LO SFIGATO

LO SFIGATO. Susine Nielsen. Rizzoli.
Stavolta è Vancouver la città scelta dalla madre di Ambrose per ricominciare da capo per l’ennesima volta. Nonostante tutti i trasferimenti però la sua vita rimane desolatamente la stessa, fatto oggetto di bullismo da parte dei compagni di scuola, solo e senza amici e oppresso da una madre ai limiti del paranoico. Ambrose però ha 12 anni e un ottimismo innato, e quando conosce Cosmo il figlio poco raccomandabile dei suoi vicini, appena uscito di galera e con un passato da tossico, capisce subito che come lui ha bisogno di aiuto per imboccare la strada giusta. Ambrose e Cosmo condividono la passione per lo Scrubble (una specie di Scarabeo) ma soprattutto Cosmo tratta Ambrose come un normale ragazzino facendolo sentire per la prima volta accettato.
Questo è il primo romanzo della Nielsen, quello che l’ha portata al successo e sinceramente mi aspettavo molto di più. Carino certo ma anche piuttosto banalotto, mi è sembrato la brutta copia (molto più brutta) di Un ragazzo di Hornby. Il suo più bello rimane indiscutibilmente Siamo tutti fatti di molecole.

 

GRETA GRINTOSA

GRETA GRINTOSA. Astrid Lindgren. Iperborea.
La casa editrice Iperborea ha recentemente inaugurato una collana per i più piccoli, tassello ancora mancante nella sua vasta offerta editoriale nordica.
La mamma di Pippi Calzelunghe non ha certo bisogno di presentazioni, ma questa raccolta di racconti natalizi e non, sono veramente belli, e se possono risultare un po’ datati rispetto a pubblicazioni più moderne e d’effetto, secondo anche troppo, queste storie riescono a essere fantasiose e divertenti mantenendo un tono pacato e riuscendo a conquistare l’attenzione del bambino forse proprio per questo. I nostri racconti preferiti oltre alla mitica Greta Grintosa sono La principessa che non voleva giocare e Sorella mia adorata.

TOM SAWYER IN VIAGGIO

TOM SAWYER IN VIAGGIO. Mark Twain. Landscape Books.
Ho scoperto da poco che Twain scrisse ben quattro avventure con protagonisti i mitici e indimenticabili Tom Sawyer e Huck Finn: le due più famose e probabilmente più belle, questa, pubblicata dalla Landscape Book che in formato ebook ha un prezzo veramente irrisorio e Tom Sawyer detective pubblicato dalla Mattioli 1885 solo in cartaceo.
Qui Tom non si rassegna a vedere offuscata la sua fama in paese e insieme ad Huck e Jim parte per vedere dal vivo una vera mongolfiera. Qualcosa però va storto, beh non potrebbe essere altrimenti, e i tre si trovano prigionieri di uno scienziato folle che li porta a sorvolare il deserto e tutta l’Africa. Le avventure tra beduini e leoni affamati si sprecano, in quella che a tutti gli effetti vorrebbe essere una parodia di Verne.
Questo breve romanzo si legge più che volentieri e i bisticci dei tre sono sempre meravigliosi, quello sulle crociate su tutti, ma per i miei gusti qui ce ne sono troppo pochi a favore delle descrizioni dei luoghi che invece non mi hanno appassionato. Tom comunque merita sempre.

 

 

ARRIVEDERCI TRA LE STELLE

ARRIVEDERCI TRA LE STELLE. Jack Cheng. Bompiani.
Alex Petroski ha 11 anni ma come ama ripetere 13 per la maturità e responsabilità dimostrate. E’ un appassionato di astronomia e vive con una madre depressa cronica che nemmeno si accorge quando parte dal Colorado, solo con il suo fedele amico a quattro zampe, per un raduno di costruttori di razzi in Texas per dilettanti come lui. Al suo razzo Alex vuole affidare il suo ipod con le registrazioni nelle quali parla agli alieni e racconta il suo viaggio, così come fece il suo eroe Carl Sagan. In un on the road decisamente avventuroso e arricchito di incontri del tutto inaspettati tra i quali una ribelle sorellastra Alex si guadagna anche amici improbabili ma leali. Il punto di vista di Alex è ingenuo e dolce, a volte divertente, ma l’espediente delle registrazioni che alla lunga stancano, purtroppo lo rendono anche un po’ impersonale, così come tutti i dettagli tecnici.
Avevo letto delle recensioni positive di un romanzo che ho trovato invece molto acerbo, del resto è l’opera prima di un autore giovanissimo. Parecchie le cose che si potevano approfondire come la storia dei genitori e il fatto che per quasi tutto il romanzo l’autore lascia ad intendere che ci sarà una rivelazione finale che assolutamente non c’è.
Sarà perchè non sono appassionata di astronomia ma sul genere si trova di molto molto meglio.

PERSIDIVISTA.COM

PERSIDIVISTA.COM. Maurie-Aude Murail. Giunti.
Questa volta la Murail si cimenta con un vero e proprio giallo per ragazzi, e che dire, le riesce piuttosto bene.
Ruth ha 14 anni e tutte le insicurezze tipiche di quest’età vengono amplificate dal dolore di aver perso la mamma ormai da anni e dal fatto che l’impenetrabile e impegnatissimo padre sembra tenerla a distanza a differenza della sorellina che illumina la sua vita.
Quando guardando una vecchia foto con una sua amica non riesce a capire quale sia sua madre e quale la gemella morta assassinata da giovane, decide di iscriversi a un social con l’identità del padre per capire qualcosa di più di un passato che sembra zona off-limits.
Certo mai avrebbe immaginato di risvegliare vecchi rancori da parte del nonno mai conosciuto, odi profondi e curiosità dai vecchi compagni di classe e soprattutto una serie di conseguenze drammatiche che mettono al centro di tutto il padre, che con la sua aria noncurante e la sua ironia spesso fuori luogo è in tutto e per tutto l’indiziato perfetto.
Un bel romanzo, avvincente, veloce e ricco di colpi di scena, che affronta anche il tema attualissimo dei social, veramente affascinante il personaggio del padre Martin.
Interessantissimo anche il diario riportato alla fine della pubblicazione su come nasce un romanzo, scritto in contemporanea al romanzo stesso dall’autrice che ci mostra come sviluppa le sue idee, in che modo la vita quotidiana influisce sulla sua scrittura e da quali autori trae ispirazione. Beh sarà un caso (ma non credo proprio) ma ogni due pagine nomina un romanzo e un personaggio di un romanzo del mio amato Dickens a voi trarre le opportune conclusioni!!!

IL GIOCO

IL GIOCO. Edith Nesbit. Elliot.
Jane e Lucilla  dopo molti anni passati nella scuola che le doveva tenere lontane dalla grande guerra, finalmente riescono a convincere il loro tutore a iniziare una vita vera. Il problema è che il tutore ha perso tutta l’eredità lasciata loro dalla zia e invece che vivere una vita tranquilla e oziosa a Londra, si ritrovano confinate in un cottage in campagna e poche sterline per iniziare un’attività che possa permettere loro di guadagnare e mantenersi.
Le due ragazze però sono completamente inesperte di tutte le piccole incombenze quotidiane (la conta del primo incasso della vendita dei fiori fa morire dal ridere così come i loro battibecchi) ma hanno tutto l’ottimismo e l’incoscienza che permette loro di non abbattersi e prendere questa sfida come un gioco appunto e soprattutto come un’opportunità per vivere una vita degna.
“La vita è un gioco, in ogni sua parte, anche quelle normalmente considerate serie, come i soldi e le preoccupazioni relative, e l’incertezza sul futuro. Se guardate dalla giusta prospettiva, ognuna di queste cose è un’avventura, un gioco. Finché abbiamo da mangiare e da vestirci, e un tetto sopra la testa, tutto quanto è un grande gioco. Per noi la vita deve essere tale, e come tale dobbiamo trattarla.”
Nel loro percorso di crescita professionale e non solo, incontreranno molti personaggi tra cui parecchi giovanotti per lo più positivi che rimangono totalmente conquistati dall’innocenza delle due, ma alcuni veri e propri furfanti che le metteranno di fronte alla loro inadeguatezza.
Tanto humor british, un pizzico di romanticismo, e uno stile curato e gradevole per un romanzo davvero fresco e spiritoso, unica pecca il finale un po’ sottotono.

IL LIBRO DELLA POLVERE

IL LIBRO POLVERE. La Belle Sauvage. Philip Pullman.
Sono tre le serie fantasy che hanno fatto storia negli ultimi vent’anni: Harry Potter, il mitico Bartimeus e ovviamente Queste Oscure Materie. Il nostro Pullman tra l’altro ha avuto le sue beghe affrontando un tema piuttosto scomodo, guadagnandosi però la stima e l’ammirazione di chi come me, già ai tempi della Bussola D’Oro, aveva qualche annetto in più dei veri destinatari della serie. La serie era avvincente, filosofica, corposa come ce ne sono poche, ma il finale ha lasciato molti un po’ con l’impressione che l’autore si fosse quasi “ingarbugliato” nei suoi stessi concetti. E’ per questo che a distanza di più di vent’anni non ci è sembrato vero che finalmente li chiarisse una volta per tutte, tanto più che il titolo parla proprio di quella benedetta Polvere che ci aveva lasciati perplessi. L’uscita in contemporanea mondiale, le notizie ANSA e i vari siti ce lo ha fatto desiderare e aspettare con ansia, ma per quel che mi riguarda è stata una delusione. Intendiamoci la storia è molto bella ma nonostante le interviste in cui l’autore ha dichiarato che non era un sequel ne un prequel, probabilmente per creare attesa, è un prequel in tutto e per tutto e nulla di più.
Il protagonista è Malcolm di undici anni, il figlio dei locandieri del Trout, il pub di fronte al convento nel quale viene portata una Lyra di sei mesi, che essendo citata dalla profezie delle streghe è fonte di interesse per molti: Oakley Street, i servizi segreti e scientifici inglesi, e la controparte il CCD,Corte Concistoriale di Disciplina, la sezione del Magisterium che controlla coloro non ne seguono i dettami. Malcolm è un bambino generoso, curioso, che ama capire e interrogarsi, e infatti non si lascia circuire e non aderisce alla Lega di Sant’Alessandro. Quando conosce la professoressa Relf di Oxford che gli parla dell’aletiometro si mette ad indagare per informarla su movimenti intorno al convento e si affeziona moltissimo alla piccola Lyra.
Quando un grande alluvione paralizza il sud dell’Inghilterra, insieme alla spigolosa e burbera Alice fugge sopra la sua amata canoa, la Belle Sauvage del titolo, e riesce dopo mille peripezie a mettere in salvo la preziosa bambina e a portarla finalmente al Jordan College per chiedere asilo e protezione.
Una bella storia appunto, lasciata completamente aperta perchè pare debba essere un’altra trilogia. La leggerò, certo che la leggerò, ma di sicuro non mi fionderò come stavolta a comprarlo il giorno stesso e terrò basse le mie aspettative, perchè stavolta è un normale fantasy che sfrutta la stessa idea di 20 anni fa.

DORY FANTASMAGORICA

DORY FANTASMAGORICA – DORY FANTASMAGORICA TROVA UN’AMICA (PER DAVVERO) – UNA PECORA NERA A SCUOLA. Abbie Hanlon. TERRE di mezzo Editore.
Se avete figli di seconda e terza elementare e state cercando qualcosa che li possa appassionare alla lettura, è Dory che cercate.
E’ una bambina veramente irresistibile, la più piccola di tre figli sempre snobbata dai più grandi vive in due mondi uno dei quali immaginario, e per questo viene considerata stramba. Nel suo mondo immaginario deve vedersela con la pericolosa Signora Arraffagracchi, ma ha dalla sua parte l’inseparabile Mary e la sua fata madrina: il Signor Bocconcino, il punto è che i due mondi per Dory si confondono spesso e le risate sono assicurate. Come quando si convince di essere un cane, o quando a scuola incontra una bambina completamente diversa da lei ma anche tanto simile che diverrà la sua migliore amica, o come quando in seconda finge di saper leggere velocemente.
Il bello di questi libri è che uniscono pezzetti in stampato a disegni e fumetti in modo che la lettura per il bambino risulti molto dinamica ma soprattutto non pesante, le pagine gli scorrono senza che se ne accorga e che si faccia prendere dallo sconforto di una pagina o una storia troppo lunga.
Sto aspettando … hem volevo dire, le mie figlie stanno aspettando con ansia il quarto capitolo!!!

IL RINOMATO CATALOGO WALKER & DAWN

IL RINOMATO CATALOGO WALKER & DAWN. Davide Morosinotto. Mondadori.
Premio Andersen 2017 per la categoria over 12 anni questo romanzo è una vera chicca.
Ambientato negli Stati Uniti nei primi anni del ‘900 è la storia di 4 ragazzini alla ricerca di verità, avventura e un po’ di giustizia che percorrono il fiume Mississipi dalle foce in Louisiana fino a Chicago per restituire un orologio che gli è stato consegnato erroneamente e che evidentemente è molto importante per qualcuno. Lo fanno in zattera, traghetto, treno toccando moltissime città importanti come New Orleans e incontrando molteplici personaggi il più delle volte poco raccomandabili, alcuni veramente simpatici. Il romanzo è raccontato  alternativamente da loro: l’incontenibile Te Trois assettato di avventura, il riflessivo Eddie dalle mille preoccupazioni più una, la combattiva Julie che deve riuscire ad afferrare un po’ di felicità e contemporaneamente difendere dal mondo Tit, il suo fratellino mulatto.
Non trovo assolutamente eccessivo l’accostamento al mondo di Tom Sawyer, in questo romanzo c’è davvero tutto: avventura e suspence, divertimento, dolcezza e alcuni cenni storici alla musica jazz, alle vendite per corrispondenza, a un mondo che stava iniziando a cambiare.
Insomma se non avete un ragazzino a cui regalarlo intanto leggetelo voi non può non piacervi.

GLI OTTIMISTI MUOIONO PRIMA

GLI OTTIMISTI MUOIONO PRIMA. Susin Nielsen. Il Castoro.
Petula ha 16 anni e vive a Vancouver, si veste con cose strambissime tutte fatte da lei ed è 180 cm di ansie e paure da quando la sua sorellina piccola è morta. Nonostante siano passati più di due anni la famiglia sembra non riuscire a riprendersi. La madre riempie la casa di gatti abbandonati e il padre rientra poco e poco volentieri. Petula cerca di parare i colpi come può e di prevenire tutto ciò che tra loro può essere motivo di discussione pulendo e cucinando. E’ obbligata dal preside della scuola (personaggio minore bellissimo) a frequentare il corso di arteterapia , ribattezzato da lei Mani Abili per Menti Instabili, dove conosce altri ragazzi soli e considerati un po’ strani perchè come lei hanno un fardello troppo pesante da portare. Tra questi c’è Jacob appena trasferitosi da Toronto, un ragazzo solare e positivo che però fatica a parlare dell’incidente nel quale ha perso metà di un braccio. Jacob e Petula si innamorano ed è proprio quando la felicità inizia a far parte delle sue giornate che l’ottimismo fa breccia nel suo modo di pensare, così come il dolore di una nuova delusione, perchè ottimisti o pessimisti nessuno è in grado di controllare la vita.
Il nuovo romanzo della Nielsen la conferma come un’ottima autrice per ragazzi ma visti i temi trattati decisamente più forti, non può avere la leggerezza e il brio dei romanzi precedenti … tranne i botta e risposta tra Petula e il preside.