IL TAVOLO DEL FARAONE

IL TAVOLO DEL FARAONE. Georgette Heyer. Astoria.
Nell’immensa produzione letteraria della Heyer, Astoria ha fatto scegliere ai suoi lettori uno dei titoli ancora non tradotti in italiano e la scelta è caduta su questo ultimo romanzo appena uscito. In molte dichiaravano che fosse in assoluto il migliore, io non lo so proprio, gli ingredienti in fondo sono sempre quelli e come tutti mi ha divertito e appassionato. L’epoca è sempre quella regency e la bella Deborah Grantham si trova suo malgrado a vivere in una casa da gioco, unico modo trovato dalla zia per riuscire a mantenersi dopo la morte del marito. Di lei si innamora un nobile giovane rampollo che lei considera e tratta alla stregua di un cucciolo. Quando però il ricco, annoiato e affascinante Max Ravenscar le offre una grossa somma per non incastrarlo, dando per scontato che lei sia una cacciatrice di dote, si sente talmente insultata che decide di assecondarlo e per ripicca fargli prendere un bello spavento. Il loro braccio di ferro però supera ogni limite e innesta una serie di equivoci e avventure degne della migliore Heyer. Come dicevo sopra davvero carino e gradevole, ambientazione perfetta, intreccio pure e che fantasia, e per coloro che si aspettano un romanzo rosa sdolcinato, sappiate che al finale romantico l’autrice riserva appena mezza pagina sul finale.

L’ANELLO

L’ANELLO. Georgette Heyer. Astoria.
Non possono essere più diversi i cugini protagonisti di questo romanzo: Ludovic impetuoso e sfrontato, sir Tristram assennato e solido. Si assomigliano invece Eustacie e Sarah, entrambe romantiche e alla ricerca di quell’avventura che nella vita di una donna dell’epoca è un miraggio, anche a costo di inventarla. Riuscire a trovare l’anello di Ludovic che lo scagionerebbe dall’accusa di omicidio che pende su di lui quindi è proprio l’impresa che fa per loro.
Che dire che non abbia già detto della Heyer? E’ la sua solita spassosissima commedia british ambientata in epoca regency con dialoghi frizzanti e un tocco di giallo in più. Sicuramente uno dei più riusciti.

LA VENDETTA DI RAINBIRD

la vendetta di rainbirdLA VENDETTA DI RAINBIRD. M.C. Beaton. Astoria.
Il sesto e ultimo episodio della seria della servitù del ’67 Clarges Street mi è parso un po’ frettoloso ed è un peccato perchè è stato piacevole come al solito. L’ospite della casa questa volta non è altri che il legittimo proprietario il duca di Pelham che, rientrato dalla guerra, è in cerca di una moglie per dare un erede al suo casato, i suoi intenti escludono a priori ogni tipo di romanticismo ma il pomposo duca è certo che il denaro e il lignaggio gli apriranno ogni porta. Allo stesso modo la giovane Jenny Sutherland è abituata ad ottenere tutto ciò che vuole in virtù della bellezza e del fascino che possiede. Entrambi durante “la stagione” andranno incontro a cocenti delusioni ed entrambi con l’aiuto della più intraprendete servitù di Londra impareranno a tirare fuori la parte migliore di sè.
Per quanto riguarda i nostri beniamini, ognuno troverà la sua strada, che non è quella che abbiamo atteso per 6 romanzi, non tutti infatti seguiranno il progetto iniziale del pub, la Beaton è troppo abile nella costruzione delle trame per porgerci un finale scontato, ma l’odiatissimo Palmer avrà quel che si merita. 

L’AVVENTURIERA

l'avventurieraL’AVVENTURIERA. M. C. Beaton. Astoria.
Quinto e penultimo romanzo della serie di 67 Clarges Street. Le dinamiche ormai sono sempre le stesse: nuova stagione, nuovo inquilino e nuove avventure e problemi da risolvere per la famiglia/servitù della casa. La nuova inquilina è una bellissima,misteriosa quanto sconosciuta al ton Miss Goodenough che eccede spesso in espressioni un po’ troppo colorite per essere degne di una vera signora spocchiosa dell’alta società. Il mitico maggiordomo Rainbird fiuta l’inganno ma decide comunque di aiutare la ragazza a trovare un buon partito per un matrimonio che le assicuri un comodo avvenire, se poi l’amore ci mette lo zampino…
Carino, divertente e dinamico e anche questo episodio, giustissimo però chiudere la serie al prossimo, prima che diventi troppo ripetitiva.

LA CARRIERA DI UN LIBERTINO

la carriera di un lirbetinoLA CARRIERA DI UN LIBERTINO. M.C. Beaton. Astoria.
La strana famiglia del 67 di Clarges Street è felicissima di iniziare una nuova stagione a servizio del giovane figlio di un conte, appena tornato dalla guerra e assolutamente deciso a dimenticarne gli orrori assaporando tutti i piaceri che Londra è in grado di offrire. Ben presto però le sue serate si trasformano in vere e proprie baccanali tali da mettere a disagio tutta la servitù. Ma quando Lord Guy Carlton si innamora di una ricchissima ragazza dalle moralità decisamente rigida a Rainbird & C sembra un segno del destino, decidono quindi di metterci come sempre lo zampino perchè l’amore e la giustizia trionfino.
Questo quarto e riuscitissimo episodio della serie mette l’accento sulle ristrette e crudeli regole del ton, oltre che sulle sue gerarchie che vengono rispettate anche ai piani bassi: Joseph il valletto ad esempio non riesce ad abbandonarsi al suo sentimento per Lizzie la sguattera. Dettagliata come sempre l’ambientazione e gradevolissima la lettura.

JANE LA BRUTTINA – LA PERFIDA MADRINA

jane la bruttaJANE LA BRUTTINAla perfida madrinaLA PERFIDA MADRINA – M. C. Beaton. Astoria.
Sono il secondo e terzo episodio della serie di Clarges Street 67  di cui ho già presentato il primo e molto più brillante L’avaro di Mayfair. Nel primo Jane assiste al debutto della bellissima sorella e incassa rassegnata le angherie di una madre che la considera brutta quindi non appetibile sul mercato matrimoniale, non è dello stesso avviso invece Rainbird il maggiordomo di casa che nota in Jane molte qualità nascoste.
Nel secondo Harriet fatica  a calarsi nella parte della perfetta chaperon delle gemelle  che le sono state affidate per il loro ingresso in società, non solo perchè è poco più grande di loro ma perchè le due la detestano visto che con la sua inconsapevole bellezza attrae tutta l’ammirazione del bel mondo.
Carine le idee attraverso le quali le protagoniste giungeranno rigorosamente a un lieto fine con il bello e ricco del romanzo, solo grazie però alla servitù di Clarges Street che interviene sempre per sistemare le cose. Strana “famiglia” quella, ma decisamente l’unico motivo per cui la serie ha riscosso così tanto successo. L’intrattenimento che offrono questi due romanzi è discreto onestamente dopo il primo mi aspettavo di più, ma è abbastanza da voler assolutamente sapere se nei prossimi romanzi ce la faranno ad acquistare in loro pub!
La nota dolente stavolta è per Astoria: sono romanzi veramente brevi con prezzi sia per il cartaceo che il formato digitale onestamente sproporzionati per una lettura di qualche ora. Sappiate però che sono facilmente reperibili in biblioteca.

L’AVARO DI MAYFAIR

l'avaro di mayfairL’AVARO DI MAYFAIR. M. C. Beaton. Astoria Edizioni.
Questa è la scrittrice di punta di una delle mie case editrici preferite, ormai lo sapete. Dire che sia prolifica è poco, si parla di più di centro romanzi. Non ho mai letto nulla della serie gialla di Agatha Raisin proprio per non entrare in un tunnel che poi non avevo voglia di seguire. La serie di Clarges Street invece è composta di soli sei romanzi quindi decisamente più abbordabile. Clarges Street è nel pieno centro di Mayfair, la zona nella quale nell’epoca regency le case venivano affittate a prezzi esorbitanti per la durata della Stagione, per fare debuttare le giovani e cercare soprattutto di sistemarle con un buon matrimonio. L’unica casa della zona quasi sempre disabitata è quella al n. 67 perchè è considerata iellata, per questo la servitù è costretta a rinunciare alle mance e agli avanzi delle cene e a vivere di stenti. Scoprire quindi che per quest’anno è stata affittata è a dir poco una sorpresa per tutti. Quando però arrivano dalla Scozia Fiona, una splendida ragazza apparentemente ingenua e stupida e uno zio sempliciotto e beone con la fama di essere una grande avaro, per loro è una bella doccia fredda. Ma niente è come sembra in questa bellissima commedia degli equivoci e come sempre sono i domestici a dover trovare una soluzione e dare una mano agli eventi. Davvero carino, ormai la mia è una missione, dovrò trovare prima o poi un romanzo brutto di Astoria, è impossibile azzeccarli tutti.

IL DANDY DELLA REGGENZA

il dandy della reggenzaIL DANDY DELLA REGGENZA. Georgette Heyer. Sperling & Kupfer. Formato ebook.
Nella felice riscoperta di questa prolifica autrice Astoria ha ripubblicato anche questo suo romanzo che io ho però letto nella sopracitata edizione più datata e devo ammettere corredata da una bella introduzione e da una serie di note molto esplicative. E’ con sgomento che Judith e Peregrine Taverner scoprono alla morte del padre di essere stati affidati insieme alla loro fortuna al conte di Worth, nobile e famoso ma mai incontrato nella tenuta in campagna dove sono sempre vissuti. Decidono così di andare a Londra per incontrarlo e fare il loro ingresso trionfale in società. Ma il conte non è decisamente il vecchio pacioso gentiluomo che si aspettavano, ed è irritato quanto loro della responsabilità cui si trova suo malgrado a dover far fronte nel guidare uno sprovveduto come Peregrine a non scialacquare la sua fortuna in dissolutezze e difendere Judith dai numerosi cacciatori di dote della capitale. Quando poi a Peregrine iniziano a capitare strani incidenti, il sospetto e la diffidenza logora definitivamente i loro rapporti. In questo piacevole romanzo la Heyer oltre alla solita componente romantica mai troppo spiccata, mette anche un pizzico di suspence come a ricordare che è stata pure degna autrice di gialli. Il mondo dei dandy, Brummel  tra tutti, ci viene descritto magistralmente e anche molto puntigliosamente, e questa continua ricerca della veridicità storica qui più marcata, va a mio avviso a discapito dei dialoghi un po’ meno brillanti del solito, componente che caratterizza tutte le opere dell’autrice. La storia inoltre ricorda un po’ troppo quella de La pedina scambiata, ma il conte di Worth non è sicuramente affascinante come il Duca d’Avon.

UNA DONNA DI CLASSE

una donna di classeUNA DONNA DI CLASSE. Georgette Heyer. Astoria.
Saranno anche leggeri, ma è sempre piacevole e divertente leggere i romanzi di questa autrice. Ovviamente, se come me, non ci si stanca mai delle ambientazioni, peraltro accuratissime, dell’epoca regency.
La Heyer mette nuovamente in scena una divertentissima commedia, piena di dialoghi brillanti grazie ai personaggi che, per quanto a volte un po’ stereotipati, risultano sempre azzeccatissimi.
Annis Wychwood non ha neppure trent’anni ma ama già considerarsi una vecchia zitella, per mantenere la sua indipendenza ma soprattutto per sottrarsi ai continui scontri con il fratello maggiore, decide di trasferirsi a Bath, leggendaria località balneare, insieme alla logorroica cugina a farle da chaperon. L’incontro con una coppia di giovani in fuga dal loro matrimonio combinato dalle famiglie, indurrà Annis a prenderli sotto la sua protezione e fargli vivere un po’ di quelle mondanità che fin’ora sono state negate ad entrambi. Ma occuparsi di una ragazza giovane e ricca riuscendo a difenderla dai cacciatori di dote e da eventuali situazioni indecorose, è molto più faticoso di quel che Annis si potesse aspettare. Se in più ci si mette anche il maleducato, insopportabile e affascinante tutore della ragazza lo è ancor di più. Bè il finale romantico e un po’ banalotto l’avrete già indovinato, ma nulla toglie al piacere di leggere il romanzo.

LA PEDINA SCAMBIATA

LA PEDINA SCAMBIATA. Georgette Heyer. Astoria.
Justin Alastair, duca d’Avon, dissoluto e chiacchierato individuo soprannominato da tutti Satana, in una fredda serata parigina acquista dal proprietario di una misera locanda, per noia e curiosità, un giovane e avvenente paggio, Leon. L’evidente somiglianza con il suo più acerrimo nemico, il conte de Saint-Vire, è chiara subito a tutti, come risulta chiaro che il duca abbia qualcosa in mente per non smentire il suo soprannome. Quello che non ha considerato però è di potersi affezionare sinceramente a quel bizzarro e impertinente ragazzo che nasconde più di un segreto. L’amore comunque come sempre trionferà.
Questo è il primo romanzo della trilogia degli Alastair, quello che portò la Heyer alla ribalta, gli ingredienti ci sono tutti, avventura, inseguimenti, ironia, dialoghi incalzanti e personaggi divertenti. Ho trovato solo un po’ ripetitivi quelli che spiegavano le origini di Leon ai vari personaggi del romanzo. Trovo un po’ forzato inoltre l’accostamento di questa dotata autrice alla Austen, stiamo pur sempre parlando di un’autrice del ‘900, che per quanto accurata nelle ricostruzioni a mio avviso non lo è nel gergo: nell’800 era sicuramente più cerimonioso e formale. Probabilmente era un’imperfezione voluta, o per lo meno calcolata, per rendere i romanzi più scorrevoli e “leggibili” e il risultato è indubbio.
Un ottimo intrattenimento, forse un po’ leggero, e sicuramente ho preferito Sophy la grande, ma non è detto che non legga anche gli altri romanzi, per ora reperibili solo nelle biblioteche perchè pubblicati in italia negli anni ’60.