JANE AUSTEN

UNA VERITA’ UNIVERSALMENTE RICONOSCIUTAScrittrici per Jane Austen. Astoria.
Bella questa iniziativa di Astoria per celebrare il bicentenario della morte di Zia Jane. Le autrici che si sono prestate sono veramente di tutto rispetto, a testimonianza della fama sempre crescente e dell’ammirazione che le riserviamo. Stefania Bertola, Ginevra Bompiani, Beatrice Masini, Rossella Milone, Bianca Pitzorno e Lidia Ravera.
L’idea della curatrice Liliana Rampello è originale, da una frase ben precisa dei sei romanzi della Austen le autrici traggono solo l’idea per un racconto che riporti ai giorni nostri una delle tematiche trattate nel romanzo in questione.
I racconti non sono il mio genere preferito lo sapete, ma questi a parte il saggio della Bompiani comunque molto interessante, sono veramente belli.

RAGIONE & SENTIMENTO

RAGIONE & SENTIMENTO. Stefania Bertola. Einaudi.
Non sono mai stata si sa, una “purista” delle opere della nostra zia Jane, ho sempre preferito considerare tutto ciò che si ispira ai suoi romanzi più un tributo che una contaminazione, se poi considerate che secondo me la Bertola è una delle scrittrici italiane contemporanee più brillanti, beh questo romanzo non potevo proprio perdermelo.
C’è poco da dire sulla trama, ricalca ovviamente quella dell’originale, riportandolo però a Torino ai giorni nostri e donandogli quella spassosa ironia che sconfina spesso nel grottesco e che sono sicura sarebbe piaciuta anche alla Austen.
Tanto per farvi qualche esempio stuzzicante: l’appassionata Marianna fa parte di un’associazione/setta la “Turris Eburnea” che peraltro ho scoperto esistere veramente, che pratica l’astinenza sessuale in quanto la perdita della verginità è considerata come il dono supremo all’amore vero e per sempre,  Willoughby invece diventa il leader di uno scalcinato gruppo rock locale e tocca come sempre alla razionale Eleonora, maestra elementare, tenere insieme questo gruppo di donne fuori luogo e fuori tempo.
Insomma ce n’è per tutti i gusti credetemi, comprese moltissime citazioni letterarie, le risate sono assicurate, ma badate, mai e dico mai risate stupide, le trovate e le considerazioni della Bertola sono sempre di livello.

LADY SUSAN – I WATSON – SANDITON

lady susanLADY SUSAN – I WATSON – SANDITON. Jane Austen. Newton Compton.
Vista la recente uscita al cinema di Amori e Inganni tratto dal romanzo Lady Susan mi sono decisa a leggere le tre produzioni minori della mia adorata Jane. Non sono un’appassionata di opere minori si sa, ma queste mi hanno piacevolmente stupita. Scritti in momenti diversi della vita dell’autrice. Da giovane Lady Susan, romanzo epistolare che ci racconta gli sforzi della bellissima, sagace, ironica e senza alcuno scrupolo ma assolutamente irresistibile, Lady Susan Vernon per far sposare un buon partito alla figlia. I Watson era l’inizio di un romanzo molto più articolato nel quale introduce la protagonista Emma Watson che torna a vivere con la famiglia dopo 14 anni di lontananza nei quali ha vissuto nell’agiatezza a casa di una zia ricca e si ritrova nella condizione di essere un peso per una famiglia già in difficoltà ma non vuole ricorrere a un matrimonio di convenienza, Emma è una protagonista malinconica e riflessiva che forse risente del momento particolare della vita dell’autrice, all’indomani del fallimento della banca del fratello che ha messo in ginocchio tutta la famiglia Austen. Insomma i temi sono quelli a lei cari: soldi, soldi, soldi e le difficoltà delle donne che dovevano sacrificare quasi sempre la loro felicità sulla piazza del mercato matrimoniale.
Sarebbe stato un gran bel romanzo anche Sanditon, rimasto incompiuto per la morte dell’autrice, che parla degli sforzi dei bizzarri abitanti di una piccola cittadina della costa per promuoverla e rivaleggiare con le più note e famose Bath e Brighton e comunque mi ha regalato parecchie risate. Insomma zia Jane non mi ha mai delusa.

UN NATALE IN MUSSOLA

un natale in mussolaUN NATALE IN MUSSOLA. Cammarata Virginia, Jennifer Lombardi. Lazy Book.
Jane e Anne condividono la passione per “zia Jane” e decidono di organizzare in vista delle feste di Natale un week end a tema in stile Regency, non solo per puro divertimento ma anche con qualche aspettativa romantica. Si cimentano così in prove di balli, the e rivisitazioni delle passeggiate alla Pump Room di Bath. Non so se posso considerarmi una vera Janeite,  tutt’ora non riesco a capacitarmi del fatto che la stessa autrice abbia scritto anche Mansfiled Park, ma è vero che vengo attratta sistematicamente da ogni pubblicazione che richiami il suo mondo e che tendo in genere ad essere anche piuttosto critica, si sa il paragone è inevitabile. Questo lungo racconto però mi ha divertita molto ed è palpabile fin dall’inizio che anche le due scrittrici “nostrane” si sono divertite scrivendolo. Del resto al di là del valore dell’opera per essere un’appassionata della Austen devi essere dotato inevitabilmente di una spiccata ironia. Ottime anche le molteplici citazioni di situazioni, dialoghi e personaggi dei sei romanzi austeniani.

UNA CARROZZA PER WINCHESTER

una carrozza per winchesterUNA CARROZZA PER WINCHESTER. Giovanna Zucca. Fazi Editore.
Jane Austen morì a soli 42 anni probabilmente del morbo che un noto scienziato inglese individuò appena una trentina di anni dopo. La Zucca in questo romanzo supera questo lasso temporale e immagina una storia d’amore tra questo medico, Sir Addison che diede poi il nome alla malattia, e l’autrice inglese più amata di sempre, dopo che la figlia di lui, sua ammiratrice appassionata, lo supplica di tentare di salvarla. La storia in realtà non è molto piena di eventi e racconta gli ultimi mesi della vita della Austen nella stretta cerchia di conoscenze a Winchster, ma una costruzione sapiente arricchita da una serie di lettere e supportata da uno stile raffinato e da accattivanti analisi della produzione austeniana lo rendono un ottimo romanzo. Per i miei gusti indugia un po’ troppo nei dettagli clinici ma la cosa è dovuta alla formazione dell’autrice e soprattutto al riuscito tentativo di rendere l’intreccio plausibile, il grande pregio però che lo rende un romanzo riuscito è la Austen stessa che risulta credibilissima, sofferente sì ma allegra, ironica e sempre critica nei confronti dei costumi perbenisti dell’epoca. Un’altra ottima lettura dedicata agli appassionati, ancora più apprezzabile perchè di una nostra autrice.

IL DIARIO DI LIZZY BENNET

IL DIARIO DI LIZZY BENNET. Marcia Williams. Rizzoli.
Questo sì è un vero libro per ragazzi, o meglio ragazze, il valore letterario è nullo o forse solo trascurabile, è semplicemente la cronaca giorno per giorno dei fatti accaduti in Orgoglio e pregiudizio, insomma un vero diario a tutti gli effetti spesso anche spiritoso. Ma il vero valore di questa opera che sfoggio nella libreria nella sezione Jane Austen è quello artistico ed estetico, è stupendo, pieno di inserti, bigliettini, disegni e appunti tutti davvero meravigliosi. Avete presente i nostri diari delle medie con tutto il possibile appiccicato sopra? Bene è così ma molto molto più bello! Assolutamente da tenere in considerazione per un regalo particolare.

VECCHI AMICI E NUOVI AMORI

VECCHI AMICI E NUOVI AMORI. Immaginario seguito dei romanzi di Jane Austen. Sybil G. Briton. Jo March.
Che bel periodo per noi appassionate austeniane. Investite tutto d’un tratto da moltissime nuove pubblicazioni a tema. E chi se non la Jo March poteva regalarci l’antenato di tutti i sequel, il romanzo che ha inaugurato un vero e proprio genere a cento anni dalla sua prima pubblicazione?! Regalo quanto mai gradito da chi come me non legge in lingua originale, ne aveva sentito parlare in ogni dove e si rodeva di invidia e di curiosità. Ammetto che dopo anni di letture asuteniane “moderne”, sono inizialmente rimasta spiazzata da uno stile molto curato e che sicuramente è quello che a mio avviso ricorda maggiormente quello della Austen. La naturalezza con la quale poi la Briton riesce a mettere in scena molti dei personaggi di tutti i sei romanzi canonici, è quasi sconcertante oltre che cosa unica. Ma questa saggia e furba autrice ha intuito perfettamente il rischio in cui sarebbe incorsa nel creare una trama incentrata sui protagonisti, esauriti e completati già dalla Austen. Li ha lasciati quindi così com’erano, li ha caratterizzati perfettamente e li ha utilizzati come deus ex machina per il nuovo intreccio. Si è quindi concentrata sui personaggi minori: Georgiana, Kitty e il colonnello Fitzwilliam di Orgoglio e Pregiudizio, Mr. Price e Miss Crawford di Mansfield Park e molti altri, riuscendo così a creare una trama veramente degna di nota. Certo noi fanatiche, la cui particolare e meravigliosa “patologia” è indagata e spiegata perfettamente dalla bella introduzione di Giuseppe Ierolli, forse avremmo voluto più Darcy ed Elizabeth, più Capitano Wentworth e Anne, e decisamente più Elinor ed Edward, ma saremmo poi state prontissime a scagliarci contro tutto ciò che non coincideva con le nostre particolari aspettative. Quindi chapeau Mrs Briton, un grande lavoro che anche io da oggi potrò esibire nel settore dedicato a Jane della mia libreria. Ho solo una domanda oltre alla mia immensa stima per le ragazze della Jo March: era veramente necessario che Jane ed Elizabeth si dessero del voi? Mi ha sconcertata un po’ e l’ho trovato quasi innaturale.

Pregiudizio E Orgoglio

Pregiudizio E Orgoglio. P. R. Moore-Dewey (Patrizia Mureddu).
Vi siete mai chiesti quali pensieri possano passare nella mente di un gentiluomo inglese, dei primi dell’ottocento, privilegiato beneficiario di una rendita di almeno diecimila sterline l’anno, nel momento in cui si scopre innamorato della saccente e poco attraente figlia secondogenita di una famiglia di bassi natali e pessimo decoro? Una giovane donna, è mio dovere precisarlo, anche un poco priva di senno, capace di rifiutare la mano del giovane, elegante, aitante, compìto e vivace curato Mr Collins…
Inoltre… come reagirà questo vero gentleman al rifiuto, invero poco urbano, della medesima giovane donna?
Confrontarsi con il romanzo di Jane Austen è impresa ardua: in questi anni abbiamo letto tutto quanto era in qualche modo collegato ai personaggi di O&P (il plurale è perché i fanatici sono due… io e una certa mia amica che voi non conoscete).
Questa è la seconda versione della vicenda, scritta dal punto di vista di Mr Darcy, che ho affrontato.
Devo essere sincero: nettamente la migliore, anche se ho motivi per essere insoddisfatto della lettura… oggettivamente era impossibile fare peggio di quell’autrice che aveva trasformato Mr Darcy in un dandy…
Quali aspettative si possono avere riguardo una rielaborazione di O&P? Per cominciare, c’è la speranza di rivivere le atmosfere, i luoghi, i caratteri e i comportamenti “so British” che Miss Austin era così brava a rendere. Ci si può augurare, naturalmente, una lettura stilisticamente impeccabile, quell’eleganza che per noi fanatici è ”refreshing” come una passeggiata in un salotto, mentre uno dei gentleman della casa è intento a scrivere una lettera all’amata sorella (salvo un paio di “inciampi” mi sembra che l’autrice meriti un plauso).
Infine… da un lato, la pretesa che la trama e i personaggi siano fedeli all’originale, dall’altra l’esigenza di un po’ di originalità… altrimenti è puro esercizio stilistico. E’ un equilibrio difficile, quello tra fedeltà e spunti di originalità: nel riconoscere all’autrice di avere affrontato l’impresa con tutta la passione e e l’entusiasmo di una ammiratrice sfegatata di Miss Austen, devo anche notare che alcune licenze mi sono parse eccessive. La parte migliore del romanzo, il rapporto tra Mr Darcy e Georgiana, si basa, a mio personale parere, su una forzatura, in nessun modo nel romanzo di Miss Austen si ha sentore di tale “confidenza” e ironia reciproca, anzi nel finale si parla di un certo stupore di Miss Georgiana nell’accorgersi dei modi a volte “canzonatori” di Elizabeth nei confronti di Mr Darcy, stupore che denota, mi pare, che tale rapporto non era quello esistente tra i fratelli (d’altra parte dobbiamo tenere presente che sono personaggi British e non italiani). Un altro dubbio: il Mr Darcy disegnato da Miss Austen si sarebbe confidato in materia sentimentale con la sorella di undici anni più giovane? Avrebbe confidato all’amico Mr Bingley di essere stato rifiutato da Miss Elizabeth? Non credo e mon mi pare che ci sia traccia di consapevolezza in Miss Jane Bennet-Mr Bingley alla notizia del fidanzamento di Mr Darcy e Elizabeth.
Credo che l’intuizione di esplorare il rapporto tra i fratelli Darcy sia stata notevole, di ciò devo dare atto all’autrice, seppure con i distinguo di cui sopra.
Personalmente ritengo che affrontare il racconto dalla parte di Mr Darcy richieda necessariamente un approfondimento della società nella quale vive un gentiluomo di quel livello: in O&P partecipiamo ai piccoli ricevimenti e agli svaghi dei piccoli e poco abbienti gentiluomini di campagna, poco si vede della vita “mondana” della buona società londinese a cui fa riferimento a volte la “simpaticissima” Caroline Bingley e nulla sappiamo della “large company” con la quale Mr Darcy e la sorella trascorrono l’estate, la stessa compagnia attesa a Pemberley il giorno dopo la visita di Elizabeth. Io sarei molto curioso di sapere qualcosa di più, magari evitando derive gotiche o dandy (vero Miss Pamela Aidan?).

LA LETTERA DI MR. DARCY

LA LETTERA DI MR. DARCY. Abigail Reynolds. Mastropasqua Daniela editore.
Questa piccola e nuova casa editrice ha avuto l’ottima e lungimirante idea di cavalcare la passione smodata di un numero imprecisato, ma a molte cifre, di lettrici che non riescono a resistere al richiamo del mitico quanto irreale Mr. Darcy. Traducendo così alcuni, di un numero impressionante di romanzi sequel che in lingua inglese sono ispirati a Orgoglio e pregiudizio. La sola Abigail Reynolds ha pubblicato con grande successo una dozzina di “variazioni” del romanzo. Questo credo sia il primo o forse il più famoso. La storia parte all’indomani della prima dichiarazione di Darcy a Elizabeth e lei decide di bruciare, invece che leggere, la lettera che lui le porta il mattino seguente a parziale spiegazione dei suoi comportamenti. Il romanzo però se all’inizio parte in sordina con ben poche reali variazioni, nelle ultime cento pagine prende una piega decisamente inaspettata: duelli, fidanzamenti rotti, una serie di incomprensioni assurde e soprattutto una marea di strusciamenti, baci illeciti e non solo, che per quanto tutte abbiamo sognato, tolgono completamente quell’aura di magia e delicatezza che la Austen è riuscita a dare senza scadere nel romantico sdolcinato, e che peraltro sono decisamente poco compatibili con le personalità dei personaggi in questione. Lo stile non è disprezzabile, ma troppi sono i dialoghi riportati pari pari dall’insuperabile serie BBC con Colin Firth, l’unico e vero Mr. Darcy. La domanda viene spontanea: perchè continuare ad accanirsi a leggere prodotti modesti nemmeno paragonabili all’originale quando basterebbe limitarsi alla rilettura di quel capolavoro? Non ne ho idea, ma la tentazione di trovare finalmente un buon prodotto che dica qualcosa in più delle pagine che non smetteremmo mai di leggere è troppo forte, e comunque il piacere di ritrovare questi personaggi è indiscutibile. Benvenuti nel “delirio darcyano”.

COME JANE AUSTEN MI HA RUBATO IL FIDANZATO

Come Jane Austen mi ha rubato il fidanzato. Cora Harrison. Newton Compton Editori.
Oramai lo sapete, difficilmente riesco a resistere a certi richiami, nonostane copertine pacchiane come questa o titoli così insulsi, che peraltro poco o nulla hanno a che vedere con il romanzo. Se non altro questa è una delle poche case editrici che non fa pagare a peso d’oro nemmeno le edizioni rilegate. L’autrice dopo approfondite ricerche prende spunto da fatti realmente accaduti nella primavera del 1871 passata da Jane e dalla cugina Jenny nell’immancabile Bath, per tessere una trama che nonostante faccia molta fatica a decollare alla fine risulta carina. Niente di particolarmente avvincente intendiamoci, ma piacevole per gli appassionati di queste atmosfere. La storia è raccontata in prima persona da Jenny che a sua volta narra gli eventi al suo diario: il suo amore contrastato per il capitano Thomas, come una vivace e spregiudicata Jane fosse alla ricerca perenne di avventura anche laddove doveva inventarla, e una brutta avventura occorsa agli amati zii. In effetti il pregio maggiore del romanzo, che come stile lascia molto a desiderare, è essere riuscito a delineare lo spirito della Austen senza cadere nel tranello di farne la protagonista principale.