IL CASTELLO TRA LE NUVOLE

IL CASTELLO TRA LE NUVOLE. Kerstin Gier. Corbaccio.
La Gier abbandona per una volta il mondo della fantasia per scrivere un romanzo quasi giallo. Dico quasi perchè quello che trovo veramente irresistibile di quest’autrice più che le trame, è l’ironia spiritosa ma mai troppo tagliente che ne fanno un’ottima lettura per giovani o per coloro che come me ci si sentono ancora.
Fanny a 17 ha deciso di abbandonare la scuola per fare un praticantato presso un prestigioso e famoso Hotel molto retrò sulle Alpi svizzere.
Gli ospiti sono tutti molto ricchi e snob, ma il personale lavora presso l’hotel da sempre e ha formato una sorta di accogliente famiglia. Fanny deve ricoprire moltissimi ruoli che vanno dal riordino delle camere, all’aiutante nella Spa o aiutante nel mini club, le sue avventure con le piccole pesti sono da rotolarsi dalla risate, ed è qui che si mette in testa che qualcun voglia rapire la figlia di un famoso oligarca russo ospite dell’Hotel.
Certo detta così non sempre decisamente una lettura così appassionante o originale, ma chi conosce la Gier sa che riesce a rendere piacevole e divertente veramente qualsiasi intreccio, per non parlare del fatto che è una storia molto natalizia quindi adatta al periodo.

IO SONO HANIA

IO SONO HANIA. Silvana De Mari. Giunti.
Finalmente il terzo e ultimo capitolo della trilogia di Hania che avevamo lasciato con l’amato fratello Rois, all’inseguimento di coloro che avevano rapito Roa, verso cioè la capitale del Regno delle Sette Cime che la Reggente sta trasformando in un vero inferno di odio, crudeltà e stenti. La saga si arricchisce di un nuovo bellissimo personaggio, Misso, il figlio della Reggente che gli ha amputato la mano per nascondere il fatto che anche lui aveva il marchio dell’Oscuro Signore. Dopo questo gesto Misso cova un feroce rancore nei confronti della madre, che il Cerusico riesce ad trasformare pian piano in un vero e proprio senso di giustizia e onore. Ben poco rimane purtroppo del sarcasmo e del cinismo di Hania che tanto mi aveva divertita nel primo libro, Hania ormai è una splendida ragazza che a volte sembra  anaffettiva e che ancora lotta per non lasciarsi sopraffare dal lato più oscuro di sè. Il resto è tutto avventure, guerre, coraggio e grandi sacrifici, e un bel finale . Un romanzo scritto alla solita maniera impeccabile della De Mari, ma per chi come me ha letto praticamente l’opera omnia di questa autrice, risulta tutto già sentito parecchie volte, quindi forse è giunto il momento di prendere strade diverse. Meglio così, perchè fatico sempre di più a scindere l’autrice che è assolutamente indiscutibile, dalla persona che si è fatta paladina di opinioni che personalmente trovo agghiaccianti.

CARTOLINE DALLA TERRA DI NESSUNO

CARTOLINE DALLA TERRA DI NESSUNO. Aidan Chambers. BUR.
Jacob è un ragazzo goffo e imbranato come quasi tutti i ragazzi di 17 anni, quasi ossessionato da Anna Frank va in Olanda per partecipare alla commemorazione della battaglia di Arnhem nella quale è morto suo nonno da giovane. Qui viene ospitato dalla famiglia di Gertrui, la ragazza che nel 1944 ha assistito il nonno ferito durante la battaglia e che ora è un’anziana signora malata che ha preso una decisione molto difficile da accettare.
Charmbers è un famoso e acclamato autore per ragazzi e in effetti questo romanzo riesce ad affrontare in maniera semplice ma senza fornire risposte moltissimi temi: l’eutanasia, l’omosessualità, la guerra, le difficoltà nei rapporti con la famiglia e nel crescere, l’amore, e tanti altri. Le avventure e disavventure che capitano a Jacob sono tante in soli pochi giorni tra Amsterdam, Haarlem e Arnhem e questo tiene abbastanza alto il ritmo della lettura.
Ma il vero punto forte di questa lettura secondo me è Amsterdam, città meravigliosa che attraverso le pagine del romanzo si riesce a rievocare come se vivessimo nella cartina e respirassimo la sua atmosfera vitale.
Essendo io molto, ma molto lontana dall’età di Jacob, ho apprezzato di più i racconti di Gertrui e la sua ricostruzione dell’ennesimo brutto capitolo della seconda guerra mondiale, ma è un romanzo che comunque mi sento di consigliare.

LA VITA RIFLESSA

LA VITA RIFLESSA. Ernesto Aloia. Bompiani.
Marco è un cinquantenne in crisi con se stesso e col mondo, forse perchè quello che è non corrisponde assolutamente con l’immagine di se che si era fatto da giovane. Dopo la crisi globale del 2008 lavora in una piccola azienda che attraverso i social riesce a indirizzare e incanalare l’opinione pubblica quando si scaglia su personaggi pubblici, spesso a ragione. Dal suo passato però ricompare Greg, un amico mai dimenticato con il quale ha condiviso una brutta esperienza, che lo coinvolge nella creazione di un social futuristico e innovativo, che avrà un impatto devastante sui ragazzi e che metterà Marco di fronte alle proprie responsabilità quando si accorgerà di essere stato una pedina nelle sue mani.
Ho voluto leggere questo romanzo convinta che il tema centrale fosse quello dell’impatto sull’individuo e sull’identità personale dei social, realtà che tra l’altro conosco solo indirettamente, ma per quanto Aloia scriva in maniera fluida e precisa oltre che con uno stile abbastanza “alto”, il tema si perde in un guazzabuglio di altri temi, come la crisi finanziaria, la malattia, la depressione, l’editoria, l’invecchiamento, il rapporto con il passato, ecc,  che seppur attualissimi, creano molta confusione e ci portano a chiederci dove volesse davvero arrivare, alcuni capitoli poi mi sono risultati del tutto inutili alla narrazione come la ricerca per la tesi della figlia o l’incidente iniziale dal quale sembrava dovesse dipendere chissà cosa.
Per quanto sia un romanzo che mi ha fatto molto riflettere, non mi ha proprio convinta, ed è un peccato perchè aveva grandi potenzialità. Bello però il finale.

Fidanzati dell’inverno L’Attraversaspecchi – 1

Fidanzati dell’inverno L’Attraversaspecchi – 1. Christelle Dabos. Edizioni E/O.
Primo libro di una saga acclamata, di cui in rete raccontano:
Per chi ha amato:
Philip Pullman, la sua fantasia e le sue atmosfere.

Non esageriamo.
Twilight per la storia d’amore tra un uomo misterioso e tormentato ma capace di profonde passioni e una ragazza apparentemente impacciata, ma piena di risorse.

Non mi pare un bel complimento, a meno che non si stia parlando di tiratura delle vendite e niente altro.
Hunger Games per le incredibili avventure e per l’azione politica dei protagonisti che vogliono rovesciare un sistema di potere.
Non mi sono mai piaciuti, né su carta né su pellicola.
Harry Potter per la ricchezza e l’articolazione del suo magico mondo.
Più che articolazione parlerei di macchinazione.

In realtà il fascino di questa serie credo sia dovuto alla curiosa mescolanza di elementi Fantasy, Belle Époque e Steampunk.
In un futuro che possiamo definire post apocalittico, l’universo è composto da ventuno arche, che orbitano attorno a quello che un tempo era il pianeta Terra.
Ofelia appartiene ad una famiglia in vista dell’arca Anima, è una lettrice (evoca i ricordi appartenuti agli oggetti), goffa ed intellettuale, refrattaria al matrimonio, alla vita sociale tanto ambita dalle sue coetanee, è suo malgrado obbligata a sposare un nobile (Thor), un uomo sconosciuto, ovviamente burbero, ovviamente pericoloso, ovviamente appartenente ad un’arca inospitale, fredda e lontana.
La parola chiave è ovviamente, poiché fin qui potrebbe trattarsi di un libercolo farcito di cliché per ragazzini. Tuttavia a salvare la carenza di spessore dei personaggi viene in aiuto un mistero, peraltro contorto, che speriamo venga approfondito a dovere e svelato con cautela nei prossimi due volumi. Sarebbe d’uopo che le prossime narrazioni ci regalassero una caratterizzazione dei personaggi degna di quell’ambientazione davvero originale in cui la storia si svolge.

LA FIGLIA DEL DOTTOR BAUDOIN

LA FIGLIA DEL DOTTOR BAUDOIN. Marie-Aude Murail. Camelozampa.
Il dottor Baudoin è un affermato medico generico, stanco e scostante che ormai tratta i pazienti come un peso insopportabile e imbottendoli di medicinali. Il suo giovane socio il dottor Chasseloup invece ha ancora l’entusiasmo e la pazienza di chi ha appena iniziato la professione e soprattutto un’empatia nei confronti degli altri che non lascia indifferenti. Belloccio e spiritoso Baudoin, timido e goffo Chasseloup. Baudoin ha una moglie e 3 figli e quando la più grande Violaine gli confessa di essere incinta a soli 17 anni per poi negare dicendogli che è un falso allarme, lui continua a sentire che qualche catastrofe sta per sconvolgere la sua vita apparentemente perfetta e come se non bastasse Chasseloup sembra spuntare ovunque.
La Murail è sempre insuperabile nel mostrarci con ironia e delicatezza le dinamiche familiari di questi nostri tempi, non prende mai le parti di nessuno, alla fine parteggiamo un po’ per tutti, sia per gli adulti sempre di corsa che per i ragazzi alle prese con un mondo troppo complicato, perchè davvero le famiglie perfette non esistono ma riconoscere qualche nostro atteggiamento sbagliato non può che aiutare. Il tema dell’aborto poi viene affrontato per una volta senza quei tratti patetici che ho trovato spesso. Un tema importante trattato con sensibilità e raziocinio. Insomma quest’autrice è sempre una garanzia.

THE ACADEMY. 1, 2, 3.

THE ACADEMY. Volume 1. Volume 2. Volume 3. Amelia Drake. Rizzoli.
Twelve ha dodici anni, è stata la dodicesima orfana ad approdare all’orfanotrofio Moser, in quello che è fu definito l’Anno Nero. Un anno intenso, con un indice di gradimento per gli abbandoni più alto della media. Il Moser, la direttrice, le regole, e il suo migliore amico Stephen Seventy sono tutto ciò che conosce, mentre si avvicina la data delle selezione che daranno accesso ad una delle Accademie di Danubia.
Danubia è l’ignoto sfavillante, la città che tutti immaginano e che nessuno ha mai visitato. L’esame per essere ammessi ad una delle Accademie, e diventare parte integrante della società, è una valutazione attitudinale che in più di un caso riserva sorprese. Diciotto sono le Accademie: dei Musicanti, degli Alchimisti, degli Scribi, degli Ussari, dei Servitori… finalmente Twelve e Stephen possono realizzare il loro sogno: lui sicuramente un Ussaro, lei una cameriera. Le due Accademie situate addirittura una di fronte all’altra. Tuttavia, la carrozza di Twelve e di alcuni compagni subisce un attacco terroristico, l’esplosione di uno dei dodici ponti li fa precipitare nelle acque del fiume. Twelve, Rebecca e la piccola Ninon (un imbucata di appena cinque anni) si salvano appena in tempo per essere rapite e portate in un luogo che non esiste.
La diciannovesima Accademia: quella dei Ladri. Isolata da tutto e da tutti, un’isoletta in mezzo al fiume che dall’esterno pare un edificio mezzo diroccato. Un luogo di inganni, dove niente è come sembra, soprattutto le persone. Dove regole ferree forgiano un sotto mondo che deve assicurarsi una progenie di criminali. Twelve non vuole essere annoverata tra i Ladri, certo, ma resta il fatto che il suo punteggio (calcolato con test attitudinale) non lascia dubbi; ed in effetti in più di un’occasione si dimostra un’eroina egoista, concentrata nella sopravvivenza sua e di ciò che le sta a cuore. Reclutata dalla cerchia degli Spazzacamini (ammettiamolo, non la peggiore delle tre presenti in Accademia) Twelve si dimostra perfettamente in grado di farsi dei nemici. Molti nemici. Pare che tutti quelli che entrano in contatto con lei finiscano per detestarla, eccetto la piccola Ninon che Twelve si ostina a voler far fuggire. Ninon che non sa leggere, ma è una maestra nello scassinare serrature, e che probabilmente si troverebbe a suo agio tra i Lord dell’Accademia.
Nonostante l’argomento scuola, ormai abusato, The Academy è uno young adult interessante proprio perché la protagonista non è “nobile di cuore e pura di pensieri”.
Una sola pecca voglio sottolineare: l’improvvisa ricomparsa di un personaggio creduto morto, del quale si spiega poco e in modo frettoloso, quasi fosse una macchinazione atta a risolvere un inceppo narrativo.

LO SFIGATO

LO SFIGATO. Susine Nielsen. Rizzoli.
Stavolta è Vancouver la città scelta dalla madre di Ambrose per ricominciare da capo per l’ennesima volta. Nonostante tutti i trasferimenti però la sua vita rimane desolatamente la stessa, fatto oggetto di bullismo da parte dei compagni di scuola, solo e senza amici e oppresso da una madre ai limiti del paranoico. Ambrose però ha 12 anni e un ottimismo innato, e quando conosce Cosmo il figlio poco raccomandabile dei suoi vicini, appena uscito di galera e con un passato da tossico, capisce subito che come lui ha bisogno di aiuto per imboccare la strada giusta. Ambrose e Cosmo condividono la passione per lo Scrubble (una specie di Scarabeo) ma soprattutto Cosmo tratta Ambrose come un normale ragazzino facendolo sentire per la prima volta accettato.
Questo è il primo romanzo della Nielsen, quello che l’ha portata al successo e sinceramente mi aspettavo molto di più. Carino certo ma anche piuttosto banalotto, mi è sembrato la brutta copia (molto più brutta) di Un ragazzo di Hornby. Il suo più bello rimane indiscutibilmente Siamo tutti fatti di molecole.

 

PERSIDIVISTA.COM

PERSIDIVISTA.COM. Maurie-Aude Murail. Giunti.
Questa volta la Murail si cimenta con un vero e proprio giallo per ragazzi, e che dire, le riesce piuttosto bene.
Ruth ha 14 anni e tutte le insicurezze tipiche di quest’età vengono amplificate dal dolore di aver perso la mamma ormai da anni e dal fatto che l’impenetrabile e impegnatissimo padre sembra tenerla a distanza a differenza della sorellina che illumina la sua vita.
Quando guardando una vecchia foto con una sua amica non riesce a capire quale sia sua madre e quale la gemella morta assassinata da giovane, decide di iscriversi a un social con l’identità del padre per capire qualcosa di più di un passato che sembra zona off-limits.
Certo mai avrebbe immaginato di risvegliare vecchi rancori da parte del nonno mai conosciuto, odi profondi e curiosità dai vecchi compagni di classe e soprattutto una serie di conseguenze drammatiche che mettono al centro di tutto il padre, che con la sua aria noncurante e la sua ironia spesso fuori luogo è in tutto e per tutto l’indiziato perfetto.
Un bel romanzo, avvincente, veloce e ricco di colpi di scena, che affronta anche il tema attualissimo dei social, veramente affascinante il personaggio del padre Martin.
Interessantissimo anche il diario riportato alla fine della pubblicazione su come nasce un romanzo, scritto in contemporanea al romanzo stesso dall’autrice che ci mostra come sviluppa le sue idee, in che modo la vita quotidiana influisce sulla sua scrittura e da quali autori trae ispirazione. Beh sarà un caso (ma non credo proprio) ma ogni due pagine nomina un romanzo e un personaggio di un romanzo del mio amato Dickens a voi trarre le opportune conclusioni!!!

IL RINOMATO CATALOGO WALKER & DAWN

IL RINOMATO CATALOGO WALKER & DAWN. Davide Morosinotto. Mondadori.
Premio Andersen 2017 per la categoria over 12 anni questo romanzo è una vera chicca.
Ambientato negli Stati Uniti nei primi anni del ‘900 è la storia di 4 ragazzini alla ricerca di verità, avventura e un po’ di giustizia che percorrono il fiume Mississipi dalle foce in Louisiana fino a Chicago per restituire un orologio che gli è stato consegnato erroneamente e che evidentemente è molto importante per qualcuno. Lo fanno in zattera, traghetto, treno toccando moltissime città importanti come New Orleans e incontrando molteplici personaggi il più delle volte poco raccomandabili, alcuni veramente simpatici. Il romanzo è raccontato  alternativamente da loro: l’incontenibile Te Trois assettato di avventura, il riflessivo Eddie dalle mille preoccupazioni più una, la combattiva Julie che deve riuscire ad afferrare un po’ di felicità e contemporaneamente difendere dal mondo Tit, il suo fratellino mulatto.
Non trovo assolutamente eccessivo l’accostamento al mondo di Tom Sawyer, in questo romanzo c’è davvero tutto: avventura e suspence, divertimento, dolcezza e alcuni cenni storici alla musica jazz, alle vendite per corrispondenza, a un mondo che stava iniziando a cambiare.
Insomma se non avete un ragazzino a cui regalarlo intanto leggetelo voi non può non piacervi.