UNA FIAMMA NELLA NOTTE

UNA FIAMMA NELLA NOTTE. Sabaa Tahir. Nord.
Secondo capitolo, tormento e pathos segnano le pagine (speriamo che il terzo volume torni al livello del primo, qui il pathos inizia ad essere eccessivo).
Elias, figlio non voluto della Comandante, ha finalmente definito se stesso e deciso da quale parte dell’Impero vuole stare: contro l’Impero. Condannato a morte per non aver giustiziato Laia (che per quanto mi riguarda avrebbe potuto essere lasciata alla in-giustizia)  sceglie di darsi alla fuga (rocambolesca e non senza molto aiuto) accettando in cambio di fare irruzione nella prigione di Kauf per salvare il fratello di Laia, divenuto un membro della resistenza.
Questo ciò che accade in poche, pochissime parole.
Tra tutti i personaggi (alcuni davvero degni di nota, inclusa la Comandante che nasconde un segreto di un certo rilievo) spicca, senza ombra di dubbio, Helene, ora divenuta l’Averla Sanguinaria e disgraziatamente vincolata al nuovo imperatore Marcus. Un personaggio complesso che per fortuna fa da contrappeso alla insulsaggine di Laila.
Attendiamo con trepidazione la conclusione (la cui pubblicazione a detta di Amazon è già stata posticipata ben due volte…)

LA LAMA SOTTILE – QUESTE OSCURE MATERIE

La lama sottile – quetse oscure materie Phillip Pullman. Salani.

Oxford, oggi. Will Parry, dodicenne cresciuto in fretta a causa di una vita impegnativa, mentre cammina per la città scopre una finestra quasi invisibile che lo porterà in un mondo diverso: Cittagazze. Una volta entrato in questo mondo parallelo incontra la nostra eroina Lyra e e il suo daimon Pantalaimon,intenti ad investigare sulla Polvere. I due ragazzini, “saltando” di mondo in mondo, incontreranno diversi personaggi che risulteranno alla fine tutti collegati tra di loro e tutti intenti a trovare una spiegazione sulla natura della Polvere. La trama si articola caoticamente (alle volte mi sono persa nel tentativo di capire in quale mondo fossi) tra profezie, esseri fantastici che popolano mondi incredibili, fughe e inseguimenti ma soprattutto incontri inimmaginabili. La sconfinata fantasia dell’autore ha creato mondi e personaggi unici, un intreccio di storie che mette alla prova l’attenzione del lettore, tuttavia le spiegazioni ai molti interrogativi che inevitabilmente mi sono posta ancora non le ho avute, anzi questa Polvere non sto proprio capendo cosa sia….

MAGIC

MAGIC. V.E. Schwab. Newton Compton Editore.
Finalmente pubblicato in italiano lo posso commentare. Magic è il primo volume di una trilogia di V.E. Schwab, una scrittrice che mi piace molto, una trama ricca di colpi di scena, l’intreccio ben tessuto, i personaggi a tuttotondo.
Londra. Kell è uno degli ultimi maghi chiamati Antari, una specie che è in grado di viaggiare tra dimensioni parallele e visitare le differenti versioni della stessa città. Ci sono infatti quattro “Londra”, la Rossa, la Bianca, la Grigia e la Nera. La stessa città in epoche differenti, con differenti destini.
Kell Maresh appartiene alla Londra Rossa, è un privilegiato, cresciuto al palazzo reale di Arnes, per quanto privilegiato possa definirsi un mago da tutti temuto, forzatamente adottato dalla famiglia reale, il cui incarico è di servire il Re come corriere ed occuparsi del fratello, il vero erede al trono. Tuttavia, per quanto scomoda possa essere la sua situazione Kell e Rhys sono davvero fratelli. Non nel sangue, ma nel sentimento. Legati da un affetto imperituro, diversi come il giorno e la notte. Rhys è spericolato e amatore dei piaceri, quanto Kell è sobrio e tranquillo.
Eppure, in visita nella Londra Grigia, quella priva di magia, scopriamo proprio nel morigerato Kell un piccolo ribelle con un hobby del tutto fuorilegge. Acqua cheta, rompe i ponti: Kell colleziona (e trasporta) ninnoli da una Londra all’altra, e aiuta illegalmente alcune persone a vedere strati della realtà a cui altrimenti non potrebbero avere accesso. L’ultima avventura gli permette, o meglio lo obbliga a conoscere una ladra, Deliah, una ragazza misteriosa ed impavida che gli cambierà la vita in un susseguirsi di peripezie concentriche che si allontanano sempre più dalla Londra Rossa.
Tra tutti una menzione speciale va al personaggio di Alucard, mago, nobile esiliato e capitano di una fregata pirata, forse in missione per la corona.

EDUCAZIONE EUROPEA

EDUCAZIONE EUROPEA. Romain Gary. Neri Pozza.
Romanzo scritto mentre era aviatore delle forze alleate durante la seconda guerra mondiale, Educazione Europea è uno dei libri più importanti di Romain Gary. Un libro sulla resistenza e sulla sopravvivenza, l’eroica e sempiterna lotta tra la desolazione e la sofferenza di una terra martoriata dai nazisti e la speranza, spesso illusoria ma non per questo meno potente.
Janek è il protagonista, un ragazzo che si trova suo malgrado parte di un gruppo di partigiani, uomini affamati e dolenti. Ormai orfano, diventa ben presto un conoscitore della fame, del freddo, l’orrore, la malattia. Eppure, anche sperduti nei boschi, senza dimora e senza più una famiglia, braccati come animali che a stento misurano il tempo tra un’alba ed un tramonto, Janek impara il culto della libertà, la semplicità di un’esistenza dove nonostante le brutture nemmeno l’amore gli è negato.
Romain Gary scrive un romanzo contro l’oppressione, affinché, come recita una poesia dello studente Dobranski, «l’ultimo stato sovrano crolli ai colpi dei patrioti europei», «si spenga nel mondo l’eco dell’ultimo canto nazionale», e l’Europa finalmente «si erga e cammini».
Un libro toccante, violento e malinconico, una ballata disperata e spietata, uno spaccato della seconda guerra mondiale visto dal basso, dal buco dove i superstiti si sono nascosti, dal buco da cui sono usciti per vivere e morire.

Gli anni della leggerezza: La saga dei Cazalet 1

Gli anni della leggerezza: La saga dei Cazalet 1. Elizabeth Jane Howard. Fazi.

Gli anni della leggerezza sono quelli dell’infanzia del 1937, l’estate in cui i piccoli Cazalet, figli e nipoti, si ritrovano in campagna, dalla nonna forse per l’ultima volta.
I Cazalet sono perlopiù una famiglia benestante, discendono da una famiglia vittoriana, dove si cena in abito da sera, gli adulti sono separati dai bambini sorvegliati e spesso cresciuti dalle bambinaie. Ma i tempi cambiano, e sono destinati a farlo in modo repentino, sono gli anni dell’ascesa di Hitler, che pur essendo nella vita quotidiana una figura lontana, derisa, fraintesa e da molti sottovalutata, resta uno sgradito ospite sulla soglia di casa.
Il romanzo è una minuziosa disanima delle relazioni affettive e sentimentali tra i coniugi e i i figli, uno specchio della vita quotidiana che include tutti: giovani, vecchi, padroni e servi, tra le cicatrici di una guerra finita e le avvisaglie di una purtroppo imminente.
I fratelli Edward e Hugh che non potrebbero essere più diversi, il primo affascinante e con più di uno scheletro nell’armadio, il secondo più schivo e menomato dalla grande guerra. Rupert, vedovo ed artista mancato… tutti i Cazalet hanno in comune l’incomunicabilità con le loro rispettive mogli. Persino la sorella, Rachel, che non si è mai sposata per poter accudire i genitori e non è immune all’amore è una mosca presa nella ragnatela delle convenzioni sociali.
Una famiglia numerosa (e credo con molti segreti che verranno a galla nei futuri romanzi), resa chiassosa dagli eredi che dall’infanzia passano all’adolescenza in un’epoca in cui il “mondo di fuori” è tutto fuorché pronto ad accogliere una nuova generazione. Le gelosie, i malintesi, tutti quei piccoli dettagli tragico-comici che fanno di un assembramento di persone una Famiglia.
Le saghe famigliari, come genere narrativo, non sono nelle mie corde, ma devo ammettere che il successo Elizabeth Jane Howard è comprensibile, e meritato se consideriamo che con un ottimo stile ha prodotto un romanzo storico nel quale è facile immedesimarsi.

GLI EFFETTI SECONDARI DEI SOGNI

GLI EFFETTI SECONDARI DEI SOGNIDelphine de Vigan. Mondadori.
Quando l’affetto non è abbastanza, quando la speranza è destinata alla deriva eppure continua a galleggiare. Un romanzo delicato e drammatico, un acquerello per dipingere l’incontro-scontro tra i patrizi parigini, partecipi del sistema sociale, e i plebei senza tetto:  i fuggiaschi, gli abbandonati, i dimenticati.
I protagonisti di questo romanzo sono bambini già adulti che si trascinano dietro il fardello altrui.
Lou ha 12 anni e frequenta il liceo, una bambina precoce, un piccolo genio che osserva il mondo circostante come un acquario. Sebbene la sua visione sia molto diversa da quella comune, sono poche le cose che sfuggono alla sua attenzione. Lou cataloga, analizza, studia, sopratutto pensa. Continuamente. Non smette un attimo di setacciare e in un reticolo di pensieri così fitti difficilmente l’ingiustizia passa inosservata. La sua è una famiglia per bene, eppure piegata dal dolore, una sorella neonata morta in culla ha tracciato una frontiera tra “il prima” e “il dopo”.
A scuola, perculeggiata da tutti, Lou instaura un’amicizia tenera e molto profonda con il ribelle ripetente della classe. Lucas che vive solo nell’appartamento da cui suo padre se n’è andato, una casa che sua madre ha lasciato per vivere con il nuovo compagno.
È proprio un progetto scolastico che porta Lou a conoscere, per caso, una senza tetto. Noweel, detta No.
Noweel ha diciotto anni, diciannove, sei, oppure sessanta. Non ha casa, non ha famiglia, non ha amici (nessuno ha amici sulla strada), è una lumaca solitaria che striscia nei residui limacciosi della società, un trolley malconcio come guscio.
L’amicizia nasce per caso, per forza, forse anche per sbaglio. Un legame affettivo che da duo diventa trio, la lotta impari tra due ragazzini e tutto il resto del mondo.
Drammatico, ma mai patetico; ironico, ma mai comico. Un libro che affronta un argomento, quello dei clochards, che è in tutto e per tutto un male sociale riconosciuto a cui forse ci si è assuefatti (a Parigi più di 10.000 persone vivono sulla strada). Guardiamo ma non vediamo. Vediamo ma non guardiamo. Tutti indistintamente. Tranne Lou.

NEROFUMO E CENERE

NEROFUMO E CENERE. Dan Vyleta. Mondadori.
Vorrei davvero riuscire a produrre un commento degno di contrapporsi a due aggettivi più volte ripetuti in merito a questo libro. Dickensiano e Avventuroso.
Io nutro un profondo rispetto per Dickens (più che altro un rispetto obbligato, viste le strette amicizie che in caso contrario potrebbero salutarmi con un manganello) ma tutto quello che di affine ho trovato con le opere dell’Esimio sono Londra e la sporcizia delle strade. Fine.
Per quanto riguarda il concetto di “avventura” vorrei segnalare che i termini itinerante ed avventuroso non sono sinonimi.
Londra, cupa e sporca, una fucina di corruzione e di industrializzazione, in un’Inghilterra dove il Fumo (fisico prodotto del peccato) rispecchia una società impari, dove gli aristocratici sembrano non produrre Fumo, mentre le classi più povere a riprova della propria condizione d’inferiorità intellettuale e morale, Fumano continuamente.
Thomas Argyle arriva all’illustre collegio ad anno accademico ormai iniziato, viene da una famiglia povera, caduta in disgrazia e macchiata da un’accusa di omicidio. Non ha amici Thomas, per tutto il libro di lui si dice che ha il Fumo dentro, che è un ribelle, una persona pericolosa, fastidiosa… a fare da contrappeso a questo millantato oscuro personaggio c’è l’amico Charlie. In mezzo ai due, immotivatamente contesta: Livia, figlia della donna attorno a cui si sviluppa la vicenda.
Tra Londra e le campagne Inglesi il trio si adopera per dipanare un misterioso intrigo, che durante la narrazione non si fa mancare nulla: triangoli amorosi, fughe notturne, laboratori nascosti, rivoluzionari e polizia segreta, fanatici religiosi e scienziati, assassini drogati e rapimenti.
Un romanzo che è un tour de force di accadimenti, macchinosi sino allo sfinimento, un prolisso guazzabuglio di vicissitudini e comparse che impedisce ai personaggi principali di acquisire spessore. Un finale che avrei evitato.

BRITMARIE E’ STATA QUI

BRITMARIE E’ STATA QUI. Fredrik Backman. Mondadori.
Va bene… è stata qui, abbiamo capito, però adesso si trasferisce altrove vero?
Brutto da dire di un’autore che amo molto e che scrive davvero bene. Tuttavia “il troppo stroppia” e una volta giunta la fine del romanzo, passato l’entusiasmo per l’ironia e il bello stile, resta il retrogusto amaro di aver letto un libro la cui storia non porta da nessuna parte, dove il protagonista ha l’abitudine di ripetersi. Britmarie è un personaggio che conoscevamo già, a cui purtroppo questo romanzo aggiunge ben poco, fatta eccezione per qualche informazione sulla sua infanzia segnata da un luttuoso incidente.
La storia si apre con Britmarie, sessantenne insopportabile ed avulsa dal mondo, che cerca un lavoro dopo aver lasciato Kent (fresco di infarto, ma comunque e sempre imprenditore di grande successo) e le sue camicie che da anni hanno il profumo della sua amante (un uomo con la sensibilità e la delicatezza di un’emissione d’aria che risale dallo stomaco). Al centro per l’impiego, dopo aver rallegrato la giornata dell’impiegata, Britmarie riceve un incarico temporaneo in un anonimo paesino, abbandonato da dio e dagli uomini. Un luogo desolato dove la crisi ha decimato l’industria lasciandosi dietro carcasse umane di ogni sorta. Senza sapere come e soprattutto senza volerlo, Britmarie diventa parte di un’eclettica comunità nonché allenatore della squadra di calcio locale. Per dovere di cronaca: Britmarie di calcio ne sa meno di me, e io sono rimasta a Dino Zoff. Britmarie detesta il calcio più di me: e io durante i mondiali di non so quale anno guardavo Don Camillo e Peppone.
A far da contorno troviamo personaggi buffi, a volte stereotipati al limite del credibile, che contribuiscono a spingere avanti una storia che a mio parere avrebbe dovuto iniziare, per davvero, con un evento che accade a 3/4 del romanzo.
BRITMARIE E’ STATA QUI, non è un brutto libro, si legge bene ed è anche divertente, ma non sfiora certo i livelli dei suoi predecessori.

L’accademia del Bene e del Male – 3. L’ultimo lieto fine

L’ACCADEMIA DEL BENE E DEL MARE. L’ULTIMO LIETO FINE. Soman Chainani. Mondadori.
Età di lettura: da 11 anni.
Concordo. Salvo alcuni sprazzi, battute quasi stiracchiate, il terzo volume ha perso l’effervescenza iniziale, quella che ci ha fatto sorridere e ridere. Purtroppo non condivido l’opinione comune secondo cui l’epilogo è all’altezza delle aspettative.
Abbiamo iniziato la saga con Male vs Bene, poi Ragazzi vs Ragazze, adesso è il turno di Vecchio contro Nuovo. Troviamo le eroine Agatha e Sophie esattamente dove le abbiamo lasciate: Agatha e Tedros nascosti nella cittadina di Gavaldon. Sophie confinata nella torre del “nuovo” Gran Maestro: Rafal, giovane aitante che attende da lei il fatidico Sì; fatidico perché per tutta la durata del libro il mantra ripetuto alla noia è che Sophie deve distruggere l’anello o tutto il mondo finirà…
Finalmente il Male può trionfare attraverso l’amore della loro malvagia regina e il progetto di conquista di Rafal pare andare liscio come l’olio. Sophie porta il suo anello sugellando la promessa dell’amore eterno. I Cattivi delle fiabe, notoriamente morti sconfitti, sono stati resuscitati (un po’ rappezzati) ed ora trucidano allegramente i loro eroi, riscrivendo le fiabe famose.
Dall’altra parte Agatha è alle prese con un’ingiusta condanna al rogo, un principe poco principesco e molto adolescente, e un gruppetto di vecchi eroi (davvero vecchietti con tutti gli acciacchi del caso e questa è stata una delle parentesi belle del libro), non ancora defunti che, non solo devono preservare il loro lieto fine, ma aiutare lei a trovare il suo.
La rivelazione del segreto che accomuna Sophie ed Agatha, l’unico mistero del romanzo, è stata condotta in modo frammentato, forse anche poco utile ai fini della trama.
Insomma, il terzo capitolo suona stiracchiato e ridondante, avrebbe potuto (e dovuto) essere più corto, più incisivo.
Soman Chainani sta scrivendo un quarto libro relativo a questa serie… pare che la fine, né lieta né altro, sia arrivata dunque.

GATTO KILLER

CONFESSIONI DI UN GATTO KILLER. GATTO KILLER E’ INNAMORATO. MOLLA QUEL LIBRO GATTO KILLER. QUESTA E’ ARTE GATTO KILLER. TORNA A CASA GATTO KILLER. BUON NATALE GATTO KILLER. Anne Fine. Sonda.
Iniziamo con un avvertimento. Questa serie genera dipendenza, non riuscirete a smettere di leggerla e ne vorrete ancora e ancora. Per mia grande fortuna ho due figlie di sette anni a cui quindi avevo la scusa di leggerlo, chi non ha figli se ne freghi, leggetelo se siete gattofili, leggetelo se non lo siete, leggetelo e basta, per la buona letteratura che sia per ragazzi o meno non c’è mai bisogno di trovare scuse perchè come dice il buon vecchio Nick Hornby “Evitare i libri per ragazzi solo perchè non si è più ragazzi è come sostenere che i gialli andrebbero letti solo da poliziotti e criminali”.
Tuffy è il nostro protagonista che racconta le storie rigorosamente in prima persona dandone ovviamente la sua versione. Tuffy è il tipico felino furbo, permaloso, pieno di sè, che rivendica la sua indipendenza, disprezza i cani come esseri inferiori e concede le coccole o le fusa solo in casi eccezionali e quasi sempre in maniera calcolata. Nonostante questo Ellie la bambina sua padrona lo adora e lo ama incondizionatamente a differenza del padre con cui non mancano dispetti e scaramucce.
Le sei avventure sono una più divertente e originale dell’altra, credetemi passerete delle serate fantastiche!!!