LA BAIA DEL FRANCESE

LA BAIA DEL FRANCESE. Daphne Du Maurier. Beat.
Nota soprattutto per i suoi romanzi ricchi di suspence (3 dei film del maestro Hitchcock tra cui Gli Uccelli sono tratti da suoi romanzi) qui la Du Maurier si è discostata un po’ dalla sua produzione abituale e ha scritto un vero e proprio romanzo d’avventura con pirati gentiluomini, nobili imparruccati e stupidi, imprese azzardate e salvataggi impossibili.
Siamo nel 1600, la sagace e impudente Lady Dona St. Columb, fugge da Londra annoiata e disgustata dalla vita mondana e vacua che conduce per rifugiarsi con i figli nel castello di famiglia in Cornovaglia, cerca pace e riposo ma troverà la sua grande avventura. Qui infatti conoscerà il famoso e crudele pirata francese che terrorizza tutta la costa, e oltre a trovare la vera se stessa e un amore impossibile e scoprirà che la realtà è sempre molto diversa dalle dicerie.
Non voglio raccontare troppo di una trama già piena di clichè, nonostante questo la Du Maurier è narratrice esperta e riesce a non stancare mai e con penna capace e dialoghi arguti ci accompagna verso un finale inaspettato.

UNA CASA QUASI PERFETTA

UNA CASA QUASI PERFETTA. Emily Eden. Elliot.
Per nostra fortuna Elliot ha deciso di pubblicare, per la prima volta in Italia, un’autrice molto nota ai suoi tempi ma oscurata da una sua contemporanea, in effetti non deve essere stato facile essere messa in competizione e paragonata a Jane Austen, diciamo la verità, era impossibile uscirne vincitrice.
Questa garbata e divertente commedia però non deluderà gli appassionati del genere.
Quando Lady Chester viene a sapere che la casa nella quale dovrà abitare in attesa del marito è una bifamiliare e per di più occupata nell’altra metà da una famiglia di borghesi, immagina i peggiori scenari. Stessa cosa fa Mrs. Hopkinson conoscendo bene la dissolutezza di cui sono capaci i nobili d’Inghilterra. La verità però è che sono tutte persone di buon cuore e più che rispettabili e non ci metteranno molto ad imparare ad apprezzarsi a vicenda. Tra personaggi bizzarri e dialoghi frizzanti ricchi di doppi sensi, questo romanzo si legge in un baleno lasciando un sorriso beato sul volto.

MIDDLE ENGLAND

MIDDLE ENGLAND. Jonathan Coe. Feltrinelli.
Con questo suo ultimo romanzo Coe rispolvera i personaggi di La banda dei brocchi e di Circolo Chiuso e attraverso di loro fa un’analisi piuttosto accurata e quasi sociologica dell’Inghilterra di oggi. Se ne La banda dei brocchi ci ha raccontato gli anni ’70 e ’80 e in Circolo Chiuso il nuovo millennio, qui parte dal 2010 e ci fa un breve resoconto di cosa sono diventati a cinquantanni suonati Philip, Doug, Benjamin e Lois. La vera protagonista però è Sophie, figlia di Lois, ricercatrice universitaria che si trasferisce dalla multiculturale Londra alla più provinciale Birmingham, si innamora, si sposa e fatica a tenere insieme il matrimonio con un uomo che ha opinioni politiche diverse dalle sue. Sullo stesso piano della vita dei protagonisti ci sono gli eventi importanti di quel decennio: i tristemente famosi “Riots” del 2011, le olimpiadi del 2012 con una cerimonia che ha fatto nuovamente sentire il paese unito, poi i pregiudizi e i giochetti politici che hanno portato inaspettatamente alla Brexit. Un romanzo importante e interessante e nonostante un finale tirato un po’ per le lunghe e dai toni dolciastri, cosa inconsueta per Coe, lo trovo un autore che vale sempre la pena.

IL FIUME

IL FIUME. Rumer Godden. Bompiani.
Conoscevo quest’autrice britannica del ‘900 molto famosa perchè ho letto con le mie figlie due suoi romanzi per ragazzi sempre pubblicati da Bompiani: Bambole giapponesi e La bambina selvatica, entrambi molto apprezzati. Questo breve romanzo è quasi autobiografico, è ambientato in India dove l’autrice è cresciuta con la famiglia, e ci descrive in maniera a volte un po’ troppo approfondita i colori, gli odori, i sapori del paese che evidentemente le era rimasto nel cuore. L’atmosfera è quella sonnacchiosa delle grandi case che vivono attorno alle fabbriche di juta, ci sono i servitori indiani, la tata sempre presente, il padre al lavoro, la madre incinta, e i fratelli: Harriet, Bea, Boegly e Victoria. La protagonista è Harriet che è in quell’età di mezzo che conosciamo tutti e che è un vero e proprio tormento. Non è abbastanza grande da condividere i nuovi interessi di Bea che ormai si è fatta ragazza, non è abbastanza piccola da divertirsi con i giochi e le avventure di Boegly, ma Harriet è sensibile e appassionata e alle prese con la sua prima cotta per un adulto, il capitano John che però pare preferire la bellezza di Bea. Non manca nemmeno la tragedia, trattata però secondo me in maniera un po’ affrettata. Un bel romanzo dal sapore esotico, una protagonista riuscitissima e alcuni dialoghi veramente impagabili.
Harriet rimase in silenzio, sovrappensiero, poi disse: “E’ troppo difficile essere una persona. Non soltanto devi continuare ad andare avanti. Bisogna anche …” cercò la parola che le serviva ma non la trovò. Poi: “Bisogna anche essere grandi”

LA SIRENA E MRS HANCOCK

LA SIRENA E MRS HANCOCK. Imogen Hermes Gowar. Einaudi.
Nella Londra georgiana del 1785 Mr Hancock conduce la sua tranquilla e piuttosto misera vita. Commerciante benestante, vedovo senza figli, vive con la nipote che gli fa da governante, la più piccola di una serie di sorelle destinate a maritarsi prima di lei, e attende con ansia il ritorno di una delle sue navi di cui non si hanno notizie da parecchi mesi. Angelica Neal invece è appena rientrata a Londra dopo anni di vita vissuta in campagna dove l’aveva relegata il Duca di cui era la mantenuta, ora morto. Angelica è piena di vita e di entusiasmo per la libertà e l’indipendenza ritrovate, e decisa a mantenerle senza dover tornare a lavorare nel bordello della sua ex protettrice Mrs Chapell. Intorno a questi due diversissimi personaggi l’autrice costruisce una bellissima trama che ci fotografa perfettamente l’epoca con le sue contraddizioni, trama di cui non voglio svelare troppo per lasciarvela godere fino in fondo. Ci descrive perfettamente la vita nei bordelli d’alto livello, la distanza ancora molto accentuata tra le classi nonostante fosse già iniziato il declino dell’aristocrazia, le tante preoccupazioni e umiliazioni cui erano sottoposte le donne di tutti i ceti, e quel pizzico di mistero e fantasia legato alla seconda sirena (ebbene sì ce ne sono due di sirene e del tutto diverse) non guasta per nulla l’effetto nè l’accurata ambientazione storica. Personaggi meravigliosi e ben caratterizzati, sia i protagonisti che quelli secondari, una trama ricca ed avvincente, uno stile elegante e alto, volutamente in contrasto con le descrizioni piuttosto esplicite e a volte un po’ forti di cui è disseminato il romanzo, insomma un esordio veramente notevole per un’autrice che seguirò sicuramente.

E’ CROLLATO IL BRITISH MUSEUM

E’ CROLLATO IL BRITISH MUSEUM. David Lodge. Bompiani.
Sono riuscita a scovare un altro dei “miei” autori british. Attribuisco al pronome personale tutta una serie di caratteristiche che oramai dovrebbero essere note: ironia, intelligenza, originalità. In questo romanzo che risale agli anni ’60, Lodge da cattolico praticante, affronta un tema che lo angustiava. Il controllo nelle nascite e il cosiddetto metodo naturale, in sostanza l’astinenza periodica (unico metodo contraccettivo accettato dalla Chiesa Cattolica).
Adam Appleby è un giovane studioso alle prese con la tesi di laurea, sposato con già tre figli e con la preoccupante angoscia di un quarto in arrivo. Il romanzo si snoda in una sola giornata, dal mattino quando Adam si alza e fa colazione con la sua rumorosa famiglia e qui morirete dalle risate, poi la sua giornata tra la sala di lettura del British Museum dove è solito studiare, i pranzi e aperitivi con i gli amici e avventure picaresche che gli capitano in una giornata indimenticabile.
Il tono è lieve, ironico e divertente, ma il tema è approfondito e sviscerato in tutte le sfaccettature e i punti di vista, inoltre il romanzo viene impreziosito da moltissimi richiami e riferimenti letterari famosi, che l’autore da critico ha disseminato nell’opera e che mi sono divertita a scoprire, aiutata anche dalla bella prefazione scritta di suo pugno.
Alcuni episodi sono davvero spassosi, il finale perfetto e originale, ma mai si ha l’impressione di leggere qualcosa di leggero. Bellissimo, leggerò sicuramente altro di quest’autore ricordando che come il combattuto Adam sentenzia “La letteratura tratta soprattutto di sesso e molto poco delle conseguenze concrete: i bambini. La vita, invece, è esattamente l’opposto.”

LA FAMIGLIA AUBREY

LA FAMIGLIA AUBREY. Rebecca West. Fazi.
Dopo il successo strepitoso dei mitici Cazalet, la Fazi ha deciso di puntare sulle saghe familiari, prima tra tutte gli Aubrey di Rebecca West, autrice considerata nell’elite della letteratura britannica del secolo scorso.
Gli Aubrey sono una famiglia povera, sempre alle prese con i debiti contratti dal padre, sempre sull’orlo della crisi, costretti a trasferimenti repentini e a una vita all’insegna di privazioni. Ma sono anche tanto di più. Una famiglia nella quale si legge, si suona, si discute,  tutte cose che riescono quasi a sopperire a tutte le altre mancanze, ma fanno dei loro componenti dei diversi alla fine dell’800.
La madre ex pianista ormai votata solo alla sopravvivenza della famiglia, il padre scrittore geniale e anticonformista, scialacquatore ed egoista, Cordelia la figlia maggiore che soffre di più la loro situazione e cerca ovunque una scappatoia, le gemelle Mary e Rose la forte, voce narrante del romanzo, con un futuro da pianiste già tracciato e un’onestà morale e una sensibilità che permette loro di analizzare e risolvere qualsiasi problema, il piccolo Richard Quinn luce degli occhi di tutti, che riesce sempre a dire o fare la cosa giusta.
Il trasferimento da Edimburgo a Londra, un pizzico di esoterico, un omicidio e un colpo di scena finale. Vi sembra avvincente? Assolutamente no se spalmato in un numero di pagine così e non è certo il numero che mi ha mai spaventato ma un ritmo bisogno pur darlo se no è troppa fatica.
Leggere questo romanzo è come andare sulle montagne russe, interminabili e lentissime descrizioni che si alternano a pezzi indimenticabili, intensi e intelligenti.
Il dubbio è: vale la pena? Non ne sono sicura.
E dire che dovevo saperlo, Baricco per me è sempre una garanzia, mai una volta che siamo d’accordo su qualcosa, per lui questo romanzo è un capolavoro assoluto.
Eppure il secondo della trilogia che uscirà in questi giorni vorrei proprio leggerlo, mi piacerebbe vedere come si evolvono i protagonisti e come verrà reso l’irrompere della prima guerra mondiale nelle loro vite, la cosa certa è che ci sto pensando perchè è molto più corto ma è anche ovvio che qualcosa di forte mi è arrivato.

RIUNIONE DI FAMIGLIA

RIUNIONE DI FAMIGLIA. Francesca Hornak. Mondadori.
Nel Natale 2016 la famiglia Birch è costretta a una settimana di quarantena nell’antica villa di campagna del Norfolk a causa del rientro della figlia Olivia dalla sua ultima missione come medico volontario in Liberia, dove un’epidemia di Haag sta allarmando l’intero pianeta. Del resto il Natale si sa bisogna passarlo in famiglia, poco importa se a volte i familiari sono quelli che ci conoscono meno, del resto ognuno ha i suoi segreti, i parenti non si scelgono ma con loro si condivide un passato che per forza crea empatia e che in un modo o in un altro crea un legame che riesce ad abbattere in buona parte i muri della diffidenza. Andrew il padre è un critico gastronomico che rimpiange il suo passato da reporter e che ha appena ricevuto una mail dal figlio illegittimo che non sapeva di avere, Emma la moglie è alle prese con un nodulo maligno ma non vuole rovinare il natale alla famiglia, Olivia tornata dalla Liberia fatica a riabituarsi a una normalità che le sembra troppo vuota, poi c’è Phoebe dolce ma molto superficiale ed egoista che sta per sposarsi più per convenzione che per convinzione.
Equivoci e colpi di scena raccontati attraverso le voci dei vari protagonisti ne fanno una lettura veloce e piacevole, i personaggi sono ottimamente caratterizzati, lo stile è gradevole e curato, ma se la quarta di copertina la descriveva come “una commedia divertente e ironica” io invece l’ho trovata malinconica, amara e a tratti drammatica, sfido chiunque l’abbia letto veramente a dire il contrario.

LE CONFESSIONI DI MR. HARRISON

LE CONFESSIONI DI MR. HARRISON. Elizabeth Gaskell. Edizioni Croce.
Pubblicato sei mesi prima di Cranford questo breve romanzo ne anticipa ambientazione e temi. In una serata invernale il dottor Harrison racconta al fratello tutte le vicissitudini capitategli all’indomani del suo trasferimento nel piccolo paese di campagna nel quale ora vive felice. Anche qui, come in Cranford, le donne la fanno da padrone, donne di tutte le età che con i loro pettegolezzi e comportamenti tengono in scacco l’intero paese. All’arrivo del nuovo giovane dottore quindi si creano una serie di fraintendimenti che fanno si che venga tacciato di essere un libertino della peggiore specie, e metta a rischio quindi il suo futuro. Un romanzo davvero simpatico e carino, che ci fa conoscere il lato più ironico di un’autrice che per gli appassionati vittoriani è d’obbligo.

UNA COPPIA QUASI PERFETTA

UNA COPPIA QUASI PERFETTA. Emily Eden. Elliot.
Elliot fa un nuovo regalo alle appassionate di Jane Austen e delle sue atmosfere, pubblicando per la prima volta questo romanzo del 1860 di una scrittrice molto nota ai tempi. L’ambientazione infatti è praticamente la stessa e la storia si svolge tra Londra e i the e le cene nelle tenute di campagna, i pettegolezzi e le invidie tra vicini sempre in primo piano, così come le storie di corteggiamenti andati a buon fine e non, ma il presupposto è decisamente nuovo. La Eden ci racconta il dopo, i primi tempi del matrimonio, che decisamente non sono come noi romantiche amiamo immaginare. Insomma siamo sinceri, non pensiamo a Mr. Darcy e company e guardiamo in faccia la realtà, nell’800 spesso le ragazze di buona famiglia poco più che ragazzine si sposavano dopo un breve corteggiamento che non permetteva sicuramente di conoscere la vera indole dell’uomo con il quale sarebbero state costrette a passare il resto della vita, e moltissime di loro erano destinate a un tiepido affetto nel migliore dei casi. E’ così che con marcata ironia l’autrice ci racconta i fraintendimenti e le vere incomprensioni di Helen e Lord Teviot spesso dovute alle interferenze di altri. Solo una dura prova li farà ritrovare veramente perchè insomma per quanto il romanzo sia beffardo e canzonatorio, il lieto fine non se l’è sentita di togliercelo nemmeno la Eden.