DARKE.

DARKE. Rick Gekoski. Bompiani.
Scritto con uno stile sopraffino, Darke racconta il lutto di un uomo (James Darke appunto), insegnante di letteratura che potremmo definire senza esagerare “old british”. Il libro si apre con la strenua lotta di Darke contro il mondo, una battaglia per isolarsi completamente da una società nella quale non si ritrova e della quale non vuole sapere più nulla. Chiude fuori persino la figlia (emblematica la descrizione della porta dalla quale viene tolta anche la cassetta delle lettere). Aggiungo per dovere di cronaca e del tutto a titolo personale, che la figlia Lucy è una donna insopportabile ed anche ipocrita, là dove James è un uomo complesso, purtroppo emotivamente ermetico, che ha assistito la moglie (il suo esatto opposto) durante l’intera malattia. Un cancro che non si è limitato a mietere una sola vita.
James Darke è un misantropo per scelta e per obbligo. Snob, colto ed accanito lettore non risparmia al lettore citazioni e digressioni su autori ben noti. È un personaggio che fatico a definire positivo, poiché manca del tutto di ottimismo e tolleranza. James Darke, in fondo, è quello che tutti vorremmo essere quando è ora di essere lasciati in pace indipendentemente dai legami famigliari e dalle norme sociali.

IL TEMPO DELL’ATTESA. La saga dei Cazalet 2.

IL TEMPO DELL’ATTESA. La saga dei Cazalet 2. Elizabeth Jane Howard.Fazi.
Adesso che conosciamo tutti i componenti del clan Cazalet, questo secondo capitolo della saga scorre che è una meraviglia.
La storia si srotola tra il settembre 1939 e l’inverno del 1941, il tempo dell’attesa appunto. Attesa che l’Inghilterra entri definitivamente nel conflitto mondiale, attesa di capire come questo cambierà le loro vite, e una volta percepiti i disagi dei razionamenti dei bombardamenti e della durezza e ineluttabilità di una guerra che non sembra risolversi per il verso giusto, attesa di sapere quando e se le loro vite inizieranno veramente.
Sì perchè il grosso della storia è raccontato dal punto di vista delle tre ragazze: Louise che con caparbietà insegue il suo sogno di diventare attrice, Clary che cerca nel suo noioso quotidiano “La” storia, quella che deve essere raccontata, e Polly sempre più in crisi perchè è armata solo del suo grande cuore ma è l’unica che non ha un vero obiettivo. Ovviamente ci sono anche tutti gli altri componenti della famiglia con i loro sotterfugi, tradimenti, conversioni e grandi dolori e i più piccoli con le loro spassose marachelle. Ci sono dispersi, malattie incurabili e tanto altro.
Uno stile sempre sopraffino, capace di cambiare registro ogni volta che cambia il punto di vista senza mai perdere profondità, l’eco dei grandi eventi della seconda guerra mondiale appena accennati, ma che viene voglia di approfondire, personaggi, anche i più marginali tratteggiati minuziosamente.
Magnifico, forse più del primo.

PERSIDIVISTA.COM

PERSIDIVISTA.COM. Maurie-Aude Murail. Giunti.
Questa volta la Murail si cimenta con un vero e proprio giallo per ragazzi, e che dire, le riesce piuttosto bene.
Ruth ha 14 anni e tutte le insicurezze tipiche di quest’età vengono amplificate dal dolore di aver perso la mamma ormai da anni e dal fatto che l’impenetrabile e impegnatissimo padre sembra tenerla a distanza a differenza della sorellina che illumina la sua vita.
Quando guardando una vecchia foto con una sua amica non riesce a capire quale sia sua madre e quale la gemella morta assassinata da giovane, decide di iscriversi a un social con l’identità del padre per capire qualcosa di più di un passato che sembra zona off-limits.
Certo mai avrebbe immaginato di risvegliare vecchi rancori da parte del nonno mai conosciuto, odi profondi e curiosità dai vecchi compagni di classe e soprattutto una serie di conseguenze drammatiche che mettono al centro di tutto il padre, che con la sua aria noncurante e la sua ironia spesso fuori luogo è in tutto e per tutto l’indiziato perfetto.
Un bel romanzo, avvincente, veloce e ricco di colpi di scena, che affronta anche il tema attualissimo dei social, veramente affascinante il personaggio del padre Martin.
Interessantissimo anche il diario riportato alla fine della pubblicazione su come nasce un romanzo, scritto in contemporanea al romanzo stesso dall’autrice che ci mostra come sviluppa le sue idee, in che modo la vita quotidiana influisce sulla sua scrittura e da quali autori trae ispirazione. Beh sarà un caso (ma non credo proprio) ma ogni due pagine nomina un romanzo e un personaggio di un romanzo del mio amato Dickens a voi trarre le opportune conclusioni!!!

GLI EFFETTI SECONDARI DEI SOGNI

GLI EFFETTI SECONDARI DEI SOGNIDelphine de Vigan. Mondadori.
Quando l’affetto non è abbastanza, quando la speranza è destinata alla deriva eppure continua a galleggiare. Un romanzo delicato e drammatico, un acquerello per dipingere l’incontro-scontro tra i patrizi parigini, partecipi del sistema sociale, e i plebei senza tetto:  i fuggiaschi, gli abbandonati, i dimenticati.
I protagonisti di questo romanzo sono bambini già adulti che si trascinano dietro il fardello altrui.
Lou ha 12 anni e frequenta il liceo, una bambina precoce, un piccolo genio che osserva il mondo circostante come un acquario. Sebbene la sua visione sia molto diversa da quella comune, sono poche le cose che sfuggono alla sua attenzione. Lou cataloga, analizza, studia, sopratutto pensa. Continuamente. Non smette un attimo di setacciare e in un reticolo di pensieri così fitti difficilmente l’ingiustizia passa inosservata. La sua è una famiglia per bene, eppure piegata dal dolore, una sorella neonata morta in culla ha tracciato una frontiera tra “il prima” e “il dopo”.
A scuola, perculeggiata da tutti, Lou instaura un’amicizia tenera e molto profonda con il ribelle ripetente della classe. Lucas che vive solo nell’appartamento da cui suo padre se n’è andato, una casa che sua madre ha lasciato per vivere con il nuovo compagno.
È proprio un progetto scolastico che porta Lou a conoscere, per caso, una senza tetto. Noweel, detta No.
Noweel ha diciotto anni, diciannove, sei, oppure sessanta. Non ha casa, non ha famiglia, non ha amici (nessuno ha amici sulla strada), è una lumaca solitaria che striscia nei residui limacciosi della società, un trolley malconcio come guscio.
L’amicizia nasce per caso, per forza, forse anche per sbaglio. Un legame affettivo che da duo diventa trio, la lotta impari tra due ragazzini e tutto il resto del mondo.
Drammatico, ma mai patetico; ironico, ma mai comico. Un libro che affronta un argomento, quello dei clochards, che è in tutto e per tutto un male sociale riconosciuto a cui forse ci si è assuefatti (a Parigi più di 10.000 persone vivono sulla strada). Guardiamo ma non vediamo. Vediamo ma non guardiamo. Tutti indistintamente. Tranne Lou.

LA PERFEZIONE NON E’ DI QUESTO MONDO.

LA PERFEZIONE NON E’ DI QUESTO MONDO. Daniela Mattalia. Feltrinelli.
82 anni, professore di filosofia in pensione, Adriano ha perso la moglie all’ospedale delle Molinette, eppure ogni tanto torna tra quelle corsie per scorgere il fantasma di lei che si aggira inquieto.
Gemma, trentenne single, dipendente di un’anonima libreria, che nel fine settimana fa la volontaria in un call center per anziani. Olga, una delle sue interlocutrici, attempata zittella. Fausto, grafico ed esperto di precariato, ed infine Archibald. Il cane.
Libro leggero e scorrevole, dove la leggerezza, l’inconsistenza dei personaggi e della storia la fanno da padrone, si tratta di un romanzo senza lode né infamia (fatta eccezione per il ritrovamento di un fantomatico orecchino) che mette assieme quotidiane solitudini e luoghi comuni.
Il titolo è l’aspetto più accattivante.

BRITMARIE E’ STATA QUI

BRITMARIE E’ STATA QUI. Fredrik Backman. Mondadori.
Va bene… è stata qui, abbiamo capito, però adesso si trasferisce altrove vero?
Brutto da dire di un’autore che amo molto e che scrive davvero bene. Tuttavia “il troppo stroppia” e una volta giunta la fine del romanzo, passato l’entusiasmo per l’ironia e il bello stile, resta il retrogusto amaro di aver letto un libro la cui storia non porta da nessuna parte, dove il protagonista ha l’abitudine di ripetersi. Britmarie è un personaggio che conoscevamo già, a cui purtroppo questo romanzo aggiunge ben poco, fatta eccezione per qualche informazione sulla sua infanzia segnata da un luttuoso incidente.
La storia si apre con Britmarie, sessantenne insopportabile ed avulsa dal mondo, che cerca un lavoro dopo aver lasciato Kent (fresco di infarto, ma comunque e sempre imprenditore di grande successo) e le sue camicie che da anni hanno il profumo della sua amante (un uomo con la sensibilità e la delicatezza di un’emissione d’aria che risale dallo stomaco). Al centro per l’impiego, dopo aver rallegrato la giornata dell’impiegata, Britmarie riceve un incarico temporaneo in un anonimo paesino, abbandonato da dio e dagli uomini. Un luogo desolato dove la crisi ha decimato l’industria lasciandosi dietro carcasse umane di ogni sorta. Senza sapere come e soprattutto senza volerlo, Britmarie diventa parte di un’eclettica comunità nonché allenatore della squadra di calcio locale. Per dovere di cronaca: Britmarie di calcio ne sa meno di me, e io sono rimasta a Dino Zoff. Britmarie detesta il calcio più di me: e io durante i mondiali di non so quale anno guardavo Don Camillo e Peppone.
A far da contorno troviamo personaggi buffi, a volte stereotipati al limite del credibile, che contribuiscono a spingere avanti una storia che a mio parere avrebbe dovuto iniziare, per davvero, con un evento che accade a 3/4 del romanzo.
BRITMARIE E’ STATA QUI, non è un brutto libro, si legge bene ed è anche divertente, ma non sfiora certo i livelli dei suoi predecessori.

GLI OTTIMISTI MUOIONO PRIMA

GLI OTTIMISTI MUOIONO PRIMA. Susin Nielsen. Il Castoro.
Petula ha 16 anni e vive a Vancouver, si veste con cose strambissime tutte fatte da lei ed è 180 cm di ansie e paure da quando la sua sorellina piccola è morta. Nonostante siano passati più di due anni la famiglia sembra non riuscire a riprendersi. La madre riempie la casa di gatti abbandonati e il padre rientra poco e poco volentieri. Petula cerca di parare i colpi come può e di prevenire tutto ciò che tra loro può essere motivo di discussione pulendo e cucinando. E’ obbligata dal preside della scuola (personaggio minore bellissimo) a frequentare il corso di arteterapia , ribattezzato da lei Mani Abili per Menti Instabili, dove conosce altri ragazzi soli e considerati un po’ strani perchè come lei hanno un fardello troppo pesante da portare. Tra questi c’è Jacob appena trasferitosi da Toronto, un ragazzo solare e positivo che però fatica a parlare dell’incidente nel quale ha perso metà di un braccio. Jacob e Petula si innamorano ed è proprio quando la felicità inizia a far parte delle sue giornate che l’ottimismo fa breccia nel suo modo di pensare, così come il dolore di una nuova delusione, perchè ottimisti o pessimisti nessuno è in grado di controllare la vita.
Il nuovo romanzo della Nielsen la conferma come un’ottima autrice per ragazzi ma visti i temi trattati decisamente più forti, non può avere la leggerezza e il brio dei romanzi precedenti … tranne i botta e risposta tra Petula e il preside.

SCRIVERE E’ UN MESTIERE PERICOLOSO

SCRIVERE E’ UN MESTIERE PERICOLOSO. Alice Basso. Garzanti.
Secondo romanzo della serie della ghostwriter per vocazione e investigatrice all’occasione, più simpatica che ci sia. Vani Sarca (per la descrizione del personaggio leggasi il commento al primo romanzo) stavolta è alle prese con un libro di cucina, lei che si nutre solo di patatine al formaggio birra scura e whisky, deve scrivere le memorie della cuoca storica della famiglia Giay Marin la famosissima casa di moda. La signora però, un’ottuagenaria un po’ confusa inaspettatamente si accolla la colpa dell’omicidio del rampollo di famiglia avvenuto qualche anno prima e già chiuso dopo la confessione del fratello.  Ormai ufficialmente collaboratrice del commissario Berganza, Vani non può ignorare la cosa e cerca di capire perchè questa confessione non le quadra.
Così come nell’altro romanzo anche qui all’impianto giallo (un po’ debole onestamente) fa da cornice la vita di tutti giorni di Vani: le peripezie sentimentali del suo piccolo clone adolescente sua vicina di casa Morgana, il suo ex fidanzato che rincontra con la nuova fiamma, un’intesa inaspettata con il commissario.
Tanta ironia, riflessioni acute, uno stile brioso certo ma lessicalmente curato, svariate citazioni letterarie dalle quali traspare il grande amore per la letteratura di una ragazza che conosce il mestiere. ne fanno una lettura molto piacevole e veloce, leggerò presto il terzo romanzo uscito da poco.

DENTE PER DENTE

DENTE PER DENTE. Francesco Muzzopappa. Fazi.
Leonardo lavora come sorvegliante al Museo d’Arte Contemporanea più brutto che esista al mondo. Appassionato di motori, senza due dita e da tutti considerato un mediocre, ogni giorno non si capacita di come possa essere fidanzato con Andrea, una bellissima ragazza ricca e di successo ma purtroppo per lui molto devota, che ha deciso quindi di non fare sesso fino al matrimonio. Quando quindi lui la trova in atteggiamenti inequivocabili con il suo vicino fotomodello, pianifica il suo Piano VEV (Virile e Vendicativo) nel quale decide di infrangere uno per uno i dieci comandamenti a cui Andrea sosteneva di attenersi.
Che dire questo autore si conferma un vero spasso, leggero e veloce  certo ma sa scrivere e ha trovate veramente originali. L’infrazione di Non nominare il nome di Dio invano mi ha fatto rotolare dalle risate, per non parlare della descrizione delle opere rigorosamente inventate esposte nel Museo.
Bravo davvero.

COLPA D’AMORE

COLPA D’AMORE. Elizabeth von Arnim. Bollati Boringhieri.
La dolce, morbida e remissiva Milly è stata diseredata dal marito senza un motivo dichiarato, un vero shock per la famiglia Bott, un’illustre famiglia che fa della reputazione e del decoro il suo unico credo. Come gestire ora questa cognata improvvisamente indigente salvando le apparenze nonostante il sospetto si sia insinuato in ognuno di loro? La fuga di Milly tra l’altro non aiuta certo le cose, lei conosce perfettamente il motivo per il quale è stata diseredata e in un moto di vergogna e orgoglio decide di iniziare una nuova vita lontano dai Bott e dalla loro ipocrisia. Da quel momento iniziano le sue disavventure: Milly è cosciente di avere sbagliato ma è sincera, onesta e buona, mentre trova sulla sua strada invece che dei complici, come dovrebbero essere la sorella e l’amante, solo ipocriti ed egoisti pronti a giudicare dall’alto del loro piedistallo fatto di menzogne e autoindulgenza e che dopo mille peripezie porta ad un finale perfetto.
Meraviglioso il personaggio delle suocera che guarda con dispiacere e preoccupazione tutti gli affanni della famiglia che dall’alto dei suoi anni sa essere assolutamente vani e inutili.
Non starò qui ad annoiarvi descrivendovi le caratteristiche di quest’autrice che io amo alla follia e di cui ho già parlato parecchie volte, una delle poche ormai che ho voluto in cartaceo da sfoggiare nella mia libreria, dirò solo che lo stile è sempre molto sofisticato, la trama è originale e particolarmente arguta, ma questo romanzo l’ho trovato più velenoso del solito ma anche un po’ più lento.