LA SCRITTRICE DEL MISTERO.

LA SCRITTRICE DEL MISTERO. Alice Basso. Garzanti.
Un nuovo capitolo dedicato a Vani Sarca alle prese con il mondo che suo malgrado la circonda. La stesura di un nuovo libro, la risoluzione di un mistero che coinvolge un ex fidanzato, i turbamenti amorosi della pseudo gemella piccola, una sorella ingombrante giunta a un capolinea, ma soprattutto LUI: il commissario Berganza ufficialmente, nella sua vita (come Vani mi rifiuto di chiamarlo Romeo).
Come i precedenti, questo ultimo romanzo sfoggia un giallo da risolvere, un pretesto per raccontare il dietro le quinte del mondo editoriale. Tuttavia, in questo volume troviamo anche una maggiore rotondità dei personaggi, data dai molti flashback che fanno emergere dettagli sostanziali “delle vite degli altri”. Lara ed Enrico in primis, personaggi di contorno, eppure fondamentali per la comprensione del personaggio Vani Sarca.
Di un’ironia spigliata (e spietata), ricca e succulenta, mai banale, il libro non tradisce le aspettative e regala momenti di ilarità, godimento e riflessione. Lo stile della Basso, ormai inconfondibile, ci fa sperare in una folgorazione scrittoria che le faccia partorire presto (prestissimo) un nuovo capitolo, perché ormai senza Vani non sappiamo stare.

«… È così che funziona con te, Vani? Uno crede di stare con una defilata, solitaria ghostwriter che passa la sua esistenza a scribacchiare davanti a un computer, e invece si ritrova bombardato da colpi di scena come in un incrocio fra Goldfinger e Peyton Place? Perché a me va benissimo, eh. Basta saperlo. Ho una certa età, devo arrivarci preparato, agli shock.»
NE VOGLIO UNO ANCHE IO.

One thought on “LA SCRITTRICE DEL MISTERO.

  1. ammetto di essere rimasta delusa da questo ultimo episodio, la storia sta prendendo un piega buonista, zuccherosa e anche un po’ banalotta che disattende un po’ il personaggio di Vani Sarca per come ci era stata presentata.
    Poi ovvio la serialità non aiuta, nel senso che se da un lato garantisce le vendita alla lunga stufa, le dinamiche le conosciamo già così come le peculiarità dei personaggi e del genere di freddure quindi ce le aspettiamo e ci fanno meno ridere, poi ovviamente parlo per me, sono molteplici gli esempi di serie molto lunghe che godono di ottima salute e che mi sconfessano.
    La Basso è brava, è colta, e sa usare un’ironia originale ma credo sia ora che ci dimostri chi è davvero mettendosi alla prova e rinnovandosi.

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