraprendendo una battaglia contro Metatron per rovesciarne il potere e liberare il regno dei cieli dal potere della Chiesa (moltissime le similitudini con La rivolta degli angeli – Anatole France).
Se nei precedenti due, soprattutto nel secondo, le idee dell’autore si potevano leggere tra le righe, direi che in quest’ultimo risulta chiarissimo l’oggetto/soggetto della contestazione: la Chiesa.
Che dire, la Polvere per me rimane un’oscura materia. L’autore è sicuramente e sempre molto bravo ad inventare mondi e personaggi incredibili e la trama di questo terzo volume è decisamente più lineare rispetto al secondo, tuttavia sembra che, alle volte, lui stesso si perda nelle sue fantasie e fatichi a ritrovare il bandolo della matassa e rientrare nella trama del libro.

LA LAMA SOTTILE – QUESTE OSCURE MATERIE

La lama sottile – quetse oscure materie Phillip Pullman. Salani.

Oxford, oggi. Will Parry, dodicenne cresciuto in fretta a causa di una vita impegnativa, mentre cammina per la città scopre una finestra quasi invisibile che lo porterà in un mondo diverso: Cittagazze. Una volta entrato in questo mondo parallelo incontra la nostra eroina Lyra e e il suo daimon Pantalaimon,intenti ad investigare sulla Polvere. I due ragazzini, “saltando” di mondo in mondo, incontreranno diversi personaggi che risulteranno alla fine tutti collegati tra di loro e tutti intenti a trovare una spiegazione sulla natura della Polvere. La trama si articola caoticamente (alle volte mi sono persa nel tentativo di capire in quale mondo fossi) tra profezie, esseri fantastici che popolano mondi incredibili, fughe e inseguimenti ma soprattutto incontri inimmaginabili. La sconfinata fantasia dell’autore ha creato mondi e personaggi unici, un intreccio di storie che mette alla prova l’attenzione del lettore, tuttavia le spiegazioni ai molti interrogativi che inevitabilmente mi sono posta ancora non le ho avute, anzi questa Polvere non sto proprio capendo cosa sia….

MAGIC

MAGIC. V.E. Schwab. Newton Compton Editore.
Finalmente pubblicato in italiano lo posso commentare. Magic è il primo volume di una trilogia di V.E. Schwab, una scrittrice che mi piace molto, una trama ricca di colpi di scena, l’intreccio ben tessuto, i personaggi a tuttotondo.
Londra. Kell è uno degli ultimi maghi chiamati Antari, una specie che è in grado di viaggiare tra dimensioni parallele e visitare le differenti versioni della stessa città. Ci sono infatti quattro “Londra”, la Rossa, la Bianca, la Grigia e la Nera. La stessa città in epoche differenti, con differenti destini.
Kell Maresh appartiene alla Londra Rossa, è un privilegiato, cresciuto al palazzo reale di Arnes, per quanto privilegiato possa definirsi un mago da tutti temuto, forzatamente adottato dalla famiglia reale, il cui incarico è di servire il Re come corriere ed occuparsi del fratello, il vero erede al trono. Tuttavia, per quanto scomoda possa essere la sua situazione Kell e Rhys sono davvero fratelli. Non nel sangue, ma nel sentimento. Legati da un affetto imperituro, diversi come il giorno e la notte. Rhys è spericolato e amatore dei piaceri, quanto Kell è sobrio e tranquillo.
Eppure, in visita nella Londra Grigia, quella priva di magia, scopriamo proprio nel morigerato Kell un piccolo ribelle con un hobby del tutto fuorilegge. Acqua cheta, rompe i ponti: Kell colleziona (e trasporta) ninnoli da una Londra all’altra, e aiuta illegalmente alcune persone a vedere strati della realtà a cui altrimenti non potrebbero avere accesso. L’ultima avventura gli permette, o meglio lo obbliga a conoscere una ladra, Deliah, una ragazza misteriosa ed impavida che gli cambierà la vita in un susseguirsi di peripezie concentriche che si allontanano sempre più dalla Londra Rossa.
Tra tutti una menzione speciale va al personaggio di Alucard, mago, nobile esiliato e capitano di una fregata pirata, forse in missione per la corona.

IL LIBRO DELLA POLVERE

IL LIBRO POLVERE. La Belle Sauvage. Philip Pullman.
Sono tre le serie fantasy che hanno fatto storia negli ultimi vent’anni: Harry Potter, il mitico Bartimeus e ovviamente Queste Oscure Materie. Il nostro Pullman tra l’altro ha avuto le sue beghe affrontando un tema piuttosto scomodo, guadagnandosi però la stima e l’ammirazione di chi come me, già ai tempi della Bussola D’Oro, aveva qualche annetto in più dei veri destinatari della serie. La serie era avvincente, filosofica, corposa come ce ne sono poche, ma il finale ha lasciato molti un po’ con l’impressione che l’autore si fosse quasi “ingarbugliato” nei suoi stessi concetti. E’ per questo che a distanza di più di vent’anni non ci è sembrato vero che finalmente li chiarisse una volta per tutte, tanto più che il titolo parla proprio di quella benedetta Polvere che ci aveva lasciati perplessi. L’uscita in contemporanea mondiale, le notizie ANSA e i vari siti ce lo ha fatto desiderare e aspettare con ansia, ma per quel che mi riguarda è stata una delusione. Intendiamoci la storia è molto bella ma nonostante le interviste in cui l’autore ha dichiarato che non era un sequel ne un prequel, probabilmente per creare attesa, è un prequel in tutto e per tutto e nulla di più.
Il protagonista è Malcolm di undici anni, il figlio dei locandieri del Trout, il pub di fronte al convento nel quale viene portata una Lyra di sei mesi, che essendo citata dalla profezie delle streghe è fonte di interesse per molti: Oakley Street, i servizi segreti e scientifici inglesi, e la controparte il CCD,Corte Concistoriale di Disciplina, la sezione del Magisterium che controlla coloro non ne seguono i dettami. Malcolm è un bambino generoso, curioso, che ama capire e interrogarsi, e infatti non si lascia circuire e non aderisce alla Lega di Sant’Alessandro. Quando conosce la professoressa Relf di Oxford che gli parla dell’aletiometro si mette ad indagare per informarla su movimenti intorno al convento e si affeziona moltissimo alla piccola Lyra.
Quando un grande alluvione paralizza il sud dell’Inghilterra, insieme alla spigolosa e burbera Alice fugge sopra la sua amata canoa, la Belle Sauvage del titolo, e riesce dopo mille peripezie a mettere in salvo la preziosa bambina e a portarla finalmente al Jordan College per chiedere asilo e protezione.
Una bella storia appunto, lasciata completamente aperta perchè pare debba essere un’altra trilogia. La leggerò, certo che la leggerò, ma di sicuro non mi fionderò come stavolta a comprarlo il giorno stesso e terrò basse le mie aspettative, perchè stavolta è un normale fantasy che sfrutta la stessa idea di 20 anni fa.

NEROFUMO E CENERE

NEROFUMO E CENERE. Dan Vyleta. Mondadori.
Vorrei davvero riuscire a produrre un commento degno di contrapporsi a due aggettivi più volte ripetuti in merito a questo libro. Dickensiano e Avventuroso.
Io nutro un profondo rispetto per Dickens (più che altro un rispetto obbligato, viste le strette amicizie che in caso contrario potrebbero salutarmi con un manganello) ma tutto quello che di affine ho trovato con le opere dell’Esimio sono Londra e la sporcizia delle strade. Fine.
Per quanto riguarda il concetto di “avventura” vorrei segnalare che i termini itinerante ed avventuroso non sono sinonimi.
Londra, cupa e sporca, una fucina di corruzione e di industrializzazione, in un’Inghilterra dove il Fumo (fisico prodotto del peccato) rispecchia una società impari, dove gli aristocratici sembrano non produrre Fumo, mentre le classi più povere a riprova della propria condizione d’inferiorità intellettuale e morale, Fumano continuamente.
Thomas Argyle arriva all’illustre collegio ad anno accademico ormai iniziato, viene da una famiglia povera, caduta in disgrazia e macchiata da un’accusa di omicidio. Non ha amici Thomas, per tutto il libro di lui si dice che ha il Fumo dentro, che è un ribelle, una persona pericolosa, fastidiosa… a fare da contrappeso a questo millantato oscuro personaggio c’è l’amico Charlie. In mezzo ai due, immotivatamente contesta: Livia, figlia della donna attorno a cui si sviluppa la vicenda.
Tra Londra e le campagne Inglesi il trio si adopera per dipanare un misterioso intrigo, che durante la narrazione non si fa mancare nulla: triangoli amorosi, fughe notturne, laboratori nascosti, rivoluzionari e polizia segreta, fanatici religiosi e scienziati, assassini drogati e rapimenti.
Un romanzo che è un tour de force di accadimenti, macchinosi sino allo sfinimento, un prolisso guazzabuglio di vicissitudini e comparse che impedisce ai personaggi principali di acquisire spessore. Un finale che avrei evitato.

QUESTO CANTO SELVAGGIO

QUESTO CANTO SELVAGGIO. Victoria Schwab. Giunti.
Inizio subito dicendo che Victoria Schwab ha scritto altri romanzi, in particolare una trilogia più meritevole di essere tradotta.
Aggiungo inoltre che l’idea base di questo romanzo ricorda molto (davvero molto) C.S. Friedman (e quei pochi che mi conoscono… beh chi mi conosce davvero ha già capito).
Verity City è una città mascherata. Un’illusione in piena vista, dove telecamere ad ogni angolo scrutano, osservano, tutto e tutti. Gli abitanti comprano la sicurezza a caro prezzo, pagando Callum Harker per un servizio che puzza di ricatto, una mafia legalizzata, che vede l’uomo più potente della fazione nord di Verity destreggiarsi come uno squalo tra la violenza insita nel genere umano e i mostri che questa crea. Corsai, Malchai e Sunai sono manifestazioni della brutalità e della malignità; cattiverie umane, atti contro la vita, che assumono forma e consistenza sino a divenire i mostri che divorano la stessa razza che li ha generati (lo so, l’idea è bella, ma prende clamorosamente spunto da C.S. Friedman). Kate è l’unica figlia di Callum: ribelle e temuta. August Flynn è un Sunai, figlio adottivo Henry Flynn (l’antagonista buono di Callum Harker). Come da copione i due si incontrano a scuola, un po’ si evitano, un po’ si cercano, un po’ si scontrano… Insomma nulla di nuovo sotto al sole.
Un libro che, mi spiace dirlo, è uno scivolone: i personaggi sono senza spessore, prevedibili in modo fastidioso, la narrazione manca di fascino.

TAMBURI D’AUTUNNO

Tamburi d’autunno. Diana Gabaldon. TEA.

Colonie americane 1767. Claire, Jamie, Fergus e Ian lasciano la Georgia per vendere le gemme e poter finanziare la casa che intendono costruire, ma durante il viaggio vengono derubati. Decidono pertanto di raggiungere la zia di Jamie, Jocasta, nella sua tenuta a Cross Creek. Qui, mentre jamie aiuta la zia nella gestione della tenuta, si susseguono una serie di disgrazie che portano i nostri due eroi ad allontanarsi da River Run, decidendo di stabilirsi in una zona vicina e di edificare la propria casa con l’aiuto del giovane Ian. Nel corso del 1768 arrivano a Fraser’s Ridge venti ex carcerati di Ardsmuir e compare anche John Grey con William, il figlio di Jamie. John e Ian vengono colpiti dal morbillo, come anche il vicino villaggio indiano di Anna Ooka, che viene decimato. Nel frattempo, nel ventesimo secolo, Brianna e Roger sono fidanzati e sfogliando un libro, Roger scopre che Claire e Jamie moriranno in un incendio il 21 gennaio 1776, tuttavia decide di non informare Brianna. Ammetto che la storia americana, che conosco superficialmente, è molto interessante e gli avvenimenti narrati mi hanno fatto venire voglia di approfondire. Nel frattempo, Jamie e Claire si amano sempre più.

LA COLLINA DELLE FATE

La collina delle fate. Diana Gabaldon. TEA

Claire e Jamie scoprono che la nave che ha rapito Ian si chiama Bruja e che è diretta in Giamaica, partono quindi al suo inseguimento nella speranza di recuperare il nipote. Durante la navigazione si imbattono in un veliero da guerra della Marina Inglese il cui equipaggio è vittima della febbre tifoide. Claire, con il suo solito spirito da crocerossina-medico, sale sulla nave per dare una mano e viene rapita. Giunta nelle Indie riesce a fuggire gettandosi in mare e approda sull’isola di Hispaniola dove ritrova Jamie. Imparano che Ian si trova a Rose Hall, una piantagione di canna da zucchero di proprietà di Mrs. Abernathy, una vecchia conoscenza….. Nel frattempo partecipano a un ricevimento durante il quale incontrano John Grey, diventato governatore della Giamaica (il mondo è piccolo), e Claire scopre da lui del figlio di Jamie, William.Decidono quindi di recarsi a Rose Hall per riprendere Ian e scoprono che Mrs. Abernathy in realtà è Geillis Duncan, sopravvissuta al rogo perché incinta e poi fatta fuggire da Dougal dopo il parto. Geillis fugge con Ian determinata a sacrificarlo per poter viaggiare nel tempo alla ricerca di Brianna, certa della veridicità della profezia secondo la quale il prossimo re di Scozia arriverà dalla stirpe dei Fraser. Jamie e Claire riescono a uccidere Geillis e salvare Ian, naufragando poi in America. Direi che i viaggi nel tempo non sono niente al confronto di ciò che capita a questi due sventurati, che riescono comunque a trovare il tempo per amarsi alla follia, sempre.

IL CERCHIO DI PIETRE

IL CERCHIO DI PIETRE. Diana Gabaldon. Corbaccio

Scozia, 1746. Jamie, dopo la battaglia di Culloden, viene catturato dagli inglesi e condannato a morte, ma grazie ad un debito d’onore riesce a scamparla. Rientrato a Lallybroch è costretto a vivere sette anni nascosto nelle grotte per sfuggire alle pattuglie inglesi fino a quando decide di consegnarsi per il bene degli abitanti di Lallybroch. Rinchiuso nella prigione di Ardsmuir, stringe amicizia con John William Grey il sovrintendente del carcere (per chi avesse voglia ci sarebbe uno Spinoff sul bell’ufficiale….) che lo trasferirà come stalliere nella tenuta inglese di Helwater dove, in una notte di passione con la figlia del tenutario Lady Ginevra, concepisce un figlio, William, futuro conte di Ellesmere. Jamie, ottenuta la grazia, lascia Helwater, anche perché la somiglianza con William sta diventando più che evidente. Nel frattempo, Claire, Brianna e Roger, nel 1968, scoprono che nel 1765 Jamie era ancora vivo e viveva a Edimburgo lavorando come tipografo e si faceva chiamare Alexander Malcolm. Claire decide di raggiungerlo e di viaggiare ancora nel tempo, lasciando Brianna. Ritrova il marito e scopre che nei vent’anni trascorsi Jamie, come Claire, si è risposato. Per lasciare Jamie, Laoghaire attuale moglie, chiede un risarcimento pecuniario che costringerà Jamie a cercare il denaro necessario. La ricerca porterà al rapimento di Ian, il nipote adorato. E qui si chiude il cerchio di pietre. Inutile dire che la passione tra Claire e Jamie nei vent’anni passati non si è affievolita, per niente, e l’autrice ce lo ricorda spesso. Chiamarla vita movimentata non rende l’idea, si può dire che non si fanno mancare nulla.