QUESTO CANTO SELVAGGIO

QUESTO CANTO SELVAGGIO. Victoria Schwab. Giunti.
Inizio subito dicendo che Victoria Schwab ha scritto altri romanzi, in particolare una trilogia più meritevole di essere tradotta.
Aggiungo inoltre che l’idea base di questo romanzo ricorda molto (davvero molto) C.S. Friedman (e quei pochi che mi conoscono… beh chi mi conosce davvero ha già capito).
Verity City è una città mascherata. Un’illusione in piena vista, dove telecamere ad ogni angolo scrutano, osservano, tutto e tutti. Gli abitanti comprano la sicurezza a caro prezzo, pagando Callum Harker per un servizio che puzza di ricatto, una mafia legalizzata, che vede l’uomo più potente della fazione nord di Verity destreggiarsi come uno squalo tra la violenza insita nel genere umano e i mostri che questa crea. Corsai, Malchai e Sunai sono manifestazioni della brutalità e della malignità; cattiverie umane, atti contro la vita, che assumono forma e consistenza sino a divenire i mostri che divorano la stessa razza che li ha generati (lo so, l’idea è bella, ma prende clamorosamente spunto da C.S. Friedman). Kate è l’unica figlia di Callum: ribelle e temuta. August Flynn è un Sunai, figlio adottivo Henry Flynn (l’antagonista buono di Callum Harker). Come da copione i due si incontrano a scuola, un po’ si evitano, un po’ si cercano, un po’ si scontrano… Insomma nulla di nuovo sotto al sole.
Un libro che, mi spiace dirlo, è uno scivolone: i personaggi sono senza spessore, prevedibili in modo fastidioso, la narrazione manca di fascino.

MATRIMONIO DI CONVENIENZA

MATRIMONIO DI CONVENIENZA. Sophia Kingsley. Newton Compton Editori.
E’ tra gli ebook più venduti da Amazon da più di un mese ormai, i voti sono quasi unanimi e viene descritta come “la rivelazione dell’anno” “imperdibile, favoloso” e chi più ne ha più ne metta. Certo potevo fare caso al fatto che i virgolettati erano assolutamente anonimi. Comunque sia, mi ha convinta il prezzo (0,99 cent) e soprattutto il fatto che l’autrice che scrive sotto pseudonimo fosse una mia concittadina.
Quindi cara concittadina, visto che qualche battuta carina la sai fare perchè rovinare tutto con una trama di una banalità così imbarazzante? Non è davvero possibile che non riuscissi a inventare qualcosa di più originale.
Londra giorni nostri. Lei è povera e un po’ ignorante e per poter accedere all’eredità miliardaria della nonna deve sposare un titolato. Lui è un duca ma versa in condizioni economiche disastrose. Si sposano e si odiano ma devono fingere, poi lei conquista tutto il bel mondo con la sua originalità prende pure lezioni di bon ton dal maggiordomo (ebbene sì pure questa) litiga in continuazione con la suocera però si accorge che lui non è poi così pessimo e da lì si amano alla follia, poi c’è il fraintendimento che li divide (un fraintendimento da minus sapiens) e l’amore trionfa con tanto di erede.
Mah.

BREVE STORIA DELLE DONNE

BREVE STORIA DELLE DONNE. Jacky Fleming. Corbaccio.
Acquistato per fortuna in offerta lampo, in edizione cartacea costa addirittura 10 euro ma scherziamo?
Non che avessi chissà quali aspettative, di certo se ne è lo stesso rivelato molto al di sotto. In realtà non ho nemmeno capito quali fossero le intenzioni dell’autrice che è appunto un’illustratrice, per non parlare delle recensioni positive che ho letto. E’ un libercolo nel quale poche frasi illustrate volutamente ironiche, in teoria dovrebbero raccontare come è sempre stata considerata la donna nella storia e riportano pareri a dir poco misogini di alcuni grandi uomini a dimostrazione del fatto che nessuno era immune alla stupidità e ai pregiudizi. Pubblicazione onestamente incomprensibile e trascurabile.

INTANTO ANCHE DICEMBRE E’ PASSATO

intanto anche dicembreINTANTO ANCHE DICEMBRE E’ PASSATO. Fulvio Abbate. Baldini & Castoldi.
Scrittore e giornalista palermitano piuttosto noto, di Abbate avevo letto alcuni articoli che mi erano piaciuti molto ed ero curiosa di leggere un suo romanzo.
In questo racconto autobiografico ci racconta la sua infanzia a Palermo negli anni ’60, amalgamando i suoi ricordi reali con altri irreali in cui i protagonisti sono personaggi storici rilevanti del ‘900, il tutto raccontato con gli occhi del bambino che era. Così l’imbianchino che deve ritinteggiare casa diventa niente meno che il Fuhrer in persona nascostosi dal mondo, colui dal quale prende lezioni di matematica è il fuggitivo fisico Ettore Majorana, e la gita sognata e fortemente voluta da sua madre a Parigi è per incontrare Camus.
In rete si trovano solo sperticati elogi di questo romanzo che io proprio non ho capito. Si sa sono ignorante ma l’ho trovato pretenzioso, verboso e surreale certo, ma senza nulla che desse sostanza, senso e soprattutto che sostenesse la trama di un lavoro che non saprei proprio definire e che probabilmente dimenticherò in fretta.

SCIOCCHEZZE NATALIZIE

Una delle mie tante tradizioni natalizie è quella della lettura leggera e romantica che sappia risvegliare un po’ di spirito natalizio, beh almeno l’intento sarebbe quello, peccato che immancabilmente ogni anno queste letture l’unico sentimento che riescono a suscitare è un misto di frustrazione rabbia e disgusto. I casi sono tre: o non sono una persona romantica, o non so scegliere i libri, o romanzi romantici natalizi ma con un minimo di qualità non esistono e mi devo rassegnare a rileggere Dickens o la Alcott, e intendiamoci poteva andare peggio.

il patto di nataleIL PATTO DI NATALE. Irene Pistolato.
Sono tanti ormai gli autori che su Amazon mettono in vendita  a 0,99 o 1,99 euro le proprie opere, molti di loro sono addirittura seguiti e apprezzati quindi mi sono detta perchè no. Avrei dovuto invece fare una considerazione diversa: com’è possibile che non abbiano trovato uno straccio di casa editrice minore (e ce ne sono tante) disposta a pubblicarli? Beh il perchè c’è, a tutto c’è un spiegazione più semplice del previsto: questo è un breve romanzo o racconto lungo non so, a dir poco” imbarazzante”. Trama e personaggi sono di una banalità agghiacciante, per non parlare dei dialoghi e dello stile, con il termine “malmostoso” che ricorre tediosamente quasi ad ogni pagina alla ricerca forse  di una qualche legittimazione stilistica. Comunque dopo qualche schiaffone e molti baci appassionati arriva anche la fine in fretta, fortunatamente.

A quel punto mi sono intestardita e ho deciso di tentare con una professionista

natale di carringtonNATALE DA CARRINGTON. Alexandra Brown. Mondandori.
Beh la differenza è notevole, questo è un romanzo strutturato, i personaggi vengono caratterizzati e se non altro lo stile è scorrevole, banalità e luoghi comuni la fanno da padrone anche qui ma impacchettate in un prodotto  che è a  tutti gli effetti quello che ci si aspetta che sia. Georgie lavora da sempre nel centro commerciale del piccolo paese dove vive, che si affaccia sul mare vicino a Londra. E’ un antico grande magazzino di cui il suo fidanzato sta cercando di risollevare le sorti. Ed è proprio per questo che accetta che proprio li venga girato un reality. Ma si sa notorietà, finzione e realtà sono un connubio difficilmente gestibile. Leggibile, certo per la profondità e l’originalità rivolgersi altrove.

Tre anime

copj170.aspTre anime. Chang Janie. Fabbri.
Tre parole: dovevo lasciare stare.
Cina, anni Trenta. Leiyin assiste al proprio funerale dall’alto, in compagnia delle sue tre anime. L’unico modo per uscire dal limbo e passare oltre è fare ammenda e pace con il proprio passato. Così inizia il flashback della sua vita, dalla giovane studentessa ribelle che si innamora di un intellettuale fino al matrimonio combinato, la gravidanza, il tradimento e la morte.
Niente fascino, la condizione della donna come oggetto di scambio rincorre tutto il libro ma senza suscitare empatia, l’ambientazione storica narrata come freddo resoconto di cronaca. Di una superficialità disarmante.

 

 

 

TESS DEI D’URBERVILLE

tess dei d'urbervilleTESS DEI D’URBERVILLE. Thomas Hardy. Mondadori.
Tess è sempre stata il sostegno della sua numerosa famiglia, un padre alcolista che si trincera dietro ai suoi nobili antenati e una madre in balia degli eventi. Lei è onesta, assennata, timorosa e soprattutto bellissima, e del tutto inesperta del mondo che le gira intorno. E’ facile quindi per Alec, giovane e ricco signorotto di campagna, sedurla. Ma questa tragedia segnerà la sua vita per sempre, perchè Tess non si sentirà più una donna pura e degna di amore, nonostante abbia sempre tentato di vivere secondo coscienza, si schernirà dall’amore di Angel convinta di non meritarlo, salvo poi capitolare di fronte alle sue insistenze, ma il tragico finale è inevitabile nella visione pessimista di Hardy e onestamente lo attendevo con ansia.
Ora, a costo di dover schivare gli strali degli esperti, dirò che non tutti i classici sono belli. Questo è lento e angosciante oltre ogni limite. Tess è uno dei personaggi della letteratura più “sfigati” (mi dispiace ma ci voleva) che abbia mai incontrato, seppure la letteratura dell’800 ne offra un’ampia e variegata gamma, sempre alla mercè di qualcuno, tradita dall’opportunismo della famiglia, dal cinismo di Alec, dal perbenismo e dall’ipocrisia di Angel. Incapace di scrollarsi di dosso paure e colpe che non sono suoi. I discorsi sulla religione e sulla morale cui Hardy teneva tanto poi, vengono sempre e soltanto accennati ma mai approfonditi. Per non parlare delle interminabili passeggiate nella campagna inglese che non sopportavo più, lungaggini inutili. Molto belle invece le descrizioni della vita rurale delle fattorie.
Sto guardando anche la serie BBC che sta trasmettendo LaEffe in questo periodo, è molto fedele, fatta bene e inevitabilmente triste.

La psicologia della zia ricca

cop.aspxLa psicologia della zia ricca. Mühsam Erich. Elliot.
25 mini racconti che hanno come protagonista (in ordine afabetico) delle fantomatiche zie ricche, rigorosamente vedove o zittelle, assediate da nipoti più o meno nulla facenti e/o nulla tenenti, che sperano in una morte che tarda ad arrivare e quando arriva li lascia gabbati.
Stando alle critiche che si trovano in rete, uno pensa che si tratti di un libro intelligentemente ironico. Io tutto questo umorismo sofisticato e caustico verso la società capitalista e borghese non l’ho trovato, o forse è talmente sottile che non mi è arrivato. Tutto è possibile, compreso il fatto che lo stile mitteleuropeo non mi piaccia per niente.
Nulla mi ha dato se non il fastidio di averlo letto.

LEZIONI IN PARADISO

lezioni in paradisoLEZIONI IN PARADISO. Fabio Bartolomei. Edizioni E/O.
Costanza dopo una vita da precaria ottiene finalmente un lavoro a tempo “eterno”, non le sembra vero ma le hanno affidato un diletto cui fare da angelo custode. Il problema è che questo diletto nonostante venga definito soggetto standard è uno dei più razzisti e corrotti soggetti in circolazione. Inizialmente sconfortata Costanza mette tutte le sue energie e la sua inventiva nel cercare di riportarlo sulla retta via organizzando anche uno sciopero di custodi stanchi di false promesse (conoscenza e beatitudine) e di scarse risorse (posizione estatica) oltre che di superiori corrotti.
Ho aspettato tanto il nuovo romanzo di Bartolomei, in assoluto uno dei miei autori italiani preferiti, beh avrei aspettato volentieri ancora piuttosto che leggere questa bozza di romanzo. Intendiamoci l’idea c’è, alcune trovate pure, così pure lo stile e l’ironia un po’ amara, ma i personaggi sono appena abbozzati e la storia manca completamente di incisività e di intensità. Una grande delusione per un’idea che meritava tutt’altro sviluppo.

Secret Series.

the secret 1e 2Secret Series. Jessica Sorensen. Newton Compton.
Cito testualmente:
2 milioni di lettori
Il caso editoriale dell’anno
Di quale anno parliamo? Ma soprattutto… perché?
Letto il primo romanzo per caso mi sono chiesta a cosa fosse dovuto tutto il successo millantato. Ora dopo aver letto Rainbow Rowell (Per Una Volta Nella Vita) mi aspettavo qualcosa di meglio, o anche di peggio. Ma qualcosa. Questi quattro romanzi (Non lasciarmi andare, Tienimi con te, Non cambiare mai e Per sempre insieme) non sono niente; nemmeno brutti. Raccontano tutti una storia fatta di episodi dove si incontrano e si intrecciano le vite di due coppie di ragazzi, tutti con delle grosse problematiche famigliari. Madre suicida o mezza tossica, padre alcolista o violento o assente… insomma non manca uno stereotipo nemmeno per sbaglio. Lo stile è piatto, insipido… inesistente quanto l’intreccio e lo scopo.
Consiglio spassionato: se volete leggere un libro decente su questo genere leggete Per Una Volta Nella Vita.
Stop.