LA VITA INIZIA QUANDO TROVI IL LIBRO GIUSTO

LA VITA INIZIA QUANDO TROVI IL LIBRO GIUSTO. Ali Berg, Michelle Kalus. Garzanti.
Per noi bibliofili è una tentazione quasi irresistibile quella di leggere di NOI, delle nostre manie e delle nostre passioni, e magari riuscire a trovare anche qualche consiglio originale su romanzi che finora ci sono sfuggiti. E’ per questo che ogni tanto finiamo per acquistare qualcuna delle innumerevoli offerte editoriali con questo tema. Quanti sono i romanzi i romanzi che si intitolano “La libreria o la Biblioteca che faceva questo e quello..” ??!! Davvero troppi, soprattutto perchè il livello è piuttosto basso. Per intenderci si contano sulle dita di una mano i romanzi che mi hanno entusiasmato come Il club del libro e della torta di bucce di patate di Guernsey. Avrete quindi capito che non condivido assolutamente l’entusiasmo che ha accolto questo romanzo, nonostante la simpatica copertina.
Siamo a Melbourne, Frankie sta passando un brutto periodo: è una scrittrice in crisi che lavora in libreria con la sua migliore amica, e dopo essere stata lasciata decide di lasciare sui tram della città i suoi romanzi preferiti con un’invito, per cercare di trovare un’anima gemella che condivida con lei la sua passione per la lettura. L’esperimento però le procura solo una serie di appuntamenti esilaranti ma non certo interessanti. Per fortuna c’è il bellissimo Sunny che ha appena conosciuto, deve solo cercare di soprassedere sulla sua discutibile passione per i romanzi Young Adult.
Qualche personaggio simpatico, molti episodi inverosimili, pochi i consigli letterari degni di nota, in sostanza un romanzo rosa camuffato.

THE ACADEMY – Libro quarto

THE ACADEMY – Libro quarto. Amelia Drake. Rizzoli.
Strana scelta quella di Rizzoli di far uscire solo in edizione digitale questo quarto e ultimo romanzo della serie di The Academy.
Avevamo lasciato Twelve con i ribelli che hanno salvato lei e altri Spazzacamini dalla fuga dall’Accademia dei Ladri, il suo unico desiderio è condurre una vita normale e anonima, cosa che le riesce di fare per un periodo troppo breve, tante sono ancora le questioni per le quali tutti sembrano avere bisogno di un suo intervento. E qui Twelve diventa più che un’eroina, una vera e propria wonder woman con avventure e missioni davvero un po’ forzate e tante morti che ricordano più i vari Hungher Gmaes che i più classici romanzi di avventura.
Il finale nonostante tutto non è male, alcuni bei colpi di scena e l’introduzione di un paio di personaggi molto affascinanti compensano in parte i troppi punti interrogativi rimasti.
La lettura è comunque piacevole, i due autori (Davide Morosinotto e Pierdomenico Baccalario) sono troppo bravi per non esserlo, avevano fatto un buon lavoro nei romanzi precedenti pur lasciando nell’ultimo molte incognite, e qui c’era una romanzo intero per dare risposte e soddisfazione ai lettori, cosa che non è stata. L’impressione è che sia stato scritto velocemente per chiudere una serie alla quale i due autori non avevano più tempo di dedicarsi o per contratto in scadenza, ed è un vero peccato.

RIUNIONE DI FAMIGLIA

RIUNIONE DI FAMIGLIA. Francesca Hornak. Mondadori.
Nel Natale 2016 la famiglia Birch è costretta a una settimana di quarantena nell’antica villa di campagna del Norfolk a causa del rientro della figlia Olivia dalla sua ultima missione come medico volontario in Liberia, dove un’epidemia di Haag sta allarmando l’intero pianeta. Del resto il Natale si sa bisogna passarlo in famiglia, poco importa se a volte i familiari sono quelli che ci conoscono meno, del resto ognuno ha i suoi segreti, i parenti non si scelgono ma con loro si condivide un passato che per forza crea empatia e che in un modo o in un altro crea un legame che riesce ad abbattere in buona parte i muri della diffidenza. Andrew il padre è un critico gastronomico che rimpiange il suo passato da reporter e che ha appena ricevuto una mail dal figlio illegittimo che non sapeva di avere, Emma la moglie è alle prese con un nodulo maligno ma non vuole rovinare il natale alla famiglia, Olivia tornata dalla Liberia fatica a riabituarsi a una normalità che le sembra troppo vuota, poi c’è Phoebe dolce ma molto superficiale ed egoista che sta per sposarsi più per convenzione che per convinzione.
Equivoci e colpi di scena raccontati attraverso le voci dei vari protagonisti ne fanno una lettura veloce e piacevole, i personaggi sono ottimamente caratterizzati, lo stile è gradevole e curato, ma se la quarta di copertina la descriveva come “una commedia divertente e ironica” io invece l’ho trovata malinconica, amara e a tratti drammatica, sfido chiunque l’abbia letto veramente a dire il contrario.

FATE IL VOSTRO GIOCO

FATE IL VOSTRO GIOCO. Antonio Manzini. Sellerio.
Il settimo episodio della serie di Rocco Schiavone ha come tema centrale la vita dei casinò e la dipendenza dal gioco d’azzardo. E’ un ex ispettore del casinò di Saint Vincent infatti che viene trovato assassinato e forse perchè è ancora troppo impegnato a leccarsi le ferite dopo il tradimento di Caterina Rispoli e la conseguente lite e diffidenza degli amici di sempre, che Rocco archivia il caso in maniera frettolosa lasciando così molte incognite che verranno spiegate, udite udite, nel nuovo romanzo in uscita all’inizio dell’anno nuovo. Che dire si legge sempre bene Manzini, ma stavolta è secondo me abbastanza evidente che il romanzo pone l’accento più sulle vite dei personaggi senza però aggiungere nulla al loro approfondimento, che sulla trama gialla che ho trovato più raffazzonata del solito. Sì certo leggeremo anche il prossimo almeno per sapere come va a finire questo episodio, ma attenzione a non tirare troppo la corda siamo pur sempre già a un numero di episodi rischioso e soprattutto i romanzi assomigliano sempre di più a delle sceneggiature.

HEIDI

HEIDI. Francesco Muzzopappa. Fazi.
Chiara è una trentacinquenne milanese votata al lavoro piena di insicurezze e paure, la cui vita precipita quando si trova a dover gestire il padre malato di demenza senile che da temuto critico letterario si è trasformato in un anziano convinto di essere il vecchio dell’Alpe, il nonno di Heidi. Chiara tutto il giorno fa audizioni e segnalazioni per i reality più improbabili che ormai sono a tutte le ore nei nostri canali tv, ma il suo nuovo e discusso capo le chiede nuovi format con idee mai sentite, cosa praticamente impossibile.
Se l’idea come a me vi sembra carina, sappiate che è tutto qui. Muzzopappa è un autore che amo e che ho regalato un po’ a tutti certa di fare bella figura, ha un’ironia pungente e originale, cosa che ho trovato a tratti anche qui, ma la trama è talmente inconsistente, ripetitiva e zeppa di clichè da rovinare tutto. L’impressione è che come le estati precedenti abbia voluto marcare il cartellino.

BELGRAVIA

BELGRAVIA. Julian Fellowes. Neri Pozza.
La storia ha inizio nel 1815 a Bruxelles nei giorni precedenti la grande battaglia di Waterloo, ed è li che i destini delle famiglie Trenchard e Bellasis si legano indissolubilmente nonostante sia quasi impensabile, visto che la prima è una famiglia di umili origini in piena ascesa grazie all’ingegno, al carattere e al duro lavoro di Jame,s che però ha una vera propria ossessione per la nobiltà, quella di cui fanno parte appunto i Bellasis. E’  dopo ben 25 anni nella nuova Londra del grande sviluppo architettonico che si rincontrano loro malgrado e devono venire a patti con il loro passato.
Non voglio svelare molto di una trama già piuttosto scontata nonostante gli avvenimenti siano molti (ci sono un po’ tutti i clichè dei romanzi ottocenteschi: il matrimonio segreto, il figlio illegittimo, il cattivo che vuole ereditare), l’ambientazione è perfetta ed evocativa, e i personaggi vengono tratteggiati benissimo. Insomma non aspettatevi grandi colpi di scena, si intuisce sempre molto prima ciò che accadrà, eppure il romanzo è scritto talmente bene che scorre senza accorgersene. Certo da cotanto autore mi sarei aspettata un po’ di ironia in più.

L’ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE 4. MISSIONE PER LA GLORIA

L’ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE 4. MISSIONE PER LA GLORIA. Soman Chainani. Mondadori.
Dopo il successo della prima, Chainani ha pensato bene di iniziare una nuova trilogia che prosegue l’ultimo romanzo con gli stessi personaggi, ma ambientato non più nell’Accademia ma nei vari regni della Selva e soprattutto Camelot. E’ li che troviamo Tedros e Agatha che cercano di organizzare il loro matrimonio e di legittimare il potere di Tedros dopo la disastrosa cerimonia di incoronazione. La folle Sophie invece da preside del Male sta ottenendo un grande successo anche nelle fila dei ragazzi del Bene. Tutti gli altri sono impegnati nella Selva nella prova fondamentale del quarto anno, ma la Preside Colombine capisce che c’è qualcosa che non va quando si accorge che tutte le missioni stanno andando male.
Gli ingredienti sono sempre quelli già rodati ma ovviamente ci risultano meno brillanti e nuovi: le insicurezze di Tedros e Agatha, l’egocentrismo simpatico di Sophie, il bizzarro Merlino e le tre streghe. Le avventure ci sono per carità, ma i nuovi personaggi sono caratterizzati solo superficialmente e diciamocelo il nuovo cattivo lo si intuisce già da metà romanzo. Insomma come tutte le serie anche questa con il tempo mi ha stufato anche perchè parliamo di romanzi piuttosto lunghi.

E MARX TACQUE NEL GIARDINO DI DARWIN

E Marx tacque nel giardino di Darwin. Ilona Jerger. Neri Pozza.

Ammetto che non avrei mai messo in relazione questi due personaggi, studiati a scuola ma in momenti (e materie) molto diversi, e non ricordo nessun insegnante che me li abbia mai collegati. Tuttavia, dopo aver letto questo libro ho approfondito ed esiste una saggistica immensa che rapporta, ora posso dire a ragione, i due studiosi.

Londra fine 800, il dottor Beckett, medico brillante e fuori dagli schemi, ha in cura i due famosi studiosi e, certo della loro comunanza di pensiero, inizia a solleticarlo l’idea di un loro incontro.

L’autrice, che si destreggia tra realtà e fantasia, caratterizza in modo puntuale i due personaggi: il borghese Darwin, very english man, introverso e malinconico per inclinazione ma arzillo studioso della sua “natura” che osserva fino all’ultimo giorno di vita e innamorato della moglie al punto da rinunciare al suo ateismo (mai confessato formalmente nemmeno a se stesso); il socialista Marx, rigido tedesco, burbero pensatore inflessibile e criptico scrittore, indomabile coerente disposto a morire per le sue idee (infatti esiliato in una insalubre Londra a causa di esse).

Due mondi diversi, due personaggi apparentemente agli antipodi cosa possono avere in comune? Una sola cosa: il loro pensiero e i risultati di esso. La teoria di Darwin distrugge l’idea che il genere umano sia il vertice del mondo biologico e libera la biologia da qualsiasi visione finalista e teleologica della natura. Non c’è un progetto divino alla base dell’evoluzione, semplicemente succede ed è l’ambiente che plasma silenziosamente gli individui sulla base delle variazioni casuali che essi incorporano. Si producono adattamenti come conseguenza della vita, ossia della lotta di piante e animali per sopravvivere.

Per Marx il pensiero darwiniano porta alla “Naturalizzazione dell’uomo e umanizzazione della natura” cancellando di fatto l’esistenza e la necessità di un Dio creatore. Marx analizza la struttura della società del suo tempo e capisce che la scienza non trova le soluzioni ma spiega i fenomeni, compresi quelli sociali ed economici e diventa quindi lo strumento per superare le disuguaglianze sociali e il razzismo, non immediatamente ma con il tempo e grazie a rivoluzioni che come per l’evoluzione delle specie necessitano di secoli per portare a dei risultati.

In buona sostanza Marx vorrebbe utilizzare l’opera darwiniana a fini filosofico-politici mentre Darwin pretenderebbe di rinchiuderla nella provetta del biologo: nessuno dei due oggi potrebbe dirsi soddisfatto.

Fidanzati dell’inverno L’Attraversaspecchi – 1

Fidanzati dell’inverno L’Attraversaspecchi – 1. Christelle Dabos. Edizioni E/O.
Primo libro di una saga acclamata, di cui in rete raccontano:
Per chi ha amato:
Philip Pullman, la sua fantasia e le sue atmosfere.

Non esageriamo.
Twilight per la storia d’amore tra un uomo misterioso e tormentato ma capace di profonde passioni e una ragazza apparentemente impacciata, ma piena di risorse.

Non mi pare un bel complimento, a meno che non si stia parlando di tiratura delle vendite e niente altro.
Hunger Games per le incredibili avventure e per l’azione politica dei protagonisti che vogliono rovesciare un sistema di potere.
Non mi sono mai piaciuti, né su carta né su pellicola.
Harry Potter per la ricchezza e l’articolazione del suo magico mondo.
Più che articolazione parlerei di macchinazione.

In realtà il fascino di questa serie credo sia dovuto alla curiosa mescolanza di elementi Fantasy, Belle Époque e Steampunk.
In un futuro che possiamo definire post apocalittico, l’universo è composto da ventuno arche, che orbitano attorno a quello che un tempo era il pianeta Terra.
Ofelia appartiene ad una famiglia in vista dell’arca Anima, è una lettrice (evoca i ricordi appartenuti agli oggetti), goffa ed intellettuale, refrattaria al matrimonio, alla vita sociale tanto ambita dalle sue coetanee, è suo malgrado obbligata a sposare un nobile (Thor), un uomo sconosciuto, ovviamente burbero, ovviamente pericoloso, ovviamente appartenente ad un’arca inospitale, fredda e lontana.
La parola chiave è ovviamente, poiché fin qui potrebbe trattarsi di un libercolo farcito di cliché per ragazzini. Tuttavia a salvare la carenza di spessore dei personaggi viene in aiuto un mistero, peraltro contorto, che speriamo venga approfondito a dovere e svelato con cautela nei prossimi due volumi. Sarebbe d’uopo che le prossime narrazioni ci regalassero una caratterizzazione dei personaggi degna di quell’ambientazione davvero originale in cui la storia si svolge.

TANTI PICCOLI FUOCHI.

TANTI PICCOLI FUOCHI. Celeste Ng. Bollati e Boringhieri.
Shaker Heights. Sobborgo amicano anni ’90. Democratici, abbienti, perbene, sorridenti e dediti alla beneficenza. Puntualmente osservanti delle regole e promotori di civiltà e senso cinico. Uno spaccato che, indipendentemente dall’epoca (solitamente anni ’50), già abbiamo incontrato nella letteratura e nel cinema. Il background quindi non ci racconta nulla di nuovo: a Shaker Heights sono tutti perfetti e disposti a tutto per mantenersi tali. Immacolati tappeti, ben sbattuti, che accuratamente nascondono le sporcizie.
La storia si apre con un anomalo incendio che distrugge completamente la casa dei Richardson, distinta famiglia della cittadina, e si dipana a ritroso, promettendo un mistero che il lettore, di pagina in pagina, immagina essere qualcosa di grosso, qualcosa che faccia davvero clamore. Una trama forse da romanzo popolare: segreti, fraintendimenti e rivelazioni si alternano a controverse problematiche sociali, immigrazione, povertà e questioni razziali.
Sfortunatamente, la narrazione, nonostante alcuni spunti arrotolati su noti cliché (la madre single, artista in fuga, squattrinata per scelta), non decolla. Manca quello slancio che permette ai personaggi di uscire dalla carta. Restano lì, a raccontarsi tutti con la stessa voce, ad interpretare ruoli preconfezionati senza nulla aggiungere. Persino nelle parti più drammatiche mi sono chiesta: ma il pathos dov’è?