CARTOLINE DALLA TERRA DI NESSUNO

CARTOLINE DALLA TERRA DI NESSUNO. Aidan Chambers. BUR.
Jacob è un ragazzo goffo e imbranato come quasi tutti i ragazzi di 17 anni, quasi ossessionato da Anna Frank va in Olanda per partecipare alla commemorazione della battaglia di Arnhem nella quale è morto suo nonno da giovane. Qui viene ospitato dalla famiglia di Gertrui, la ragazza che nel 1944 ha assistito il nonno ferito durante la battaglia e che ora è un’anziana signora malata che ha preso una decisione molto difficile da accettare.
Charmbers è un famoso e acclamato autore per ragazzi e in effetti questo romanzo riesce ad affrontare in maniera semplice ma senza fornire risposte moltissimi temi: l’eutanasia, l’omosessualità, la guerra, le difficoltà nei rapporti con la famiglia e nel crescere, l’amore, e tanti altri. Le avventure e disavventure che capitano a Jacob sono tante in soli pochi giorni tra Amsterdam, Haarlem e Arnhem e questo tiene abbastanza alto il ritmo della lettura.
Ma il vero punto forte di questa lettura secondo me è Amsterdam, città meravigliosa che attraverso le pagine del romanzo si riesce a rievocare come se vivessimo nella cartina e respirassimo la sua atmosfera vitale.
Essendo io molto, ma molto lontana dall’età di Jacob, ho apprezzato di più i racconti di Gertrui e la sua ricostruzione dell’ennesimo brutto capitolo della seconda guerra mondiale, ma è un romanzo che comunque mi sento di consigliare.

LA SCOMPARSA DI JOSEF MENGELE

LA SCOMPARSA DI JOSEF MENGELE. Olivier Guez. Neri Pozza.
Non so come abbia fatto quest’autore, ma a questo romanzo è stata fatta una pubblicità veramente fuori dai soliti standard: giornali, televisioni e social, il suo facciotto lo si vedeva un po’ ovunque.
Dopo aver letto Gemelle Imperfette, di cui ho già parlato, e aver approfondito il personaggio di Mengele, non potevo non leggere questo che è anche finalista al Premio Strega Internazionale.
La storia inizia quando Mengele si imbarca solo a Genova verso l’Argentina. Dopo la fine della guerra ha passato qualche anno nell’anonimato lavorando come bracciante nelle campagne della Baviera. In Argentina invece gode della protezione del regime di Peron e soprattutto dei fondi messigli a disposizione dalla famiglia che è influente e molto ricca. A Buenos Aires sono molti i nazisti che si sono ricostruiti una vita negli anni 50, tra loro anche Eichmann. Man mano che negli anni le testimonianze degli orrori dell’olocausto si fanno più numerose e dettagliate, anche le azioni di Mengele diventano di dominio pubblico. L’Angelo della Morte, lo Zio dei bambini del capanno 10, diventa uno dei maggiori ricercati per crimini contro l’umanità. Ma Mengele è molto più cauto e avveduto di Eichmann, che verrà catturato dagli agenti del Mossad e successivamente giustiziato in Israele, e anche grazie a una serie di casualità riesce fuggire prima in Paraguay poi in Brasile dove morirà nel 1979 per cause naturali. Gli ultimi anni furono quelli di uomo braccato, sospettoso, solo, dipendente da altri, paranoico e malato, ma non ebbe mai un barlume minimo di pentimento.
E’ una lettura veramente interessante, racconta chiaramente in uno stile piacevole come sia stato possibile che personaggi di tal fatta siano rimasti impuniti, e a questo dovrò rassegnarmi. Stento però a definirlo romanzo, troppi i dettagli e la ricerca storica, forse lo vedo più come un saggio-biografia, del resto l’argomento è scottante non adatto alle semplificazioni e approssimazioni.
Mengele, ovvero la storia di un uomo senza scrupoli, dall’anima blindata, che ha risposto alle sollecitazioni di un’ideologia velenosa e mortifera in una società sconvolta dall’irrompere della modernità. … Diffidenza, l’uomo è una creatura malleabile, bisogna diffidare degli uomini.

 

LE ASSAGGIATRICI.

LE ASSAGGIATRICI. Rosella Postorino. Feltrinelli.
1943. Rosa ha lasciato Berlino per sfuggire ai bombardamenti, ospite a casa dei suoceri mentre il marito, Gregor, combatte sul fronte russo da bravo tedesco.
Nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, meglio noto come il quartier generale di Hitler. Nove donne che assieme a Rosa hanno il compito di ingerire il cibo del Führer per scongiurare la minaccia degli avvelenamenti. Non certo volontarie, vittime di un’isteria generale al cui vertice siede l’ambigua e corrotta figura di un macellaio che paradossalmente non sopporta i mattatoi. Sì, perchè Hitler, promotore di macelli di uomini aveva subito un trauma da piccolo… più di uno verrebbe da affermare. Ironia della sorte. Un’ironia macabra che per una volta proietta una luce poco lusinghiera anche sulle condizioni dello stesso popolo tedesco, che pur soggiogato dal carismatico merchandising hitleriano, non se la passa bene in guerra. La fame e la paura sono una pestilenza che affligge anche la razza ariana.
Rosa è una cittadina, trapiantata tra donne di campagna, con le quali da subito instaura un non-rapporto dovuto ad un’inesistente differenza culturale. Rosa è prigioniera né più né meno delle altre. Obbligate a mangiare anche quando non hanno fame, quando si sentono male, topi da laboratorio rinchiusi in una mensa che da un momento all’altro può trasformarsi in una tomba. Raramente nel romanzo (ispirato alla storia vera di Margot Wölk, assaggiatrice di Hitler) ci sono scene violente; il sopruso è insito nella storia stessa, di giorno in giorno, di notte in notte, di pagina in pagina.
La sensazione claustrofobica di sopraffazione, la tirannia quotidiana, il pericolo di porre un piede in fallo pur appartenendo alla razza giusta, privano le persone del libero arbitro fino a che non resta che domandarsi cosa significhi essere e rimanere umani. Cosa si è disposti a fare per continuare a sentirsi vivi, nonostante la paura, l’incertezza, la colpa?
Scritto con uno stile impeccabile, credo che Le Assaggiatrici sia soprattutto questo, un libro senza eroi, dove tutti sono vittime, persino i carnefici.

TUTTO CAMBIA (La saga dei Cazalet. Vol. 5)

Tutto Cambia. Elisabeth Jane Howard. Fazi Editore.

ll mondo cambia ma i sentimenti no, questo è il grande finale. L’epoca che termina passa il testimone alla nuova come la vecchia generazione ai giovani della famiglia, cambiano le abitudini e il modo di vivere ma non i sentimenti e il loro impatto sulle esistenze dei nostri protagonisti. La morte e la vita sono parte del ciclo naturale e sono la normale evoluzione della grande famiglia Cazalet. Mentre le vecchie generazioni ad un primo sguardo sembrano arrancare nel cambiamento, sia esso una scelta o un’imposizione, le nuove, alla fine non troppo diverse dai genitori, lo cavalcano, esattamente come è stato durante la guerra quando gli allora giovani avevano riorganizzato le loro esistenze per sopravvivere. Questo quinto, e tristemente ultimo, rende l’intera saga un unico grande romanzo, tutto torna e si conclude per ricominciare, in una parola fiducia. Il sentimento che prevale e si respira, mai sdolcinato, è proprio la speranza: speranza nel domani, speranza di un riscatto, speranza di riuscire a cambiare, speranza di rimanere nei cuori degli amati anche dopo la morte.  Ancora una volta bravissima l’autrice nell’ambientazione storica ma soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi, lasciarli andare e sapere che non li incontreremo più è straziante.

 

WOLF. LA RAGAZZA CHE SFIDO’ IL DESTINO.

WOLF. LA RAGAZZA CHE SFIDO’ IL DESTINO. 
1956. Il Terzo Reich ha vinto la seconda guerra mondiale, Hitler governa mezzo mondo. I campi di lavoro e di sterminio sono comuni, la razza ariana obbligata a riprodursi, gli orrori della Shoah non sono finiti, sono semplicemente diventati la quotidianità.
Yael è fuggita da un campo di sterminio. Quello dove il Dottore l’aveva scelta tra migliaia di bambini per sperimentare farmaci che avrebbero cambiato i colori tipici della sua razza. Una fortuna non finire sezionata tra tanti altri, ma solo rivoltata come un calzino, che perde la pelle e muta come un serpente. Yael riesce a fuggire grazie a quello che pare essere un effetto collaterale degli esperimenti: muta forma. Yael riesce a essere chiunque, una chimera fatta di tutte le persone che imita e di cui assume le sembianze. Reclutata dalla resistenza, Yael pare essere l’unica in grado di portare a compimento il progetto Valchiria, avvicinarsi a Hitler quanto basta per ucciderlo in diretta mondiale, e dare quindi il via all’insurrezione. L’unico modo è vincere il Tour dell’Asse: una gara motociclistica che parte dalla Germania e si conclude a Tokyo. Per partecipare Yael diventa Adele Wolfe, l’unica ragazza che abbia mai partecipato, e vinto, la gara.
Una competizione che puzza di morte ed inganni, per la quale Yael si è addestrata dieci anni.
Il romanzo è un perfetto esempio di ucronia, un corso alternativo della storia mondiale dove distopia e fantapolitica vanno a braccetto. Peccato che si tratti davvero di un romanzo per ragazzi (13 anni) e che quindi sia poco corposo nonostante la complessità dei temi trattati. WOLF è una ricerca di riscatto, di vendetta, di giustizia, ma soprattutto di identità umana.

ALLONTANARSI (la saga dei Cazalet vol.4)

ALLONTANARSI. Elisabeth Jane Howard. Fazi Editore.

1945. La guerra è finita e, nonostante ciò, il ritorno ad una parvenza di normalità è più lento di quanto ci si aspetterebbe e la nostra famiglia è ancora alle prese con razionamenti di cibo e tessere per il vestiario. L’avanzare inesorabile del tempo e il rientro a Londra dopo l’abbandono della residenza di campagna, luogo di forzata convivenza durante la guerra, portano alla rottura di legami e rapporti. Si respira la nostalgia per i personaggi che se ne vanno e si portano via, per alcuni dei protagonisti, la parte più felice della vita: il Generale e la Duchessa con la morte liberano l’amore di Rachel per Sid e allo stesso tempo obbligano i tre figli maschi a crescere e prendere in mano definitivamente le redini dell’azienda di famiglia e le loro esistenze. I figli, ora genitori, sono relegati al ruolo di comparse rispetto ai veri protagonisti, la terza generazione femminile, quelle bambine cresciute nel clima ovattato della campagna nonostante i bombardamenti che hanno ormai le proprie vite. Louise, attrice mai arrivata, che si trova imprigionata nel ruolo di moglie e madre, Polly, dimenticato finalmente l’amore per Archie, si rivela donna sicura e forte, e infine Clary che avrà un percorso tutto suo e pieno di colpi di scena per arrivare alla felicità. Le avventure degli altri cugini fanno da contorno a questi tre personaggi femminili ancora una volta caratterizzati magnificamente dall’autrice. Si respira in ogni pagina la nostalgia per i “bei tempi passati” della giovinezza che nei ricordi (…di ciascuno di noi) rimangono sempre romanticamente felici. E’ triste sapere che ne manca solo uno alla fine….

CONFUSIONE (La saga dei Cazalet vol. 3)

CONFUSIONE. Elisabeth Jane Howard. Fazi Editore.

Siamo nel 1942 e anche se la fine della guerra è ancora lontana, i Cazalet vivono nella speranza della rinascita imminente. L’attenzione dell’autrice si sposta verso le nuove generazioni, i nipoti e soprattutto le donne della famiglia: Louise, Polly e Clary. Le tre cugine si affacciano alla loro nuova vita in modi diversi ma sempre da donne di una nuova era: Louise, tradendo leggermente le speranze riposte nel suo personaggio, si ritrova sposata ad un uomo che non ama e prigioniera di una vita ben lontana dalle aspirazioni che aveva manifestato mentre le sue cugine, alla ricerca di una nuova autonomia femminile, riusciranno ad andare a vivere a Londra da sole. Nel frattempo, Rachel continua a sopravvivere tra la devozione per i genitori e l’amore “segreto” per Sid, Edward mantiene le sue relazioni clandestine ma si lega sempre più ad una delle sue amanti, Villy si occupa dell’organizzazione e gestione della famiglia dai piccoli agli anziani, Hugh lavora nell’azienda di famiglia e subisce le confidenze del fratello Edward, Zoe (bella sorpresa come personaggio per l’evoluzione positiva) sempre sola si dedica totalmente a  sua figlia. Il vero personaggio emergente, tuttavia, è Archie, amico del disperso Rupert, sarà il perno intorno a cui gravita tutta la famiglia e a cui tutti affidano le loro confidenze.Sempre brava l’autrice che riesce a riprodurre lo stato d’animo del periodo storico attraverso le vite dei personaggi, si respirano ancora le privazioni della guerra ma emerge sempre più forte nei protagonisti la voglia di riscatto e di vivere appieno ogni istante disponibile.

GEMELLE IMPERFETTE

GEMELLE IMPERFETTE. Affinity Konar. Longanesi.
Devo a questo romanzo parecchie notti tormentate. E’ angosciante e straziante come solo la realtà più inimmaginabile può esserlo in una delle pagine più atroci e bestiale della storia dell’umanità.
Stasha e Pearl hanno poco più di dieci anni quando arrivano ad Auschwitz nel 1944 e in quanto gemelle vengono subito dirottate al cosiddetto e tristemente conosciuto Zoo di Mengele, il capanno dove l’Angelo della Morte conduce le sue sperimentazioni: sugli albini, sui rom, sui nani ma soprattutto su gemelli, la sua ossessione. La condizione di “protette” del dottore garantisce loro alcuni evidenti privilegi, il prezzo che dovranno pagare però è talmente alto da fargli spesso agognare la morte.
Il romanzo è raccontato in prima persona dalle due gemelle a capitoli alterni e in sostanza è diviso in due parti. La prima racconta la vita nel campo delle due bambine, l’incredulità iniziale di fronte all’insensibilità di cui si sono ammantati gli atri bambini per sopravvivere, i rapporti instauratisi con qualcuno di loro, il loro codice segreto per distribuirsi in parti uguali pesi e fardelli che permette loro di andare avanti e soprattutto l’insano rapporto instauratosi con Mengele. Poi una sera Pearl sparisce e Stasha dopo un primo momento nel quale si sente annientata è decisa a ritrovare la sua metà. Ma l’Armata Rossa ormai è arrivata, il campo viene sgomberato e l’altra metà del romanzo ci racconta il viaggio di Stasha e Feliks, un ragazzo che le due consideravano quasi un terzo gemello perchè Mengele aveva ucciso il suo gemello, attraverso una Polonia distrutta e il caos imperante in quella che si può definire una vera apocalisse di dolore nel quale a poco a poco qualche barlume di ottimismo e speranza fa capolino.
Che sia un romanzo per stomaci forti l’ho già detto, quello che a mio avviso l’ha reso ancora più toccante è il punto di vista e la descrizione della realtà delle due bambine che raccontano o fanno caso a cose che non capiscono (noi purtroppo sì) e utilizzano un registro linguistico quasi fiabesco per raccontare l’impossibile.
Joseph Mengele non pagò mai per nessuno dei suoi crimini e visse una vita relativamente tranquilla tra l’Argentina e la Germania, aiutato e coperto da parecchie persone importanti, all’orrore non c’è davvero fine.

 

I CORAGGIOSI SARANNO PERDONATI.

I CORAGGIOSI SARANNO PERDONATI.  Chris Cleave. Neri Pozza.
Neri Pozza pubblica l’ennesimo bel romanzo. Bello.
Lo stile accurato, personaggi di spessore, ironia pungente e comicità spietata a stemperare una Londra che si tinge di fiamme e morte.
Seconda guerra mondiale, Londra evacua i bambini nelle campagne… sì i bambini, quelli belli, quelli forti. Gli altri: i ritardati, gli storpi e i negri vengono lasciati sulla banchina della stazione, non voluti, non scelti, abbandonati alle bombe tedesche.
Lei si chiama Mary North, diciottenne di famiglia ricca, il padre parlamentare è una figura mitologica di cui tutti parlano ma che mai compare. Impalpabile ed inutile quanto un fantasma. Mary, per cui la guerra inizia come un gioco, diventa un’insegnante, scoprendo suo malgrado un mestiere che la infiamma. Una vocazione che interpreta a suo modo: controcorrente.
Lui è Tom Shaw. Direttore del distretto scolastico, non è si è arruolato perché convinto che ci sia un altro modo di combattere: mantenere le basi per la ricostruzione.
Mary piomba nel suo ufficio come una granata, vessandolo fino a quando non ottiene un lavoro e un edificio mezzo diroccato, dove allestire la sua classe: quella dei non-sfollati.
“Stavo pensando che ti amo”, dice Mary, “Anche io”, risponde Tom. Questi sono loro. Due amanti, due diversi ceti sociali, che si inseguono tra le rovine di una città che presto inizia a conoscere il peso dei bombardamenti.
Lui è Alistair Heath, ex curatore della Tate Gallery, il migliore amico di Tom che dopo aver messo al sicuro i capolavori del museo, decide improvvisamente di arruolarsi volontario.
Il romanzo è una narrazione doppia sulla Seconda Guerra Mondiale: da un lato la Londra quotidiana, quella dei ricchi e quella dei poveri a cui Mary si ostina ad insegnare (il suo allievo preferito è Zachary Lee, un bambino di colore che le darà parecchi grattacapi).
Dall’altro Alistair e il combattimento attivo, prima in Francia e poi a Malta. L’assedio, la morte, la menomazione, il cameratismo.
Troppe sarebbero le cose da raccontare: in questo libro c’è tutto dal punto di vista umano. Dalla lotta per la sopravvivenza, alla lotta per i diritti civili. La speranza di ricostruire una società migliore, una speranza sfregiata e piena di lutto. L’amore che non trionfa, ma si trasforma, adattandosi alla tragedia.
Da leggere assolutamente.

IL CLUB DEL LIBRO E DELLA TORTA DI BUCCE DI PATATA DI GUERNSEY

IL CLUB DEL LIBRO E DELLA TORTA DI BUCCE DI PATATA DI GUERNSEY. Mary Anna Shaffer e Annie Barrows. Astoria.
Astoria ha recentemente ripubblicato il romanzo della Shaffer che qualche anno fa era stato pubblicato da Sonzogno con il titolo La società letteraria di Guernsey (e che tutt’ora si trova in formato ebook e un prezzo decisamente minore).
Il romanzo è semplicemente meraviglioso, una vera chicca.
Innanzitutto l’ambientazione: Guernsey, una delle isole del canale della Manica più vicine alla Francia che all’Inghilterra ma territorio inglese, di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza e che ora vorrei proprio visitare.
L’anno: il 1946, all’indomani della seconda guerra mondiale, quando l’umanità aveva appena iniziato a ricostruirsi un domani.
La protagonista: Juliet Ashton, giovane giornalista e scrittrice in ascesa in cerca di ispirazione per un nuovo romanzo, brillante, generosa, forte ma un po’ buffa.
Forma: romanzo epistolare.
Insomma gli ingredienti c’erano tutti, ma la Shaffer è riuscita ad amalgamarli in un crescendo veramente inaspettato.
Attraverso una serie di lettere che Juliet scambia con la sua migliore amica e il suo editore, impariamo a conoscerla durante il tour promozionale del suo ultimo romanzo.
Un giorno però le arriva una lettera da un abitante di Guernsey, che fa parte di una società letteraria nata come pretesto per sfuggire al coprifuoco dei tedeschi che hanno occupato le isole del canale, unico e molto simbolico territorio inglese occupato.
Incuriosita dal bizzarro nome della società letteraria, nasce così una fitta corrispondenza con tutti i suoi membri che grazie a quegli incontri sono diventati veri appassionati di letteratura.
Juliet a quel punto si reca sull’isola per conoscerli e per conoscere la storia di un’isola che durante la guerra era stata abbandonata a se stessa, ma trova molto di più.
Non voglio svelare troppo di un romanzo che mi ha veramente incantata e meravigliata. Mi sto ripetendo lo so, ma mi ha fatto molto ridere, qualche volta piangere, ci sono colpi di scena e tanta storia. La forma epistolare non è sicuramente la mia preferita, ma qui non risulta per nulla pesante, tutt’altro, visto che l’autrice è riuscita attraverso i diversi registri linguistici dei personaggi a farceli percepire e conoscere.
E’ prevista nel 2018 l’uscita del film con un cast importante e un regista decisamente blasonato, non vedo l’ora!!!