LA FIGLIA DEL BOIA

LA FIGLIA DEL BOIA. Oliver Potzsh. Neri Pozza.
Siamo a Shongau un piccolo paese della Baviera nel 1659, che fatica a riprendersi dopo la guerra dei 30 anni, martoriato dalle pestilenze e dalla carestia, oltre che dalle incursioni dei mercenari. allo sbando. Jacob Kuisl è il boia incaricato, un boia anomalo, non ama fare quello che fa, è temuto e cercato allo stesso tempo per le sue conoscenze mediche e quando a seguito degli omicidi di alcuni bambini che presentano uno strano marchio, il paese intero chiede a gran voce che venga bruciata sul rogo come strega la levatrice del villaggio, non crede a queste superstizioni e inizia ad indagare con il giovane medico Simon che se la intende con la sua intraprendente figlia. Gli interessi in gioco sono molti: quelli dei commercianti del paese che litigano da sempre con quelli di Augusta, quelli della chiesa che vede continuamente sabotato il cantiere dove stanno cercando di costruire un lebbrosario e sullo sfondo la levatrice, che un gruppo di orfani andava spesso a trovare. Che connessione hanno tutte queste cose si chiede Kuisl?
Questo è il primo romanzo di una fortunata serie di gialli, l’ultimo è uscito proprio questo mese, e se come giallo mi è sembrato un po’ scarso, come ambientazione e descrizione dei dettagli storici e dei personaggi me lo sono bevuto, ambientazione tra l’altro un po’ diversa dalle solite. Insomma felicissima di averlo letto ma non leggerò gli altri.

IL SERPENTE DELL’ESSEX

IL SERPENTE DELL’ESSEX. Sarah Perry. Neri Pozza.
Strapublicizzato, una copertina che parla da sola, articoli in ogni dove che accostavano questa autrice a nomi quasi imbarazzanti, insomma l’ho aspettato tanto e lo consideravo quasi una certezza e invece è stata una grande delusione.
Inghilterra fine ‘800 Cora Seaborne vive il suo lutto come una liberazione, il marito era un uomo famoso e influente ma crudele, che negli anni non ha mai perso occasione di umiliarla in svariati modi. Così, con il figlio (probabilmente autistico) e la tata/amica fidata Martha si trasferisce per un po a Colchester anche per dedicarsi alla sua passione per i fossili.
Quando arriva al paese però lo trova in subbuglio, gli abitanti sostengono che sia tornato un terribile serpente-drago che nei secoli li ha sempre perseguitati uccidendo e rapendo alcuni abitanti. Di tutt’altro parere invece è il prelato William Ramsone che cerca in ogni modo di risvegliare le coscienze e la parte razionale dei suoi fedeli.
Tanti sono i personaggi incontrati in questo romanzo come se fosse piccole storie a se stanti, così come svariati sono i temi affrontati ma nessuno di questi viene approfondito. Lo stile è curato e sofisticato ma spesso sembra pretenzioso e alla ricerca di quell’effetto che la trama non riesce a dare.
Ci si ritrova stancamente al finale e ci si domanda “e quindi?”

IL PRODIGIO

IL PRODIGIO. Emma Donoghue. Neri Pozza.
Siamo a metà ottocento. E’ grazie alla fama e all’autorità della scuola di Florecene Nightingale che ha frequentato l’infermiera Lib Wright, che le viene affidato un incarico molto particolare dal comitato di un piccolo paese irlandese. Vigilare sulla piccola Anna O’Donnell che ha 11 anni e che sostiene di non nutrirsi se non di manna del cielo da almeno 4 mesi. La bambina è in breve diventata famosa e meta di pellegrinaggio in un paese prostrato dalla fame e che “ha bisogno” di miracoli. Lib viene dall’Inghilterra ed è convinta con il suo spirito pratico e razionale di riuscire a smascherare la truffa in un paio di giorni. Non si aspetta certo di trovarsi di fronte a una bambina quieta, gentile educata e ovviamente molto devota che parebbe non nutrirsi veramente. Dopo una settimana però la bambina inizia a deperire velocemente e continua a rifiutare il cibo nonostante le venga spiegato chiaramente che è in pericolo di vita. Lib confrontandosi con un giornalista irlandese che capisce di più quella realtà e che è venuto in paese per scrivere articoli su Anna, cerca di capire il mondo di dolore e i segreti inconfessabili che sono dietro alla decisione della bambina.
Un romanzo splendido con un’ottima ambientazione che tiene alta la tensione e che parla di temi complicati: di superstizione, ignoranza, del ruolo della religione ma sopratutto di adulti pavidi, insensibili e che non si assumono le responsabilità che non possono essere di un animo così innocente e influenzabile come quello di un bambino.
Il parroco, il medico, la madre, l’intero comitato, nessuno è il diavolo o forse lo sono tutti quando non vedono più in Anna una persona ma un mezzo o un grattacapo.