L’ASSASSINIO DI FLORENCE NIGHTINGALE SHORE

L’ASSASSINIO DI FLORENCE NIIGHTINGALE SHORE. I delitti di Mitford. Jessica Fellowes. Neri Pozza.
Jessica Fellowes, nipote del più famoso Julian, scrittore e sceneggiatore niente meno che della serie televisiva della BBC Dowton Abbey, ha inaugurato con questo romanzo una serie di gialli che avranno come protagoniste le sette sorelle Mitford, che per gli inglesi sono state un po le antesignane del glamour e del gossip, famosissime e chiacchieratissime.
La vera protagonista di questo primo romanzo però è Louisa Cannon che in fuga da Londra a causa di uno zio violento si fa assumere come aiuto bambinaia dalla famiglia Mitford. Diventa così quasi amica di Nancy, la più grande delle sorelle. Dico quasi perchè siamo negli anni ’20 e in Inghilterra la distinzione tra nobiltà e gente comune era decisamente ancora troppo sentita. Nancy Mitford è diventata poi una famosa scrittrice, ho letto e ho parlato di un paio di suoi romanzi con molto di autobiografico e devo ammettere che la caratterizzazione che ne ha fatto l’autrice mi sembra assolutamente plausibile.
Nel treno precedente a quello nel quale viaggia Louisa verso la campagna però viene commesso un orrendo omicidio, quello della nipote e omonima della famosa Florence Nightingale, anche lei infermiera che apparentemente non può avere nemici, delitto peraltro veramente accaduto e rimasto senza soluzione a conferma del fatto che finzione e realtà in questo romanzo si rincorrono continuamente.
La descrizione della vita della famiglia Mitford e le indagini per scoprire l’assassino si incrociano grazie a Louisa, che insieme a una Nancy curiosa e determinata danno una mano alla soluzione di quello che sembra un omicidio senza senso.
Se cercate un giallo con ritmi serrati questo non è quello che fa per voi, questo romanzo è un po’ un ibrido che onestamente non mi ha convinta del tutto, l’ho letto volentieri intendiamoci, io sono di animo decisamente troppo british per non apprezzare l’ambientazione e l’accuratezza delle descrizioni della vita nell’Inghilterra degli anni ’20, l’impianto giallo poi nonostante tutto tiene, ma le varie parti (il giallo, la vita di Louisa e la vita della famiglia Mitford) non si sono amalgamate bene in un tutto organico e convincente. Sono curiosa di leggere il secondo per capire se l’idea ambiziosa dell’autrice si dimostrerà vincente o arriverà stancare.

IL MORSO DELLA RECLUSA

IL MORSO DELLA RECLUSA. Fred Vargas. Einaudi

Stremata da una crisi di astinenza da Vargas, ero in trepidante attesa del ritorno di Adamsberg e della sua paradossale compagnia e di ritrovarmi nel bezzo delle indagini dell’Anticrimine di Parigi. Ho impiegato qualche pagina per riuscire a riprendere “confidenza” con il modo di scrivere della Vargas e i suoi surreali personaggi, ma soprattutto con lui, Jean Baptiste, nonostante ciò, come si dice, il primo amore non si scorda mai….. L’indagine, iniziativa personalissima del commissario, ruota intorno alla Reclusa, piccolo ragno schivo e solitario ma non solo, il cui veleno in talune circostanze può diventare mortale. Ovviamente questo è solo il punto di partenza per il nostro Jean Baptiste che come al solito si ritroverà a dipanare incredibili matasse e fare collegamenti alle volte troppo assurdi per apparire verosimili. La Vargas è sempre una piacevole lettura, nonostante la sua opera sia sospesa tra fantasy e giallo forse per limitare le possibilità del lettore di capire troppo presto chi è il colpevole, operazione che in quest’ultima indagine però è fallita!

PERSIDIVISTA.COM

PERSIDIVISTA.COM. Maurie-Aude Murail. Giunti.
Questa volta la Murail si cimenta con un vero e proprio giallo per ragazzi, e che dire, le riesce piuttosto bene.
Ruth ha 14 anni e tutte le insicurezze tipiche di quest’età vengono amplificate dal dolore di aver perso la mamma ormai da anni e dal fatto che l’impenetrabile e impegnatissimo padre sembra tenerla a distanza a differenza della sorellina che illumina la sua vita.
Quando guardando una vecchia foto con una sua amica non riesce a capire quale sia sua madre e quale la gemella morta assassinata da giovane, decide di iscriversi a un social con l’identità del padre per capire qualcosa di più di un passato che sembra zona off-limits.
Certo mai avrebbe immaginato di risvegliare vecchi rancori da parte del nonno mai conosciuto, odi profondi e curiosità dai vecchi compagni di classe e soprattutto una serie di conseguenze drammatiche che mettono al centro di tutto il padre, che con la sua aria noncurante e la sua ironia spesso fuori luogo è in tutto e per tutto l’indiziato perfetto.
Un bel romanzo, avvincente, veloce e ricco di colpi di scena, che affronta anche il tema attualissimo dei social, veramente affascinante il personaggio del padre Martin.
Interessantissimo anche il diario riportato alla fine della pubblicazione su come nasce un romanzo, scritto in contemporanea al romanzo stesso dall’autrice che ci mostra come sviluppa le sue idee, in che modo la vita quotidiana influisce sulla sua scrittura e da quali autori trae ispirazione. Beh sarà un caso (ma non credo proprio) ma ogni due pagine nomina un romanzo e un personaggio di un romanzo del mio amato Dickens a voi trarre le opportune conclusioni!!!

PULVIS ET UMBRA

PULVIS ET UMBRA. Antonio Manzini. Sellerio.
Il sesto capitolo della serie del romanaccio Rocco Schiavone si sviluppa su due filoni. Ad Aosta l’indagine sull’omicidio di un trans che da subito presenta parecchie anomalie, e il suo incubo personale Enzo Baiocchi (che non sopporto più) con il quale il suo amico Sebastiano, sparito da parecchi giorni, vuole regolare i conti per vendicare Adele.
Mi piace molto come scrive Manzini, ma soprattutto mi piacciono molto i suoi personaggi, tutti, anche i minori o le comparse li sa caratterizzare perfettamente in poche parole. Quello che non mi ha convinta è stato l’impianto giallo e soprattutto il complottismo nei confronti di Rocco che mi sembra sia veramente esagerato oltre che inverosimile.

 

MORTE DI UNA MOGLIE PERFETTA

MORTE DI UNA MOGLIE PERFETTA. I casi di Hamish Macbeth. M. C. Beaton. Astoria.
Dopo la fortunatissima serie di Agatha Raisin e quella più breve e meno nota di Clarges Street, Astoria inizia la pubblicazione di una nuova serie della Beaton, I casi di Hamish Macbeth poliziotto di un piccolo paese delle Highlands. Hamish ama la sua terra e il suo lavoro, di certo non frenetico, basato più che altro sulla raccolta di pettegolezzi del paese ed è per questo che Priscilla il suo grande amore, nonchè figlia del ricco proprietario terriero della zona, non comprende proprio la sua mancanza di obiettivi e il suo appagamento. A Lochdubh è appena arrivata una coppia da Londra per aprire un B & B, Trixie Thomas è quel che si dice la moglie perfetta, sa cucinare, pulire, si occupa di tutto ed è pure impegnata impegnata nel sociale. In breve diventa il faro delle casalinghe del paese alle quali fornisce uno scopo, mentre i mariti non apprezzano per nulla i cambiamenti. Quando viene trovata avvelenata quindi i sospettati sono molti, per non parlare del fatto che Trixie non era per nulla senza macchia come appariva.
L’ambientazione e gli scenari ne fanno una lettura gradevole e veloce, certo fatico a considerarlo un vero giallo.

LETTURE GRECHE

l'assassinaL’ASSASSINA. Alexandros Papadiamantis. Elliot.
Alexandros Papadiamantis è considerato il padre della letteratura greca moderna, nato a metà ‘800 sulla meravigliosa, ma all’epoca poco ospitale, isola di Skiathos è stato il primo traduttore in greco di famosi romanzi come Delitto e Castigo, poi prolifico autore di cui questo romanzo è considerato il capolavoro.
Chadula è una vecchia contadina dell’isola che vive come tutti coltivando la terra e soprattutto gli ulivi, e cercando altri espedienti per mantenere la sua numerosa famiglia, è considerata infatti una guaritrice o una strega a seconda del caso. E’ una donna stremata, sconfitta, che in una notte di veglia a una nipote appena nata ripercorre una vita di stenti e sacrifici e si rende conto che nonostante l’età altri ancora la attendono. Si chiede che senso abbia la vita della piccola e debole neonata che assiste in un mondo come quello: le femmine sono un peso per le loro famiglie che fanno sacrifici enormi per riuscire a racimolare la dote quando si sposano, oppure che devono continuare a mantenerle se non lo fanno, e comunque sono condannate a una vita di duro lavoro e umiliazioni. La stanchezza, il delirio, la follia, il passo è breve e la donna si convince di essere investita del volere divino uccidendo la bambina, e nella sua fuga attraverso l’isola ne uccide anche altre tutte rigorosamente femmine prima che un barlume di lucidità la metta di fronte all’orrore che ha compiuto.
Un’ indagine psicologica terrificante nella sua accuratezza e l’uso sapiente dell’ecfrasi (figura retorica secondo me un po’ difficile da individuare) nella descrizione della natura, la rendono una lettura veramente di valore ma rimane comunque un po’ pesante.

ultime della notteULTIME DELLA NOTTE. La prima indagine del commissario Kostas Charitos. Petros Markaris. Bompiani.
E’ del 1995 il primo romanzo del fratello di greco di Maigret o del Montalbano di Atene ma affronta già il tema dell’immigrazione e di una città talmente urbanizzata da essere invivibile, temi che lo rendono quindi ancora assolutamente attuale. Un bel personaggio Charithos, semplice e modesto, con una famiglia media, e un interesse smodato per i dizionari e le parole. Non ha le strane sensazioni di Adamsberg della Vargas e non è nemmeno tormentato come lo Schiavone di Manzini, segue semplicemente una logica ferrea.
Il caso parte dall’assassinio di una coppia di albanesi della periferia che non verrebbe considerato di alcun interesse, ma quando la giornalista televisiva più famosa del paese viene trovata morta dopo aver insinuato più volte al commissario che dietro ci sia un giro di rapimenti di bambini Charithos capisce che non può non seguirne la pista.
Un’indagine complicata, con implicazioni politiche molto interessanti, un bel giallo davvero, peccato solo per gli indizi quasi grossolani disseminati per il romanzo che tolgono tutta la sorpresa al finale.

L’IMPREVEDIBILE PIANO DELLA SCRITTRICE SENZA NOME

l'imprevedibile pianoL’IMPREVEDIBILE PIANO DELLA SCRITTRICE SENZA NOME. Alice Basso. Garzanti.
Vani, una Lisbeth Salander formato italiano, di professione fa la ghostwriter, musona, solitaria, cinica e apparentemente indifferente a tutto e tutti, insomma un’impagabile risorsa per uno degli editori più importanti del paese il cui unico credo sono i bilanci di vendita. Vani ha una capacità particolarissima, riesce a calarsi perfettamente nella testa delle persone per poi scrivere con ottimi risultati saggi scientifici, narrativa contemporanea, manuali di giardinaggio. L’ultimo incarico però la mette veramente alla prova, deve scrivere un manuale al posto di una specie di santona con moltissimi adepti che sostiene di parlare con gli angeli. La santona in questione però viene rapita e il commissario Berganza, un commissario che pare appena uscito da un romanzo addirittura con l’impermeabile beige, si rivolgerà a lei e alla sue qualità introspettive per capirci qualcosa.
In questo romanzo di cose ne capitano veramente molte: c’è un’improbabile storia d’amore, le prime avventure in discoteca di una adolescente vicina di Vani e tante altre, il tutto dipinto con ironia e sarcasmo. Per quanto riguarda il mondo dell’editoria è palpabile la profonda conoscenza che la Basso ne ha.
Mi è capitato di sentire dal vivo questa scrittrice che parlava del suo romanzo e mi ha incuriosita, è una persona molto “elettrica”, beh per tutto il romanzo mi sembrava di sentire la sua voce, questa ricerca continua della battuta, a volte anche un po’ esagerata, la fretta con la quale parlava l’ho ritrovata anche le racconto.
In rete invece ho trovato alcune critiche decisamente impietose, c’è chi la definisce spocchiosa, mi rifiuto di pensare che solo perchè un autore è giovane e si esprime in maniera un po’ più ricercata sia per arroganza.
Nel complesso è una lettura molto gradevole, a giorni è prevista l’uscita del secondo romanzo della serie (sì pare ci sarà una serie, i personaggi ci sono e in Italia oramai tutti scrivono serie è molto più facile), probabilmente lo leggerò.

NON E’ STAGIONE

non è stagioneNON E’ STAGIONE. Antonio Manzini. Sellerio.
Solo ad Aosta in maggio la primavera fa una veloce comparsa per poi nascondersi di nuovo sotto una coltre di neve. Nonostante questo Rocco Schiavone, il vicequestore meno politicamente corretto in circolazione, non abbandona le sue clarks a costo di terminare le forniture dell’intera città. In questo episodio è alle prese con una nuova complicata storia d’amore oltre che con il rapimento di una ragazza, figlia dei proprietari di una grande impresa edilizia della zona che navigava in cattive acque ma che improvvisamente sembra aver risolto i problemi di liquidi. Il passato inoltre non smette di tormentarlo e furbescamente  ci lascia tutti col fiato sospeso e con la voglia di scoprire il seguito. Anche questo terzo romanzo della serie risulta accattivante e di veloce lettura, ma come in tutte le serie alcune cose già iniziano a diventare ripetitive. Inoltre trovo davvero troppo somiglianti alcuni personaggi della Questura a quelli della più famosa serie di Camilleri. Insomma come non vedere in D’Intino  e Deruta, Catarella, o in Italio Pierron un altro Fazio, e cosa vogliamo dire dello stesso rapporto con l’onomatopatologo? Insomma da Manzini mi sarei aspettata decisamente qualcosa di più originale. Continuo a pensare che il suo miglior lavoro sua La giostra dei criceti.

 

PER PURO CASO

PER PURO CASO. Alberto Oliverio. Edizioni Dedalo.
Non sono proprio una novellina dell’editoria, ma mi ritrovo spesso e ancora, a stupirmi dell’enorme e variegata proposta che nello scenario italiano smentisce chi ci ritiene “il popolo della Gazzetta dello Sport”, e intendiamoci io la Gazzetta la sfoglio sempre volentieri. Questa casa editrice ha un progetto editoriale e un indirizzo tanto specifici quanto affascinanti: le scienze in tutte le sue applicazioni, e questo “romanzo scientifico”, come recita la copertina, ne è un chiaro esempio. Scritto da un neuroscienziato già autore di numerose pubblicazioni, parte da uno scenario reale e arriva a conclusioni non reali ma assolutamente plausibili e possibili, in uno stile curato e apprezzabile anche se un po “asettico”.
All’indomani dell’inizio di una nuova, e per molti catastrofica era per l’umanità, uno scienziato italiano racconta, interrogandosi sulle varie responsabilità, tutte le tappe che hanno portato a tanto.  L’incontrollata diffusione di un virus portatore di un gene che potenzia a dismisura il cervello umano a discapito della sua emotività, che è stata favorita da scienziati di pochi scrupoli  e dalla competitività tra le due superpotenze, Stati Uniti e Giappone, con la compiacenza del Vaticano.
Le tematiche trattate sono molte e attualissime, le manipolazioni genetiche su tutti, da vari punti di vista compreso quello filosofico. Le descrizioni dei vari congressi, delle dinamiche e dei protocolli scientifici e anche dei vari personaggi, molto interessanti, soprattutto perchè è evidente che sono frutto di esperienze personali.
Una lettura stimolante, non banale ma nemmeno troppo ostica, dopo che ovviamente si sia entrati nella disposizione giusta.

IL LADRO DI LIBRI INCOMPIUTI

untitled1IL LADRO DI LIBRI INCOMPIUTI. Matthew Pearl. BUR.
L'ho trovato per caso navigando. Per caso perché se avessero lasciato il titolo originale The Last Dickens l'avrei già letto da molto tempo, ma si sa che spesso le decisioni degli editori non sono le più felici.
Boston 1870. James Osgood, l'editore americano di Dickens, conta sul suo ultimo romanzo per risollevare le sorti della casa editrice che, unica a mantenere una certa etica, naviga però in cattive acque. La notizia della morte del famoso scrittore nel suo studio in Inghilterra, probabilmente affaticato dalla tournè americana di letture pubbliche organizzata proprio da Osgood, arriva quindi come una tegola. Il mistero di Edwin Drood rimane perciò incompiuto e l'assassinio del commesso con il conseguente furto degli ultimi capitoli arrivati al porto, spingono l'editore a cercare di fare luce sulla vicenda e capire il motivo di tanta ferocia. L'impianto giallistico è un po' lento e nonostante si sprechino i colpi di scena per tenere alta l'attenzione del lettore, alcuni episodi sono veramente di troppo.
La ricerca storica e l'ambientazione sono invece accurati, precisi ma mai tediosi. Ho scoperto moltissime cose: i primi problemi di copyright dell'epoca, la gestione delle opere letterarie e, ciliegina sulla torta, la tournè americana di Dickens viene ripercorsa passo passo. Allo scrittore vengono messe in bocca solo parole attestate storicamente, il ritratto che ne consegue è quindi molto fedele. Quasi tutti i personaggi sono realmente esistiti e scoprire che il mio scrittore preferito, che aveva uno staff degno di una pop star, era fatto oggetto di attenzioni e isterie degne di un Brad Pitt di oggi, mi ha veramente sbalordita.
Del resto la particolarità di Pearl, studioso e appassionato di letteratura è proprio quella di scrivere i cosiddetti gialli letterari. Una lettura gradevolissima e assolutamente imperdibile per gli appassionati di Dickens.