LA BAIA DEL FRANCESE

LA BAIA DEL FRANCESE. Daphne Du Maurier. Beat.
Nota soprattutto per i suoi romanzi ricchi di suspence (3 dei film del maestro Hitchcock tra cui Gli Uccelli sono tratti da suoi romanzi) qui la Du Maurier si è discostata un po’ dalla sua produzione abituale e ha scritto un vero e proprio romanzo d’avventura con pirati gentiluomini, nobili imparruccati e stupidi, imprese azzardate e salvataggi impossibili.
Siamo nel 1600, la sagace e impudente Lady Dona St. Columb, fugge da Londra annoiata e disgustata dalla vita mondana e vacua che conduce per rifugiarsi con i figli nel castello di famiglia in Cornovaglia, cerca pace e riposo ma troverà la sua grande avventura. Qui infatti conoscerà il famoso e crudele pirata francese che terrorizza tutta la costa, e oltre a trovare la vera se stessa e un amore impossibile e scoprirà che la realtà è sempre molto diversa dalle dicerie.
Non voglio raccontare troppo di una trama già piena di clichè, nonostante questo la Du Maurier è narratrice esperta e riesce a non stancare mai e con penna capace e dialoghi arguti ci accompagna verso un finale inaspettato.

GLI SCOMPARSI DI CHIARDILUNA. L’ATTRAVERSASPECCHI 2

GLI SCOMPARSI DI CHIARDILUNA. L’ATTRAVERSASPECCHI 2. Christelle Dabos. Edizioni EO.
Ofelia, si trova ancora sull’arca del Polo, in attesa di un matrimonio combinato contro il quale si ergono forze che nemmeno l’Innominato e Don Abbondio assieme potrebbero eguagliare.
Maldestra e per quanto mi riguarda pure un po’ tonta (occhialuta e stereotipata come un figurino) Ofelia è ancora più invischiata in quello che all’inizio pareva essere un intrigo politico. Dal canto suo, Thor, unico erede della dinastia dei draghi nonché figlio illegittimo, è ancora il fidanzato detestato da tutti (la corte, la famiglia di Ofelia, i parenti della di lui madre, eccetera…). Ferreo, severo, enigmatico e di poche parole per usare un eufemismo, non vince il premio simpatia e nemmeno quello di consolazione. Sua malgrado, la mancata coppia si trova tra l’incudine: lo spirito di faglia del Polo, lo smemorato e temuto Farouk, che vuole gli venga decifrato un libro mistico in suo possesso; e il martello, un certo Mille Facce, un essere soprannaturale che ama farsi chiamare Dio e ha tutto l’interesse affinché tutti gli spiriti di famiglia restino tristemente ignoranti in merito al loro passato e a quello dell’umanità.
Disavventure picaresche e colpi di scena, trascinano i protagonisti verso un non-epilogo che lascia il lettore in preda a una fastidiosa curiosità, nonostante gli innegabili difetti nella caratterizzazione dei personaggi. Tutti, protagonisti e comparse, sono monotematici e monodimensionali (la sciarpa di Ofelia, tanto per intenderci, è il mio preferito), sempre uguali a loro stessi, fatta eccezione per Thor che verso la fine scopre le carte… appena prima di scomparire nel nulla (e dopo 500 pagine).
Tuttavia. Tuttavia quando si scopre, appunto, che l’intrigo non è politico, bensì teologico/filosofico; quando l’autore scrive frasi del tipo: “Dio governa il mondo e fa lapsus”, ecco è in momenti così che al lettore sale la sbrusia.

THE ACADEMY – Libro quarto

THE ACADEMY – Libro quarto. Amelia Drake. Rizzoli.
Strana scelta quella di Rizzoli di far uscire solo in edizione digitale questo quarto e ultimo romanzo della serie di The Academy.
Avevamo lasciato Twelve con i ribelli che hanno salvato lei e altri Spazzacamini dalla fuga dall’Accademia dei Ladri, il suo unico desiderio è condurre una vita normale e anonima, cosa che le riesce di fare per un periodo troppo breve, tante sono ancora le questioni per le quali tutti sembrano avere bisogno di un suo intervento. E qui Twelve diventa più che un’eroina, una vera e propria wonder woman con avventure e missioni davvero un po’ forzate e tante morti che ricordano più i vari Hungher Gmaes che i più classici romanzi di avventura.
Il finale nonostante tutto non è male, alcuni bei colpi di scena e l’introduzione di un paio di personaggi molto affascinanti compensano in parte i troppi punti interrogativi rimasti.
La lettura è comunque piacevole, i due autori (Davide Morosinotto e Pierdomenico Baccalario) sono troppo bravi per non esserlo, avevano fatto un buon lavoro nei romanzi precedenti pur lasciando nell’ultimo molte incognite, e qui c’era una romanzo intero per dare risposte e soddisfazione ai lettori, cosa che non è stata. L’impressione è che sia stato scritto velocemente per chiudere una serie alla quale i due autori non avevano più tempo di dedicarsi o per contratto in scadenza, ed è un vero peccato.

IL SOGNATORE Laini Taylor

IL SOGNATORE Laini Taylor – Fazi Editore

Lazlo Strange è il sognatore protagonista del libro: orfano cresciuto dagli austeri monaci del monastero di Zosma vive (o sogna di vivere) in un mondo fantastico e magico popolato da demoni, spiriti, fantasmi e mostri. Lazlo sogna soprattutto della perduta Pianto, mitica città caduta nell’oblio avendone gli abitanti scordato il nome. Apprendista bibliotecario nella Grande Biblioteca della città, il ragazzo è un eccentrico “divoratore” di tutti i libri che possono aiutarlo a ritrovare la scomparsa città. Il suo sogno sembra realizzarsi quando il Massacratore degli Dei accompagnato dalla sua delegazione di guerrieri, si presenta a Zosma per reclutare studiosi di ogni genere da portare a Pianto e farla così rivivere. Una volta arrivati, Lazlo inizia a sognare una città ormai perduta e nei suoi sogni incontra Sarai, incredibile ragazza dalla pelle blu che lo condurrà, attraverso il sogno, a scoprire la vera storia di Pianto. L’eroe salvatore della città si rivelerà così essere un massacratore, facendo di fatto svanire i confini tra buono e cattivo, giusto e sbagliato, e mostrando che in guerra i sentimenti prevalenti, odio e paura, rendono gli uomini (o gli dei/mostri) uguali tra loro. La sola speranza di salvezza è quindi affidata alle nuove generazioni pronte a rimettersi in gioco e a cancellare gli antichi rancori per una nuova rinascita. La fantasia dell’autrice è decisamente senza limiti e rende il romanzo piacevole nonostante la solita, vista e rivista, storia d’amore.

Shadowblack – Il fuorilegge (Spellsinger #1).

Shadowblack – Il fuorilegge (Spellsinger #1). Sebastien De Castell. Il battello a vapore.
La trama in due parole: Il sedicesimo compleanno di Kellen si avvicina. Il limite massimo consentito per dimostrare di possedere la magia.
Figlio primogenito di un’illustre famiglia, Kellen è la pecora nera, Kelln è senza magia e per questo che non apparterrà mai alla nobile casta dei maghi Jan’Tep, bensì a quella dei servi, gli schiavi, gli Sha’Tep. Una mancanza che, nonostante gli sforzi e la buona volontà, è destinata a diventare il marchio del disonore. A differenza dei suoi pomposi ed arroganti compagni, Kellen non è soltanto molto sveglio, ma anche diverso, uno di quei diversi che per il solo fatto di esistere possono mutare il corso della storia.
Lui è una discordanza, come gli spiega Ferius Parfax, la misteriosa (ed incivile) donna straniera che tutti detestano, una cartomante picaresca con un’inclinazione speciale per i problemi ed il sarcasmo.
Pur trattandosi di romanzo Young Adults, il mondo creato da Sebastien De Castell è affascinante, divertente, ben costruito che regala al lettore un romanzo di formazione. Duelli, avventura, incantesimi ed intrighi; ma soprattutto LUI, Reichis, il demoniaco feliscoiattolo, il socio-famiglio di Kellen, un elemento buffo che dona all’intera narrazione una comicità tutta particolare.

La serie Spellslinger è così composta (e io ho già i primi 3):
Spellslinger (Spellslinger, #1)
Shadowblack (Spellslinger, #2)
Charmcaster (Spellslinger, #3)
Soulbinder (Spellslinger, #4)
Queenslayer (Spellslinger, #5)
Crownbreaker (Spellslinger, #6)

Fidanzati dell’inverno L’Attraversaspecchi – 1

Fidanzati dell’inverno L’Attraversaspecchi – 1. Christelle Dabos. Edizioni E/O.
Primo libro di una saga acclamata, di cui in rete raccontano:
Per chi ha amato:
Philip Pullman, la sua fantasia e le sue atmosfere.

Non esageriamo.
Twilight per la storia d’amore tra un uomo misterioso e tormentato ma capace di profonde passioni e una ragazza apparentemente impacciata, ma piena di risorse.

Non mi pare un bel complimento, a meno che non si stia parlando di tiratura delle vendite e niente altro.
Hunger Games per le incredibili avventure e per l’azione politica dei protagonisti che vogliono rovesciare un sistema di potere.
Non mi sono mai piaciuti, né su carta né su pellicola.
Harry Potter per la ricchezza e l’articolazione del suo magico mondo.
Più che articolazione parlerei di macchinazione.

In realtà il fascino di questa serie credo sia dovuto alla curiosa mescolanza di elementi Fantasy, Belle Époque e Steampunk.
In un futuro che possiamo definire post apocalittico, l’universo è composto da ventuno arche, che orbitano attorno a quello che un tempo era il pianeta Terra.
Ofelia appartiene ad una famiglia in vista dell’arca Anima, è una lettrice (evoca i ricordi appartenuti agli oggetti), goffa ed intellettuale, refrattaria al matrimonio, alla vita sociale tanto ambita dalle sue coetanee, è suo malgrado obbligata a sposare un nobile (Thor), un uomo sconosciuto, ovviamente burbero, ovviamente pericoloso, ovviamente appartenente ad un’arca inospitale, fredda e lontana.
La parola chiave è ovviamente, poiché fin qui potrebbe trattarsi di un libercolo farcito di cliché per ragazzini. Tuttavia a salvare la carenza di spessore dei personaggi viene in aiuto un mistero, peraltro contorto, che speriamo venga approfondito a dovere e svelato con cautela nei prossimi due volumi. Sarebbe d’uopo che le prossime narrazioni ci regalassero una caratterizzazione dei personaggi degna di quell’ambientazione davvero originale in cui la storia si svolge.

LA PRIMULA ROSSA

LA PRIMULA ROSSA. Emma Orczy. Fazi.
Fazi ha appena ripubblicato il primo romanzo della serie della Primula Rossa con una nuova traduzione rispetto a quella un po’ datata dell’edizione Salani. Il protagonista è un eroe piuttosto insolito, non salva i poveri, non si schiera con i deboli, il contrario, mette in salvo i nobili dalla Parigi degli anni del Terrore a conferma del fatto che la giustizia sommaria è sempre fallace. Con espedienti, trucchi e travestimenti sempre più improbabili, il nostro eroe riesce a mettere in salvo intere famiglie attraverso il canale della Manica da una città come Parigi che è diventata brutale e blindata. Eroe per gli inglesi, nemico giurato e odiato dai francesi della nuova Repubblica, la Primula ha una schiera di aiutanti tra i nobili e giovani inglesi disposti a dare la vita per lui. Ma chi è veramente si chiedono tutti e soprattutto Marguerite, una ex attrice francese considerata la donna più intelligente d’Europa e moglie del vanesio e stupido Sir Blakney. Essere la primula rossa è diventato un modo di dire, un simbolo, a testimonianza della notorietà di questo romanzo dei primi anni del ‘900. A me è piaciuto moltissimo, per l’ambientazione accurata, perchè ci mostra un punto di vista insolito, perchè è avventuroso, piccola pecca lo stile un po’ troppo ridondante. Spero davvero che sia nelle intenzioni di Fazi pubblicare altre avventure della serie.

LA SCRITTRICE DEL MISTERO.

LA SCRITTRICE DEL MISTERO. Alice Basso. Garzanti.
Un nuovo capitolo dedicato a Vani Sarca alle prese con il mondo che suo malgrado la circonda. La stesura di un nuovo libro, la risoluzione di un mistero che coinvolge un ex fidanzato, i turbamenti amorosi della pseudo gemella piccola, una sorella ingombrante giunta a un capolinea, ma soprattutto LUI: il commissario Berganza ufficialmente, nella sua vita (come Vani mi rifiuto di chiamarlo Romeo).
Come i precedenti, questo ultimo romanzo sfoggia un giallo da risolvere, un pretesto per raccontare il dietro le quinte del mondo editoriale. Tuttavia, in questo volume troviamo anche una maggiore rotondità dei personaggi, data dai molti flashback che fanno emergere dettagli sostanziali “delle vite degli altri”. Lara ed Enrico in primis, personaggi di contorno, eppure fondamentali per la comprensione del personaggio Vani Sarca.
Di un’ironia spigliata (e spietata), ricca e succulenta, mai banale, il libro non tradisce le aspettative e regala momenti di ilarità, godimento e riflessione. Lo stile della Basso, ormai inconfondibile, ci fa sperare in una folgorazione scrittoria che le faccia partorire presto (prestissimo) un nuovo capitolo, perché ormai senza Vani non sappiamo stare.

«… È così che funziona con te, Vani? Uno crede di stare con una defilata, solitaria ghostwriter che passa la sua esistenza a scribacchiare davanti a un computer, e invece si ritrova bombardato da colpi di scena come in un incrocio fra Goldfinger e Peyton Place? Perché a me va benissimo, eh. Basta saperlo. Ho una certa età, devo arrivarci preparato, agli shock.»
NE VOGLIO UNO ANCHE IO.

THE ACADEMY. 1, 2, 3.

THE ACADEMY. Volume 1. Volume 2. Volume 3. Amelia Drake. Rizzoli.
Twelve ha dodici anni, è stata la dodicesima orfana ad approdare all’orfanotrofio Moser, in quello che è fu definito l’Anno Nero. Un anno intenso, con un indice di gradimento per gli abbandoni più alto della media. Il Moser, la direttrice, le regole, e il suo migliore amico Stephen Seventy sono tutto ciò che conosce, mentre si avvicina la data delle selezione che daranno accesso ad una delle Accademie di Danubia.
Danubia è l’ignoto sfavillante, la città che tutti immaginano e che nessuno ha mai visitato. L’esame per essere ammessi ad una delle Accademie, e diventare parte integrante della società, è una valutazione attitudinale che in più di un caso riserva sorprese. Diciotto sono le Accademie: dei Musicanti, degli Alchimisti, degli Scribi, degli Ussari, dei Servitori… finalmente Twelve e Stephen possono realizzare il loro sogno: lui sicuramente un Ussaro, lei una cameriera. Le due Accademie situate addirittura una di fronte all’altra. Tuttavia, la carrozza di Twelve e di alcuni compagni subisce un attacco terroristico, l’esplosione di uno dei dodici ponti li fa precipitare nelle acque del fiume. Twelve, Rebecca e la piccola Ninon (un imbucata di appena cinque anni) si salvano appena in tempo per essere rapite e portate in un luogo che non esiste.
La diciannovesima Accademia: quella dei Ladri. Isolata da tutto e da tutti, un’isoletta in mezzo al fiume che dall’esterno pare un edificio mezzo diroccato. Un luogo di inganni, dove niente è come sembra, soprattutto le persone. Dove regole ferree forgiano un sotto mondo che deve assicurarsi una progenie di criminali. Twelve non vuole essere annoverata tra i Ladri, certo, ma resta il fatto che il suo punteggio (calcolato con test attitudinale) non lascia dubbi; ed in effetti in più di un’occasione si dimostra un’eroina egoista, concentrata nella sopravvivenza sua e di ciò che le sta a cuore. Reclutata dalla cerchia degli Spazzacamini (ammettiamolo, non la peggiore delle tre presenti in Accademia) Twelve si dimostra perfettamente in grado di farsi dei nemici. Molti nemici. Pare che tutti quelli che entrano in contatto con lei finiscano per detestarla, eccetto la piccola Ninon che Twelve si ostina a voler far fuggire. Ninon che non sa leggere, ma è una maestra nello scassinare serrature, e che probabilmente si troverebbe a suo agio tra i Lord dell’Accademia.
Nonostante l’argomento scuola, ormai abusato, The Academy è uno young adult interessante proprio perché la protagonista non è “nobile di cuore e pura di pensieri”.
Una sola pecca voglio sottolineare: l’improvvisa ricomparsa di un personaggio creduto morto, del quale si spiega poco e in modo frettoloso, quasi fosse una macchinazione atta a risolvere un inceppo narrativo.

GOLDEN HILL

GOLDEN HILL. Francis Spufford. Bollati Boringhieri.
Siamo nel 1746. New York è poco più di un paesotto di 7000 anime. Ma le navi arrivano e ripartono, e il flusso di esseri umani per la gran parte ci attraversa. Il tempo di lasciarsi alle spalle le banchine e sono già spariti; il continente li inghiotte. New York è solo un gargarozzo. In pochi si fermano. La società è ristretta e si divide tra fedeli al Governatore e quindi alla madre patria e a Re Giorgio II, e l’Assemblea, che non sente più forte questo legame e inizia ad avanzare pretese di indipendenza. L’arrivo di Richard Smith con una lettera di cambio per una cifra spropositata quindi non può fare altro che scatenare le congetture più assurde e i sospetti più cocenti, tanto più che lui sembra giocare e alimentare tali sospetti, visto che nasconde un segreto e una missione inconfessabili. Giovane, brillante e decisamente ingenuo, viene sballottato tra feste e commemorazioni dalle famiglie più in vista, e provocato in continuazione dalla bisbetica e affascinante Tabitha. Malintesi, furti, condanne, duelli, convegni amorosi discutibili e tanto altro capitano a Richard in poco più di un mese, in quello che sembra essere in tutto e per tutto un romanzo picaresco. Ma in verità è molto di più, forse un po’ troppo di più. Gradevole la lettura anche se appesantita da un stile che vuole richiamare quello dell’epoca e da descrizioni della città e degli usi dell’epoca, che se è vero che sono frutto di una documentazione storica veramente approfondita, rallentano però molto il ritmo della narrazione. Così come ne L’Ultima favola russa Spufford crea qualcosa che sta a metà tra il saggio storico e il romanzo che comunque vale la pena leggere grazie allo stile brillante e ad alcune idee veramente accattivanti.