UNA COSA DIVERTENTE CHE NON FARO’ MAI PIU’

UNA COSA DIVERTENTE CHE NON FARO’ MAI PIU’. David Foster Wallace. Minimum Fax.
Nato come reportage giornalistico, approfondito poi un po’ come un saggio sociologico, Wallace ci racconta la sua esperienza su una crociera extra lusso ai Caraibi. Lo fa “alla Wallace”, con ironia graffiante ma con riflessioni sagaci e sempre pertinenti.
Il fatto però è che da ex agente di viaggio, molte delle dinamiche in crociera che hanno fatto divertire gli altri a me non risultavano nuove, e ho trovato spesso le descrizioni del quotidiano troppo prolisse e pedanti. Insomma non l’ho trovata una lettura così entusiasmante come altri lettori in rete la definiscono.

MISS ALABAMA E LA CASA DEI SOGNI

MISS ALABAMA E LA CASA DEI SOGNI. Fannie Flagg. BUR.
Non avevo mai letto nulla dell’apprezzatissima autrice di Pomodori verdi fritti, e forse ho scelto il romanzo sbagliato, ma quel che è certo è che non voglio riprovarci.
Maggie Fortenberry è un’agente immobiliare sessantenne, sola, che negli anni della grande crisi e il mercato ormai al collasso, decide che è troppo stancante essere sempre impeccabile come ci si aspetta da una ex Miss Alabama e programma nel dettaglio la sua dipartita. Ovviamente tutto deve essere lasciato a posto, non sopporterebbe di dover complicare la vita a qualcuno, alla sua amica del cuore Brenda mangiatrice compulsiva e prima donna nera avviata verso un futuro politico più che meritato. O a Ethel impiegata ottantenne (ma nessuno lo sa) che continua a non capire come sia possibile che il mondo intorno a lei sia diventato così assurdo. Quando però la casa dei sogni di Maggie viene messa in vendita deve rimandare tutto, non può permettere che venga venduta per essere poi demolita dalla sua nemica senza scrupoli.
Che dire è un romanzo scritto abbastanza bene, buffo, garbato, che affronta anche qualche tema sociale, e non non mi hanno dato fastidio nemmeno le protagoniste veramente stereotipate (oddio, la nana buona brava e fortunata che veglia su tutti è davvero troppo) ma il punto è che nonostante il piccolo giallo sullo scheletro trovato nella villa che l’autrice ha voluto aggiungere per dare un po’ di brio al romanzo, la trama è praticamente inconsistente, il finale zuccheroso quasi ai limiti dell’assurdo, e il tutto condito con descrizioni ripetitive e inutili.

RIEN NE VA PLUS

RIEN NE VA PLUS. Antonio Manzini. Sellerio.
Il nuovo capitolo di Rocco Schiavone inizia esattamente da dove aveva lasciato l’ultimo uscito da poco Fate il vostro gioco, essendone a tutti gli effetti il vero finale, visto che nell’altro Rocco si era accorto di aver chiuso il caso con troppa fretta senza trovare i veri mandanti.
Quindi di nuovo il casino’ di Saint Vincent con i suoi protagonisti, un po’ di Roma con un nuovo mistero sulla sparizione del cadavere di Baiocchi, un  altro pizzico di mistero su Caterina, il giovane Gabriele e la madre sempre a casa sua, e così il romanzo vola via piacevolmente. L’impianto giallo qui però è ancora più marginale, moltissimi gli scorci sulla vita dei suoi sottoposti:Italo, Casella, D’Intino, e onestamente sono stati i miei pezzi preferiti. Manzini è un autore che a me piace molto, ma come ho già detto è ora che si dedichi ad altro e non resti attaccato a tutti i costi a questo personaggio che per quanto vincente, beh le vendite parlano chiaro, ha già detto più o meno tutto quel che aveva da dire. Il finale di questo romanzo mi fa sperare che stia preparando il terreno per un definitivo commiato.

MISS BILLY

MISS BILLY. Eleanor H. Porter. Cignonero.
Siamo a Boston ai primi del ‘900 quando la tranquilla vita nella villa degli Henshaw, tre fratelli scapoli e diversissimi, viene sconvolta totalmente. William il maggiore ha deciso di prendere sotto la sua protezione Billy, il figlio di un suo caro amico rimasto solo al mondo, senza ovviamente sapere che Billy in realtà è una giovane e vivace ragazza di appena 18 anni, con un nome bizzarro e un animale non ben identificato di nome Fegato. Fraintendimenti, equivoci e il doveroso lieto fine ne fanno una commedia retrò molto gradevole.
Questo è il primo romanzo dell’autrice che sarebbe diventata poi famosa con Pollyanna, è una storia molto carina che si legge in un baleno e che non è nemmeno troppo sdolcinata. Diciamo però che non non ha saputo sfruttare il potenziale della premessa, c’era spazio per molta più brillantezza e ironia, forse l’autrice non ne era capace o forse ha deciso di accantonarla per non andare ad influire sull’aspetto romantico. Comunque sia ne è saltato fuori un ibrido non del tutto convincente.

LA BAIA DEL FRANCESE

LA BAIA DEL FRANCESE. Daphne Du Maurier. Beat.
Nota soprattutto per i suoi romanzi ricchi di suspence (3 dei film del maestro Hitchcock tra cui Gli Uccelli sono tratti da suoi romanzi) qui la Du Maurier si è discostata un po’ dalla sua produzione abituale e ha scritto un vero e proprio romanzo d’avventura con pirati gentiluomini, nobili imparruccati e stupidi, imprese azzardate e salvataggi impossibili.
Siamo nel 1600, la sagace e impudente Lady Dona St. Columb, fugge da Londra annoiata e disgustata dalla vita mondana e vacua che conduce per rifugiarsi con i figli nel castello di famiglia in Cornovaglia, cerca pace e riposo ma troverà la sua grande avventura. Qui infatti conoscerà il famoso e crudele pirata francese che terrorizza tutta la costa, e oltre a trovare la vera se stessa e un amore impossibile e scoprirà che la realtà è sempre molto diversa dalle dicerie.
Non voglio raccontare troppo di una trama già piena di clichè, nonostante questo la Du Maurier è narratrice esperta e riesce a non stancare mai e con penna capace e dialoghi arguti ci accompagna verso un finale inaspettato.

LA TRAPPOLA

LA TRAPPOLA. La prima avventura di Beatrix Ives- Pope. G.B. Thistle. L’Orma.
Una banda di pittoreschi truffatori, di quelli buoni si intende, un poliziotto corrotto e ricattatore che li costringe a fare un colpo milionario ai danni di un ex agente di borsa. Il piano è molto complesso ma loro sono davvero bravi e ben assortiti e riusciranno a ribaltare l’inerzia della truffa.
Questi gli ingredienti di un’avventura che ricorda molto la più famosa banda Oceans, un romanzo che si legge velocemente ma che non ho trovato nè particolarmente ironico, nè particolarmente avvincente, per non parlare del finale che doveva lasciarmi “senza parole”. Insomma si lascia leggere ma risulta tutto già visto.

LA VITA INIZIA QUANDO TROVI IL LIBRO GIUSTO

LA VITA INIZIA QUANDO TROVI IL LIBRO GIUSTO. Ali Berg, Michelle Kalus. Garzanti.
Per noi bibliofili è una tentazione quasi irresistibile quella di leggere di NOI, delle nostre manie e delle nostre passioni, e magari riuscire a trovare anche qualche consiglio originale su romanzi che finora ci sono sfuggiti. E’ per questo che ogni tanto finiamo per acquistare qualcuna delle innumerevoli offerte editoriali con questo tema. Quanti sono i romanzi i romanzi che si intitolano “La libreria o la Biblioteca che faceva questo e quello..” ??!! Davvero troppi, soprattutto perchè il livello è piuttosto basso. Per intenderci si contano sulle dita di una mano i romanzi che mi hanno entusiasmato come Il club del libro e della torta di bucce di patate di Guernsey. Avrete quindi capito che non condivido assolutamente l’entusiasmo che ha accolto questo romanzo, nonostante la simpatica copertina.
Siamo a Melbourne, Frankie sta passando un brutto periodo: è una scrittrice in crisi che lavora in libreria con la sua migliore amica, e dopo essere stata lasciata decide di lasciare sui tram della città i suoi romanzi preferiti con un’invito, per cercare di trovare un’anima gemella che condivida con lei la sua passione per la lettura. L’esperimento però le procura solo una serie di appuntamenti esilaranti ma non certo interessanti. Per fortuna c’è il bellissimo Sunny che ha appena conosciuto, deve solo cercare di soprassedere sulla sua discutibile passione per i romanzi Young Adult.
Qualche personaggio simpatico, molti episodi inverosimili, pochi i consigli letterari degni di nota, in sostanza un romanzo rosa camuffato.

THE ACADEMY – Libro quarto

THE ACADEMY – Libro quarto. Amelia Drake. Rizzoli.
Strana scelta quella di Rizzoli di far uscire solo in edizione digitale questo quarto e ultimo romanzo della serie di The Academy.
Avevamo lasciato Twelve con i ribelli che hanno salvato lei e altri Spazzacamini dalla fuga dall’Accademia dei Ladri, il suo unico desiderio è condurre una vita normale e anonima, cosa che le riesce di fare per un periodo troppo breve, tante sono ancora le questioni per le quali tutti sembrano avere bisogno di un suo intervento. E qui Twelve diventa più che un’eroina, una vera e propria wonder woman con avventure e missioni davvero un po’ forzate e tante morti che ricordano più i vari Hungher Gmaes che i più classici romanzi di avventura.
Il finale nonostante tutto non è male, alcuni bei colpi di scena e l’introduzione di un paio di personaggi molto affascinanti compensano in parte i troppi punti interrogativi rimasti.
La lettura è comunque piacevole, i due autori (Davide Morosinotto e Pierdomenico Baccalario) sono troppo bravi per non esserlo, avevano fatto un buon lavoro nei romanzi precedenti pur lasciando nell’ultimo molte incognite, e qui c’era una romanzo intero per dare risposte e soddisfazione ai lettori, cosa che non è stata. L’impressione è che sia stato scritto velocemente per chiudere una serie alla quale i due autori non avevano più tempo di dedicarsi o per contratto in scadenza, ed è un vero peccato.

RIUNIONE DI FAMIGLIA

RIUNIONE DI FAMIGLIA. Francesca Hornak. Mondadori.
Nel Natale 2016 la famiglia Birch è costretta a una settimana di quarantena nell’antica villa di campagna del Norfolk a causa del rientro della figlia Olivia dalla sua ultima missione come medico volontario in Liberia, dove un’epidemia di Haag sta allarmando l’intero pianeta. Del resto il Natale si sa bisogna passarlo in famiglia, poco importa se a volte i familiari sono quelli che ci conoscono meno, del resto ognuno ha i suoi segreti, i parenti non si scelgono ma con loro si condivide un passato che per forza crea empatia e che in un modo o in un altro crea un legame che riesce ad abbattere in buona parte i muri della diffidenza. Andrew il padre è un critico gastronomico che rimpiange il suo passato da reporter e che ha appena ricevuto una mail dal figlio illegittimo che non sapeva di avere, Emma la moglie è alle prese con un nodulo maligno ma non vuole rovinare il natale alla famiglia, Olivia tornata dalla Liberia fatica a riabituarsi a una normalità che le sembra troppo vuota, poi c’è Phoebe dolce ma molto superficiale ed egoista che sta per sposarsi più per convenzione che per convinzione.
Equivoci e colpi di scena raccontati attraverso le voci dei vari protagonisti ne fanno una lettura veloce e piacevole, i personaggi sono ottimamente caratterizzati, lo stile è gradevole e curato, ma se la quarta di copertina la descriveva come “una commedia divertente e ironica” io invece l’ho trovata malinconica, amara e a tratti drammatica, sfido chiunque l’abbia letto veramente a dire il contrario.

FATE IL VOSTRO GIOCO

FATE IL VOSTRO GIOCO. Antonio Manzini. Sellerio.
Il settimo episodio della serie di Rocco Schiavone ha come tema centrale la vita dei casinò e la dipendenza dal gioco d’azzardo. E’ un ex ispettore del casinò di Saint Vincent infatti che viene trovato assassinato e forse perchè è ancora troppo impegnato a leccarsi le ferite dopo il tradimento di Caterina Rispoli e la conseguente lite e diffidenza degli amici di sempre, che Rocco archivia il caso in maniera frettolosa lasciando così molte incognite che verranno spiegate, udite udite, nel nuovo romanzo in uscita all’inizio dell’anno nuovo. Che dire si legge sempre bene Manzini, ma stavolta è secondo me abbastanza evidente che il romanzo pone l’accento più sulle vite dei personaggi senza però aggiungere nulla al loro approfondimento, che sulla trama gialla che ho trovato più raffazzonata del solito. Sì certo leggeremo anche il prossimo almeno per sapere come va a finire questo episodio, ma attenzione a non tirare troppo la corda siamo pur sempre già a un numero di episodi rischioso e soprattutto i romanzi assomigliano sempre di più a delle sceneggiature.