FUNNY GIRL

funny girlFUNNY GIRL. Nick Hornby. Guanda.
E’ la Swinging London quella descritta nel nuovo ed attesissimo romanzo di Hornby. La Londra degli anni ’60, con locali e teatri alla moda, le gonne sono microscopiche ma l’omosessualità è ancora punita con la galera, il mondo sta cambiando e soprattutto l’intrattenimento televisivo inizia veramente a lasciare il segno nella vita delle persone. Quando Barbara rifiuta il premio di Miss Blackpool, piccolo paese del nord, è perchè vuole di più, vuole Londra, vuole essere qualcuno, vuole la vita e soprattutto vuole fare ridere la gente come la sua eroina Lucy Ball, e non vuole certo essere guardata solo per le sue forme abbondanti. Inizialmente niente è come si aspettava ed è quasi rassegnata a tornare a casa quando grazie alla sua avvenenza e un incontro fortuito le viene assegnato il ruolo di protagonista di una serie televisiva. Una delle prime, quando ancora venivano trasmesse e recitate in diretta. E’ un gruppo eterogeneo ma molto significativo quello di Barbara (e Jim) che da l’opportunità all’autore di raccontarci la storia di Tony e Bill, i due affiatati ma diversi sceneggiatori, di Clive il belloccio attore co-protagonista, di Denis l’assennato produttore, e con loro molti dei meccanismi di quegli anni della BBC.
A mio avviso è un Hornby in grande forma, sì certo i dialoghi la fanno da padrone, ormai scrive quasi solo sceneggiature e si sente, ma idea , ambientazione e personaggi sono credibili e non ho trovato per nulla appannata la sua indubitabile verve. A me è piaciuta anche la fine con la sua dose di malinconia quando tutti i personaggi si ritrovano ai giorni nostri.

TUTTI MI DANNO DEL BASTARDO

TUTTI MI DANNO DEL BASTARDO. Nick Hornby. Guanda.
65 pagine, di cui 5 completamente vuote, la prima pagina scritta è la 9. Carattere per ipovedenti. 9 euro. Tempo di lettura 2 ore guardandoci in mezzo la semifinale degli US Open Djokovic-Wawrinka. Questi i numeri. All’indomani del divorzio annunciato Charlie vede abbattersi sulla sua vita un ciclone, la sua ex moglie Elaine pubblica una rubrica intitolata IL BASTARDO completamente dedicata a lui. Questa è l’idea, molto carina secondo me, perchè Hornby è uno scrittore brillante. Per l’intreccio credo di dover aspettare le prossime puntate, perchè non è finito qui vero??? A proposito almeno la partita di tennis è stata molto bella, peccato per Wawrinka.

SONO TUTTE STORIE

SONO TUTTE STORIE. Nick Hornby. Guanda.
Dopo Una vita da lettore e Shakespeare scriveva per soldi, questa è la terza raccolta degli articoli comparsi sul Believer dal maggio 2010 al dicembre 2011. E’ la solita divertente, acuta e dissacrante chiacchierata sulle nuove uscite editoriali, sui gusti personalissimi di Honrby, sul suo approccio ai lettori e-book e tanto altro. Questo l’ho trovato particolarmente spassoso e centrato, o forse la mia impressione è influenzata dalla crisi di astinenza “hornbyana”. Che dire, per me è e rimane un appuntamento imperdibile.

E’ NATA UNA STAR

copt13E' NATA UNA STAR. Nick Hornby. Guanda.
Prendete uno scrittore affermato. Una lunga estate calda con poco da guardare alla televisione che con la complicità delle vacanze è il periodo in cui gli italiani leggono di più. Fate scrivere a questo scrittore un raccontino con un'idea intrigante da pubblicare e pubblicizzare come fosse un breve romanzo, del resto basta allargare a dismisura le interlinee. Ecco una perfetta operazione commerciale, rivolta a boccaloni come me disposti a spendere ben 10 euro per una lettura di mezz'oretta. Lettura leggera e quasi insignificante, che strappa qualche sorriso e che ti lascia interdetto e incredulo che sia finita veramente così. Una madre qualsiasi scopre una videocassetta hard nella quale l'attore principale è il figlio ventitreenne che a sua insaputa ha "doti" decisamente straordinarie, come affrontare la questione in famiglia? Non ho intenzione di dire una parola in più, rischierei di dilungarmi più di Hornby. Grazie Guanda.

TUTTA UN’ALTRA MUSICA

TUTTA UN’ALTRA MUSICA. Nick Hornby. Guanda.
tuttaunaltramusicaDuncan e Annie sono due quarantenni insieme da quindici anni. Si vogliono bene ma sono a quel punto di una relazione nel quale si mette tutto in discussione e ci si chiede (la donna in genere): tutto qui?. Duncan in realtà ha un unico grande amore: Tucker Crowne, un musicista semisconosciuto scomparso dalle scene all’apice della carriera improvvisamente, senza una spiegazione. Duncan dedica tutte le sue energie al sito che cura in cui si incontra virtualmente con i pochi altri fanatici del mondo. Annie però viene contattata da Tucker in persona e constaterà quante sono le assurdità che la rete, i media e soprattutto i fans riescono a inventare. Certo Hornby non scrive libri di chissà quale spessore, ma c’è qualcuno che riesce a parlare di musica come lui? C’è qualcuno della mia generazione che non si rivede almeno un po’ nei suoi personaggi? Il solito stile colloquiale e non troppo curato, ma ho ritrovato l’Hornby divertente e scanzonato dei primi romanzi. Leggero sì, ma non mi delude davvero mai!

SHAKESPEARE SCRIVEVA PER SOLDI.

SHAKESPEARE SCRIVEVA PER SOLDI. Nick Hornby. Guanda.
shakespeareSi, lo sapevo che era la classica pubblicazione estiva per fare qualche soldo, non sono nata ieri e ammetto che il prezzo di copertina è sicuramente eccessivo. Ma cosa ci posso fare, a questo nome non so resistere, ho tutti i suoi libri, immaginate quindi che smacco dover dire a qualcuno illustrando la mia fantastica libreria "ah sì di Hornby li ho tutti tranne…". La mia è stata una scelta consapevole e se volete saperlo non sono assolutamente pentita, oddio non mi sento particolarmente arricchita, se non di consigli, è come se avessi letto qualche leggero articolo da rivista senza pretese. Infatti è proprio questo, il seguito di Una vita da lettore, gli articoli comparsi sul Believer nei quali Hornby commenta le sue sgangherate letture. Intramezzato dai suoi soliti e necessari commenti sportivi (e per chi come me piace lo sport, sono il suo pezzo forte) riscopre con sorpresa la sua predilezione per la letteratura cosiddetta "per ragazzi", per le biografie e per le nuove uscite. Concordo completamente con il suo parere su La strada di McCarthy. Ovviamente la mia già notevole pila di libri ancora da leggere ha subito un incremento.

TUTTO PER UNA RAGAZZA

TUTTO PER UNA RAGAZZA. Nick Hornby. Guanda.
tuttoperunaragazza Sam è un ragazzo di sedici anni ed è "il più grande errore della vita" di sua madre che ne ha trentadue, nonostante tutto però è mediamente felice. La madre è giovane e comprensiva e lui non è certo un ribelle, non si comporta male nemmeno con i suoi fidanzati antipatici. La vita di Sam prosegue quindi senza grandi scossoni tra la scuola e soprattutto la sua grande passione: lo skate. E’ per questo che il miglior amico di Sam è Tony Hawk, o meglio il poster di Tony Hawk, il più grande skater del mondo. Con lui si confida, a lui racconta tutto, peccato solo che Tony risponda non sempre a proposito citando frasi a caso della sua autobiografia, ma Sam riesce sempre a trovare poi un senso a quello che dice. Quando la sua ex fidanzata scopre di essere incinta a Sam crolla il mondo addosso, si trova assolutamente impreparato e si lascia trascinare dagli eventi come se fosse privo di volontà. Tra flash back tra presente e futuro, situazioni tragicomiche e gustosi dialoghi, il "vecchio" Hornby ci fa fare un tuffo nell’adolescenza, ci fa rivivere quel periodo assurdo, dolce e spietato allo stesso tempo. Con vecchio Hornby intendo l’Hornby di Un ragazzo, di Alta fedeltà e non quello un po’ più impegnato degli ultimi romanzi. Ovviamente mi è piaciuto molto, nonostante lo stile sia sempre più colloquiale e nonostante una pecca nemmeno troppo piccola: la trama non va da nessuna parte ma gira su se stessa per tutto il libro senza un vero finale.

UNA VITA DA LETTORE

UNA VITA DA LETTORE. Nick Hornby. Ed. Guanda.
unavitadalettore Il suo nome per me è già una garanzia, e con un titolo così è ovvio che non potevo avere scampo. Questo libro raccoglie tutti gli articoli della rubrica letteraria che Hornby cura per il "Believer" dal settembre 2003 al giugno 2006. Nella rubrica dice fuori dai denti e sinceramente (un po’ come noi) quello che pensa dei libri che man mano legge e parla del mondo un po’ strano di noi appassionati/maniaci di lettura; ma il suo compito è più facile perché per decisione editoriale non può fare stroncature, quindi i libri che non gli piacciono vengono abbandonati e non nominati. Questa decisione "buonista" non influisce molto però sul risultato perché lo stile è il suo solito, spassoso, intelligente, ironico e scorrevole e tra l’altro sa bene di cosa parla. Partendo dal presupposto che scritto da lui forse mi farebbe ridere anche l’elenco del telefono, non so quindi quanto valore dare alla mia opinione, bisogna ammettere che qualche difetto c’è: essendo una raccolta di articoli la lettura risulta molto frammentata; molti dei libri di cui parla non sono editi in Italia e non vi dico la frustrazione che ne consegue; non è un libro secondo me da leggere in spiaggia, in quanto occorre assolutamente un collegamento Internet per poter cercare e verificare mano a mano i libri di cui parla; di alcuni libri fa solo un accenno molto superficiale. Comunque mi è piaciuto moltissimo, mi ha lasciato l’impressione di avere fatto una piacevolissima chiacchierata con uno dei miei scrittori preferiti e la mia lista di libri interessanti da leggere si è allungata a dismisura con conseguente futuro accorciamento dei numeri del mio conto corrente, ma del resto dalla vita non si può avere tutto.

NON BUTTIAMOCI GIU’

NON BUTTIAMOCI GIU’. Nick Hornby. Ed. Guanda.
Non buttiamoci giù, Nick Hornby Premetto che il mio parere potrebbe non essere dei più imparziali, stiamo pur sempre parlando del mio scrittore contemporaneo preferito. La storia è raccontata a quattro voci, quelle dei personaggi, un’arrabbiatissima e confusa ragazza di 18 anni, una donna di mezza età con una figlio autistico da accudire e una vita passata senza nient’altro, un ragazzo americano ex musicista lasciato dalla ragazza, un noto presentatore televisivo che ha avuto guai con la legge e su cui ovviamente i media si accaniscono. La notte di capodanno si incontrano su un palazzo, tutti con l’intenzione di suicidarsi e in una grottesca scena e uno scambio di idee tra i più strani, finiranno per scendere e diventare una improbabile compagnia di persone alla deriva che cerca di trovare un motivo per non farlo. Il tema trattato ovviamente è delicato, ma Hornby riesce a non renderlo troppo pesante con le sua solita e mirata ironia, mai fuori luogo soprattutto in un contesto come questo. I personaggi più azzeccati secondo me sono Jess, l’esuberante ragazza che con il suo disarmante punto di vista tiene un po’ le fila della storia, e Maureen una donna semplice attraverso i cui occhi ci risultano così evidenti le assurdità della nostra società a cui purtroppo ci siamo abituati. In un sottile percorso i nostri personaggi arriveranno alla conclusione che si volevano suicidare non perché odiassero la vita, anzi perché la amavano troppo, ma non sapevano come riportarla sui giusti binari per poterla vivere se non altro decentemente e per poter godere di almeno una parte delle piccole e grandi gioie che ci riserva, senza con questo dare alcun tipo di scontata risposta. Un discorso a parte merita la prosa. Per questo sono arrabbiatissima, piena zeppa di sgrammaticature, pochi i congiuntivi giusti o le consecutive con il verbo al tempo corretto. Ora, mi rifiuto di credere che siano errori di traduzione, parliamo di un libro che costa 15,5 euro. Propendo quindi sulla spiegazione di una sua scelta, che non condivido assolutamente, per rendere i personaggi più reali e la scrittura colloquiale. Il risultato per quanto mi riguarda è quasi disastroso, e credo che certi colloqui non siano nemmeno adatti per il cinema, visto che ormai per ogni libro di Hornby ci dobbiamo aspettare il relativo film. Per tirare le somme possiamo dire che è sicuramente il nuovo Hornby, quello dolceamaro, quello più adulto e riflessivo. A mio avviso vale ancora la pena leggerlo e continuerò a comprare a scatola chiusa i suoi libri. Ammiro molto la sua scelta coraggiosa ma impopolare di cambiare i temi trattati da "Come diventare buoni". Ho letto quasi unanimi pareri: per chi lo conosce che non è più quello di un tempo, favorevoli invece per chi non lo conosceva. Converrete con me che è molto diverso e lascia impressioni forse opposte parlare della vita e delle esperienze dei trentenni d’oggi come in "Alta fedeltà" o "Un ragazzo" o parlare del significato che cerchiamo nella stessa, ed è per questo che credo un po’ dure alcune conclusioni.