MISS ALABAMA E LA CASA DEI SOGNI

MISS ALABAMA E LA CASA DEI SOGNI. Fannie Flagg. BUR.
Non avevo mai letto nulla dell’apprezzatissima autrice di Pomodori verdi fritti, e forse ho scelto il romanzo sbagliato, ma quel che è certo è che non voglio riprovarci.
Maggie Fortenberry è un’agente immobiliare sessantenne, sola, che negli anni della grande crisi e il mercato ormai al collasso, decide che è troppo stancante essere sempre impeccabile come ci si aspetta da una ex Miss Alabama e programma nel dettaglio la sua dipartita. Ovviamente tutto deve essere lasciato a posto, non sopporterebbe di dover complicare la vita a qualcuno, alla sua amica del cuore Brenda mangiatrice compulsiva e prima donna nera avviata verso un futuro politico più che meritato. O a Ethel impiegata ottantenne (ma nessuno lo sa) che continua a non capire come sia possibile che il mondo intorno a lei sia diventato così assurdo. Quando però la casa dei sogni di Maggie viene messa in vendita deve rimandare tutto, non può permettere che venga venduta per essere poi demolita dalla sua nemica senza scrupoli.
Che dire è un romanzo scritto abbastanza bene, buffo, garbato, che affronta anche qualche tema sociale, e non non mi hanno dato fastidio nemmeno le protagoniste veramente stereotipate (oddio, la nana buona brava e fortunata che veglia su tutti è davvero troppo) ma il punto è che nonostante il piccolo giallo sullo scheletro trovato nella villa che l’autrice ha voluto aggiungere per dare un po’ di brio al romanzo, la trama è praticamente inconsistente, il finale zuccheroso quasi ai limiti dell’assurdo, e il tutto condito con descrizioni ripetitive e inutili.

CIRCE

CIRCE. Madeline Miller. Sonzogno.
Giovane insegnante di lettere antiche, la Miller ha giù vinto parecchi premi con il suo primo romanzo La canzone di Achille. Qui ci racconta uno splendido e sottovalutato personaggio, la maga Circe dell’Odissea, che attraverso la moltitudine di parenti divini  (siamo sinceri tra Titani, Olimpi, dei e semidei, la vita sessuale lassù superava ogni immaginazione in quanto a promiscuità) le da l’occasione per riraccontarci moltissimi altri miti: quello di Prometeo, di Scilla, del Minotauro, di Dedalo e Icaro, di Medea e ovviamente tutta la sua vita su Eea, l’incontro con Odiesso, poi la chiusura con la nascita di Telegono e l’incontro con Telemaco e Penelope.
Il punto di forza del romanzo però è l’umanizzazione di un personaggio femminile scomodo ma profondo, che si racconta in prima persona e che nonostante la sua natura prova comunque sentimenti universali e si pone parecchie domande sulla vita, sulla morte e sull’etica.
Un gran bel romanzo, scritto bene e utilissimo come piacevole ripasso di mitologia, non l’ho comunque trovato un capolavoro, troppo verboso soprattutto sul finale, anche perchè intendiamoci l’autrice non ha inventato nulla, ha il grande merito però di averci fatto approfondire e aver reso molto più appetibile buona parte della mitologia greca.

UN CASO SPECIALE PER LA GHOSTWRITER

UN CASO SPECIALE PER LA GHOSTWRITER. Alice Basso. Garzanti.
Inutile spendere parole per introdurre la protagonista. Tutti i lettori, anche i meno assidui, sanno chi è Vani Sarca e soprattutto cosa fa di mestiere.
In breve la sinossi: Enrico Fuschi, direttore delle Edizioni Erica, scompare dopo una scelta commerciale talmente poco felice da indurre il consiglio di amministrazione a metterlo alla porta.
Il termine “scomparso” in coloro che ben lo conoscono lascia spazio (ampio spazio) a congetture drammatiche. Così preoccupanti che Vani (sì lei, lei che di Enrico ha sempre enunciato e notificato a gran voce tutti i difetti ) si mette in opera per ritrovare il detestabile ex datore di lavoro. Una ricerca che condurrà lei e il commissario Berganza (eh che dio l’abbia in gloria) fino a Londra, lungo le strade percorse da Arthur Conan Doyle, dentro la tana di un improbabile Lewis Carroll.
Un ultimo caso, forse il più importante perché segna una linea di demarcazione tra il prima e il dopo, tra il personaggio che abbiamo conosciuto e ciò che è diventato.
La prima parte del libro non smentisce le capacità narrative della scrittrice (cit. “Questa reticenza dell’uomo occidentale a guardare in faccia la morte. In fondo è l’unica certezza della nostra vita, insieme al fatto che se una cosa ha un buon sapore fa ingrassare.”): caustica e sagace e divertente come l’abbiamo conosciuta. Purtroppo la seconda parte a tratti perde di slancio. Personalmente non so dire se è il personaggio (o il suo entourage) che mal si adatta alle situazioni tenerone, oppure se si tratta di un punto debole dell’autrice (l’unico per quanto mi riguarda), fatto sta che nelle situazioni che prevedono pathos la complicità con il lettore si affievolisce.

LEGEND

LEGEND. V.E. Schwab. Newton Compton Editori
La fine di Magic ci aveva lasciato in modo luttuoso: Londra Rossa sotto attacco, i gemelli Dane pronti a raderla al suolo, il principe Rhy ucciso. Si potrebbe dire che lui, Rhy, abbia avuto la peggio, ma il peggio tocca sempre a Kell, uno degli Antari più potenti di sempre, che per non perdere il fratello lo riporta indietro, legando l’esistenza di Rhy alla sua. Rhy non può morire fino a quando Kell vive.
Se prima il castello era per Kell, principe adottivo e senza passato, una prigione dorata, dopo il sacrificio atto a salvare l’erede al trono diventa una prigione a tutti gli effetti. La coppia regnante che aveva sempre trattato Kell come un figlio, ora guarda a lui come al responsabile di tutto lo scompiglio degli ultimi tempi, nonché tallone di achille del figlio di sangue. Dura per Kell constatare che la donna che lo ha cresciuto come un secondo figlio, in realtà di figlio ne ha uno solo.
L’atmosfera è sempre più tesa. Kell sfrutta ogni momento per allenare il suo potere e allentare la tensione; Rhy… beh al solito si stordisce d’alcool e di amanti occasionali.
Eppure nulla si ferma, non il potere non la vita quotidiana. I preparativi per i Giochi Elementali sono serrati e presto la Londra Rossa accoglie le delegazioni straniere ed in loro contendenti. Un toccasana per Kell che può finalmente da sfogo alla pressione a cui è sottoposto suo malgrado.
Un torneo di maghi. Famoso e pericoloso, che risveglia vecchie animosità, forgia nuove alleanze e riporta a galla ricordi ed affetti. Una competizione imperdibile, che conduce in porto una nave, salpata qualche mese addietro con un passeggero d’eccezione. Lila Bard ora sbarca assieme la ciurma di Alucard (suono di trombe per favore), mago e pirata. Affascinante, avventuriero, ironico, Alucard, che possiamo definire the mistery man, è diventato il maestro di Lila (su cui non spoileriamo faccende personali).
Ci sono tre Londre. Una Bianca, una Rossa, una Grigia.
E poi ce n’è una quarta. Quella che tutti credono caduta, ma che si sta risvegliando
E per risorgere un’altra deve cadere.
Mas Vares Antari. Kell si conferma il personaggio chiave di tutta la vicenda, sotto ogni aspetto.
Al suo fianco a pari merito, il fratello che non tollera di vederlo schiavo di se stesso. Lila, il randagio senza parte ma con molta arte. Ed infine Alucard, che Kell detesta per motivi che si scopriranno essere piuttosto ovvi.

UNA CASA QUASI PERFETTA

UNA CASA QUASI PERFETTA. Emily Eden. Elliot.
Per nostra fortuna Elliot ha deciso di pubblicare, per la prima volta in Italia, un’autrice molto nota ai suoi tempi ma oscurata da una sua contemporanea, in effetti non deve essere stato facile essere messa in competizione e paragonata a Jane Austen, diciamo la verità, era impossibile uscirne vincitrice.
Questa garbata e divertente commedia però non deluderà gli appassionati del genere.
Quando Lady Chester viene a sapere che la casa nella quale dovrà abitare in attesa del marito è una bifamiliare e per di più occupata nell’altra metà da una famiglia di borghesi, immagina i peggiori scenari. Stessa cosa fa Mrs. Hopkinson conoscendo bene la dissolutezza di cui sono capaci i nobili d’Inghilterra. La verità però è che sono tutte persone di buon cuore e più che rispettabili e non ci metteranno molto ad imparare ad apprezzarsi a vicenda. Tra personaggi bizzarri e dialoghi frizzanti ricchi di doppi sensi, questo romanzo si legge in un baleno lasciando un sorriso beato sul volto.

I CENTO POZZI DI SALAGA

I CENTO POZZI DI SALAGA. Ayesha Harruna Attah. Marcos y Marcos.
Sono veramente moltissimi i romanzi che raccontano la vita degli schiavi africani in America o Europa, ma non ne conoscevo nessuno che invece raccontasse cosa succedeva dall’altra parte, in Africa, come e perchè venissero catturati, e cosa ci fosse dietro quell’abominevole commercio. L’autrice poi è una delle giovani promesse africane, ha tratto ispirazione dalla storia di una sua antenata, e si è documentata in maniera approfondita, senza usare toni troppo melodrammatici mantiene lucidità e cerca di spiegare come sia stato possibile.
Il romanzo è ambientato in Ghana nell’800 in epoca precoloniale, i capitoli alternano la storia di due ragazze completamente diverse: Aminah che conduce una tranquilla vita familiare in un paese dell’entroterra preparando e vendendo cibo alle carovane, che un giorno viene rapita e costretta in schiavitù dai predoni che poi la vendono insieme ai suoi fratelli, e Wurche principessa di una dei tre casati che si contendono il potere a Salaga e che per questo si alleano con gli europei e sfruttano il commercio degli schiavi appunto. Wurche è forte, mascolina e determinata, vuole partecipare alla vita politica e non riconosce il ruolo secondario lasciato alle donne, Aminah invece è dolce, bellissima e femminile ma non per questo meno risoluta. La loro posizione quasi opposta ci aiuta ad avere una visione a 360° della situazione, e se alla fine le loro vite si incroceranno, Aminah diventerà la schiava di Wurche, non aspettatevi certo un finale commovente tutto tarallucci e vino, la speranza però non viene a mancare.
Un gran bel romanzo, intenso e illuminante, e per una volta i cattivi non siamo solo noi bianchi, a dimostrazione del fatto che qualsiasi generalizzazione razziale è totalmente infondata, la differenza la fa la sete di potere.

LA TRAPPOLA

LA TRAPPOLA. La prima avventura di Beatrix Ives- Pope. G.B. Thistle. L’Orma.
Una banda di pittoreschi truffatori, di quelli buoni si intende, un poliziotto corrotto e ricattatore che li costringe a fare un colpo milionario ai danni di un ex agente di borsa. Il piano è molto complesso ma loro sono davvero bravi e ben assortiti e riusciranno a ribaltare l’inerzia della truffa.
Questi gli ingredienti di un’avventura che ricorda molto la più famosa banda Oceans, un romanzo che si legge velocemente ma che non ho trovato nè particolarmente ironico, nè particolarmente avvincente, per non parlare del finale che doveva lasciarmi “senza parole”. Insomma si lascia leggere ma risulta tutto già visto.

IL FIUME

IL FIUME. Rumer Godden. Bompiani.
Conoscevo quest’autrice britannica del ‘900 molto famosa perchè ho letto con le mie figlie due suoi romanzi per ragazzi sempre pubblicati da Bompiani: Bambole giapponesi e La bambina selvatica, entrambi molto apprezzati. Questo breve romanzo è quasi autobiografico, è ambientato in India dove l’autrice è cresciuta con la famiglia, e ci descrive in maniera a volte un po’ troppo approfondita i colori, gli odori, i sapori del paese che evidentemente le era rimasto nel cuore. L’atmosfera è quella sonnacchiosa delle grandi case che vivono attorno alle fabbriche di juta, ci sono i servitori indiani, la tata sempre presente, il padre al lavoro, la madre incinta, e i fratelli: Harriet, Bea, Boegly e Victoria. La protagonista è Harriet che è in quell’età di mezzo che conosciamo tutti e che è un vero e proprio tormento. Non è abbastanza grande da condividere i nuovi interessi di Bea che ormai si è fatta ragazza, non è abbastanza piccola da divertirsi con i giochi e le avventure di Boegly, ma Harriet è sensibile e appassionata e alle prese con la sua prima cotta per un adulto, il capitano John che però pare preferire la bellezza di Bea. Non manca nemmeno la tragedia, trattata però secondo me in maniera un po’ affrettata. Un bel romanzo dal sapore esotico, una protagonista riuscitissima e alcuni dialoghi veramente impagabili.
Harriet rimase in silenzio, sovrappensiero, poi disse: “E’ troppo difficile essere una persona. Non soltanto devi continuare ad andare avanti. Bisogna anche …” cercò la parola che le serviva ma non la trovò. Poi: “Bisogna anche essere grandi”

LA SIRENA E MRS HANCOCK

LA SIRENA E MRS HANCOCK. Imogen Hermes Gowar. Einaudi.
Nella Londra georgiana del 1785 Mr Hancock conduce la sua tranquilla e piuttosto misera vita. Commerciante benestante, vedovo senza figli, vive con la nipote che gli fa da governante, la più piccola di una serie di sorelle destinate a maritarsi prima di lei, e attende con ansia il ritorno di una delle sue navi di cui non si hanno notizie da parecchi mesi. Angelica Neal invece è appena rientrata a Londra dopo anni di vita vissuta in campagna dove l’aveva relegata il Duca di cui era la mantenuta, ora morto. Angelica è piena di vita e di entusiasmo per la libertà e l’indipendenza ritrovate, e decisa a mantenerle senza dover tornare a lavorare nel bordello della sua ex protettrice Mrs Chapell. Intorno a questi due diversissimi personaggi l’autrice costruisce una bellissima trama che ci fotografa perfettamente l’epoca con le sue contraddizioni, trama di cui non voglio svelare troppo per lasciarvela godere fino in fondo. Ci descrive perfettamente la vita nei bordelli d’alto livello, la distanza ancora molto accentuata tra le classi nonostante fosse già iniziato il declino dell’aristocrazia, le tante preoccupazioni e umiliazioni cui erano sottoposte le donne di tutti i ceti, e quel pizzico di mistero e fantasia legato alla seconda sirena (ebbene sì ce ne sono due di sirene e del tutto diverse) non guasta per nulla l’effetto nè l’accurata ambientazione storica. Personaggi meravigliosi e ben caratterizzati, sia i protagonisti che quelli secondari, una trama ricca ed avvincente, uno stile elegante e alto, volutamente in contrasto con le descrizioni piuttosto esplicite e a volte un po’ forti di cui è disseminato il romanzo, insomma un esordio veramente notevole per un’autrice che seguirò sicuramente.

LA VITA INIZIA QUANDO TROVI IL LIBRO GIUSTO

LA VITA INIZIA QUANDO TROVI IL LIBRO GIUSTO. Ali Berg, Michelle Kalus. Garzanti.
Per noi bibliofili è una tentazione quasi irresistibile quella di leggere di NOI, delle nostre manie e delle nostre passioni, e magari riuscire a trovare anche qualche consiglio originale su romanzi che finora ci sono sfuggiti. E’ per questo che ogni tanto finiamo per acquistare qualcuna delle innumerevoli offerte editoriali con questo tema. Quanti sono i romanzi i romanzi che si intitolano “La libreria o la Biblioteca che faceva questo e quello..” ??!! Davvero troppi, soprattutto perchè il livello è piuttosto basso. Per intenderci si contano sulle dita di una mano i romanzi che mi hanno entusiasmato come Il club del libro e della torta di bucce di patate di Guernsey. Avrete quindi capito che non condivido assolutamente l’entusiasmo che ha accolto questo romanzo, nonostante la simpatica copertina.
Siamo a Melbourne, Frankie sta passando un brutto periodo: è una scrittrice in crisi che lavora in libreria con la sua migliore amica, e dopo essere stata lasciata decide di lasciare sui tram della città i suoi romanzi preferiti con un’invito, per cercare di trovare un’anima gemella che condivida con lei la sua passione per la lettura. L’esperimento però le procura solo una serie di appuntamenti esilaranti ma non certo interessanti. Per fortuna c’è il bellissimo Sunny che ha appena conosciuto, deve solo cercare di soprassedere sulla sua discutibile passione per i romanzi Young Adult.
Qualche personaggio simpatico, molti episodi inverosimili, pochi i consigli letterari degni di nota, in sostanza un romanzo rosa camuffato.