LA FIGLIA DEL DOTTOR BAUDOIN

LA FIGLIA DEL DOTTOR BAUDOIN. Marie-Aude Murail. Camelozampa.
Il dottor Baudoin è un affermato medico generico, stanco e scostante che ormai tratta i pazienti come un peso insopportabile e imbottendoli di medicinali. Il suo giovane socio il dottor Chasseloup invece ha ancora l’entusiasmo e la pazienza di chi ha appena iniziato la professione e soprattutto un’empatia nei confronti degli altri che non lascia indifferenti. Belloccio e spiritoso Baudoin, timido e goffo Chasseloup. Baudoin ha una moglie e 3 figli e quando la più grande Violaine gli confessa di essere incinta a soli 17 anni per poi negare dicendogli che è un falso allarme, lui continua a sentire che qualche catastrofe sta per sconvolgere la sua vita apparentemente perfetta e come se non bastasse Chasseloup sembra spuntare ovunque.
La Murail è sempre insuperabile nel mostrarci con ironia e delicatezza le dinamiche familiari di questi nostri tempi, non prende mai le parti di nessuno, alla fine parteggiamo un po’ per tutti, sia per gli adulti sempre di corsa che per i ragazzi alle prese con un mondo troppo complicato, perchè davvero le famiglie perfette non esistono ma riconoscere qualche nostro atteggiamento sbagliato non può che aiutare. Il tema dell’aborto poi viene affrontato per una volta senza quei tratti patetici che ho trovato spesso. Un tema importante trattato con sensibilità e raziocinio. Insomma quest’autrice è sempre una garanzia.

LUNGO IL FIUME

LUNGO IL FIUMELUNGO IL FIUME. Edna O’Brian. Elliot edizioni.
E’ una grande fortuna che la Elliot si sia messa a tradurre le opera della O’Brian in un crescendo di qualità che ogni volta mi stupisce. Questo romanzo del 1996 è liberamente ispirato a “The X Case” che nel 1992 fece non poco scalpore in Irlanda e in conseguenza del quale venne introdotto un emendamento che sanciva  la libertà di recarsi all’estero per abortire. Ricordiamo che a tutt’oggi in Irlanda l’aborto è illegale, se non in presenza di rischio di vita per la madre da certificarsi ad opera di una commissione di medici, cosa che negli anni ha creato non pochi drammi privati e non solo.
Mary è una ragazzina di 14 anni che vive in un paese della campagna dell’ovest irlandese. Abusata continuamente dal padre, cerca in ogni maniera di fuggire al suo destino prima andando in convento, obbligata a tornare dalla morte della madre fugge di casa cercando riparo nell’anonimato della grande città, viene però trovata e riportata a casa. Alla scoperta della gravidanza tenta il suicidio ma viene fermata da una vicina di casa che decide di aiutarla portandola in Inghilterra per abortire. Scoperta la motivazione del viaggio, alcune solerti e troppo premurose vicine fanno scoppiare il caso denunciando la cosa alla polizia che ingiunge alle due di rientrare in Irlanda. Le tribolazioni della povera Mary non sono certo finite, affidata prima a una lontana parente poi a una famiglia di Dublino attende la sentenza continuamente giudicata da tutti.
La O’Brian scrive un romanzo magistrale, lo stile è poetico ma mai patetico, e questo forse rende il tutto ancora più impietoso. Assistiamo increduli a tutte le violenze che deve subire questa povera ragazzina, prima da parte del padre, poi delle persone in cui aveva creduto che non hanno il coraggio di prendere una posizione netta ma scomoda, delle fanatiche religiose cui viene affidata, dei media e dei giudici e politici. Nessuno mai si pone il problema di capire quale sia il suo bene e come possa aiutarla. Mary è sempre e solo un caso e un problema. Imperdibile.