UNA DONNA INSOLITA

UNA DONNA INSOLITA. Rose Macaulay. Astoria.
Siamo negli anni 20. Dopo la morte del padre misantropo, che ha cercato tutta la vita semplicemente un posto dove essere lasciato in pace, Denham è costretta a trasferirsi da Andorra nella caotica Londra insieme ai parenti della madre, una famiglia di editori intellettuali. Lei è cresciuta praticamente sola e selvatica, e quando si trova catapultata in una realtà completamente diversa, fatta di chiacchiere inutili, pettegolezzi e una cultura tanto esibita quanto sterile, fatica ad adattarsi e a comprenderne il senso. Ma l’amore si sa è cieco e quando il fascino insolito di Denham fa colpo sul socio dello zio, lei è del tutto decisa ad adeguarsi a “loro” e alla loro cultura superiore, ma è davvero possibile e soprattutto necessario snaturarsi così completamente? Leggete questo meraviglioso romanzo e lo saprete.
Il matrimonio? Denham scartò l’idea con indifferenza. Secondo lei non era una  sistemazione soddisfacente; tutto sommato richiedeva troppi sacrifici. Ad Andorra e a Londra era stata testimone della vita coniugale, una faccenda impegnativa, laboriosa. Cosa c’entrava il matrimonio con il baciarsi e il fare andare le barchette?
In rete si trova poco o nulla su questo romanzo che mi ha incuriosita da subito, ed è un vero peccato, perchè l’ho trovata una delle letture più spassose e intelligenti dell’anno. Le riflessioni di Denhman risultano elementari perchè lei è completamente priva di sovrastrato sociale, ma proprio per questo sono calzanti, argute e davvero divertenti, e mettono a nudo quanto della nostra vita è apparenza e convenzioni.
Molte delle esperienze di Denham sono autobiografiche, in quanto l’autrice ha vissuto la sua infanzia molto libera in Liguria, e nonostante sia stata abbastanza prolifica è stata ostracizzata dalla comunità letteraria inglese dell’epoca, Virginia Wolf tra tutti, quindi se come me non siete mai riusciti a entrare in sintonia con la Wolf, abbandonate quell’aria intellettuale e leggete la Macaulay vi sfido a non riconoscerne il valore.
Da leggere, da regalare poi da rileggere. Denham rimarrai sempre nel mio cuore.

COLPA D’AMORE

COLPA D’AMORE. Elizabeth von Arnim. Bollati Boringhieri.
La dolce, morbida e remissiva Milly è stata diseredata dal marito senza un motivo dichiarato, un vero shock per la famiglia Bott, un’illustre famiglia che fa della reputazione e del decoro il suo unico credo. Come gestire ora questa cognata improvvisamente indigente salvando le apparenze nonostante il sospetto si sia insinuato in ognuno di loro? La fuga di Milly tra l’altro non aiuta certo le cose, lei conosce perfettamente il motivo per il quale è stata diseredata e in un moto di vergogna e orgoglio decide di iniziare una nuova vita lontano dai Bott e dalla loro ipocrisia. Da quel momento iniziano le sue disavventure: Milly è cosciente di avere sbagliato ma è sincera, onesta e buona, mentre trova sulla sua strada invece che dei complici, come dovrebbero essere la sorella e l’amante, solo ipocriti ed egoisti pronti a giudicare dall’alto del loro piedistallo fatto di menzogne e autoindulgenza e che dopo mille peripezie porta ad un finale perfetto.
Meraviglioso il personaggio delle suocera che guarda con dispiacere e preoccupazione tutti gli affanni della famiglia che dall’alto dei suoi anni sa essere assolutamente vani e inutili.
Non starò qui ad annoiarvi descrivendovi le caratteristiche di quest’autrice che io amo alla follia e di cui ho già parlato parecchie volte, una delle poche ormai che ho voluto in cartaceo da sfoggiare nella mia libreria, dirò solo che lo stile è sempre molto sofisticato, la trama è originale e particolarmente arguta, ma questo romanzo l’ho trovato più velenoso del solito ma anche un po’ più lento.