Qualcosa di vero

qualcosa di veroQualcosa di vero. Barbara Fiorio. Feltrinelli.
Rebecca ha quasi nove anni. Vive con la mamma che per lavoro spesso la lascia sola di notte. Nonostante le migliori intenzioni e un cane di pezza, buio, sonno e solitudine non vanno a braccetto. Una notte Rebecca si scontra sul pianerottolo di casa con la dirimpettaia: Giulia, acclamata pubblicitaria, stacanovista e single incallita.
Mezza ubriaca Giulia premette alla bambina di dormire sul suo divano scatenando le ire della madre di ritorno la mattina seguente (diciamo che il biglietto scritto sotto i fumi dell’alcool “è da me” non aiuta).
Questo è l’inizio travagliato di una storia di una donna in carriera e di una bambina, che del romanticismo spiccio non se ne fanno nulla. Sera dopo sera, un incontro clandestino alla volta, Giulia racconta a Rebecca la versione originale delle favole, quella dei fratelli Grimm, tra ironia sagace e disprezzo per l’ipocrisia. Favole nuove aprono a entrambe la porta per un nuovo mondo, dove a dispetto di tutto, l’unione fa la forza e gli eroi sono quelli che incontri per caso dietro l’angolo.
Un bel libro, piacevole, veloce e scorrevole. Divertente.

ps: la copertina mi piace un sacco.

Il mondo curioso di Calpurnia

51IWBl5BvuL._SX327_BO1,204,203,200_Il mondo curioso di Calpurnia. Jacqueline Kelly. Salani.
Abbiamo lasciato Calpurnia Virginia Tate alle soglie del muovo millennio. Il capodanno del 1900 è arrivato ed è passato, così come l’inattesa nevicata in Texas.
Calpurnia veste i panni della scienziata e della studiosa in un’epoca in cui il manuale delle faccende domestiche era considerato il must dell’educazione femminile. Tredicenne sveglia e indomita, Calpurnia continua i suoi studi naturalistici con il Nonno, barcamenandosi a fatica tra le sue passioni, i doveri casalinghi (sferruzzare, suonare il pianoforte e produrre sbilenche torte di mele non sono proprio passatempi interessanti) e il ruolo di sorella maggiore. Travis infatti, il fratellino sentimentale, l’amante degli animali, quello simpatico col sorriso che incanta, in questo libro ha un ruolo di spicco che coinvolge la sorella istruita nella ricerca del perfetto animale da compagnia.
Né la narrazione né Calpurnia perdono un colpo, persino la tragedia che colpisce la costa, un tifone che devasta intere città, diventa per la nostra eroina un’occasione per crescere intellettualmente ed ampliare i suoi orizzonti in vista di un’agognata istruzione universitaria.
Travis e Calpurnia sono un’accoppiata fenomenale, la risata è assicurata. Lei che disseziona rane e lombrichi e trova un modo per assicurarsi una rendita; lui, un tenerone che adotta tutti gli animali disgraziati che incontra e contempla di diventare veterinario, eppure sviene alla vista del sangue.
Una bella storia, divertente, pensata e ben realizzata. Attendiamo il terzo.

LA MISURA DELLA FELICITA’

la misura della felicitaLA MISURA DELLA FELICITA’. Gabrielle Zevin. Nord.
Pubblicizzato oltremisura in quest’estate di librai e librerie si è rivelata la solita storiella senza infamia e senza lode, beh probabilmente sarei molto più spietata se avessi pagato il prezzo di copertina, cartaceo intendo.
Lui è il titolare di una piccola libreria di qualità, reso duro e scorbutico dalla recente scomparsa dell’amata moglie. Lei è la giovane rappresentante di una casa editrice, positiva, competente e divertentissima. La bambina viene abbandonata dalla madre nella libreria e viene adottata dal libraio, ovviamente è sveglia e dice le cose giuste al momento giusto nonostante l’età, insomma non si regge. La storia è sdolcinata piena di buoni sentimenti, nonostante qualche tragedia disseminata qua e la tenti di darle più spessore. Se non fosse stato per il personaggio di Amelia  e i molti spunti e consigli di lettura originali, prettamente americani, e soprattutto indirizzati ai racconti, filone letterario che conosco poco e soprattutto verso il quale ho sempre nutrito un po’ di diffidenza, direi di evitarlo, nel complesso si è lasciato leggere, in giro c’è sicuramente di peggio.

IL PARNASO AMBULANTE

copIL PARNASO AMBULANTE. Christopher Morley. Sellerio.
Elena McGill è una donna pratica e ordinaria che conduce una vita noiosamente tranquilla in una fattoria che gestisce con il fratello, famoso scrittore, nella Nuova Inghilterra a metà del secolo scorso. Quando in un giorno d'autunno vede arrivare uno strano carrozzone guidato da un uomo buffo e sognatore che vende libri proprio lì dove secondo lui sono necessari, cioè nelle campagne, capisce che a 40 anni è la sua ultima occasione per avere una vera avventura.
Questo insolito e breve romanzo è uno dei tanti che parla dell'amore per la lettura e soprattutto del suo potere. E' una lettura gradevolissima e penso che come regalo sia perfetto, non troppo impegnativo ma particolare. Non credo però di concordare con chi in rete lo ritiene quasi un capolavoro. Offro da bere a chi sa, senza barare, cos'è un Parnaso!!
"Signora quando si vende un libro a una persona, non gli si vendono soltanto dodici once di carta con inchiostro e colla, gli si vende un'intera nuova vita. Amore e amicizia e umorismo e navi in mare di notte; c'è tutto il cielo e la terra in un libro, in un vero libro, intendo".

LEGGERE. Perché i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi

LEGGERE. Perché i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi. Corrado Augias. Mondadori.
leggereChi è causa del suo mal pianga se stesso. Lo sapevo, lo sapevo. Certo come potevo non saperlo?! Questo libro è uscito proprio sotto Natale, è breve, scritto in grande e con una copertina fosforescente: il classico libro che una casa editrice famosa commissiona ad un autore stimato per aumentare le vendite visto che le feste e il Natale in particolare sono sempre una buona occasione. Ci sarebbe molto da disquisire sul perché io l’abbia comprato comunque, diciamo che proprio l’autore ha dato il colpo fatale ai miei indugi. Rimane veramente poco da dire, si legge in un pomeriggio, piacevole ma in alcuni punti anche banale, nulla di più, una chiacchierata disarticolata di una persona molto colta. Mea culpa.

LA SOVRANA LETTRICE

LA SOVRANA LETTRICE. Alan Bennet. Ed. Adelphi.
lasovranalettrice Questo libro è la storia di un amore. Il grande amore per la lettura che difficilmente si riesce a far capire a chi non lo condivide. E’ una passione così forte che spesso riesce quasi ad assorbirti completamente. E’ l’unico modo per vivere vite alternative, per provare emozioni e sentimenti forti anche se sei sdraiato sul divano sotto il pannetto di pail. La regina Elisabetta si rende conto con rimpianto che ha scoperto questa passione troppo tardi e con la determinazione e la tenacia che l’ha sempre contraddistinta prova a recuperare il terreno perso. Questo però non piace alla corte, perchè la regina non è più puntuale e precisa come prima nelle cerimonie ufficiali, perchè cerca di stimolare alla lettura chiunque gli capiti a tiro e perchè da segni di quello che loro interpretano come cedimento. "E’ possibile che io mi stia trasformando in un essere umano. Non sono convinta che si tratti di un cambiamento auspicabile" questo annota nei suoi taccuini. Io l’ho trovato semplicemente una chicca. Divertente, in maniera molto british, credibile, soprattutto nell’introspezione di un personaggio complicato, leggero e profondo all’occorrenza, fino all’imprevedibile colpo di scena finale. Di Bennet leggerò sicuramente altro.

PERSI IN UN BUON LIBRO

PERSI IN UN BUON LIBRO. Jasper Fforde. Marcos y Marcos.
persiinunbuonlibro Questa è la seconda puntata delle avventure della detective letteraria Thursday Next, della prima (IL CASO JANE EYRE) ho già parlato la scorsa estate, e sostanzialmente confermo il mio giudizio nonostante stavolta sperassi in qualcosa di più. Come sempre idee semplicemente geniali e belle avventure, stavolta Thursday si trova alle prese con lo "sradicamento" di suo marito Landen da cui aspetta un figlio, che da un giorno all’altro è come se non fosse mai esistito, con la fine del mondo annunciata da lì a breve, con lo strano ritrovamento di un’opera vera e sconosciuta del grande Shakespeare, ed entra a far parte inoltre del meraviglioso mondo dei libri di Giurisfiction ricevendo strane convocazioni in forma di note a piè di pagina che sente solo lei, diventa così l’apprendista della mitica Signora Havisham la vecchia zitella di Grandi speranze di Dickens (uno dei miei preferiti), viene processata dalla stessa giuria del Processo di Kafka e impara a muoversi e vivere nella realtà letteraria, basta imparare a farlo, basta lasciarsi andare e perdersi un buon libro, cosa che lei farà in attesa di risolvere il problema di Landen e cercare di passare una gravidanza serena. Come solito è praticamente impossibile riuscire a raccontare la trama dei libri di Fforde, troppa roba, quel che è certo è che come l’altro ripropone gli stessi difetti, capitoli assolutamente inutili allo svolgimento della trama già di per sé frammentaria, ma che esistono solo ed esclusivamente per proporre l’ennesima trovata non necessaria, l’assurdo spesso diventa grottesco ma non nel senso positivo del termine. Insomma a differenza dell’altra volta non so se leggerò il terzo nonostante l’indiscutibile fascino che esercita su di me il mondo creato!!!