IL TEMPO DELL’ATTESA. La saga dei Cazalet 2.

IL TEMPO DELL’ATTESA. La saga dei Cazalet 2. Elizabeth Jane Howard.Fazi.
Adesso che conosciamo tutti i componenti del clan Cazalet, questo secondo capitolo della saga scorre che è una meraviglia.
La storia si srotola tra il settembre 1939 e l’inverno del 1941, il tempo dell’attesa appunto. Attesa che l’Inghilterra entri definitivamente nel conflitto mondiale, attesa di capire come questo cambierà le loro vite, e una volta percepiti i disagi dei razionamenti dei bombardamenti e della durezza e ineluttabilità di una guerra che non sembra risolversi per il verso giusto, attesa di sapere quando e se le loro vite inizieranno veramente.
Sì perchè il grosso della storia è raccontato dal punto di vista delle tre ragazze: Louise che con caparbietà insegue il suo sogno di diventare attrice, Clary che cerca nel suo noioso quotidiano “La” storia, quella che deve essere raccontata, e Polly sempre più in crisi perchè è armata solo del suo grande cuore ma è l’unica che non ha un vero obiettivo. Ovviamente ci sono anche tutti gli altri componenti della famiglia con i loro sotterfugi, tradimenti, conversioni e grandi dolori e i più piccoli con le loro spassose marachelle. Ci sono dispersi, malattie incurabili e tanto altro.
Uno stile sempre sopraffino, capace di cambiare registro ogni volta che cambia il punto di vista senza mai perdere profondità, l’eco dei grandi eventi della seconda guerra mondiale appena accennati, ma che viene voglia di approfondire, personaggi, anche i più marginali tratteggiati minuziosamente.
Magnifico, forse più del primo.

ARRIVEDERCI TRA LE STELLE

ARRIVEDERCI TRA LE STELLE. Jack Cheng. Bompiani.
Alex Petroski ha 11 anni ma come ama ripetere 13 per la maturità e responsabilità dimostrate. E’ un appassionato di astronomia e vive con una madre depressa cronica che nemmeno si accorge quando parte dal Colorado, solo con il suo fedele amico a quattro zampe, per un raduno di costruttori di razzi in Texas per dilettanti come lui. Al suo razzo Alex vuole affidare il suo ipod con le registrazioni nelle quali parla agli alieni e racconta il suo viaggio, così come fece il suo eroe Carl Sagan. In un on the road decisamente avventuroso e arricchito di incontri del tutto inaspettati tra i quali una ribelle sorellastra Alex si guadagna anche amici improbabili ma leali. Il punto di vista di Alex è ingenuo e dolce, a volte divertente, ma l’espediente delle registrazioni che alla lunga stancano, purtroppo lo rendono anche un po’ impersonale, così come tutti i dettagli tecnici.
Avevo letto delle recensioni positive di un romanzo che ho trovato invece molto acerbo, del resto è l’opera prima di un autore giovanissimo. Parecchie le cose che si potevano approfondire come la storia dei genitori e il fatto che per quasi tutto il romanzo l’autore lascia ad intendere che ci sarà una rivelazione finale che assolutamente non c’è.
Sarà perchè non sono appassionata di astronomia ma sul genere si trova di molto molto meglio.

PERSIDIVISTA.COM

PERSIDIVISTA.COM. Maurie-Aude Murail. Giunti.
Questa volta la Murail si cimenta con un vero e proprio giallo per ragazzi, e che dire, le riesce piuttosto bene.
Ruth ha 14 anni e tutte le insicurezze tipiche di quest’età vengono amplificate dal dolore di aver perso la mamma ormai da anni e dal fatto che l’impenetrabile e impegnatissimo padre sembra tenerla a distanza a differenza della sorellina che illumina la sua vita.
Quando guardando una vecchia foto con una sua amica non riesce a capire quale sia sua madre e quale la gemella morta assassinata da giovane, decide di iscriversi a un social con l’identità del padre per capire qualcosa di più di un passato che sembra zona off-limits.
Certo mai avrebbe immaginato di risvegliare vecchi rancori da parte del nonno mai conosciuto, odi profondi e curiosità dai vecchi compagni di classe e soprattutto una serie di conseguenze drammatiche che mettono al centro di tutto il padre, che con la sua aria noncurante e la sua ironia spesso fuori luogo è in tutto e per tutto l’indiziato perfetto.
Un bel romanzo, avvincente, veloce e ricco di colpi di scena, che affronta anche il tema attualissimo dei social, veramente affascinante il personaggio del padre Martin.
Interessantissimo anche il diario riportato alla fine della pubblicazione su come nasce un romanzo, scritto in contemporanea al romanzo stesso dall’autrice che ci mostra come sviluppa le sue idee, in che modo la vita quotidiana influisce sulla sua scrittura e da quali autori trae ispirazione. Beh sarà un caso (ma non credo proprio) ma ogni due pagine nomina un romanzo e un personaggio di un romanzo del mio amato Dickens a voi trarre le opportune conclusioni!!!

IL LIBRO DELLA POLVERE

IL LIBRO POLVERE. La Belle Sauvage. Philip Pullman.
Sono tre le serie fantasy che hanno fatto storia negli ultimi vent’anni: Harry Potter, il mitico Bartimeus e ovviamente Queste Oscure Materie. Il nostro Pullman tra l’altro ha avuto le sue beghe affrontando un tema piuttosto scomodo, guadagnandosi però la stima e l’ammirazione di chi come me, già ai tempi della Bussola D’Oro, aveva qualche annetto in più dei veri destinatari della serie. La serie era avvincente, filosofica, corposa come ce ne sono poche, ma il finale ha lasciato molti un po’ con l’impressione che l’autore si fosse quasi “ingarbugliato” nei suoi stessi concetti. E’ per questo che a distanza di più di vent’anni non ci è sembrato vero che finalmente li chiarisse una volta per tutte, tanto più che il titolo parla proprio di quella benedetta Polvere che ci aveva lasciati perplessi. L’uscita in contemporanea mondiale, le notizie ANSA e i vari siti ce lo ha fatto desiderare e aspettare con ansia, ma per quel che mi riguarda è stata una delusione. Intendiamoci la storia è molto bella ma nonostante le interviste in cui l’autore ha dichiarato che non era un sequel ne un prequel, probabilmente per creare attesa, è un prequel in tutto e per tutto e nulla di più.
Il protagonista è Malcolm di undici anni, il figlio dei locandieri del Trout, il pub di fronte al convento nel quale viene portata una Lyra di sei mesi, che essendo citata dalla profezie delle streghe è fonte di interesse per molti: Oakley Street, i servizi segreti e scientifici inglesi, e la controparte il CCD,Corte Concistoriale di Disciplina, la sezione del Magisterium che controlla coloro non ne seguono i dettami. Malcolm è un bambino generoso, curioso, che ama capire e interrogarsi, e infatti non si lascia circuire e non aderisce alla Lega di Sant’Alessandro. Quando conosce la professoressa Relf di Oxford che gli parla dell’aletiometro si mette ad indagare per informarla su movimenti intorno al convento e si affeziona moltissimo alla piccola Lyra.
Quando un grande alluvione paralizza il sud dell’Inghilterra, insieme alla spigolosa e burbera Alice fugge sopra la sua amata canoa, la Belle Sauvage del titolo, e riesce dopo mille peripezie a mettere in salvo la preziosa bambina e a portarla finalmente al Jordan College per chiedere asilo e protezione.
Una bella storia appunto, lasciata completamente aperta perchè pare debba essere un’altra trilogia. La leggerò, certo che la leggerò, ma di sicuro non mi fionderò come stavolta a comprarlo il giorno stesso e terrò basse le mie aspettative, perchè stavolta è un normale fantasy che sfrutta la stessa idea di 20 anni fa.

LETTERE D’AMORE TRADITE

LETTERE D’AMORE TRADITE. Gottfried Keller. Elliot.
Viktor è un commerciante con velleità letterarie sempre rimaste deluse, convinto di avere qualità che non gli sono mai state riconosciute e sposato con una donna bella e paziente, si mette in testa di volerla “elevare” al suo livello attraverso delle lettere che si scambiano mentre lui è fuori per lavoro, nelle quali dovranno entrambi mettere tutto il loro sentimento, e che lui poi spera di raccogliere e di pubblicare. La incita quindi a non lesinare descrizioni appassionate e uno stile altisonante che risulta solo pomposo. Gritli però non si sente all’altezza del compito, lei è una donna pratica e a dire il vero si vergogna spesso del marito che tutto il paese sbeffeggia. Per non scontentarlo però ricorre a un sotterfugio: gira le lettere del marito al giovane professore suo vicino di casa fingendo di averle scritte lei e invia poi le risposte del maestro al marito copiandole.
Un’idea per un romanzo che aveva tutte le carte in regola per essere brillante e infatti la prima lettera di Viktor è un vero spasso, ma poi tutto si ferma qui. Il romanzo prende una piega del tutto diversa, raccontando la conseguente separazione dei coniugi a seguito della scoperta dell’inganno e le loro vite successivamente al fatto. Sviluppo che ho trovato del tutto insignificante. Un vero peccato, da colui che viene considerato uno dei maggiori scrittori svizzeri dell’800 mi aspettavo molto di più.

IL MONDO DI BELLE

IL MONDO DI BELLE. Kathleen Grissom. Neri Pozza.
Siamo alla fine del ‘700 ed è in una piantagione di tabacco in Virginia che Lavinia viene catapultata dopo un viaggio in nave dall’Irlanda nel quale ha perso tutta la sua famiglia. Il capitano della nave quindi la porta a casa per farla diventare una serva in modo da farsi ripagare il viaggio. Lavinia è una  bambina bruttina e gracile, atterrita di fronte a quel nuovo mondo che guarda e racconta senza capire veramente la portata degli eventi, che il lettore invece percepisce attraverso i suoi racconti. Viene subito accolta con amore dalla famiglia di neri che non vive nella baracche della piantagione ma vicino alla casa padronale perchè ne sono i domestici. Viene destinata alla cucina: il regno di Belle, una ragazza bellissima frutto di una relazione del capitano con una sua schiava, cresciuta ed istruita nella casa padronale dalla nonna fino a che il padre non si è sposato e dal quel momento diventata una schiava qualsiasi, il cui occhio di riguardo del capitano le vale l’odio feroce della moglie e del figlio Marshall che fraintendono completamente il rapporto tra i due. Lavinia è una serva sì ma anche bianca e questo fa tutta la differenza, se è vero che la sua pelle spesso la fa sentire diversa in mezzo a quella che considera a tutti gli effetti la sua famiglia d’adozione, la salva anche però quando il capitano muore.
Il romanzo è uno spaccato della vita nella piantagioni americane, è un romanzo duro e violento sulla condizione degli schiavi e sulla condizione delle donne (neanche per Lavinia la vita sarà una passeggiata). Si legge bene ed è avvincente e interessante, l’autrice dice di aver tratto moltissimi episodi da storie vere per quanto risultino forti, ma sembra tutto “già visto” e i personaggi per quanto rimangano impressi risultano molto stereotipati: i neri buonissimi e giusti, i bianchi nel migliore dei casi distratti, nel peggiore crudeli. Leggerò comunque il seguito che è uscito da poco.

IL RESPIRO DELLA NOTTE

IL RESPIRO DELLA NOTTE. Richard Mason. Codice Edizioni.
E’ in Sud Africa nel 1914 che Piet Barol e la moglie si sono rifugiati per crearsi una nuova identità da nobili, hanno un mobilificio rinomato ma vivono al di sopra delle loro possibilità essendo il fulcro della buona società di Cape Town. Quando la bancarotta ormai è inevitabile e soprattutto visto che la guerra in Europa richiama molti alle armi, Piet decide di andare alla ricerca di legname a basso costo e si inoltra nella foresta intorno a Johannesburg al seguito di due bantù molto diversi fra loro: Ntsina che lo deve guidare nella foresta del Gwadana dove sono gli alberi, è un giovane partito dal villaggio per lavorare nelle miniere per potersi comprare una radio, Ntsina crede negli spiriti maligni nel fatto che negli alberi ci siano gli spiriti dei suoi antenati, incarna tutto ciò che è l’antica tradizione dei bantù, e Luvo che è con loro per fare da interprete, è stato educato da una coppia di missionari tedeschi e sogna di poter andare con una delegazione in Inghilterra a parlare con il Re per portare alla sua attenzione le grandi ingiustizie che i bianchi stanno perpetrando nella sua terra ai nativi, il Native Lands Act, che ha permesso l’esproprio delle loro terre era appena stato emanato. Tre persone diversissime, come diverse sono le motivazioni che li spingono. Il rapporto che si crea tra i tre nella foresta alla fine sarà di amicizia: Piet non è mai stato e mai sarà un razzista, ma è uno “Strano” e la diffidenza e le incomprensioni sono inevitabili soprattutto quando li raggiunge la moglie.
Un romanzo veramente bello e particolare, scritto bene con forse troppi dettagli, io un centinaio di pagine le avrei tagliate, ma è splendida la descrizione dei complicati rapporti creatasi tra i tre, da favola quella della vita nella foresta spesso dal punto di vista degli animali che percepiscono gli invasori, per non parlare della descrizione della vita e delle gerarchie nel villaggio di Ntsina con gli imbrogli del padre e la nonna con le sue magie. Un romanzo che ne contiene molti, che affronta moltissimi temi diversi e ci tiene incollati fino alla fine per scoprire chi alla fine ha ucciso Piet Barol (il vero titolo è proprio questo Who killed Piet Barrol?) Il finale poi è meraviglioso oltre che giusto e catartico.
Mi sono documentata sull’autore che è uno strano personaggio, Sudafricano di nascita, un passato da giovane star letteraria poi la depressione, per scrivere questo romanzo ha vissuto un anno anche lui nella foresta sudafricana, che dire si percepisce fin da subito, davvero bello.

IL CERCHIO DI PIETRE

IL CERCHIO DI PIETRE. Diana Gabaldon. Corbaccio

Scozia, 1746. Jamie, dopo la battaglia di Culloden, viene catturato dagli inglesi e condannato a morte, ma grazie ad un debito d’onore riesce a scamparla. Rientrato a Lallybroch è costretto a vivere sette anni nascosto nelle grotte per sfuggire alle pattuglie inglesi fino a quando decide di consegnarsi per il bene degli abitanti di Lallybroch. Rinchiuso nella prigione di Ardsmuir, stringe amicizia con John William Grey il sovrintendente del carcere (per chi avesse voglia ci sarebbe uno Spinoff sul bell’ufficiale….) che lo trasferirà come stalliere nella tenuta inglese di Helwater dove, in una notte di passione con la figlia del tenutario Lady Ginevra, concepisce un figlio, William, futuro conte di Ellesmere. Jamie, ottenuta la grazia, lascia Helwater, anche perché la somiglianza con William sta diventando più che evidente. Nel frattempo, Claire, Brianna e Roger, nel 1968, scoprono che nel 1765 Jamie era ancora vivo e viveva a Edimburgo lavorando come tipografo e si faceva chiamare Alexander Malcolm. Claire decide di raggiungerlo e di viaggiare ancora nel tempo, lasciando Brianna. Ritrova il marito e scopre che nei vent’anni trascorsi Jamie, come Claire, si è risposato. Per lasciare Jamie, Laoghaire attuale moglie, chiede un risarcimento pecuniario che costringerà Jamie a cercare il denaro necessario. La ricerca porterà al rapimento di Ian, il nipote adorato. E qui si chiude il cerchio di pietre. Inutile dire che la passione tra Claire e Jamie nei vent’anni passati non si è affievolita, per niente, e l’autrice ce lo ricorda spesso. Chiamarla vita movimentata non rende l’idea, si può dire che non si fanno mancare nulla.

TRA ROMA E NAPOLI SI PARLA DI RELIGIONI

ALLAH, SAN GENNARO E I TRA KAMIKAZE. Pino Imperatore. Mondadori.
Dopo anni di addestramento è finalmente arrivato il momento per Salim, Feisal e Amira di compiere il grande sacrificio e immolarsi per Allah, è arrivato il momento anche dell’Italia, vengono quindi spediti niente meno che a Napoli, città empia per eccellenza, per trovare tre luoghi significativi tra i trasporti pubblici, i luoghi sacri e i luoghi di divertimento e attendere che gli alti vertici dell’ISIS decidano la data degli attentati.
Napoli però non è come le altre città, inconvenienti e ostacoli sono ormai il modo di essere di una città che comunque non si sa come ha un suo equilibrio. I tre però non erano preparati a questo e vanno completamente in tilt.
Il tema è più che mai attuale e scottante, ma io come l’autore, trovo che l’ironia intelligente non sia mai fuori luogo, il punto però è che questo romanzo nonostante le premesse in sostanza è ben poca cosa, i personaggi sono praticamente macchiette e la trama è superficiale e troppo scontata. Non male il finale, mentre bellissime sono le descrizioni della città.

CARCIOFI ALLA GIUDIA. Elisabetta Fiorito. Mondadori.
Rosamaria è una regista teatrale quarantenne di Roma, viene da una ricca famiglia che però ha perso tutto con la recente crisi, compreso il fratello di Rosamaria che dopo la bancarotta è scomparso. Dopo anni da single ha finalmente trovato l’amore in David, ebreo tripolino e osservante, e nonostante sia sempre stata agnostica e abbia sempre dichiarato che “troppa religione fa male, qualunque essa sia” per rispetto del suo compagno cerca di conciliare la sua tradizione con quella della sua chiassosa famiglia, che vede con sospetto questo suo atteggiamento conciliante.
Quella che in apparenza si presenta come una commedia ironica tocca in realtà molti temi, tanti i personaggi, bellissima anche qui la descrizione della città di Roma, interessante anche la descrizione della Tripoli prima del 1967, accurata l’analisi del sentire di buona parte di ebrei che spesso non si riconoscono tanto nel proprio credo ma sempre e comunque nella propria tradizione e identità di popolo. Insomma un romanzo che è molto più di ciò sembra.

IL SERPENTE DELL’ESSEX

IL SERPENTE DELL’ESSEX. Sarah Perry. Neri Pozza.
Strapublicizzato, una copertina che parla da sola, articoli in ogni dove che accostavano questa autrice a nomi quasi imbarazzanti, insomma l’ho aspettato tanto e lo consideravo quasi una certezza e invece è stata una grande delusione.
Inghilterra fine ‘800 Cora Seaborne vive il suo lutto come una liberazione, il marito era un uomo famoso e influente ma crudele, che negli anni non ha mai perso occasione di umiliarla in svariati modi. Così, con il figlio (probabilmente autistico) e la tata/amica fidata Martha si trasferisce per un po a Colchester anche per dedicarsi alla sua passione per i fossili.
Quando arriva al paese però lo trova in subbuglio, gli abitanti sostengono che sia tornato un terribile serpente-drago che nei secoli li ha sempre perseguitati uccidendo e rapendo alcuni abitanti. Di tutt’altro parere invece è il prelato William Ramsone che cerca in ogni modo di risvegliare le coscienze e la parte razionale dei suoi fedeli.
Tanti sono i personaggi incontrati in questo romanzo come se fosse piccole storie a se stanti, così come svariati sono i temi affrontati ma nessuno di questi viene approfondito. Lo stile è curato e sofisticato ma spesso sembra pretenzioso e alla ricerca di quell’effetto che la trama non riesce a dare.
Ci si ritrova stancamente al finale e ci si domanda “e quindi?”