LA GHOSTWRITER DI BABBO NATALE

LA GHOSTWRITER DI BABBO NATALE. Un racconto di Natale di Vani Sarca. Alice Basso. Garzanti.
Ce ne fossero di queste iniziative!!! Il formato ebook di questo breve racconto natalizio era a disposizione gratuitamente in tutti i maggiori distributori.
La protagonista è la nostra misantropa preferita, la ghostwriter per vocazione e detective per diletto, una Vani Sarca precedente a tutti i romanzi. Se poi ci mettete le feste di Natale con la sua odiata famiglia e una festa di bambini increduli di fronte al furto di un regalo, state sicuri che le risate sono assicurate.
Brava brava Alice!!!

PULVIS ET UMBRA

PULVIS ET UMBRA. Antonio Manzini. Sellerio.
Il sesto capitolo della serie del romanaccio Rocco Schiavone si sviluppa su due filoni. Ad Aosta l’indagine sull’omicidio di un trans che da subito presenta parecchie anomalie, e il suo incubo personale Enzo Baiocchi (che non sopporto più) con il quale il suo amico Sebastiano, sparito da parecchi giorni, vuole regolare i conti per vendicare Adele.
Mi piace molto come scrive Manzini, ma soprattutto mi piacciono molto i suoi personaggi, tutti, anche i minori o le comparse li sa caratterizzare perfettamente in poche parole. Quello che non mi ha convinta è stato l’impianto giallo e soprattutto il complottismo nei confronti di Rocco che mi sembra sia veramente esagerato oltre che inverosimile.

 

IL CERCHIO DI PIETRE

IL CERCHIO DI PIETRE. Diana Gabaldon. Corbaccio

Scozia, 1746. Jamie, dopo la battaglia di Culloden, viene catturato dagli inglesi e condannato a morte, ma grazie ad un debito d’onore riesce a scamparla. Rientrato a Lallybroch è costretto a vivere sette anni nascosto nelle grotte per sfuggire alle pattuglie inglesi fino a quando decide di consegnarsi per il bene degli abitanti di Lallybroch. Rinchiuso nella prigione di Ardsmuir, stringe amicizia con John William Grey il sovrintendente del carcere (per chi avesse voglia ci sarebbe uno Spinoff sul bell’ufficiale….) che lo trasferirà come stalliere nella tenuta inglese di Helwater dove, in una notte di passione con la figlia del tenutario Lady Ginevra, concepisce un figlio, William, futuro conte di Ellesmere. Jamie, ottenuta la grazia, lascia Helwater, anche perché la somiglianza con William sta diventando più che evidente. Nel frattempo, Claire, Brianna e Roger, nel 1968, scoprono che nel 1765 Jamie era ancora vivo e viveva a Edimburgo lavorando come tipografo e si faceva chiamare Alexander Malcolm. Claire decide di raggiungerlo e di viaggiare ancora nel tempo, lasciando Brianna. Ritrova il marito e scopre che nei vent’anni trascorsi Jamie, come Claire, si è risposato. Per lasciare Jamie, Laoghaire attuale moglie, chiede un risarcimento pecuniario che costringerà Jamie a cercare il denaro necessario. La ricerca porterà al rapimento di Ian, il nipote adorato. E qui si chiude il cerchio di pietre. Inutile dire che la passione tra Claire e Jamie nei vent’anni passati non si è affievolita, per niente, e l’autrice ce lo ricorda spesso. Chiamarla vita movimentata non rende l’idea, si può dire che non si fanno mancare nulla.

TRA ROMA E NAPOLI SI PARLA DI RELIGIONI

ALLAH, SAN GENNARO E I TRA KAMIKAZE. Pino Imperatore. Mondadori.
Dopo anni di addestramento è finalmente arrivato il momento per Salim, Feisal e Amira di compiere il grande sacrificio e immolarsi per Allah, è arrivato il momento anche dell’Italia, vengono quindi spediti niente meno che a Napoli, città empia per eccellenza, per trovare tre luoghi significativi tra i trasporti pubblici, i luoghi sacri e i luoghi di divertimento e attendere che gli alti vertici dell’ISIS decidano la data degli attentati.
Napoli però non è come le altre città, inconvenienti e ostacoli sono ormai il modo di essere di una città che comunque non si sa come ha un suo equilibrio. I tre però non erano preparati a questo e vanno completamente in tilt.
Il tema è più che mai attuale e scottante, ma io come l’autore, trovo che l’ironia intelligente non sia mai fuori luogo, il punto però è che questo romanzo nonostante le premesse in sostanza è ben poca cosa, i personaggi sono praticamente macchiette e la trama è superficiale e troppo scontata. Non male il finale, mentre bellissime sono le descrizioni della città.

CARCIOFI ALLA GIUDIA. Elisabetta Fiorito. Mondadori.
Rosamaria è una regista teatrale quarantenne di Roma, viene da una ricca famiglia che però ha perso tutto con la recente crisi, compreso il fratello di Rosamaria che dopo la bancarotta è scomparso. Dopo anni da single ha finalmente trovato l’amore in David, ebreo tripolino e osservante, e nonostante sia sempre stata agnostica e abbia sempre dichiarato che “troppa religione fa male, qualunque essa sia” per rispetto del suo compagno cerca di conciliare la sua tradizione con quella della sua chiassosa famiglia, che vede con sospetto questo suo atteggiamento conciliante.
Quella che in apparenza si presenta come una commedia ironica tocca in realtà molti temi, tanti i personaggi, bellissima anche qui la descrizione della città di Roma, interessante anche la descrizione della Tripoli prima del 1967, accurata l’analisi del sentire di buona parte di ebrei che spesso non si riconoscono tanto nel proprio credo ma sempre e comunque nella propria tradizione e identità di popolo. Insomma un romanzo che è molto più di ciò sembra.

SCRIVERE E’ UN MESTIERE PERICOLOSO

SCRIVERE E’ UN MESTIERE PERICOLOSO. Alice Basso. Garzanti.
Secondo romanzo della serie della ghostwriter per vocazione e investigatrice all’occasione, più simpatica che ci sia. Vani Sarca (per la descrizione del personaggio leggasi il commento al primo romanzo) stavolta è alle prese con un libro di cucina, lei che si nutre solo di patatine al formaggio birra scura e whisky, deve scrivere le memorie della cuoca storica della famiglia Giay Marin la famosissima casa di moda. La signora però, un’ottuagenaria un po’ confusa inaspettatamente si accolla la colpa dell’omicidio del rampollo di famiglia avvenuto qualche anno prima e già chiuso dopo la confessione del fratello.  Ormai ufficialmente collaboratrice del commissario Berganza, Vani non può ignorare la cosa e cerca di capire perchè questa confessione non le quadra.
Così come nell’altro romanzo anche qui all’impianto giallo (un po’ debole onestamente) fa da cornice la vita di tutti giorni di Vani: le peripezie sentimentali del suo piccolo clone adolescente sua vicina di casa Morgana, il suo ex fidanzato che rincontra con la nuova fiamma, un’intesa inaspettata con il commissario.
Tanta ironia, riflessioni acute, uno stile brioso certo ma lessicalmente curato, svariate citazioni letterarie dalle quali traspare il grande amore per la letteratura di una ragazza che conosce il mestiere. ne fanno una lettura molto piacevole e veloce, leggerò presto il terzo romanzo uscito da poco.

DENTE PER DENTE

DENTE PER DENTE. Francesco Muzzopappa. Fazi.
Leonardo lavora come sorvegliante al Museo d’Arte Contemporanea più brutto che esista al mondo. Appassionato di motori, senza due dita e da tutti considerato un mediocre, ogni giorno non si capacita di come possa essere fidanzato con Andrea, una bellissima ragazza ricca e di successo ma purtroppo per lui molto devota, che ha deciso quindi di non fare sesso fino al matrimonio. Quando quindi lui la trova in atteggiamenti inequivocabili con il suo vicino fotomodello, pianifica il suo Piano VEV (Virile e Vendicativo) nel quale decide di infrangere uno per uno i dieci comandamenti a cui Andrea sosteneva di attenersi.
Che dire questo autore si conferma un vero spasso, leggero e veloce  certo ma sa scrivere e ha trovate veramente originali. L’infrazione di Non nominare il nome di Dio invano mi ha fatto rotolare dalle risate, per non parlare della descrizione delle opere rigorosamente inventate esposte nel Museo.
Bravo davvero.

CRONACHE DELLA DISCORDIA

CRONACHE DELLA DISCORDIA. Francesco Marocco. Mondadori.
Si perdono quasi nel tempo le ragioni dell’odio feroce, assoluto e del tutto irrazionale che divide gli abitanti di Paludazzo e Montesole, due piccoli comuni della Basilicata. E quando proprio il neonato comune di Fiumesecco, nato dall’accorpamento dei due, è richiamato alle urne per il ballottaggio e la scelta del sindaco che influirà anche sullo scenario politico italiano, la guerra e l’odio si fanno ancora più duri. Una guerra che non risparmia certo colpi bassi e di pessimo gusto, ma nè paludazzesi ne’ i montesolani sono disposti a lasciarsi governare dal sindaco avversario. Gli occhi del paese poi per una volta sono tutti puntati su questa piccola e desolata fetta d’Italia che riserva però sapori autentici, come autentici sono i sentimenti e le vite dei suoi abitanti: come Riccio una ragazzino orfano  di Paludazzo innamorato della figlia del Sindaco di Montesole, o Serafino che vive dell’amaro ricordo di quel dribbling non riuscito al provino con il Napoli, o la professoressa “Culobasso” appassionata di giochi di carte virtuali e convinta che nei libri ci siano tutte le chiavi.
Uno stile molto ricercato, ricco di metafore calzanti e particolari per raccontarci il nostro paese attraverso una storia attuale e ingegnosa, e soprattutto molto divertente.
Davvero un bellissimo romanzo che varrebbe la pensa leggere anche solo per la descrizione del premier Matteo Renzi, ops scusate volevo dire Mirko Bazzi!!

L’Italia era come un gomitolo ingarbugliato, un apparato digestivo in sofferenza e Mirko Bazzi ne aveva inteso le due anime, proponendosi da un lato come l’uomo intraprendente e astuto capace di scegliere il filo giusto da tirare per sbrogliare la matassa, dall’altro incarnando il rigurgito espresso da una popolazione nauseata, per cui quell’uomo nuovo, giovane, carino e ottimista rappresentava l’unica possibile cesura con la vecchia casta politica del malaffare.
La politica doveva raccontare storie, anche se questo significava perdere di vista la realtà, che inevitabilmente a volte finiva ammaccata dai colpi dell’affabulazione.

I COLORI DOPO IL BIANCO

I COLORI DOPO IL BIANCO. Nicola Lecca. Mondadori.
Silke è in fuga dalla perfetta e asettica Innsbruck, in fuga dalla sua ricchissima e fredda famiglia, in fuga da un mondo talmente ordinato e preordinato da non consentire neppure il minimo slancio di spontaneità o qualsiasi tipo di dubbio. Ha scelto Marsiglia, città di mare, caotica, colorata, sporca e talmente viva da frastornarla. E’ qui che scoprirà che la sua voglia di vita supera di molto il senso di appartenenza e di obbedienza ai suoi genitori, è qui che scoprirà di volere altro. Vi suona banale? Sapeste a me!! Ed è per questo che nonostante gli entusiastici parerei letti in rete ero molto scettica. Invece ammetto che fino a metà romanzo sono rimasta veramente colpita: dallo stile curato ed espressivo, dalla caratterizzazione dei personaggi e dalla descrizione dei luoghi davvero notevole. Ma il punto è che dalla metà in poi non succede più nulla, il finale è dei più scontati e improbabili e in generale il romanzo lascia un sapore di artificioso e stucchevole. Un po’ come quando mangio i marshmallow, subito mi sembrano buonissimi ma dopo un po lasciano un gusto dolciastro stomachevole.

RAGIONE & SENTIMENTO

RAGIONE & SENTIMENTO. Stefania Bertola. Einaudi.
Non sono mai stata si sa, una “purista” delle opere della nostra zia Jane, ho sempre preferito considerare tutto ciò che si ispira ai suoi romanzi più un tributo che una contaminazione, se poi considerate che secondo me la Bertola è una delle scrittrici italiane contemporanee più brillanti, beh questo romanzo non potevo proprio perdermelo.
C’è poco da dire sulla trama, ricalca ovviamente quella dell’originale, riportandolo però a Torino ai giorni nostri e donandogli quella spassosa ironia che sconfina spesso nel grottesco e che sono sicura sarebbe piaciuta anche alla Austen.
Tanto per farvi qualche esempio stuzzicante: l’appassionata Marianna fa parte di un’associazione/setta la “Turris Eburnea” che peraltro ho scoperto esistere veramente, che pratica l’astinenza sessuale in quanto la perdita della verginità è considerata come il dono supremo all’amore vero e per sempre,  Willoughby invece diventa il leader di uno scalcinato gruppo rock locale e tocca come sempre alla razionale Eleonora, maestra elementare, tenere insieme questo gruppo di donne fuori luogo e fuori tempo.
Insomma ce n’è per tutti i gusti credetemi, comprese moltissime citazioni letterarie, le risate sono assicurate, ma badate, mai e dico mai risate stupide, le trovate e le considerazioni della Bertola sono sempre di livello.

L’ARMINUTA

L’ARMINUTA. Donatella Di Pietrantonio. Einaudi.
Ammetto di essermi lasciata tentare dall’ambientazione, il mio amato Abruzzo negli anni ’70, ma il romanzo si è rivelato sopra ogni mia più rosea aspettativa.
Si apre con la protagonista, una ragazzina di 13 anni la Ritornata del titolo appunto, che viene riportata a casa, sui monti a ridosso del mare abruzzese dove lei ha sempre vissuto nel benessere e a contatto con i turisti con una famiglia che non sapeva non essere la sua. In montagna è tutto diverso, c’è povertà, c’è ignoranza e sporcizia e una famiglia troppo numerosa che ora dicono essere la sua. Nel mese dello svezzamento le due famiglie si erano spartite la mia vita a parole, senza accordi precisi, senza chiedersi quanto avrei pagato la loro vaghezza. Perchè il romanzo è tutto incentrato sullo spaesamento, sul senso di appartenenza che viene a mancare, sul tradimento di quella che pensava fosse la vera madre e sui complicati sentimenti che governano la sua nuova-vera famiglia, sul rapporto con la sorella piccola Adriana (personaggio meraviglioso) e sul segreto inconfessabile che ha deciso il suo futuro.
Un romanzo bellissimo, scritto magistralmente senza tanti fronzoli e forse proprio per questo arriva diretto alla pancia. Peccato solo per il finale che secondo me andava approfondito mi è sembrato un po’ troncato … a meno chè l’autrice non abbia in mente un seguito.