UNA BAMBINA DA NON FREQUENTARE

UNA BAMBINA DA NON FREQUENTARE. Irmgard Keun. L’Orma.
Oltre al simpaticissimo titolo, la cosa che mi ha attirato di più di questo romanzo è il fatto che le opere dell’autrice fossero state inserite nella lista delle “letture nocive e inopportune” dal partito nazista, cosa che tra l’altro le è valso il carcere con il conseguente esilio, e ragione per la quale mi sono affrettata ad acquistare gli altri suoi due romanzi disponibili in lingua italiana.
Colonia 1918, la nostra piccola ma vivace protagonista ne ha davvero per tutti, del resto gli adulti sono così facilmente attaccabili e ipocriti da risultare davvero ridicoli e incomprensibili il più delle volte. Così ci troviamo a divorare questo breve e incantevole romanzo, nel quale la nostra “scorretta” eroina ci racconta il suo quotidiano affrontando anche temi scomodi come la guerra, la religione, la scuola, ma lo fa alla sua maniera: senza peli sulla lingua e tanta ironia, ebbene sì udite udite anche tedeschi ne sono capaci, una bellissima scoperta, non vedo l’ora di leggere gli altri romanzi.

A ogni festa la mia povera mamma riceve sempre vestiti e mai un solo giocattolo. E’ proprio lei che non ne vuole più. Mi pare che gli adulti non abbiano mai una gioia che sia una a questo mondo. Quando sarò grande, i giocattoli non daranno più gioia neppure a me e non vorrò nè pattini, nè trottole, nè ruote, nè bambole, nè niente. E come farò a vivere se nulla mi darà più gioia? A volte mi viene da piangere all’idea che diventerò un’adulta, altre invece vorrei esserlo il prima possibile. Ma quando penso che poi a Natale riceverò solo regali utili come vestiti, fazzoletti e saponi profumati, allora divento triste e non ho mica più voglia di essere contenta.

IL FIUME

IL FIUME. Rumer Godden. Bompiani.
Conoscevo quest’autrice britannica del ‘900 molto famosa perchè ho letto con le mie figlie due suoi romanzi per ragazzi sempre pubblicati da Bompiani: Bambole giapponesi e La bambina selvatica, entrambi molto apprezzati. Questo breve romanzo è quasi autobiografico, è ambientato in India dove l’autrice è cresciuta con la famiglia, e ci descrive in maniera a volte un po’ troppo approfondita i colori, gli odori, i sapori del paese che evidentemente le era rimasto nel cuore. L’atmosfera è quella sonnacchiosa delle grandi case che vivono attorno alle fabbriche di juta, ci sono i servitori indiani, la tata sempre presente, il padre al lavoro, la madre incinta, e i fratelli: Harriet, Bea, Boegly e Victoria. La protagonista è Harriet che è in quell’età di mezzo che conosciamo tutti e che è un vero e proprio tormento. Non è abbastanza grande da condividere i nuovi interessi di Bea che ormai si è fatta ragazza, non è abbastanza piccola da divertirsi con i giochi e le avventure di Boegly, ma Harriet è sensibile e appassionata e alle prese con la sua prima cotta per un adulto, il capitano John che però pare preferire la bellezza di Bea. Non manca nemmeno la tragedia, trattata però secondo me in maniera un po’ affrettata. Un bel romanzo dal sapore esotico, una protagonista riuscitissima e alcuni dialoghi veramente impagabili.
Harriet rimase in silenzio, sovrappensiero, poi disse: “E’ troppo difficile essere una persona. Non soltanto devi continuare ad andare avanti. Bisogna anche …” cercò la parola che le serviva ma non la trovò. Poi: “Bisogna anche essere grandi”

ANNA DAI CAPELLI ROSSI

ANNA DAI CAPELLI ROSSI. Lucy Maud Montgomery. Il gatto e la luna.
La fortuna serie di Netflix dedicata ad Anna ha fatto sì che in Italia siano fioccate le riedizioni del romanzo, e non solo del primo per fortuna. Dopo qualche ricerca ho trovato quindi questa piccola casa editrice digitale che propone tutti gli 8 romanzi a un prezzo veramente buono, senza per questo essere la classica traduzione illeggibile e fastidiosa che spesso purtroppo mi è capitato di trovare, qui al contrario lo stile della Montgomery viene reso perfettamente, insomma un buonissimo prodotto. La serie di Netflix è splendida inutile nasconderlo, ma l’Anna della serie non coincideva con quella del cartone tanto amato da noi bambine degli anni ’80, sempre così triste e musona. Per questo mi è venuta la curiosità di leggere i romanzi e mi sono chiesta come mai non l’avessi mai fatto prima? Insomma sono proprio il mio genere e il mio periodo storico!!
Detto questo sappiate che il romanzo è bellissimo e un vero spasso, anche quando “affonda negli abissi della disperazione”, l’Anna del romanzi è decisamente più simile a quella della serie non del cartone, ma … la serie aggiunge moltissimi episodi e personaggi che proprio non ci sono nel romanzo e ovviamente ne tralascia altri forse ritenuti un po datati, quindi non vi rimane che leggerlo e non ve ne pentirete. Non starò certo a raccontare la trama arcinota, ma sappiate solo che il primo romanzo termina quando Anna ha 17 anni e decide di rinunciare alla borsa di studio per l’Università per rimanere accanto a Marilla poco dopo la morte di Matthew, e riuscire a non vendere i Tetti Verdi guadagnandosi da vivere con l’insegnamento, cosa tra l’altro possibile grazie al sacrificio di Gilbert. Non vedo l’ora di leggere gli altri, adesso Anna è adulta e si inizia a fare sul serio.

 

THE ACADEMY – Libro quarto

THE ACADEMY – Libro quarto. Amelia Drake. Rizzoli.
Strana scelta quella di Rizzoli di far uscire solo in edizione digitale questo quarto e ultimo romanzo della serie di The Academy.
Avevamo lasciato Twelve con i ribelli che hanno salvato lei e altri Spazzacamini dalla fuga dall’Accademia dei Ladri, il suo unico desiderio è condurre una vita normale e anonima, cosa che le riesce di fare per un periodo troppo breve, tante sono ancora le questioni per le quali tutti sembrano avere bisogno di un suo intervento. E qui Twelve diventa più che un’eroina, una vera e propria wonder woman con avventure e missioni davvero un po’ forzate e tante morti che ricordano più i vari Hungher Gmaes che i più classici romanzi di avventura.
Il finale nonostante tutto non è male, alcuni bei colpi di scena e l’introduzione di un paio di personaggi molto affascinanti compensano in parte i troppi punti interrogativi rimasti.
La lettura è comunque piacevole, i due autori (Davide Morosinotto e Pierdomenico Baccalario) sono troppo bravi per non esserlo, avevano fatto un buon lavoro nei romanzi precedenti pur lasciando nell’ultimo molte incognite, e qui c’era una romanzo intero per dare risposte e soddisfazione ai lettori, cosa che non è stata. L’impressione è che sia stato scritto velocemente per chiudere una serie alla quale i due autori non avevano più tempo di dedicarsi o per contratto in scadenza, ed è un vero peccato.

L’ULTIMA VOLTA CHE SIAMO STATI BAMBINI

L’ULTIMA VOLTA CHE SIAMO STATI BAMBINI. Fabio Bartolomei. Edizioni E/O.
Bartolomei è uno degli autori italiani che amo di più, tutti i miei amici hanno ricevuto uno dei suoi romanzi in regalo, e se nei suoi ultimi romanzi non mi aveva entusiasmato come nei primi, qui è tornato in tutto il suo fulgore con quella che forse ad oggi è la sua opera migliore. Sono talmente tante le emozioni che questo romanzo trasmette da lasciarti quasi spossato e vuoto alla fine.
Siamo a Roma verso la fine della seconda guerra mondiale, è il cortile il regno di Cosimo, Italo, Vanda e Riccardo, hanno dieci anni e per loro la guerra è incomprensibile, sanno solo che comporta una serie infinita di divieti da parte degli adulti che peraltro “non gli hanno mai chiesto niente” prima di farla.
Sono molto diversi tra loro i quattro: Cosimo, cresciuto da un nonno chiuso nel suo dolore dopo che il figlio attivista comunista è sparito nel nulla, Italo piccolo balilla ansioso di essere all’altezza del fratello eroe di guerra, Vanda un’orfana che spera di trovare una famiglia ma sa di non essere carina quindi fa di tutto per essere ordinata e pulita, Riccardo tranquillo e generoso ma ebreo e “non è il momento giusto per essere ebrei nè per vivere nel ghetto”. Diversi si, ma a dieci anni le differenze sono come etichette staccate e illeggibili che non hanno alcuna importanza. Un giorno però Riccardo non arriva, dicono sia stato rubato dai tedeschi, e i tre non hanno dubbi su quale sia la cosa giusta da fare, quindi con motivazioni completamente diverse ma con il cuore saldo, scappano per ritrovare il loro amico e spiegare ai tedeschi che si sono sbagliati “i figli dei nemici non sono nemici a loro volta”. Sulle loro tracce due persone che non possono essere più diverse: Suor Adele, personaggio bellissimo, e il fratello soldato di Italo.
Il loro viaggio, molto più lungo del previsto, se all’inizio ha ovviamente il sapore della grande e bellissima avventura, man mano che procedono assume quello della tragedia, le difficoltà e i pericoli del mondo di fuori non sono cose che i bambini possono immaginare, fino a un finale inaspettato che non voglio assolutamente anticipare.
Il punto di vista dei bambini sugli adulti (quale dono inestimabile ha quest’autore) è veramente divertente ma soprattutto disarmante. Sono talmente evidenti ai loro occhi le follie che stanno dietro a quello di cui siamo capaci. Ho riso come una matta e il finale me lo sono sognato per una notte intera, credo sia un romanzo imperdibile per tutti e consigliatissimo anche ai ragazzi, profondo, meraviglioso e indimenticabile.

IL CASTELLO TRA LE NUVOLE

IL CASTELLO TRA LE NUVOLE. Kerstin Gier. Corbaccio.
La Gier abbandona per una volta il mondo della fantasia per scrivere un romanzo quasi giallo. Dico quasi perchè quello che trovo veramente irresistibile di quest’autrice più che le trame, è l’ironia spiritosa ma mai troppo tagliente che ne fanno un’ottima lettura per giovani o per coloro che come me ci si sentono ancora.
Fanny a 17 ha deciso di abbandonare la scuola per fare un praticantato presso un prestigioso e famoso Hotel molto retrò sulle Alpi svizzere.
Gli ospiti sono tutti molto ricchi e snob, ma il personale lavora presso l’hotel da sempre e ha formato una sorta di accogliente famiglia. Fanny deve ricoprire moltissimi ruoli che vanno dal riordino delle camere, all’aiutante nella Spa o aiutante nel mini club, le sue avventure con le piccole pesti sono da rotolarsi dalla risate, ed è qui che si mette in testa che qualcun voglia rapire la figlia di un famoso oligarca russo ospite dell’Hotel.
Certo detta così non sempre decisamente una lettura così appassionante o originale, ma chi conosce la Gier sa che riesce a rendere piacevole e divertente veramente qualsiasi intreccio, per non parlare del fatto che è una storia molto natalizia quindi adatta al periodo.

IO SONO HANIA

IO SONO HANIA. Silvana De Mari. Giunti.
Finalmente il terzo e ultimo capitolo della trilogia di Hania che avevamo lasciato con l’amato fratello Rois, all’inseguimento di coloro che avevano rapito Roa, verso cioè la capitale del Regno delle Sette Cime che la Reggente sta trasformando in un vero inferno di odio, crudeltà e stenti. La saga si arricchisce di un nuovo bellissimo personaggio, Misso, il figlio della Reggente che gli ha amputato la mano per nascondere il fatto che anche lui aveva il marchio dell’Oscuro Signore. Dopo questo gesto Misso cova un feroce rancore nei confronti della madre, che il Cerusico riesce ad trasformare pian piano in un vero e proprio senso di giustizia e onore. Ben poco rimane purtroppo del sarcasmo e del cinismo di Hania che tanto mi aveva divertita nel primo libro, Hania ormai è una splendida ragazza che a volte sembra  anaffettiva e che ancora lotta per non lasciarsi sopraffare dal lato più oscuro di sè. Il resto è tutto avventure, guerre, coraggio e grandi sacrifici, e un bel finale . Un romanzo scritto alla solita maniera impeccabile della De Mari, ma per chi come me ha letto praticamente l’opera omnia di questa autrice, risulta tutto già sentito parecchie volte, quindi forse è giunto il momento di prendere strade diverse. Meglio così, perchè fatico sempre di più a scindere l’autrice che è assolutamente indiscutibile, dalla persona che si è fatta paladina di opinioni che personalmente trovo agghiaccianti.

JANE DI LANTERN HILL

JANE DI LANTERN HILL. Lucy Maud Montgomery. Jo March.
La Jo March inaugura la sua nuova collana per ragazzi Plumfield (ricordate vero che era la grande casa che la zia March lascia a Jo e che lei e il marito trasformano in una scuola?!) con un altro romanzo delizioso della Montgomery. Molto spesso ormai cito Hornby quando leggo romanzi per ragazzi, forse per cercare un alibi visto che mi capita spesso nonostante la mia veneranda età: “Evitare i libri per ragazzi solo perchè non si è più ragazzi è come sostenere che i gialli andrebbero letti solo da poliziotti e criminali”.
Jane è una ragazzina infelice, insicura e maldestra, e nella grande e antica villa di Toronto dove vive, il suo unico scopo è passare inosservata per sfuggire agli attacchi crudeli della nonna e godersi i pochi attimi di dolcezza e complicità con la madre, momenti rigorosamente nascosti. E’ quindi uno shock per lei quando il padre, che credeva morto e che per ragioni inspiegabili nessuno le ha mai nominato, la invita a passare l’estate con lui sull’isola del Principe Edoardo.
Parte alla volta dell’isola con la morte nel cuore, impaurita e sicura che detesterà tutto, ma dal primo istante quello che prova è senso di appartenenza: al padre uomo intelligente e comprensivo, ai pittoreschi abitanti dell’isola e soprattutto a quella natura che la incanta ogni giorno. Quella a cui assisteremo è una vera e proprio rinascita, per trovarci a fine romanzo di fronte a una giovane donna davvero promettente.
Qui potrete trovare tutto quello che si può chiedere a un romanzo di formazione: una protagonista dolcissima con la quale solidarizzerete fin dall’inizio, personaggi secondari bene caratterizzati e molti colpi di scena. Il finale un po’ ingenuo e scontato era inevitabile ai quei tempi e ho trovato un po’ meno marcata l’ironia rispetto a ll Castello Blu (romanzo che amo alla follia) ma rimane comunque una splendida lettura di quelle che scaldano in queste umide sere autunnali.
Un gioiello come sempre l’edizione Jo March, a partire dalla copertina (parliamone avete visto che meraviglia?!) per continuare con l’introduzione e la traduzione, sono sempre molto fiera di sfoggiare i loro nuovi romanzi nella mia libreria.

CARTOLINE DALLA TERRA DI NESSUNO

CARTOLINE DALLA TERRA DI NESSUNO. Aidan Chambers. BUR.
Jacob è un ragazzo goffo e imbranato come quasi tutti i ragazzi di 17 anni, quasi ossessionato da Anna Frank va in Olanda per partecipare alla commemorazione della battaglia di Arnhem nella quale è morto suo nonno da giovane. Qui viene ospitato dalla famiglia di Gertrui, la ragazza che nel 1944 ha assistito il nonno ferito durante la battaglia e che ora è un’anziana signora malata che ha preso una decisione molto difficile da accettare.
Charmbers è un famoso e acclamato autore per ragazzi e in effetti questo romanzo riesce ad affrontare in maniera semplice ma senza fornire risposte moltissimi temi: l’eutanasia, l’omosessualità, la guerra, le difficoltà nei rapporti con la famiglia e nel crescere, l’amore, e tanti altri. Le avventure e disavventure che capitano a Jacob sono tante in soli pochi giorni tra Amsterdam, Haarlem e Arnhem e questo tiene abbastanza alto il ritmo della lettura.
Ma il vero punto forte di questa lettura secondo me è Amsterdam, città meravigliosa che attraverso le pagine del romanzo si riesce a rievocare come se vivessimo nella cartina e respirassimo la sua atmosfera vitale.
Essendo io molto, ma molto lontana dall’età di Jacob, ho apprezzato di più i racconti di Gertrui e la sua ricostruzione dell’ennesimo brutto capitolo della seconda guerra mondiale, ma è un romanzo che comunque mi sento di consigliare.

L’ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE 4. MISSIONE PER LA GLORIA

L’ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE 4. MISSIONE PER LA GLORIA. Soman Chainani. Mondadori.
Dopo il successo della prima, Chainani ha pensato bene di iniziare una nuova trilogia che prosegue l’ultimo romanzo con gli stessi personaggi, ma ambientato non più nell’Accademia ma nei vari regni della Selva e soprattutto Camelot. E’ li che troviamo Tedros e Agatha che cercano di organizzare il loro matrimonio e di legittimare il potere di Tedros dopo la disastrosa cerimonia di incoronazione. La folle Sophie invece da preside del Male sta ottenendo un grande successo anche nelle fila dei ragazzi del Bene. Tutti gli altri sono impegnati nella Selva nella prova fondamentale del quarto anno, ma la Preside Colombine capisce che c’è qualcosa che non va quando si accorge che tutte le missioni stanno andando male.
Gli ingredienti sono sempre quelli già rodati ma ovviamente ci risultano meno brillanti e nuovi: le insicurezze di Tedros e Agatha, l’egocentrismo simpatico di Sophie, il bizzarro Merlino e le tre streghe. Le avventure ci sono per carità, ma i nuovi personaggi sono caratterizzati solo superficialmente e diciamocelo il nuovo cattivo lo si intuisce già da metà romanzo. Insomma come tutte le serie anche questa con il tempo mi ha stufato anche perchè parliamo di romanzi piuttosto lunghi.