BELGRAVIA

BELGRAVIA. Julian Fellowes. Neri Pozza.
La storia ha inizio nel 1815 a Bruxelles nei giorni precedenti la grande battaglia di Waterloo, ed è li che i destini delle famiglie Trenchard e Bellasis si legano indissolubilmente nonostante sia quasi impensabile, visto che la prima è una famiglia di umili origini in piena ascesa grazie all’ingegno, al carattere e al duro lavoro di Jame,s che però ha una vera propria ossessione per la nobiltà, quella di cui fanno parte appunto i Bellasis. E’  dopo ben 25 anni nella nuova Londra del grande sviluppo architettonico che si rincontrano loro malgrado e devono venire a patti con il loro passato.
Non voglio svelare molto di una trama già piuttosto scontata nonostante gli avvenimenti siano molti (ci sono un po’ tutti i clichè dei romanzi ottocenteschi: il matrimonio segreto, il figlio illegittimo, il cattivo che vuole ereditare), l’ambientazione è perfetta ed evocativa, e i personaggi vengono tratteggiati benissimo. Insomma non aspettatevi grandi colpi di scena, si intuisce sempre molto prima ciò che accadrà, eppure il romanzo è scritto talmente bene che scorre senza accorgersene. Certo da cotanto autore mi sarei aspettata un po’ di ironia in più.

LA STORIA DI MR POLLY

LA STORIA DI MR POLLY. Herbert G. Wells. Meridiano Zero.
Trovo piuttosto singolare che colui che viene considerato uno dei primi e più importanti autori di fantascienza (è autore de La macchina del tempo e de La guerra dei mondi) ritenesse in realtà questo romanzo, una normale commedia, la sua opera più riuscita.
Incontriamo Mr. Polly alla soglia dei 40 anni, abbarbicato su un muretto e infastidito dai suoi soliti problemi di digestione, da problemi di debiti e in generale da un tedio nei confronti della vita che lo accompagna da sempre. Ripercorre tutta la sua vita: la scuola, la sua passione per i neologismi e per la letteratura, le sue esperienze come commesso senza obiettivi o ambizioni, la prima delusione amorosa e il matrimonio quasi inconsapevole. Tutte cose che l’hanno portato fino a li. Non riesce a portare a termine nemmeno il suo suicidio, ma alla fine con un po’ di fortuna e di coraggio riuscirà a trovare la serenità.
La quarta di copertina e alcuni articoli definivano Mr. Polly come l’antesignano di Mr. Bean, virgolettati di nomi famosi promettevano grasse risate in puro stile british.
Io di grasse risate non ne ho fatta nemmeno una, qualche sorriso sì, qualche pezzo davvero intelligente e scritto bene, ma nel complesso l’ho trovata una commedia piuttosto ordinaria in stile british ho letto di meglio.

IL TAVOLO DEL FARAONE

IL TAVOLO DEL FARAONE. Georgette Heyer. Astoria.
Nell’immensa produzione letteraria della Heyer, Astoria ha fatto scegliere ai suoi lettori uno dei titoli ancora non tradotti in italiano e la scelta è caduta su questo ultimo romanzo appena uscito. In molte dichiaravano che fosse in assoluto il migliore, io non lo so proprio, gli ingredienti in fondo sono sempre quelli e come tutti mi ha divertito e appassionato. L’epoca è sempre quella regency e la bella Deborah Grantham si trova suo malgrado a vivere in una casa da gioco, unico modo trovato dalla zia per riuscire a mantenersi dopo la morte del marito. Di lei si innamora un nobile giovane rampollo che lei considera e tratta alla stregua di un cucciolo. Quando però il ricco, annoiato e affascinante Max Ravenscar le offre una grossa somma per non incastrarlo, dando per scontato che lei sia una cacciatrice di dote, si sente talmente insultata che decide di assecondarlo e per ripicca fargli prendere un bello spavento. Il loro braccio di ferro però supera ogni limite e innesta una serie di equivoci e avventure degne della migliore Heyer. Come dicevo sopra davvero carino e gradevole, ambientazione perfetta, intreccio pure e che fantasia, e per coloro che si aspettano un romanzo rosa sdolcinato, sappiate che al finale romantico l’autrice riserva appena mezza pagina sul finale.

L’ASSASSINIO DI FLORENCE NIGHTINGALE SHORE

L’ASSASSINIO DI FLORENCE NIIGHTINGALE SHORE. I delitti di Mitford. Jessica Fellowes. Neri Pozza.
Jessica Fellowes, nipote del più famoso Julian, scrittore e sceneggiatore niente meno che della serie televisiva della BBC Dowton Abbey, ha inaugurato con questo romanzo una serie di gialli che avranno come protagoniste le sette sorelle Mitford, che per gli inglesi sono state un po le antesignane del glamour e del gossip, famosissime e chiacchieratissime.
La vera protagonista di questo primo romanzo però è Louisa Cannon che in fuga da Londra a causa di uno zio violento si fa assumere come aiuto bambinaia dalla famiglia Mitford. Diventa così quasi amica di Nancy, la più grande delle sorelle. Dico quasi perchè siamo negli anni ’20 e in Inghilterra la distinzione tra nobiltà e gente comune era decisamente ancora troppo sentita. Nancy Mitford è diventata poi una famosa scrittrice, ho letto e ho parlato di un paio di suoi romanzi con molto di autobiografico e devo ammettere che la caratterizzazione che ne ha fatto l’autrice mi sembra assolutamente plausibile.
Nel treno precedente a quello nel quale viaggia Louisa verso la campagna però viene commesso un orrendo omicidio, quello della nipote e omonima della famosa Florence Nightingale, anche lei infermiera che apparentemente non può avere nemici, delitto peraltro veramente accaduto e rimasto senza soluzione a conferma del fatto che finzione e realtà in questo romanzo si rincorrono continuamente.
La descrizione della vita della famiglia Mitford e le indagini per scoprire l’assassino si incrociano grazie a Louisa, che insieme a una Nancy curiosa e determinata danno una mano alla soluzione di quello che sembra un omicidio senza senso.
Se cercate un giallo con ritmi serrati questo non è quello che fa per voi, questo romanzo è un po’ un ibrido che onestamente non mi ha convinta del tutto, l’ho letto volentieri intendiamoci, io sono di animo decisamente troppo british per non apprezzare l’ambientazione e l’accuratezza delle descrizioni della vita nell’Inghilterra degli anni ’20, l’impianto giallo poi nonostante tutto tiene, ma le varie parti (il giallo, la vita di Louisa e la vita della famiglia Mitford) non si sono amalgamate bene in un tutto organico e convincente. Sono curiosa di leggere il secondo per capire se l’idea ambiziosa dell’autrice si dimostrerà vincente o arriverà stancare.

I CORAGGIOSI SARANNO PERDONATI.

I CORAGGIOSI SARANNO PERDONATI.  Chris Cleave. Neri Pozza.
Neri Pozza pubblica l’ennesimo bel romanzo. Bello.
Lo stile accurato, personaggi di spessore, ironia pungente e comicità spietata a stemperare una Londra che si tinge di fiamme e morte.
Seconda guerra mondiale, Londra evacua i bambini nelle campagne… sì i bambini, quelli belli, quelli forti. Gli altri: i ritardati, gli storpi e i negri vengono lasciati sulla banchina della stazione, non voluti, non scelti, abbandonati alle bombe tedesche.
Lei si chiama Mary North, diciottenne di famiglia ricca, il padre parlamentare è una figura mitologica di cui tutti parlano ma che mai compare. Impalpabile ed inutile quanto un fantasma. Mary, per cui la guerra inizia come un gioco, diventa un’insegnante, scoprendo suo malgrado un mestiere che la infiamma. Una vocazione che interpreta a suo modo: controcorrente.
Lui è Tom Shaw. Direttore del distretto scolastico, non è si è arruolato perché convinto che ci sia un altro modo di combattere: mantenere le basi per la ricostruzione.
Mary piomba nel suo ufficio come una granata, vessandolo fino a quando non ottiene un lavoro e un edificio mezzo diroccato, dove allestire la sua classe: quella dei non-sfollati.
“Stavo pensando che ti amo”, dice Mary, “Anche io”, risponde Tom. Questi sono loro. Due amanti, due diversi ceti sociali, che si inseguono tra le rovine di una città che presto inizia a conoscere il peso dei bombardamenti.
Lui è Alistair Heath, ex curatore della Tate Gallery, il migliore amico di Tom che dopo aver messo al sicuro i capolavori del museo, decide improvvisamente di arruolarsi volontario.
Il romanzo è una narrazione doppia sulla Seconda Guerra Mondiale: da un lato la Londra quotidiana, quella dei ricchi e quella dei poveri a cui Mary si ostina ad insegnare (il suo allievo preferito è Zachary Lee, un bambino di colore che le darà parecchi grattacapi).
Dall’altro Alistair e il combattimento attivo, prima in Francia e poi a Malta. L’assedio, la morte, la menomazione, il cameratismo.
Troppe sarebbero le cose da raccontare: in questo libro c’è tutto dal punto di vista umano. Dalla lotta per la sopravvivenza, alla lotta per i diritti civili. La speranza di ricostruire una società migliore, una speranza sfregiata e piena di lutto. L’amore che non trionfa, ma si trasforma, adattandosi alla tragedia.
Da leggere assolutamente.

IL CLUB DEL LIBRO E DELLA TORTA DI BUCCE DI PATATA DI GUERNSEY

IL CLUB DEL LIBRO E DELLA TORTA DI BUCCE DI PATATA DI GUERNSEY. Mary Anna Shaffer e Annie Barrows. Astoria.
Astoria ha recentemente ripubblicato il romanzo della Shaffer che qualche anno fa era stato pubblicato da Sonzogno con il titolo La società letteraria di Guernsey (e che tutt’ora si trova in formato ebook e un prezzo decisamente minore).
Il romanzo è semplicemente meraviglioso, una vera chicca.
Innanzitutto l’ambientazione: Guernsey, una delle isole del canale della Manica più vicine alla Francia che all’Inghilterra ma territorio inglese, di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza e che ora vorrei proprio visitare.
L’anno: il 1946, all’indomani della seconda guerra mondiale, quando l’umanità aveva appena iniziato a ricostruirsi un domani.
La protagonista: Juliet Ashton, giovane giornalista e scrittrice in ascesa in cerca di ispirazione per un nuovo romanzo, brillante, generosa, forte ma un po’ buffa.
Forma: romanzo epistolare.
Insomma gli ingredienti c’erano tutti, ma la Shaffer è riuscita ad amalgamarli in un crescendo veramente inaspettato.
Attraverso una serie di lettere che Juliet scambia con la sua migliore amica e il suo editore, impariamo a conoscerla durante il tour promozionale del suo ultimo romanzo.
Un giorno però le arriva una lettera da un abitante di Guernsey, che fa parte di una società letteraria nata come pretesto per sfuggire al coprifuoco dei tedeschi che hanno occupato le isole del canale, unico e molto simbolico territorio inglese occupato.
Incuriosita dal bizzarro nome della società letteraria, nasce così una fitta corrispondenza con tutti i suoi membri che grazie a quegli incontri sono diventati veri appassionati di letteratura.
Juliet a quel punto si reca sull’isola per conoscerli e per conoscere la storia di un’isola che durante la guerra era stata abbandonata a se stessa, ma trova molto di più.
Non voglio svelare troppo di un romanzo che mi ha veramente incantata e meravigliata. Mi sto ripetendo lo so, ma mi ha fatto molto ridere, qualche volta piangere, ci sono colpi di scena e tanta storia. La forma epistolare non è sicuramente la mia preferita, ma qui non risulta per nulla pesante, tutt’altro, visto che l’autrice è riuscita attraverso i diversi registri linguistici dei personaggi a farceli percepire e conoscere.
E’ prevista nel 2018 l’uscita del film con un cast importante e un regista decisamente blasonato, non vedo l’ora!!!

GLI AMICI DI DARCY

GLI AMICI DI DARCY. Elena G. Archangel’skaya. To be continued. Mastropasqua Daniela.
Questo ennesimo spin-off di Orgoglio e Pregiudizio inizia esattamente dal matrimonio di Darcy ed Elizabeth e racconta i successivi 15 anni. Insomma un po’ quello che noi appassionate abbiamo sempre sognato, senza mai trovare nulla di vagamente soddisfacente, come purtroppo in questo caso. I personaggi dell’originale ci sono veramente tutti e ce ne sono anche molti nuovi, gli amici di Darcy del titolo appunto, che servono ad arricchire le intricate e variegate trame che vengono a crearsi.
L’autrice è russa, cosa che mi ha molto colpita, si sa che il successo della Austen non conosce confini, cionondimeno ero molto curiosa di vedere come potessero incontrarsi due culture così distanti. Beh che dire il prodotto è assolutamente credibile, per trama appunto, ambientazione e dialoghi, ma lo stile è piatto e insignificante quasi una cronistoria che rende la lettura di una noia mortale, ben distante dalla verve e dall’ironia inglese.

IL TEMPO DELL’ATTESA. La saga dei Cazalet 2.

IL TEMPO DELL’ATTESA. La saga dei Cazalet 2. Elizabeth Jane Howard.Fazi.
Adesso che conosciamo tutti i componenti del clan Cazalet, questo secondo capitolo della saga scorre che è una meraviglia.
La storia si srotola tra il settembre 1939 e l’inverno del 1941, il tempo dell’attesa appunto. Attesa che l’Inghilterra entri definitivamente nel conflitto mondiale, attesa di capire come questo cambierà le loro vite, e una volta percepiti i disagi dei razionamenti dei bombardamenti e della durezza e ineluttabilità di una guerra che non sembra risolversi per il verso giusto, attesa di sapere quando e se le loro vite inizieranno veramente.
Sì perchè il grosso della storia è raccontato dal punto di vista delle tre ragazze: Louise che con caparbietà insegue il suo sogno di diventare attrice, Clary che cerca nel suo noioso quotidiano “La” storia, quella che deve essere raccontata, e Polly sempre più in crisi perchè è armata solo del suo grande cuore ma è l’unica che non ha un vero obiettivo. Ovviamente ci sono anche tutti gli altri componenti della famiglia con i loro sotterfugi, tradimenti, conversioni e grandi dolori e i più piccoli con le loro spassose marachelle. Ci sono dispersi, malattie incurabili e tanto altro.
Uno stile sempre sopraffino, capace di cambiare registro ogni volta che cambia il punto di vista senza mai perdere profondità, l’eco dei grandi eventi della seconda guerra mondiale appena accennati, ma che viene voglia di approfondire, personaggi, anche i più marginali tratteggiati minuziosamente.
Magnifico, forse più del primo.

MRS. PALFREY ALL’HOTEL CLAREMONT

MRS. PALFREY ALL’HOTEL CLAREMONT. Elziabeth Taylor. Astoria.
Londra anni 60′. L’anziana Mrs. Palfrey si è appena trasferita al modesto Hotel Claremont, e come gli altri quattro ospiti fissi, persone che non si sentono più in grado di gestire una casa da soli ma non sono ancora da ricovero, vuole dimostrare loro di non essere completamente dimenticata dai suoi familiari, garantisce quindi che le visite del nipote che abita in città saranno frequenti. I giorni passano e il compiaciuto compatimento degli altri la porta a dire la prima bugia della sua vita, così presenta un ragazzo conosciuto per caso come suo nipote. Ludo è uno scrittore in erba che vive di espedienti alle soglie dell’indigenza ma che prova una sincera simpatia per quell’anziana signora tutta d’un pezzo. Le bugie però non sono solo le sue e in una commedia agrodolce si svelano pian piano i non detti di tutti gli ospiti.
Ho letto parecchi romanzi con personaggi e tematiche simili, ma la Taylor oltre a scrivere bene e a centrare sempre il punto in poche parole, crea personaggi a tutto tondo e molto realistici, gli anziani non sono perfetti o derelitti e vittime, così come gli slanci di Ludo sono incostanti e spesso interessati, del resto la vita è davvero così. Un finale assolutamente inaspettato è la ciliegina sulla torta. Brava quest’autrice che stanno ripubblicando e che voglio approfondire.

IL GIOCO

IL GIOCO. Edith Nesbit. Elliot.
Jane e Lucilla  dopo molti anni passati nella scuola che le doveva tenere lontane dalla grande guerra, finalmente riescono a convincere il loro tutore a iniziare una vita vera. Il problema è che il tutore ha perso tutta l’eredità lasciata loro dalla zia e invece che vivere una vita tranquilla e oziosa a Londra, si ritrovano confinate in un cottage in campagna e poche sterline per iniziare un’attività che possa permettere loro di guadagnare e mantenersi.
Le due ragazze però sono completamente inesperte di tutte le piccole incombenze quotidiane (la conta del primo incasso della vendita dei fiori fa morire dal ridere così come i loro battibecchi) ma hanno tutto l’ottimismo e l’incoscienza che permette loro di non abbattersi e prendere questa sfida come un gioco appunto e soprattutto come un’opportunità per vivere una vita degna.
“La vita è un gioco, in ogni sua parte, anche quelle normalmente considerate serie, come i soldi e le preoccupazioni relative, e l’incertezza sul futuro. Se guardate dalla giusta prospettiva, ognuna di queste cose è un’avventura, un gioco. Finché abbiamo da mangiare e da vestirci, e un tetto sopra la testa, tutto quanto è un grande gioco. Per noi la vita deve essere tale, e come tale dobbiamo trattarla.”
Nel loro percorso di crescita professionale e non solo, incontreranno molti personaggi tra cui parecchi giovanotti per lo più positivi che rimangono totalmente conquistati dall’innocenza delle due, ma alcuni veri e propri furfanti che le metteranno di fronte alla loro inadeguatezza.
Tanto humor british, un pizzico di romanticismo, e uno stile curato e gradevole per un romanzo davvero fresco e spiritoso, unica pecca il finale un po’ sottotono.