HEIDI

HEIDI. Francesco Muzzopappa. Fazi.
Chiara è una trentacinquenne milanese votata al lavoro piena di insicurezze e paure, la cui vita precipita quando si trova a dover gestire il padre malato di demenza senile che da temuto critico letterario si è trasformato in un anziano convinto di essere il vecchio dell’Alpe, il nonno di Heidi. Chiara tutto il giorno fa audizioni e segnalazioni per i reality più improbabili che ormai sono a tutte le ore nei nostri canali tv, ma il suo nuovo e discusso capo le chiede nuovi format con idee mai sentite, cosa praticamente impossibile.
Se l’idea come a me vi sembra carina, sappiate che è tutto qui. Muzzopappa è un autore che amo e che ho regalato un po’ a tutti certa di fare bella figura, ha un’ironia pungente e originale, cosa che ho trovato a tratti anche qui, ma la trama è talmente inconsistente, ripetitiva e zeppa di clichè da rovinare tutto. L’impressione è che come le estati precedenti abbia voluto marcare il cartellino.

NUMERO UNDICI

numero undiciNUMERO UNDICI. Jonathan Coe. Feltrinelli.
I molti appassionati di Coe hanno aspettato tanto tempo questo suo undicesimo romanzo, eravamo tutti curiosi di capire come potesse centrare ancora La famiglia Winshaw vent’anni dopo, considerato che alla fine del romanzo li aveva sterminati praticamente tutti. In effetti i vari componenti della famiglia vengono spesso citati, ora come allora, in quanto summa di tutti mali del secolo, ma di quel romanzo per ovvi motivi troviamo solo alcuni personaggi minori.
Le vere protagoniste sono Rachel e Alison due amiche che ritroviamo nel corso della loro vita in momenti e luoghi diversi tra il 2003 e il 2015 e che forniscono l’occasione di affrontare i vari temi che stanno a cuore a Coe. Il romanzo si apre con i ricordi di Rachel bambina in vacanza dai nonni, quando in televisione fu data la notizia della morte in circostanze molto sospette di David Kelly, lo scienziato britannico impiegato al Ministero della Difesa che durante un’intervista alla Bbc mise in forte dubbio la documentazione prodotta dal governo Blair sulle armi di distruzioni di massa di Saddam Hussein, e già da qui si inizia ad intuire che tipo di romanzo sarà. Infatti percorrendo sempre la vita delle due ragazze i temi che affronta sono davvero svariati: dai reality show che spacciano per intrattenimento innocuo l’assistere alle più assurde umiliazioni in nome di una fama costruita e decisa a tavolino (la madre di Alison partecipa all’Isola dei Famosi), alle correnti di destra che si scagliano in maniera sempre più violenta contro l’assistenzialismo dello stato, al ruolo dei comici e della satira nella politica del paese (questo un capitolo di una profondità e genialità assolute), all’assurda competizione tra miliardari mentre la crisi economica mette in ginocchio il resto del paese.
Un Coe molto arrabbiato e apertamente schierato, che vale sempre indistintamente la pena, i diversi capitoli anche se risultano un po’ slegati tra loro sono comunque molto intensi, questo romanzo è davvero “tanta roba” ma secondo me viene un po’ rovinato da un finale che proprio non ho apprezzato, sì certo riconosco l’allegorico e il grottesco ma per il mio personalissimo gusto qui è un po’ troppo.