UN UOMO AL TIMONE

UN UOMO AL TIMONE. Nina Stibbe. Bompiani.
Siamo negli anni ’70 e il divorzio era ancora una realtà nuova, quando la famiglia Vogel, madre 3 figli e molti animali, si trasferisce in un piccolo villaggio nei pressi di Londra viene quindi additata ed evitata. Non aiuta certo la madre alcolista, depressa e improbabile drammaturga. Le due bambine di casa 12 e 10 anni prendono quindi la situazione in mano e decidono di cercare qualcuno che tenga il timone e che li renda credibili agli occhi degli altri. Lizzie racconta in prima persona quindi tutti i tentativi per lo più disastrosi che insieme alla sorella grande e saggia fanno per trovare un uomo per la famiglia.
Mia sorella diceva che non è che avere un uomo sia un bene, ma non avercelo è un male. E che gli uomini sono solo sostanze irritanti di un genere o di un altro, che è meglio avere che non avere. Ed è per questo (il meglio avere che non avere) che spiegava tutti i padri sgradevoli e bisbetici che si vedono nelle poltrone e dietro il volante e che leggono il giornale prima di chiunque altro. Le donne e i bambini preferiscono averli che non averli – anche con tutte le loro abitudini e l’alito cattivo – ed era quella la base dello schema ricorrente che desideravamo ardentemente veder ricorrere.
Piccole e grandi tragedie si consumano quindi nell’arco di un anno, finchè tutto precipita  veramente e dalla cenere la madre troverà la forza di risorgere e ricominciare aiutata finalmente dall’uomo al timone meno probabile.
Che dire il romanzo è molto carino e intelligente nonostante l’idea non sia nuova, nella parte centrale una bella sfrondata l’avrei sicuramente data, ma il punto è che per ridere a crepapelle e apprezzarne l’ironia come ho letto in molte recensioni, forse avrei dovuto leggerlo una decina di anni fa, ora da mamma, il senso di precarietà e di incertezza di un bambino che affronta ogni giorno dei genitori egoisti e inadeguati, per quanto raccontato in maniera divertente, mi lascia un retrogusto troppo amaro.

GRETA GRINTOSA

GRETA GRINTOSA. Astrid Lindgren. Iperborea.
La casa editrice Iperborea ha recentemente inaugurato una collana per i più piccoli, tassello ancora mancante nella sua vasta offerta editoriale nordica.
La mamma di Pippi Calzelunghe non ha certo bisogno di presentazioni, ma questa raccolta di racconti natalizi e non, sono veramente belli, e se possono risultare un po’ datati rispetto a pubblicazioni più moderne e d’effetto, secondo anche troppo, queste storie riescono a essere fantasiose e divertenti mantenendo un tono pacato e riuscendo a conquistare l’attenzione del bambino forse proprio per questo. I nostri racconti preferiti oltre alla mitica Greta Grintosa sono La principessa che non voleva giocare e Sorella mia adorata.

GATTO KILLER

CONFESSIONI DI UN GATTO KILLER. GATTO KILLER E’ INNAMORATO. MOLLA QUEL LIBRO GATTO KILLER. QUESTA E’ ARTE GATTO KILLER. TORNA A CASA GATTO KILLER. BUON NATALE GATTO KILLER. Anne Fine. Sonda.
Iniziamo con un avvertimento. Questa serie genera dipendenza, non riuscirete a smettere di leggerla e ne vorrete ancora e ancora. Per mia grande fortuna ho due figlie di sette anni a cui quindi avevo la scusa di leggerlo, chi non ha figli se ne freghi, leggetelo se siete gattofili, leggetelo se non lo siete, leggetelo e basta, per la buona letteratura che sia per ragazzi o meno non c’è mai bisogno di trovare scuse perchè come dice il buon vecchio Nick Hornby “Evitare i libri per ragazzi solo perchè non si è più ragazzi è come sostenere che i gialli andrebbero letti solo da poliziotti e criminali”.
Tuffy è il nostro protagonista che racconta le storie rigorosamente in prima persona dandone ovviamente la sua versione. Tuffy è il tipico felino furbo, permaloso, pieno di sè, che rivendica la sua indipendenza, disprezza i cani come esseri inferiori e concede le coccole o le fusa solo in casi eccezionali e quasi sempre in maniera calcolata. Nonostante questo Ellie la bambina sua padrona lo adora e lo ama incondizionatamente a differenza del padre con cui non mancano dispetti e scaramucce.
Le sei avventure sono una più divertente e originale dell’altra, credetemi passerete delle serate fantastiche!!!

IL MERAVIGLIOSO MONDO DI ALICE

IL MERAVIGLIOSO MONDO DI ALICE. Silvia Roncaglia illustrato da David Pintor. Lapis.
Cosa volete che vi dica, a me la storia di Alice nel paese della Meraviglie non ha mai entusiasmato, mi è sempre sembrata troppo assurda e paradossale, o come dicono gli esperti, noi adulti non abbiamo la mente abbastanza aperta per apprezzarne appieno le genialità. Ascoltando però l’accorato appello di una libraia che ci invidiano in tutta Italia, l’ho comprato per leggerlo alle mie figlie e come sempre, aveva ragione lei.
Silvia Roncaglia, nota autrice per ragazzi, è riuscita a raccontare la storia rimanendo fedele alla trama, rendendo perfettamente i giochi di parole di Lewis, e sostituendo filastrocche e rime datate e appartenenti alla tradizione inglese che diventano così alla portata dei nostri bambini, splendide poi le illustrazioni. Consigliatissimo.

L’ultimo orco

L’ultimo orco. Silvana De Mari. Salani.
L’ultimo orco, Silvana De Mari Yorsh, "l’ultimo elfo e il più potente" è oramai adulto, ha una famiglia felice ed ha fondato una comunità che sopravvive a stento in un eden che li ha temporaneamente protetti dalla malvagità del Giudice Amministratore. Eppure, nonostante Il Malefico Elfo sia scomparso, le terre della contea di Daligar e Varil non sono al sicuro. Gli orchi sono tornati, forti e feroci come ai tempi di Arduin, e avanzano nel Mondo degli Uomini, ormai in balia della follia del Giudice Amministratore e della mediocrità di coloro che lo servono. Protagonista di questo romanzo è Rankstrail, un personaggio che vediamo crescere e diventare uomo (come fu per Yorsh nel precedente libro). Rankstrail è un bambino che cresce in fretta, provato dalla miseria che lo accomuna agli abitanti della Cerchia Esterna della città di Varil; profughi senza diritti civili, fuggiti dalle terre sfregiate dagli Orchi, che vengono tollerati soltanto in quanto disposti a svolgere i lavori più umili. Diversamente da tanti altri, Rankstrail ha la fortuna di avere una famiglia amorevole che si occupa di lui come meglio può, fino a quando lui stesso non li abbandona per arruolarsi come Mercenario, l’unico mestiere che promette il denaro sufficiente per curare i malanni del padre e riempire lo stomaco dei fratelli.
Rankstrail impara. Incontra numerosi e svariati personaggi che lo modellano, fino a farlo divenire il Capitano. Lungimirante, giusto e feroce condottiero di un manipolo di guerrieri dimenticati dagli Dei e perseguitati dagli uomini. Gli unici che saranno in grado di fermare il devastante incedere degli Orchi, cozzando con quelle comode e diffuse leggende che vedono nel popolo degli Elfi la causa dei mali di un mondo che sta marcendo per conto suo.
Mentre Yorsh era, ed è, descritto con colori chiari e brillanti; Rankstrail è l’eroe cupo e sudicio, senza retaggio, che in un mondo violento si costruisce un’etica ormai misconosciuta.
Già autrice di "L’Ultimo Elfo", Silvana De Mari prosegue la sua personale campagna contro una società succube delle locuste del nostro tempo: invidia, paura, ignoranza, cattiveria e bassezza.
Questo è un libro fantastico che parla di una fame reale. Una fame universale che tocca il corpo e l’anima, scalfendoli per sempre. Fame di cibo, fame di affetto, fame di dignità, bisogni che trasformano gli uomini in Orchi, creature della guerra, capaci soltanto di odiare e gioire del male perché, nati schiavi, non hanno mai conosciuto altro che odio e dolore. Silvana De Mari non solo possiede un ottimo stile, ricco e sicuro, la sua scrittura riesce ad essere al contempo semplice e profonda anche questo secondo libro un po’ più crudo rispetto al primo.
L’ultimo Elfo e L’Ultimo Orco, dovrebbero diventare testi obbligatori nelle scuole medie/superiori per insegnare ai ragazzi quello che gli uomini trascurano continuamente. Il rispetto verso gli altri e verso se stessi.

LO STRANO CASO DEL CANE UCCISO A MEZZANOTTE

LO STRANO CASO DEL CANE UCCISO A MEZZANOTTE. Mark Haddon. Ed. Einaudi.
Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, Mark Haddon
DIVERSO sì, davvero diverso ed originale, questa forse è l’impressione più forte che mi ha lasciato questo libro (un grazie a Luca e Silvia che me lo hanno regalato e a Caccola che me lo ha quasi regalato).
E’ la storia di Cristopher, un ragazzo autistico di 15 anni, che trova il cane della sua vicina ucciso barbaramente e vuole scoprire l’assasino, esattamente come il suo eroe Sherlock Holmes. Questo però porta alla luce una serie di verità nascoste che porteranno Cristopher a mettersi alla prova, a scoprire alla fine che può affrontare veramente tutto, e che la sua vita d’ora in avanti sarà più facile.
La prosa è volutamente scarna, perché la storia è raccontata dal ragazzo in prima persona in maniera superbamente empatica. La sua logica e la sua mente matematica sono a dir poco disarmanti. I problemi di logica e di matematica che sottopone al lettore sono molto interessanti. Mi sono ritrovata a ridere e sorridere del suo punto di vista, che certamente non è assurdo se non per il senso comune, per poi sentirmi in colpa e triste considerato che si parla di problemi reali. E’ un libro che consiglio a tutti, anche solo perché ci si trova di fronte a un approccio ed un punto di vista di fronte alla vita diverso dal nostro, che può solo arricchire e far riflettere.