Fidanzati dell’inverno L’Attraversaspecchi – 1

Fidanzati dell’inverno L’Attraversaspecchi – 1. Christelle Dabos. Edizioni E/O.
Primo libro di una saga acclamata, di cui in rete raccontano:
Per chi ha amato:
Philip Pullman, la sua fantasia e le sue atmosfere.

Non esageriamo.
Twilight per la storia d’amore tra un uomo misterioso e tormentato ma capace di profonde passioni e una ragazza apparentemente impacciata, ma piena di risorse.

Non mi pare un bel complimento, a meno che non si stia parlando di tiratura delle vendite e niente altro.
Hunger Games per le incredibili avventure e per l’azione politica dei protagonisti che vogliono rovesciare un sistema di potere.
Non mi sono mai piaciuti, né su carta né su pellicola.
Harry Potter per la ricchezza e l’articolazione del suo magico mondo.
Più che articolazione parlerei di macchinazione.

In realtà il fascino di questa serie credo sia dovuto alla curiosa mescolanza di elementi Fantasy, Belle Époque e Steampunk.
In un futuro che possiamo definire post apocalittico, l’universo è composto da ventuno arche, che orbitano attorno a quello che un tempo era il pianeta Terra.
Ofelia appartiene ad una famiglia in vista dell’arca Anima, è una lettrice (evoca i ricordi appartenuti agli oggetti), goffa ed intellettuale, refrattaria al matrimonio, alla vita sociale tanto ambita dalle sue coetanee, è suo malgrado obbligata a sposare un nobile (Thor), un uomo sconosciuto, ovviamente burbero, ovviamente pericoloso, ovviamente appartenente ad un’arca inospitale, fredda e lontana.
La parola chiave è ovviamente, poiché fin qui potrebbe trattarsi di un libercolo farcito di cliché per ragazzini. Tuttavia a salvare la carenza di spessore dei personaggi viene in aiuto un mistero, peraltro contorto, che speriamo venga approfondito a dovere e svelato con cautela nei prossimi due volumi. Sarebbe d’uopo che le prossime narrazioni ci regalassero una caratterizzazione dei personaggi degna di quell’ambientazione davvero originale in cui la storia si svolge.

LA FIGLIA DEL DOTTOR BAUDOIN

LA FIGLIA DEL DOTTOR BAUDOIN. Marie-Aude Murail. Camelozampa.
Il dottor Baudoin è un affermato medico generico, stanco e scostante che ormai tratta i pazienti come un peso insopportabile e imbottendoli di medicinali. Il suo giovane socio il dottor Chasseloup invece ha ancora l’entusiasmo e la pazienza di chi ha appena iniziato la professione e soprattutto un’empatia nei confronti degli altri che non lascia indifferenti. Belloccio e spiritoso Baudoin, timido e goffo Chasseloup. Baudoin ha una moglie e 3 figli e quando la più grande Violaine gli confessa di essere incinta a soli 17 anni per poi negare dicendogli che è un falso allarme, lui continua a sentire che qualche catastrofe sta per sconvolgere la sua vita apparentemente perfetta e come se non bastasse Chasseloup sembra spuntare ovunque.
La Murail è sempre insuperabile nel mostrarci con ironia e delicatezza le dinamiche familiari di questi nostri tempi, non prende mai le parti di nessuno, alla fine parteggiamo un po’ per tutti, sia per gli adulti sempre di corsa che per i ragazzi alle prese con un mondo troppo complicato, perchè davvero le famiglie perfette non esistono ma riconoscere qualche nostro atteggiamento sbagliato non può che aiutare. Il tema dell’aborto poi viene affrontato per una volta senza quei tratti patetici che ho trovato spesso. Un tema importante trattato con sensibilità e raziocinio. Insomma quest’autrice è sempre una garanzia.

THE ACADEMY. 1, 2, 3.

THE ACADEMY. Volume 1. Volume 2. Volume 3. Amelia Drake. Rizzoli.
Twelve ha dodici anni, è stata la dodicesima orfana ad approdare all’orfanotrofio Moser, in quello che è fu definito l’Anno Nero. Un anno intenso, con un indice di gradimento per gli abbandoni più alto della media. Il Moser, la direttrice, le regole, e il suo migliore amico Stephen Seventy sono tutto ciò che conosce, mentre si avvicina la data delle selezione che daranno accesso ad una delle Accademie di Danubia.
Danubia è l’ignoto sfavillante, la città che tutti immaginano e che nessuno ha mai visitato. L’esame per essere ammessi ad una delle Accademie, e diventare parte integrante della società, è una valutazione attitudinale che in più di un caso riserva sorprese. Diciotto sono le Accademie: dei Musicanti, degli Alchimisti, degli Scribi, degli Ussari, dei Servitori… finalmente Twelve e Stephen possono realizzare il loro sogno: lui sicuramente un Ussaro, lei una cameriera. Le due Accademie situate addirittura una di fronte all’altra. Tuttavia, la carrozza di Twelve e di alcuni compagni subisce un attacco terroristico, l’esplosione di uno dei dodici ponti li fa precipitare nelle acque del fiume. Twelve, Rebecca e la piccola Ninon (un imbucata di appena cinque anni) si salvano appena in tempo per essere rapite e portate in un luogo che non esiste.
La diciannovesima Accademia: quella dei Ladri. Isolata da tutto e da tutti, un’isoletta in mezzo al fiume che dall’esterno pare un edificio mezzo diroccato. Un luogo di inganni, dove niente è come sembra, soprattutto le persone. Dove regole ferree forgiano un sotto mondo che deve assicurarsi una progenie di criminali. Twelve non vuole essere annoverata tra i Ladri, certo, ma resta il fatto che il suo punteggio (calcolato con test attitudinale) non lascia dubbi; ed in effetti in più di un’occasione si dimostra un’eroina egoista, concentrata nella sopravvivenza sua e di ciò che le sta a cuore. Reclutata dalla cerchia degli Spazzacamini (ammettiamolo, non la peggiore delle tre presenti in Accademia) Twelve si dimostra perfettamente in grado di farsi dei nemici. Molti nemici. Pare che tutti quelli che entrano in contatto con lei finiscano per detestarla, eccetto la piccola Ninon che Twelve si ostina a voler far fuggire. Ninon che non sa leggere, ma è una maestra nello scassinare serrature, e che probabilmente si troverebbe a suo agio tra i Lord dell’Accademia.
Nonostante l’argomento scuola, ormai abusato, The Academy è uno young adult interessante proprio perché la protagonista non è “nobile di cuore e pura di pensieri”.
Una sola pecca voglio sottolineare: l’improvvisa ricomparsa di un personaggio creduto morto, del quale si spiega poco e in modo frettoloso, quasi fosse una macchinazione atta a risolvere un inceppo narrativo.

LO SFIGATO

LO SFIGATO. Susine Nielsen. Rizzoli.
Stavolta è Vancouver la città scelta dalla madre di Ambrose per ricominciare da capo per l’ennesima volta. Nonostante tutti i trasferimenti però la sua vita rimane desolatamente la stessa, fatto oggetto di bullismo da parte dei compagni di scuola, solo e senza amici e oppresso da una madre ai limiti del paranoico. Ambrose però ha 12 anni e un ottimismo innato, e quando conosce Cosmo il figlio poco raccomandabile dei suoi vicini, appena uscito di galera e con un passato da tossico, capisce subito che come lui ha bisogno di aiuto per imboccare la strada giusta. Ambrose e Cosmo condividono la passione per lo Scrubble (una specie di Scarabeo) ma soprattutto Cosmo tratta Ambrose come un normale ragazzino facendolo sentire per la prima volta accettato.
Questo è il primo romanzo della Nielsen, quello che l’ha portata al successo e sinceramente mi aspettavo molto di più. Carino certo ma anche piuttosto banalotto, mi è sembrato la brutta copia (molto più brutta) di Un ragazzo di Hornby. Il suo più bello rimane indiscutibilmente Siamo tutti fatti di molecole.

 

PERSIDIVISTA.COM

PERSIDIVISTA.COM. Maurie-Aude Murail. Giunti.
Questa volta la Murail si cimenta con un vero e proprio giallo per ragazzi, e che dire, le riesce piuttosto bene.
Ruth ha 14 anni e tutte le insicurezze tipiche di quest’età vengono amplificate dal dolore di aver perso la mamma ormai da anni e dal fatto che l’impenetrabile e impegnatissimo padre sembra tenerla a distanza a differenza della sorellina che illumina la sua vita.
Quando guardando una vecchia foto con una sua amica non riesce a capire quale sia sua madre e quale la gemella morta assassinata da giovane, decide di iscriversi a un social con l’identità del padre per capire qualcosa di più di un passato che sembra zona off-limits.
Certo mai avrebbe immaginato di risvegliare vecchi rancori da parte del nonno mai conosciuto, odi profondi e curiosità dai vecchi compagni di classe e soprattutto una serie di conseguenze drammatiche che mettono al centro di tutto il padre, che con la sua aria noncurante e la sua ironia spesso fuori luogo è in tutto e per tutto l’indiziato perfetto.
Un bel romanzo, avvincente, veloce e ricco di colpi di scena, che affronta anche il tema attualissimo dei social, veramente affascinante il personaggio del padre Martin.
Interessantissimo anche il diario riportato alla fine della pubblicazione su come nasce un romanzo, scritto in contemporanea al romanzo stesso dall’autrice che ci mostra come sviluppa le sue idee, in che modo la vita quotidiana influisce sulla sua scrittura e da quali autori trae ispirazione. Beh sarà un caso (ma non credo proprio) ma ogni due pagine nomina un romanzo e un personaggio di un romanzo del mio amato Dickens a voi trarre le opportune conclusioni!!!

IL RINOMATO CATALOGO WALKER & DAWN

IL RINOMATO CATALOGO WALKER & DAWN. Davide Morosinotto. Mondadori.
Premio Andersen 2017 per la categoria over 12 anni questo romanzo è una vera chicca.
Ambientato negli Stati Uniti nei primi anni del ‘900 è la storia di 4 ragazzini alla ricerca di verità, avventura e un po’ di giustizia che percorrono il fiume Mississipi dalle foce in Louisiana fino a Chicago per restituire un orologio che gli è stato consegnato erroneamente e che evidentemente è molto importante per qualcuno. Lo fanno in zattera, traghetto, treno toccando moltissime città importanti come New Orleans e incontrando molteplici personaggi il più delle volte poco raccomandabili, alcuni veramente simpatici. Il romanzo è raccontato  alternativamente da loro: l’incontenibile Te Trois assettato di avventura, il riflessivo Eddie dalle mille preoccupazioni più una, la combattiva Julie che deve riuscire ad afferrare un po’ di felicità e contemporaneamente difendere dal mondo Tit, il suo fratellino mulatto.
Non trovo assolutamente eccessivo l’accostamento al mondo di Tom Sawyer, in questo romanzo c’è davvero tutto: avventura e suspence, divertimento, dolcezza e alcuni cenni storici alla musica jazz, alle vendite per corrispondenza, a un mondo che stava iniziando a cambiare.
Insomma se non avete un ragazzino a cui regalarlo intanto leggetelo voi non può non piacervi.

GLI OTTIMISTI MUOIONO PRIMA

GLI OTTIMISTI MUOIONO PRIMA. Susin Nielsen. Il Castoro.
Petula ha 16 anni e vive a Vancouver, si veste con cose strambissime tutte fatte da lei ed è 180 cm di ansie e paure da quando la sua sorellina piccola è morta. Nonostante siano passati più di due anni la famiglia sembra non riuscire a riprendersi. La madre riempie la casa di gatti abbandonati e il padre rientra poco e poco volentieri. Petula cerca di parare i colpi come può e di prevenire tutto ciò che tra loro può essere motivo di discussione pulendo e cucinando. E’ obbligata dal preside della scuola (personaggio minore bellissimo) a frequentare il corso di arteterapia , ribattezzato da lei Mani Abili per Menti Instabili, dove conosce altri ragazzi soli e considerati un po’ strani perchè come lei hanno un fardello troppo pesante da portare. Tra questi c’è Jacob appena trasferitosi da Toronto, un ragazzo solare e positivo che però fatica a parlare dell’incidente nel quale ha perso metà di un braccio. Jacob e Petula si innamorano ed è proprio quando la felicità inizia a far parte delle sue giornate che l’ottimismo fa breccia nel suo modo di pensare, così come il dolore di una nuova delusione, perchè ottimisti o pessimisti nessuno è in grado di controllare la vita.
Il nuovo romanzo della Nielsen la conferma come un’ottima autrice per ragazzi ma visti i temi trattati decisamente più forti, non può avere la leggerezza e il brio dei romanzi precedenti … tranne i botta e risposta tra Petula e il preside.

L’ARMINUTA

L’ARMINUTA. Donatella Di Pietrantonio. Einaudi.
Ammetto di essermi lasciata tentare dall’ambientazione, il mio amato Abruzzo negli anni ’70, ma il romanzo si è rivelato sopra ogni mia più rosea aspettativa.
Si apre con la protagonista, una ragazzina di 13 anni la Ritornata del titolo appunto, che viene riportata a casa, sui monti a ridosso del mare abruzzese dove lei ha sempre vissuto nel benessere e a contatto con i turisti con una famiglia che non sapeva non essere la sua. In montagna è tutto diverso, c’è povertà, c’è ignoranza e sporcizia e una famiglia troppo numerosa che ora dicono essere la sua. Nel mese dello svezzamento le due famiglie si erano spartite la mia vita a parole, senza accordi precisi, senza chiedersi quanto avrei pagato la loro vaghezza. Perchè il romanzo è tutto incentrato sullo spaesamento, sul senso di appartenenza che viene a mancare, sul tradimento di quella che pensava fosse la vera madre e sui complicati sentimenti che governano la sua nuova-vera famiglia, sul rapporto con la sorella piccola Adriana (personaggio meraviglioso) e sul segreto inconfessabile che ha deciso il suo futuro.
Un romanzo bellissimo, scritto magistralmente senza tanti fronzoli e forse proprio per questo arriva diretto alla pancia. Peccato solo per il finale che secondo me andava approfondito mi è sembrato un po’ troncato … a meno chè l’autrice non abbia in mente un seguito.

UN BAMBINO CHIAMATO NATALE

nataleUN BAMBINO CHIAMATO NATALE. Matt Haig. Salani.
Questa è la storia di un bambino finlandese piuttosto sfortunato e povero, della sua avventura verso il nord per raggiungere il padre che insieme a una spedizione è andato a cercare una prova dell’esistenza di Elfhelm, la città degli elfi, della sua più grande delusione nello scoprire che il suo “eroe” non è senza macchia, e di come poi ha cercato di sistemare le cose ed è diventato colui che tutti i bambini aspettano con ansia ed entusiasmo tutte le notti di Natale.
Vi siete mai chiesti perchè si chiama “Babbo” Natale nonostante non sia il padre proprio di nessuno? Perchè ha il cappello rosso e il perchè della sua conosciutissima risata “Oh Oh Oh”? Vi siete mai chiesti come e quando gli è venuta l’idea di portare i regali ai bambini e soprattutto perchè ?
In questo romanzo davvero avvincente troverete la risposta a queste e tante altre domande.
Conosco bene l’autore di cui ho letto quasi tutto, ero veramente curiosa di vederlo alle prese con una storia per ragazzi e devo dire che non mi ha delusa per nulla, forse mi aspettavo qualcosa di più scanzonato e divertente, invece il romanzo è a tratti anche un po’ cupo, Haig ha decisamente preferito dare rilevanza ai contenuti che sono molto profondi, ed è proprio per apprezzarli appieno che lo consiglio ai ragazzi dai 10 anni in su, o come nel caso delle mie figlie, letto da un adulto che per inciso lo adorerà!!

LE RAGAZZE

LE RAGAZZELE RAGAZZE. Emma Cline. Einaudi.
La storia di Evie Boyd, dei suoi eterni 14 anni, del suo eterno bisogno di essere vista e del suo definirsi in base a chi le sta intorno.
Il racconto dell’estate del ’69, trascorsa vicino a San Francisco, con un gruppo di ragazze, in una sorte di comune o di setta fatiscente, tra droghe, riti di iniziazione, sporcizia.
Un amore, che non viene mai etichettato come tale, ma che trasuda da ogni pagina in cui Evie e Suzanne sono insieme.
Il tutto intervallato da anticipazioni, dettagli, fotografie di una scena (splatter) del delitto, che provocano quei brividini di paura, durante tutta la lettura.
Quando ho cominciato a leggere non sapevo che le vicende del romanzo fossero ispirate ai delitti della Manson’s Family, ma tanti particolari coincidono.
Emma Cline scava nel torbido, non tralascia dettagli raccapriccianti ed evoca attraverso descrizioni multisensoriali delle scene abbastanza sgradevoli e amare.
Il torbido, la paura, il disgusto provocano però la morbosa curiosità di conoscere i fatti e comprendere fino in fondo i personaggi, quindi la lettura è stata particolarmente veloce.
Di Evie soprattutto, ma anche di Suzanne, mi è piaciuto come è stata resa la loro vulnerabilità. Essere non viste dai genitori le porta ad andare nel mondo come esseri cangianti a seconda delle circostanze. Anche da adulta, Evie, cercherà sempre di corrispondere alle aspettative delle persone che incontra. Della sua personalità si distingue poco, se non questa fame continua di approvazione.