L’ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE 4. MISSIONE PER LA GLORIA

L’ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE 4. MISSIONE PER LA GLORIA. Soman Chainani. Mondadori.
Dopo il successo della prima, Chainani ha pensato bene di iniziare una nuova trilogia che prosegue l’ultimo romanzo con gli stessi personaggi, ma ambientato non più nell’Accademia ma nei vari regni della Selva e soprattutto Camelot. E’ li che troviamo Tedros e Agatha che cercano di organizzare il loro matrimonio e di legittimare il potere di Tedros dopo la disastrosa cerimonia di incoronazione. La folle Sophie invece da preside del Male sta ottenendo un grande successo anche nelle fila dei ragazzi del Bene. Tutti gli altri sono impegnati nella Selva nella prova fondamentale del quarto anno, ma la Preside Colombine capisce che c’è qualcosa che non va quando si accorge che tutte le missioni stanno andando male.
Gli ingredienti sono sempre quelli già rodati ma ovviamente ci risultano meno brillanti e nuovi: le insicurezze di Tedros e Agatha, l’egocentrismo simpatico di Sophie, il bizzarro Merlino e le tre streghe. Le avventure ci sono per carità, ma i nuovi personaggi sono caratterizzati solo superficialmente e diciamocelo il nuovo cattivo lo si intuisce già da metà romanzo. Insomma come tutte le serie anche questa con il tempo mi ha stufato anche perchè parliamo di romanzi piuttosto lunghi.

IL FAVOLOSO LIBRO DI PERLE

il favoloso libro di perleIL FAVOLOSO LIBRO DI PERLE. Timothée de Fombelle. Mondadori.
La felice idea dell’autore è quella di unire due mondi. Il mondo delle fiabe, nel quale la fata Olia rinuncia a tutti i suoi poteri per poter salvare il principe di cui si è innamorata, e il nostro mondo nel quale è stato confinato lo stesso principe da una maledizione. Adottato dai Perle, una coppia di pasticceri ebrei di Parigi negli anni precedenti alla seconda guerra mondiale, Ilian trova casualmente in un campo di prigionia la prova che i due mondi possono entrare in comunicazione e dedicherà tutta la vita a cercare il modo per tornare da Olia senza sapere che lei stessa lo segue ma non può palesarsi.
Gran bel romanzo impregnato di malinconia, accattivante l’intreccio nel quale si ricostruisce pian piano la storia dei due protagonisti e bellissima la scelta del periodo storico che da modo di affrontare temi più impegnativi. Due difetti rilevanti però li ha: l’inizio nel quale entrano in scena tutti i personaggi senza spiegazioni iniziali è decisamente troppo lungo e l’espediente atto a creare suspence rischia di stancare e di risultare eccessivo, l’altra cosa che non mi ha convinta è che i personaggi rimangono distanti, non coinvolgono, ma ho il dubbio che questo sia un effetto voluto in tipico stile fiabesco.

C’ERA UNA VOLTA UN RE … MA MORI’

c'era una volta un reC’ERA UNA VOLTA UN RE … MA MORI’. Fiabe che finiscono abbastanza bene. AAVV. Einaudi.
Una pubblicazione di parecchi anni fa ormai, che ho scoperto solo ora ma che è ancora reperibile . Tredici racconti, alcuni ispirati alle favole più famose, altri che ovviamente fanno loro il verso, altri ancora che non centrano nulla, ma tutti inevitabilmente spassosi visto che gli autori sono tra i più famosi comici italiani. Un’alice nel Paese delle meraviglie di Max Pisu ci racconta la storia di un’alice (il pesce) ribelle e sognatrice che a differenza del padre che nel branco si faceva un fondale così si perde alla ricerca di armonia. La Fata maldestra di Lillo e Greg che fa morire dalle risate. Per non parlare della geniale fiaba di Fabio De Luigi sulla principessina Zavirax del Regno dei Labiali che grazie ai poteri conferitele dal mago Aciclovir era in grado di respingere gli attacchi vandalici delle malefiche tribù dei Virus Erpetici non senza il fondamentale aiuto del comadante e generale Antibiotico. Insomma buon divertimento a tutti, parte del ricavato delle vendita tra l’altro andrà devoluto alla Fondazione Emergency.

C’ERA UNA SVOLTA

C’ERA UNA SVOLTA. Cosa hanno in comune Andersen i Grimm e Perrault con Disney? Niente. Eumeswil. Barbara Fiorio.
Incuriosita da Chanel non fa scarpette di cristallo, ho cercato in lungo e in largo il primo libro di quest’autrice che non mi ha delusa, anzi mi ha divertito ancora di più. La Fiorio ci racconta con un’ironia smaccata e un linguaggio colloquiale sì ma calzante e lessicalmente curato, tutte le favole più famose, smascherando l’inattendibilità delle versioni più conosciute e la crudeltà che spesso nemmeno nascondono. Ebbene sì le favole più famose del mondo hanno poco a che vedere con le versioni Disney. Me n’ero già accorta leggendone qualche versione originale alle mie figlie che sono rimaste piuttosto interdette di fronte alla scelta dei genitori di Hansel e Gretel di abbandonarli nel bosco perchè non c’era abbastanza da mangiare per tutti!! E sapete che non esiste nessuna fatina di Cenerentola ma un uccellino bianco su un albero di nocciolo? O che la principessa non baciò per nulla il ranocchio, anzi esasperata dalla sua arroganza lo lanciò con forza contro il muro? Se volete farvi delle grasse risate, se siete donne intelligenti (i principi e gli uomini in generale qui vengono piuttosto maltrattati) o volete fare un regalo originale e sicuramente gradito e non troppo impegnativo, questo libro è per voi!
Non per le mie amiche sia chiaro … chi ha orecchi per intendere intenda!!!

CHANEL NON FA SCARPETTE DI CRISTALLO

CHANEL NON FA SCARPETTE DI CRISTALLO. Barbara Fiorio. Calstelvecchi Editore.
Beatrice, Maddalena e Penelope sono tre ragazze bellissime, di successo, grandi amiche che nascondono un inconfessabile segreto: il motivo per il quale temono e allo stesso tempo vogliono trovare l’uomo del loro “lieto fine” senza cadere nei tranelli del Destino, e la maiuscola non è casuale. Sì perchè il nostro mondo è popolato da personaggi delle fiabe che si nascondo tra gli uomini comuni, obbligati dai loro creatori a confrontarsi con la realtà per nulla perfetta e a scegliere. Alcuni la vivono come una condanna altri come una grande fortuna, come la mitica Nonna. In una Genova adattissima al clima fiabesco arriveranno a prendere la definitiva decisione tra realtà e fiaba, o forse entrambe.
Questo romanzo è fondato su un’idea molto carina e sviluppato con coerenza nonostante il presupposto fosse difficile da gestire, è scritto con ironia, intelligenza e uno stile apprezzabilissimo, ci fa sorridere dall’inizio alla fine nonostante sia pieno di clichè e di romanticismo, ma del resto stiamo parlando di fiabe ed è ovvio e forse doveroso che sia così. Insomma mi sono divertita da matti a cercare di riconoscere i vari personaggi e a cogliere le numerose citazioni letterarie.
Onestamente non ho ancora capito il senso del titolo ma poco male, mentre trovo fastidiosamente microscopico il carattere scelto dalla casa editrice. La Fiorio è stata recentemente pubblicata da Mondadori e in rete è molto apprezzata, quello che ho letto mi è sicuramente bastato per decidere di approfondirne la conoscenza.