RAGIONE & SENTIMENTO

RAGIONE & SENTIMENTO. Stefania Bertola. Einaudi.
Non sono mai stata si sa, una “purista” delle opere della nostra zia Jane, ho sempre preferito considerare tutto ciò che si ispira ai suoi romanzi più un tributo che una contaminazione, se poi considerate che secondo me la Bertola è una delle scrittrici italiane contemporanee più brillanti, beh questo romanzo non potevo proprio perdermelo.
C’è poco da dire sulla trama, ricalca ovviamente quella dell’originale, riportandolo però a Torino ai giorni nostri e donandogli quella spassosa ironia che sconfina spesso nel grottesco e che sono sicura sarebbe piaciuta anche alla Austen.
Tanto per farvi qualche esempio stuzzicante: l’appassionata Marianna fa parte di un’associazione/setta la “Turris Eburnea” che peraltro ho scoperto esistere veramente, che pratica l’astinenza sessuale in quanto la perdita della verginità è considerata come il dono supremo all’amore vero e per sempre,  Willoughby invece diventa il leader di uno scalcinato gruppo rock locale e tocca come sempre alla razionale Eleonora, maestra elementare, tenere insieme questo gruppo di donne fuori luogo e fuori tempo.
Insomma ce n’è per tutti i gusti credetemi, comprese moltissime citazioni letterarie, le risate sono assicurate, ma badate, mai e dico mai risate stupide, le trovate e le considerazioni della Bertola sono sempre di livello.

UN GENTILUOMO A MOSCA

UN GENTILUOMO A MOSCA. Amor Towles. Neri Pozza.
Se uno non era in grado di governare le proprie circostanze, allora sarebbero state le circostanze a governarlo“. E’ questo lo spirito con il quale il Conte Alexander Rostov affronta tutte le difficoltà che gli si presentano, ed è questo che pensa mentre varca la soglia del Metropol di Mosca per l’ultima volta.
Siamo nel 1922 e all’indomani della rivoluzione è appena stato condannato agli arresti domiciliari a vita proprio in questo Hotel. Il Conte è un nobile di nome e di fatto, non ha mai lavorato un giorno in vita sua ed è abituato ad assaporare la vita e tutto quello che offre, dal cibo al vino, dall’eleganza al contegno, insomma diciamocelo è un personaggio meraviglioso.
Per quanto grande l’Hotel, non può però bastare a una mente abituata agli stimoli, per fortuna la sorte gli fa incontrare Nina, una bambina di 10 anni che ha una curiosità e una mente che lo sorprendono e gli fanno vedere il mondo con occhi diversi. Inizia così la sua lenta trasformazione.
Il romanzo abbraccia quasi 40 anni di storia, storia che il conte percepisce attraverso i cambiamenti delle persone che frequentano l’Hotel, che è rimasto un punto di aggregazione anche internazionale in Russia, storia che è quasi un’eco ma che il Conte con l’imparzialità data dalla distanza, interpreta molto meglio dei rivoluzionari che la vivono. Tanti i personaggi indimenticabili che incontriamo: lo chef Emile, la sarta, il concierge, e di nuovo una bambina, Sofia, che il Conte crescerà come un padre.
E’ un romanzo a tratti impegnativo e ambizioso: un po’ di storia russa ce la racconta e ci sono moltissimi tributi alla letteratura e alla musica di cui immagino di non averne individuati che pochi; è un romanzo avventuroso: il finale è quasi una spy story; è un romanzo dolce e divertente: gli incontri con due bambine così diverse in momenti diversi della sua vita danno luogo a dialoghi bellissimi, del resto secondo il Conte il segno più sicuro della saggezza è la costante allegria; è un romanzo che stimola l’appetito: come non invidiarlo quando con dovizia di particolari ci descrive pietanze e vini; è un libro che avrebbe consumato una matita intera se avessi dovuto sottolineare tutte le frasi da ricordare.
In una parola SPLENDIDO. Se l’avessi letto solo un paio di mesi fa l’avrei dichiarato il libro dell’anno, a questo punto spero sia di buon auspicio per il 2017.

BUONA FORTUNA

buona fortunaBUONA FORTUNA. Barbara Fiorio. Mondadori.
Margot è la giornalista freelance di un quotidiano di Genova, ha un gatto un po’ anziano che adora e che inizia ad avere i primi problemi e un fidanzato egocentrico che sparisce spesso per lavoro.
Scrive pezzi con delicatezza e ironia (quella che conosciamo ovviamente dell’autrice) su tutte le balzane idee che vengono alla sua vulcanica caporedattrice: sui tornei di bocce, sui frequentatori dell’autobus e sulle ricevitorie e il mondo del lotto. Proprio così conosce Caterina, una fiera e dolce ottantrenne che di vita ne ha vista passare abbastanza da riuscire a trovare il bello delle persone.
Caterina però viene rapinata e aggredita e subito dopo condannata agli arresti domiciliari per un vecchio procedimento che lei sostiene non sapere cosa sia. Margot non ci sta e vuole capire chi vuole togliere a questa donna la rispettabilità perseguita per quasi un secolo senza cedimenti, in fondo a carnevale ha sempre voluto vestirsi da Principessa-Fatina-Zorro contemporaneamente, e così senza compromessi si getta nella mischia.
Un altro bel romanzo della Fiorio, intelligente, sagace e divertente e forse più pungente degli altri, è un vero peccato che ci faccia aspettare così tanto per il suo ultimo. A una presentazione a Modena più di un anno fa aveva detto di averlo quasi finito e che avrebbe parlato del mondo delle Terme, io non vedo veramente l’ora di leggerlo.

WILT

wiltWILT. Tom Sharpe. Elliot.
Tra le riedizioni di vecchi successi, Elliot ripropone anche un classico dell’umorismo british come Tom Sharpe. Wilt è il primo romanzo di una serie che alla fine degli anni ’70 fece molto successo e da cui venne tratta l’immancabile serie tv BBC. Pur essendo un umorismo forse un po’ più diretto a una fascia maschile io me lo sono goduto da matti, mi ha divertito un mondo sempre con una certa attenzione lessicale che gli inglesi non trascurano mai.
Henry Wilt è lo sfigato per eccellenza, insegnante precario (da un numero di anni improponibile) di cultura generale in un Istituto Professionale, ogni giorno deve cercare di far entrare nella testa di futuri imbianchini, gasisti o meccanici, anche solo il dubbio che la parola scritta abbia senso. A casa non va meglio, sposato con l’esplosiva Eva che ogni giorno si butta anima e ingombrante corpo in un nuovo interesse, che sia lo yoga, la cucina, il salto con il tappeto elastico lei ci crede, e non fa altro che criticare e far notare al marito i suoi insuccessi.
Durante una festa dei nuovi amici americani di Eva tutto precipita. Non voglio anticipare nulla di una trama folle e grottesca, mai politicamente corretta e inaspettata. Vi dico solo che Wilt passerà giorni e giorni in galera e con la sua placida filosofia del perdente, riuscirà a far impazzire molte persone e per la prima volta ne uscirà vincitore.
Se negli anni ’70 l’effetto di alcuni temi trattati tipo la sessualità, la condizione della donna, della scuola e degli equilibri di coppia all’indomani della rivoluzione sessuale, doveva essere dirompente, cinquant’anni dopo ne risulta appena appena un po’ appannato.
Un lettura davvero inaspettata. Non so se Elliot pubblicherà altri romanzi della serie, io intanto me ne sono procurata in biblioteca due, un po’ ingialliti certo ma che non vedo l’ora di leggere.

LADY SUSAN – I WATSON – SANDITON

lady susanLADY SUSAN – I WATSON – SANDITON. Jane Austen. Newton Compton.
Vista la recente uscita al cinema di Amori e Inganni tratto dal romanzo Lady Susan mi sono decisa a leggere le tre produzioni minori della mia adorata Jane. Non sono un’appassionata di opere minori si sa, ma queste mi hanno piacevolmente stupita. Scritti in momenti diversi della vita dell’autrice. Da giovane Lady Susan, romanzo epistolare che ci racconta gli sforzi della bellissima, sagace, ironica e senza alcuno scrupolo ma assolutamente irresistibile, Lady Susan Vernon per far sposare un buon partito alla figlia. I Watson era l’inizio di un romanzo molto più articolato nel quale introduce la protagonista Emma Watson che torna a vivere con la famiglia dopo 14 anni di lontananza nei quali ha vissuto nell’agiatezza a casa di una zia ricca e si ritrova nella condizione di essere un peso per una famiglia già in difficoltà ma non vuole ricorrere a un matrimonio di convenienza, Emma è una protagonista malinconica e riflessiva che forse risente del momento particolare della vita dell’autrice, all’indomani del fallimento della banca del fratello che ha messo in ginocchio tutta la famiglia Austen. Insomma i temi sono quelli a lei cari: soldi, soldi, soldi e le difficoltà delle donne che dovevano sacrificare quasi sempre la loro felicità sulla piazza del mercato matrimoniale.
Sarebbe stato un gran bel romanzo anche Sanditon, rimasto incompiuto per la morte dell’autrice, che parla degli sforzi dei bizzarri abitanti di una piccola cittadina della costa per promuoverla e rivaleggiare con le più note e famose Bath e Brighton e comunque mi ha regalato parecchie risate. Insomma zia Jane non mi ha mai delusa.

IO CERCO MOGLIE

IO CERCO MOGLIE def_layIO CERCO MOGLIE.  Alfredo Panzini. Elliot.
Cavalier Ginetto Sconer, fisionomia rosea, da cui spira intelligenza e coraggio; capigliatura solida, denti solidi, tutto solido. Questo sono io! In questa valle di dolore e lacrime ho l’onore di trovarmi bene.
E ditemi voi se questo incipit non è invitante.
Mi ha molto incuriosita un articolo recentemente letto nel quale si affermava che Alfredo Panzini fu trattato molto ingiustamente dalla critica letteraria italiana a causa delle sue idee politiche, quasi oscurato nonostante il successo riscosso anche all’estero. Questo suo breve romanzo è del 1917 e ora viene riproposto da Elliot che dimostra ancora una volta la sua attenzione per scrittori meno noti al grande pubblico ma sicuramente validi.
Come si evince dalla sua presentazione Ginetto è un uomo ricco ma molto pratico, le emozioni forti snervano e consumano le persone e per questo se ne tiene alla larga, il problema ora però è quello di trovare la donna che gli darà un figlio cui lasciare tutti i suoi averi. La scelta viene affrontata come sua abitudine con approccio serio e razionale, quindi inevitabilmente destinata al fallimento. Non prima però di averci strappato molte sincere risate e averci descritto un po’ l’Italia di quegli anni.
Una buona lettura, un umorismo forse un po’ datato certo, ma compensato da quello stile ricercato che è musica per le mie orecchie.

FRAGOLE SELVATICHE

fragole selvaticheFRAGOLE SELVATICHE. Angela Thirkell. Astoria.
Passate anche voi una divertentissima estate nella campagna di Londra insieme ai Leslie e non lo rimpiangerete. Sono gli anni ’20, i Leslie sono la tipica famiglia inglese nobile. Lady Emily che con la sua imperturbabilità e indolenza crea lo scompiglio ovunque, il marito allevatore di tori a cui da un nome rigorosamente inglese e che inizia con la R, John l’assennato figlio maggiore vedovo e di buon cuore, l’ottusa Agnes che ritiene il più grande onore avere a che fare con i suoi tre scatenati figli, David affascinante e superficiale oltre che molto incostante, Martin il nipote che erediterà la tenuta di Rushwater che ogni estate si vota a una causa politica senza senso e Mary la cugina povera che finirà per trovare marito. Tra ospiti graditi e parassiti che Lady Emily del tutto casualmente riesce sempre a mettere al proprio posto, the e feste, tornei di tennis e cricket, l’estate passa e vi troverete sorridenti e felici di averla passata con i Leslie. Il prodotto Astoria ormai è rodato e certificato, puro umorismo e stile anglosassoni. Questo romanzo però seppur non abbia una trama particolarmente ricca, l’ho trovato decisamente più riuscito di altri.

COME UNA SPECIE DI SORRISO

Come una specie di sorrisoCOME UNA SPECIE DI SORRISO. Lella Costa. Piemme.
Io credo che Lella Costa sia una donna colta, intelligente e brillante. E tutte queste sue qualità si manifestano ovviamente anche nella sua raffinata comicità che a me ovviamente piace moltissimo. Questo breve e folgorante saggio sull’ironia parte da questa citazione dello scrittore francese Romain Gary “L’ironia è una dichiarazione di dignità. E’ l’affermazione della superiorità dell’essere umano su quello che gli capita” per parlare appunto dell’ironia in tutti i suoi contesti, contestualizzando con moltissimi e particolari esempi . Nella satira, nella politica, nella vita quotidiana, nell’amore, nella musica (e qui vi sfido a individuare la canzone dalla quale è stata tratta la strofa che da il titolo al romanzo, è anche piuttosto facile), splendido il capitolo sugli eroi moderni coloro che sono capaci di usarla anche nel dolore. Insomma una bellissima chiacchierata con una gran donna. Da regalare.

C’ERA UNA SVOLTA

C’ERA UNA SVOLTA. Cosa hanno in comune Andersen i Grimm e Perrault con Disney? Niente. Eumeswil. Barbara Fiorio.
Incuriosita da Chanel non fa scarpette di cristallo, ho cercato in lungo e in largo il primo libro di quest’autrice che non mi ha delusa, anzi mi ha divertito ancora di più. La Fiorio ci racconta con un’ironia smaccata e un linguaggio colloquiale sì ma calzante e lessicalmente curato, tutte le favole più famose, smascherando l’inattendibilità delle versioni più conosciute e la crudeltà che spesso nemmeno nascondono. Ebbene sì le favole più famose del mondo hanno poco a che vedere con le versioni Disney. Me n’ero già accorta leggendone qualche versione originale alle mie figlie che sono rimaste piuttosto interdette di fronte alla scelta dei genitori di Hansel e Gretel di abbandonarli nel bosco perchè non c’era abbastanza da mangiare per tutti!! E sapete che non esiste nessuna fatina di Cenerentola ma un uccellino bianco su un albero di nocciolo? O che la principessa non baciò per nulla il ranocchio, anzi esasperata dalla sua arroganza lo lanciò con forza contro il muro? Se volete farvi delle grasse risate, se siete donne intelligenti (i principi e gli uomini in generale qui vengono piuttosto maltrattati) o volete fare un regalo originale e sicuramente gradito e non troppo impegnativo, questo libro è per voi!
Non per le mie amiche sia chiaro … chi ha orecchi per intendere intenda!!!