GRETA GRINTOSA

GRETA GRINTOSA. Astrid Lindgren. Iperborea.
La casa editrice Iperborea ha recentemente inaugurato una collana per i più piccoli, tassello ancora mancante nella sua vasta offerta editoriale nordica.
La mamma di Pippi Calzelunghe non ha certo bisogno di presentazioni, ma questa raccolta di racconti natalizi e non, sono veramente belli, e se possono risultare un po’ datati rispetto a pubblicazioni più moderne e d’effetto, secondo anche troppo, queste storie riescono a essere fantasiose e divertenti mantenendo un tono pacato e riuscendo a conquistare l’attenzione del bambino forse proprio per questo. I nostri racconti preferiti oltre alla mitica Greta Grintosa sono La principessa che non voleva giocare e Sorella mia adorata.

LA GHOSTWRITER DI BABBO NATALE

LA GHOSTWRITER DI BABBO NATALE. Un racconto di Natale di Vani Sarca. Alice Basso. Garzanti.
Ce ne fossero di queste iniziative!!! Il formato ebook di questo breve racconto natalizio era a disposizione gratuitamente in tutti i maggiori distributori.
La protagonista è la nostra misantropa preferita, la ghostwriter per vocazione e detective per diletto, una Vani Sarca precedente a tutti i romanzi. Se poi ci mettete le feste di Natale con la sua odiata famiglia e una festa di bambini increduli di fronte al furto di un regalo, state sicuri che le risate sono assicurate.
Brava brava Alice!!!

UN BAMBINO CHIAMATO NATALE

nataleUN BAMBINO CHIAMATO NATALE. Matt Haig. Salani.
Questa è la storia di un bambino finlandese piuttosto sfortunato e povero, della sua avventura verso il nord per raggiungere il padre che insieme a una spedizione è andato a cercare una prova dell’esistenza di Elfhelm, la città degli elfi, della sua più grande delusione nello scoprire che il suo “eroe” non è senza macchia, e di come poi ha cercato di sistemare le cose ed è diventato colui che tutti i bambini aspettano con ansia ed entusiasmo tutte le notti di Natale.
Vi siete mai chiesti perchè si chiama “Babbo” Natale nonostante non sia il padre proprio di nessuno? Perchè ha il cappello rosso e il perchè della sua conosciutissima risata “Oh Oh Oh”? Vi siete mai chiesti come e quando gli è venuta l’idea di portare i regali ai bambini e soprattutto perchè ?
In questo romanzo davvero avvincente troverete la risposta a queste e tante altre domande.
Conosco bene l’autore di cui ho letto quasi tutto, ero veramente curiosa di vederlo alle prese con una storia per ragazzi e devo dire che non mi ha delusa per nulla, forse mi aspettavo qualcosa di più scanzonato e divertente, invece il romanzo è a tratti anche un po’ cupo, Haig ha decisamente preferito dare rilevanza ai contenuti che sono molto profondi, ed è proprio per apprezzarli appieno che lo consiglio ai ragazzi dai 10 anni in su, o come nel caso delle mie figlie, letto da un adulto che per inciso lo adorerà!!

I FRATELLI KRISTMAS

i fratelli kristmasI FRATELLI KRISTMAS. Un racconto di Natale. Giacomo Papi. Einaudi.
E alla fine la mia costanza è stata premiata. Ho trovato un libro di natale originale, intelligente e con dei contenuti. Che bellezza poi il fatto che sia scritto da un italiano, e per la precisione uno scrittore che è anche uno degli autori della trasmissione televisiva Che tempo che fa.
Proprio la vigilia Babbo Natale è uno straccio, ormai l’età è quella che è e una grossa influenza fa il resto, l’elfo responsabile della sua salute è irremovibile Niklas rischierebbe la vita, l’unico modo per salvare il Natale quindi è chiedere aiuto al fratello Luciano, lo scapestrato di famiglia, il rivoluzionario ma soprattutto “l’uguagliatore”. Luciano parte con la slitta e il nano picchiatore Efisio al seguito con le idee molto chiare, non ha nessuna intenzione di portare 135 regali alla contessina Fofì e solo 2 alla figlia della sua domestica. Inizia così una distribuzione del tutto arbitraria ma secondo lui più equa, il tutto mentre lo gnomo orologiaio rallenta il tempo per permettere la distribuzione simultanea in tutto il mondo, e soprattutto mentre alcuni dirigenti del villaggio che in realtà sono assoldati dell’avido Panicus Flinch, industriale che vuole impadronirsi del Natale, tentano un colpo di stato. In tutto ciò ci sono due bambini veneziani con qualche problema familiare che si trovano loro malgrado ad aiutare Luciano ed Efisio e tutti quanti devono fuggire niente meno che dalle Valchirie scatenategli contro da Flinch.
Che dire, le trovate sono talmente tante da rendere difficile e nemmeno opportuno un riassunto, è giusto che ve le godiate, sappiate che il romanzo è avvincente e un po’ pazzo sì, ma mai retorico, il chè visto il tema trattato è praticamente un miracolo. Tutte le idee di fratellanza, uguagliuanza e generosità di Luciano vengono sempre e comunque messe in discussione da Efisio. Davvero bello. Mi dispiace solo essere arrivata un po’ ritardo, beh segnatevelo come regalo per il prossimo natale, farete un figurone.

SCIOCCHEZZE NATALIZIE

Una delle mie tante tradizioni natalizie è quella della lettura leggera e romantica che sappia risvegliare un po’ di spirito natalizio, beh almeno l’intento sarebbe quello, peccato che immancabilmente ogni anno queste letture l’unico sentimento che riescono a suscitare è un misto di frustrazione rabbia e disgusto. I casi sono tre: o non sono una persona romantica, o non so scegliere i libri, o romanzi romantici natalizi ma con un minimo di qualità non esistono e mi devo rassegnare a rileggere Dickens o la Alcott, e intendiamoci poteva andare peggio.

il patto di nataleIL PATTO DI NATALE. Irene Pistolato.
Sono tanti ormai gli autori che su Amazon mettono in vendita  a 0,99 o 1,99 euro le proprie opere, molti di loro sono addirittura seguiti e apprezzati quindi mi sono detta perchè no. Avrei dovuto invece fare una considerazione diversa: com’è possibile che non abbiano trovato uno straccio di casa editrice minore (e ce ne sono tante) disposta a pubblicarli? Beh il perchè c’è, a tutto c’è un spiegazione più semplice del previsto: questo è un breve romanzo o racconto lungo non so, a dir poco” imbarazzante”. Trama e personaggi sono di una banalità agghiacciante, per non parlare dei dialoghi e dello stile, con il termine “malmostoso” che ricorre tediosamente quasi ad ogni pagina alla ricerca forse  di una qualche legittimazione stilistica. Comunque dopo qualche schiaffone e molti baci appassionati arriva anche la fine in fretta, fortunatamente.

A quel punto mi sono intestardita e ho deciso di tentare con una professionista

natale di carringtonNATALE DA CARRINGTON. Alexandra Brown. Mondandori.
Beh la differenza è notevole, questo è un romanzo strutturato, i personaggi vengono caratterizzati e se non altro lo stile è scorrevole, banalità e luoghi comuni la fanno da padrone anche qui ma impacchettate in un prodotto  che è a  tutti gli effetti quello che ci si aspetta che sia. Georgie lavora da sempre nel centro commerciale del piccolo paese dove vive, che si affaccia sul mare vicino a Londra. E’ un antico grande magazzino di cui il suo fidanzato sta cercando di risollevare le sorti. Ed è proprio per questo che accetta che proprio li venga girato un reality. Ma si sa notorietà, finzione e realtà sono un connubio difficilmente gestibile. Leggibile, certo per la profondità e l’originalità rivolgersi altrove.

IL LIBRO DI NATALE

il libro di nataleIL LIBRO DI NATALE. Selma Lagerlof. Iperborea.
Innanzitutto parliamo di un Premio Nobel (1909) e della più conosciuta autrice svedese. Qui sono raccolti 8 racconti a tema natalizio nei quali l’autrice amalgama le tradizioni folcloristiche svedesi, le leggende pagane a quelle religiose, e lo fa in una maniera inusuale perchè quando ti aspetti il finale buonista è capace di freddarti con uno decisamente più crudele. Sospendo comunque il mio giudizio alla lettura della Saga di Gosta Berling, la sua produzioni più famosa, perchè qui mi sarei aspettata sicuramente più neve e meno religione.

IL REGALO PIU GRANDE

il regalo più grandeIL REGALO PIU’ GRANDE. Jenny Hale. Leggereditore.
Sì certo già la copertina doveva darmi da pensare, ma avevo voglia di leggere qualcosa di leggero e natalizio. Aggiungo che in rete ha delle ottime valutazioni e qui ci vorrebbe un minuto di silenzio. Questo romanzo è un harmony con un po’ più di caratterizzazione e senza sesso, un’accozzaglia di luoghi comuni e clichè tali che ero veramente curiosa di vedere se alla fine l’autrice ne dimenticasse per caso uno. Niente paura ci sono proprio tutti. Lei è giovane bella e senza lavoro, va a dirigere un’antica casa di famiglia e a organizzare la cena di Natale prima che venga venduta. Zoccoleggia con il fratello più giovane affascinante, gentile ma un po’ frivolo ma in cuor suo è innamorata del  ricchissimo e apparentemente cinico fratello grande. I parenti, tra cui l’anziana nonna, senza nemmeno conoscerla si aprono a lei e si confidano senza veramente alcun motivo spiegabile. Alla fine lui si innamora, lei tratta da schifo il fratello giovane e riesce pure a convincerlo a non vendere più la casa oltre che a farsi regalare un asilo, ahh si perchè banalità su banalità lei è bravissima con i bambini. Lo stile ammetto che non è disprezzabile, ma da un tipo di romanzo del genere se non altro ci si aspetta qualche dialogo divertente o almeno qualche sussulto. Il mio unico sussulto vi garantisco è stato il mio sospiro di sollievo al pensiero di non averlo pagato.

FUGA DAL NATALE

FUGA DAL NATALE. John Grisham. Mondadori.
Quando Mr. Krank,  preciso fiscalista, va a controllare quanto gli è costato tutto l’affare Natale l’anno precedente, quasi non ci può credere, e decide che quest’anno vuole evitarlo, a maggior ragione perchè Blair, l’amata figlia è all’estero impegnata in una missione umanitaria. Convince quindi la moglie riluttante a partire per una bellissima crociera ai Caraibi e le mostra che nonostante il costo non indifferente spenderanno comunque la metà del solito. Purtroppo però non sarà così facile sottrarsi alla corsa alle decorazioni, ai biglietti, ai regali e alle continue richieste di donazioni, insomma all’intero “delirio natalizio”, e i Krank indispettiranno tutto il vicinato che si divide tra chi li invidia segretamente e chi li accusa apertamente. Un insolito Grisham, ironico e crudele ma che ci mostra senza artifici a che livello di follia consumistica si riduca alla fine il periodo dell’anno più amato e odiato. Lasciatemi dire che è stato con sollievo che ho constato che noi italiani rispetto agli americani siano dei veri dilettanti. Peccato solo per il finale zuccheroso che sconfessa un po’ tutto il senso del romanzo. Una lettura divertente e intelligente adatta al periodo.

UNO STUPIDO ANGELO

UNO STUPIDO ANGELO. Storia commovente di un Natale di terrore. Christopher Moore. Elliot Edizioni.
Oramai è Natale a Pine Cove, piccolo paese turistico sulla coste della California, ed è tutto quasi pronto per i soliti consumistici e artificiali festeggiamenti. Anche l’angelo Raziel (l’angelo più stupido del Paradiso) è sceso per fare un miracolo natalizio e quando il primo bimbo che incontra gli chiede di resuscitare Babbo Natale che lui ha visto morire la notte precedente, Raziel ovviamente non si pone molte domande e fa un miracolo sommario resuscitando tutti i morti del sottostante cimitero e riempiendolo così di zombie. Dopo il bellissimo Un lavoro sporco non vedevo l’ora che arrivasse Natale per gustarmi questo romanzo che ho comprato già in estate. Bè potevo lasciarlo dov’era. L’idea c’è, i personaggi folli come solo Moore sa creare pure, qualche risata la si fa, ma manca completamente di sostanza e di trama, il grottesco è divertente e piacevole solo se poi è supportato da qualcosa che gli dia un po’ di spessore se no diventa ripetitivo e pesante.