APPRENDISTA PER CASO

apprendista per casoAPPRENDISTA PER CASO. Vikas Swarup. Guanda.
Sapna Sihna è una giovane venditrice di un grande negozio di elettrodomestici di Delhi, i suoi sogni erano ben altri ma la morte del padre e la precedente tragedia che ha colpito la famiglia l’hanno messa di fronte alle sue responsabilità di sorella maggiore. All’uscita dal tempio della Dea Durga le si avvicina un distinto signore che scoprirà essere il magnate di una delle maggiori multinazionali indiane, che le annuncia di volere fare di lei il suo successore, solo però se dovesse superare sette prove che dimostreranno il suo valore e se possiede le doti necessarie. Iniziano così una serie di rocambolesche avventure che Sapna non capisce se sono architettate dal suo “esaminatore” o come dice lui se fanno parte delle prove che la vita ogni giorni ci mette di fronte, il colpo di scena finale inoltre ormai è un must dello scrittore.
Così come ne Le dodici domande e I sei sospetti, Swarup si conferma grande e capace creatore di trame avvincenti e suggestive, in cui alla fine tutto torna e trova una sua collocazione, in intrecci così complessi qualche forzatura e ingenuità gliela possiamo anche perdonare. I temi sono i suoi, ci racconta l’India della corruzione, delle tante realtà diverse: religiose e culturali, dello sfruttamento minorile ma anche l’India di quelli che credono e combattono per cambiare le cose o almeno per mantenere una loro dignità. Un grande narratore.

IL PREZZO DEL PARADISO

cop IL PREZZO DEL PARADISO. Thrity Umrigar. Neri Pozza.
Frank e Ellie sono una coppia perfetta. Una grande amore coronato da una più che soddisfacente vita matrimoniale. La morte improvvisa del figlio Benny di sette anni, li catapulta però in un mondo nuovo, fatto di risentimento, di dolore e di indolenza, ma soprattutto di incapacità a reagire. In questo mondo si perdono, per la prima volta dal loro incontro. Colgono al volo l'occasione di trasferirsi in India grazie al lavoro di Frank. L'India però è un paese che segna. Ellie ne è subito rapita e riesce pian piano a trovare un equilibrio. Frank invece a contatto con l'India spietata e assurda del mondo del lavoro, verrà segnato e ossessionato dall'incontro con Ramesh, il figlio dei domestici, l'unico in grado di dargli qualche attimo di serenità.
Non so perché il titolo mi aveva fatto pensare a un lieto, o quasi, fine. Direi che impressione più sbagliata non poteva esserci. E' un libro drammatico e profondo. Il modo di raccontare il paese delle contraddizioni è veramente notevole, cosa possibile forse solo da un'autrice di origini indiane. Quello che mi ha veramente stupita invece è l'intensità e la precisione, e uso questo termine appositamente, con cui viene raccontato il dolore. Peccato solo che verso la fine la narrazione si dilunghi in episodi decisamente inutili e ripetitivi, che stancano e appesantiscono una storia di per sé già conclusa.  

I SEI SOSPETTI

I SEI SOSPETTI. Vikas Swarup. Guanda.
iseisospettiUn aborigeno delle Andamane, un politico in pensione, un giovane americano in cerca di moglie, un ladro di cellulari, la più famosa e desiderata stella del cinema e il ministro degli interni del maggiore stato indiano (padre della vittima); sono i sei sospettati dell'omicidio di Vichy Rai, uno dei delinquenti più famosi del paese, spalleggiato da uno stato sempre più corrotto dove la legge del più forte oramai ha finito per anestetizzare la popolazione rassegnata a subire ogni genere di sopruso. L'attesa seconda opera dell'autore di Le dodici domande da cui è stato tratto The Milionarie il pluripremiato film, è all'altezza della prima (anche se secondo me un gradino più in basso). Il giallo è schematico, diviso in sospettati, moventi, indizi e finale. Credo sia solo un espediente per dare ritmo e suspence alla storia e la rendono una lettura scorrevole e piacevole, il finale "in evoluzione" (di più non posso dire per non rovinarvelo) da un tocco in più alle storie dei sei personaggi originali e allo stesso tempo molto significative. Lo scopo è ancora quello di raccontarci l'India di oggi, un paese che è ormai diventato tra le maggiori potenze mondiali nonostante l'immagine distorta che se ne vuole dare, e di raccontarci una politica che purtroppo è marcia e che ci ricorda amaramente la nostra.

ACQUA

ACQUA. Bapsi Sidhwa. Neri Pozza
acqua 1938. India.
Il Mahatma Gandhi e le sue rivoluzionarie idee stanno prendendo piede in un paese a noi occidentali così estraneo che qualsiasi tradizione ci appare assurda.
Chuya, che significa “topolino”, ha soltanto 6 anni quando viene fidanzata e successivamente sposata ad un uomo anziano scelto dal padre. La sfortuna vuole che il marito muoia (un avvenimento non così insolito per le persone anziane…), e Chuya si ritrova ad essere una vedova a soli 8 anni. Secondo la traduzione Indù, vedova è uno status sociale di continua penitenza, fame e privazioni, per l’espiazione dei peccati del consorte defunto, che si protrae sino alla morte.
Chuya, che nulla sa del destino che l’attende, entra nella casa delle vedove, dove una realtà fatta di sacrificio, avvilimento ed abbrutimento l’accoglie. Chuya è però una bambina vivace, che mal si adatta ad una vita remissiva ed ipocrita, e allorché l’amica Kalyani, vedova-prostituta, intreccia una relazione amorosa e proibita con un giovane idealista gandhiano la bambina si trova ad essere vittima, causa ed effetto di una serie di sconvolgimenti sociali ed affettivi.
Un libro scorrevole e spontaneo, del quale segnalo due note stonate. Primo: lo stile poetico stempera la drammaticità delle condizioni umane, a mio avviso togliendo molto dell’impatto che la lettura avrebbe potuto avere. Secondo: il titolo “Acqua” non mi pare indovinato, dà al lettore un’idea diversa rispetto alle vicende narrate.

IL DIO DELLE PICCOLE COSE

IL DIO DELLE PICCOLE COSE. Arundhati Roy. Ed. Tea.
Il Dio delle piccole cose, Arundhati Roy Questo libro risale a un decina di anni fa, fu uno dei primi di quello che diventò poi il filone indiano a me tanto caro, forse uno dei più belli. Siamo negli anni sessanta, dopo avere divorziato dal marito violento, Ammu ritorna a casa dalla famiglia con i suoi gemelli dizigotici di sei anni Rahel ed Estha. La sua è una tipica famiglia benestante indiana ma con i suoi scheletri nell’armadio e molti personaggi pittoreschi con la loro personalissima storia. Ammu è donna e pure divorziata, lo scalino più basso e praticamente inqualificabile della società. Più in basso di lei ci sono solo i "paravan o paria", gli intoccabili, e lei si innamorerà proprio di uno di loro, cosa che per il senso comune della nuova India libera e moderna è ancora TROPPO. Dall’inizio del libro che non segue un ordine cronologico ben definito, e anche questo è uno dei suoi tocchi di originalità, si capisce che più di una tragedia grava sui i personaggi, e piano piano fino alla fine prendono forma le varie sfaccettature di una storia drammatica per tutti e soprattutto moralmente molto violenta. La voce dei due gemelli è quella più forte in una caratterizzazione talmente viva che ti verrebbe voglia di abbracciarli. Lo stile è particolarissimo, molto poetico, forse a volte un po’ troppo. Una cosa che mi è sembrata molto strana ma allo stesso tempo lodevole è che dopo un successo di questa portata a livello mondiale, l’autrice non si sia più cimentata in altri romanzi sfruttando i facili guadagni che ne sarebbero derivati, ma ha scritto solo libri e saggi di denuncia sociale, direi da applausi.

LE DODICI DOMANDE

LE DODICI DOMANDE. Vikas Swarup. Ed. Guanda.
Le dodici domande, Vikas Swarup
Un giovane e povero cameriere che vive in una baraccopoli alla perifieria di Delhi vince l’edizione indiana di “chi vuol essere miliardario”. Il libro si apre con il suo arresto perchè la produzione del gioco ritiene impossibile che una persona di così basso rango e di conseguenza così ingnorante, sapesse tutte le dodici domande del quiz. Lui quindi racconta al suo avvocato gli episodi della sua tormentata vita che l’hanno portato del tutto casualmente a conoscere davvero le risposte giuste alle domande.
E’ un racconto senza continuità temporale perchè ovviamente segue la consequenzialità delle domande. E’ il raccondo di un orfano indiano come tanti, di un’infanzia di soprusi, violenza ed espedienti per non soccombere. Il tutto raccontato con una semplicità stilistica e un’ironia che spesso si scorge tra le righe, che rende la storia ancora più agghiacciante. Ma è un racconto che lascia spazio anche alla speranza e ai sentimenti positivi. Mi è piaciuto molto per tanti motivi: l’originalità e la realizzazione della trama, perchè racconta di un paese che mi affascina molto, perchè è il punto di vista di un bambino ma non trascende mai nel patetico. L’unico grosso neo che ho trovato è l’improbabilissimo e affrettato lieto fine, stile favoletta che rovina un po’, ma è l’opera prima di un autore che promette molto bene.

IL RAGAZZO GIUSTO

IL RAGAZZO GIUSTO, Vikram Seth, Edizione Teadue

Il ragazzo giusto, Vikram SethCredo sia capitato ai lettori più assidui, aggirandosi nei corridoi delle librerie in cerca di ispirazione, di imbattersi ne “IL RAGAZZO GIUSTO”, di averlo preso in mano e, se il polso non ne ha riportato alcun danno, di avere provato a sfogliarlo, cosa resa praticamente impossibile dalla consistenza delle pagine che sono quasi di carta velina e sono tra l’altro 1595 (Credo sia stato nel guinnes dei primati come romanzo più lungo). Le prime due pagine del libro poi, sono i grafici delle genealogie delle famiglie protagoniste, mentre le ultime 19 sono il glossario delle parole indiane non tradotte nel testo per scelta, a mio avviso azzeccata.
A questo punto al lettore si offrono due possibilità:
1) riporre accuratamente il libro con gran sollievo del polso,
2) lasciarsi stuzzicare da un romanzo che effettivamente sembra un po’ diverso dal solito, e ciò denota sicuramente un’indole se non masochista, coraggiosa sicuramente. FORTUNATO però questo ardito lettore, che non si può nemmeno immaginare il mondo di cui entrerà a far parte per i mesi successivi. Un mondo indimenticabile, vivo e sconosciuto ai più: il mondo dell’India.
1951 India da poco indipendente dall’Inghilterra, a pochi anni dall’assassinio di Ghandi. La storia di quattro famiglie che si intrecciano con matrimoni ancora combinati o quasi, sullo scenario di un paese ancora pieno di contraddizioni che cerca di cambiare, di progredire, senza però abbandonare le tradizioni e la cultura che sono così importanti e profondamente radicate.
Famiglie indù e musulmane, tutte a stretto contatto in un paese che cerca una sua identità multirazziale. Si arriverà a convenire che non tutti i matrimoni combinati sono fallimentari in un società che non li vede come una costrizione ma come una scelta.
A metà del libro vi sentirete parte del gruppo, vi affezionerete ad alcuni personaggi, riderete con altri e non ne sopporterete altri ancora. UN CONSIGLIO: è un libro da assaporare, da gustare, non da leggere tutto d’un fiato tanto per finirlo. Interrompetevi quindi senza paura, accantonatelo un attimo, per poi riprenderlo al momento giusto, Lata e gli altri saranno lì ad aspettarvi.
E’ scritto in una prosa molto piacevole e scorrevole che rallenta un po’ nelle descrizioni più difficili ma rese però così reali come quelle delle cerimonie religiose.
E’ uno di quei libri di cui non potrete dimenticarvi. Gratificherà e arrichirà tutti coloro che alla fine avranno il coraggio di provare a leggerlo e si renderanno conto che ne valeva davvero la pena.