LA RAGAZZA CON LA MACCHINA DA SCRIVERE

LA RAGAZZA CON LA MACCHINA DA SCRIVERE. Grant Allen. Elliot.
E’ singolare come due oggetti che ad oggi ci appaiono così banali possano avere in effetti avuto un impatto così forte nel mondo femminile, ed è anche questo che ci racconta questa piccola chicca rispolverata come spesso capita da Elliot. La bicicletta simbolo di libertà che portava in ogni luogo in tempi relativamente brevi senza bisogno di manutenzioni o di stalla, che la nostra protagonista guida con gioia e rigorosamente con la tenuta adeguata. La macchina da scrivere che ha dato a molte donne la possibilità di mantenersi da sole come dattilografe. Juliett Appleton è una giovane borghese rimasta orfana di padre e costretta quindi dall’oggi al domani a provvedere a se stessa. Ma Juliett non è certo tipo da lasciarsi sopraffare dagli eventi, è una ragazza colta, con iniziativa, il coraggio per osare e lo spirito giusto per ridere delle avversità. Passa quindi da un studio legale, a una comunità di anarchici (e questo è il vero pezzo forte del romanzo) a una casa editrice dove incontra finalmente il suo Romeo ma la romantica Venezia sarà teatro del finale non proprio lieto.
Che dire è un romanzo veramente delizioso e fresco, non avrei mai detto che fosse scritto da un uomo e per giunta un famoso naturalista, e a maggior ragione non mi sarei proprio aspettata il finale tutto improntato sulla storia d’amore, ovvio nulla di sdolcinato ma secondo me abbassa un po’ il tono.
Forse pensate che dia troppa importanza a questa storia dei miei antenati che hanno combattuto e sofferto a Lexington. E’ senz’altro possibile: in tal caso, a pensarci meglio, capirete che ho delle scusanti. I miei antenati non mi hanno lasciato nulla in eredità se non il ricordo del loro coraggio. Se mi avessero lasciato una tenuta nel Middlesex, o anche nel Massachusetts, mi soffermerei meno sul loro valore. Ma dal momento che mi hanno fatta erede solo della loro gloria, è naturale che ingigantisca l’unico lascito che abbia ricevuto. Privarmi di questa inezia significherebbe restare povera. Lasciate che riscatti la mia indigenza con l’onore di famiglia.

One thought on “LA RAGAZZA CON LA MACCHINA DA SCRIVERE

  1. Decisamente spassoso. La protagonista cavalca con la sua bicicletta due, tre forse dieci epoche: una donna moderna d’altri tempi. Piacevole lettura, ironica e allegra, all’apparenza leggera ma che lascia diversi spunti di riflessione sui rapporti umani e ci ricorda che l’emancipazione femminile è giusto dell’altro ieri….

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