JANE DI LANTERN HILL

JANE DI LANTERN HILL. Lucy Maud Montgomery. Jo March.
La Jo March inaugura la sua nuova collana per ragazzi Plumfield (ricordate vero che era la grande casa che la zia March lascia a Jo e che lei e il marito trasformano in una scuola?!) con un altro romanzo delizioso della Montgomery. Molto spesso ormai cito Hornby quando leggo romanzi per ragazzi, forse per cercare un alibi visto che mi capita spesso nonostante la mia veneranda età: “Evitare i libri per ragazzi solo perchè non si è più ragazzi è come sostenere che i gialli andrebbero letti solo da poliziotti e criminali”.
Jane è una ragazzina infelice, insicura e maldestra, e nella grande e antica villa di Toronto dove vive, il suo unico scopo è passare inosservata per sfuggire agli attacchi crudeli della nonna e godersi i pochi attimi di dolcezza e complicità con la madre, momenti rigorosamente nascosti. E’ quindi uno shock per lei quando il padre, che credeva morto e che per ragioni inspiegabili nessuno le ha mai nominato, la invita a passare l’estate con lui sull’isola del Principe Edoardo.
Parte alla volta dell’isola con la morte nel cuore, impaurita e sicura che detesterà tutto, ma dal primo istante quello che prova è senso di appartenenza: al padre uomo intelligente e comprensivo, ai pittoreschi abitanti dell’isola e soprattutto a quella natura che la incanta ogni giorno. Quella a cui assisteremo è una vera e proprio rinascita, per trovarci a fine romanzo di fronte a una giovane donna davvero promettente.
Qui potrete trovare tutto quello che si può chiedere a un romanzo di formazione: una protagonista dolcissima con la quale solidarizzerete fin dall’inizio, personaggi secondari bene caratterizzati e molti colpi di scena. Il finale un po’ ingenuo e scontato era inevitabile ai quei tempi e ho trovato un po’ meno marcata l’ironia rispetto a ll Castello Blu (romanzo che amo alla follia) ma rimane comunque una splendida lettura di quelle che scaldano in queste umide sere autunnali.
Un gioiello come sempre l’edizione Jo March, a partire dalla copertina (parliamone avete visto che meraviglia?!) per continuare con l’introduzione e la traduzione, sono sempre molto fiera di sfoggiare i loro nuovi romanzi nella mia libreria.

ARRIVEDERCI TRA LE STELLE

ARRIVEDERCI TRA LE STELLE. Jack Cheng. Bompiani.
Alex Petroski ha 11 anni ma come ama ripetere 13 per la maturità e responsabilità dimostrate. E’ un appassionato di astronomia e vive con una madre depressa cronica che nemmeno si accorge quando parte dal Colorado, solo con il suo fedele amico a quattro zampe, per un raduno di costruttori di razzi in Texas per dilettanti come lui. Al suo razzo Alex vuole affidare il suo ipod con le registrazioni nelle quali parla agli alieni e racconta il suo viaggio, così come fece il suo eroe Carl Sagan. In un on the road decisamente avventuroso e arricchito di incontri del tutto inaspettati tra i quali una ribelle sorellastra Alex si guadagna anche amici improbabili ma leali. Il punto di vista di Alex è ingenuo e dolce, a volte divertente, ma l’espediente delle registrazioni che alla lunga stancano, purtroppo lo rendono anche un po’ impersonale, così come tutti i dettagli tecnici.
Avevo letto delle recensioni positive di un romanzo che ho trovato invece molto acerbo, del resto è l’opera prima di un autore giovanissimo. Parecchie le cose che si potevano approfondire come la storia dei genitori e il fatto che per quasi tutto il romanzo l’autore lascia ad intendere che ci sarà una rivelazione finale che assolutamente non c’è.
Sarà perchè non sono appassionata di astronomia ma sul genere si trova di molto molto meglio.

HO UN CASTELLO NEL CUORE

ho un castello nel cuoreHO UN CASTELLO NEL CUORE. Dodie Smith. Fabbri.
Dodie Smith non è altri che la scrittrice de La carica dei 101 e onestamente dopo aver letto questo romanzo del ’48 mi chiedo perchè in Italia non ne siano stati tradotti altri. Innanzitutto armatevi di santa pazienza, non si trova se non in biblioteca o usato, ma credetemi vale la pena.
Inghilterra anni ’30 Cassandra ha 17 anni e attraverso il suo diario ci racconta la vita di una famiglia dove la normalità non sta certo di casa. I Mortmain vivono in un vero e proprio castello diroccato nella campagna vicino a Londra, il padre scrittore di grande fama e talento non ha più scritto nulla dopo il suo primo romanzo, condannando tutta la famiglia a una vita di stenti. La matrigna è una ex modella devota al marito e affezionata alle ragazze, con una passione per il nudismo e per tutti quegli atteggiamenti che ritiene la rendano più affascinante. Rose la bella sorella maggiore è quella che più di tutti soffre la povertà, poi c’è Stephen il figlio della ex governante unica fonte di sostentamento per la famiglia, bello come un dio e innamorato di Cass e Thomas il saggio fratello minore. L’arrivo dei Cotton dall’America, madre colta e due figli, con la loro ventata di allegria, modernità e perchè no ricchezza, non può far altro che sconvolgere tutte le dinamiche familiari.
Io non so chi sia l’autorità preposta a catalogare i romanzi o se ci sia qualcuno che li legge invece che sparare numeri a caso, certo è che in rete l’età di lettura per questo romanzo indicata nella prima edizione Rizzoli era di anni 12, nell’ultima Fabbri vista la copertina più scanzonata siamo scesi addirittura a 10. La lungimirante Biblioteca di Modena invece l’ha messo nella sezione Holden per ragazzi grandi. Questo NON è un romanzo per bimbi di 12 anni, le riflessioni di Cass sono quelle di una diciassettenne anomala e forse anche troppo matura, che prende atto del suo status di ibrido umano, che analizza gli eventi con l’inesperienza dell’età ma la volontà di capire dove vuole andare e cosa vuole diventare. E’ un romanzo di formazione certo, ma è anche e soprattutto un romanzo di educazione sentimentale ed emotiva scritto con uno stile molto elegante e arricchito da un’ironia tipicamente british. Mi è piaciuto moltissimo e diversamente da coloro che ne hanno criticato la fine, aspettandosi forse un happy ending, credo che non potesse essere che così se non lo si voleva far diventare “un romanzetto”.