LETTERE D’AMORE TRADITE

LETTERE D’AMORE TRADITE. Gottfried Keller. Elliot.
Viktor è un commerciante con velleità letterarie sempre rimaste deluse, convinto di avere qualità che non gli sono mai state riconosciute e sposato con una donna bella e paziente, si mette in testa di volerla “elevare” al suo livello attraverso delle lettere che si scambiano mentre lui è fuori per lavoro, nelle quali dovranno entrambi mettere tutto il loro sentimento, e che lui poi spera di raccogliere e di pubblicare. La incita quindi a non lesinare descrizioni appassionate e uno stile altisonante che risulta solo pomposo. Gritli però non si sente all’altezza del compito, lei è una donna pratica e a dire il vero si vergogna spesso del marito che tutto il paese sbeffeggia. Per non scontentarlo però ricorre a un sotterfugio: gira le lettere del marito al giovane professore suo vicino di casa fingendo di averle scritte lei e invia poi le risposte del maestro al marito copiandole.
Un’idea per un romanzo che aveva tutte le carte in regola per essere brillante e infatti la prima lettera di Viktor è un vero spasso, ma poi tutto si ferma qui. Il romanzo prende una piega del tutto diversa, raccontando la conseguente separazione dei coniugi a seguito della scoperta dell’inganno e le loro vite successivamente al fatto. Sviluppo che ho trovato del tutto insignificante. Un vero peccato, da colui che viene considerato uno dei maggiori scrittori svizzeri dell’800 mi aspettavo molto di più.